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Retata del clan dei Casalesi con Nicola Ferraro (UDEUR)
(7:56)

Ogni giorno c’è una nuova retata del clan dei Casalesi. Il numero di appartenenti al clan deve tendere all’infinito se, dopo ogni arresto, ne rimangono ancora in libertà. E’ una lotta senza fine che prosegue da anni come un bollettino metereologico. 11 ottobre 2008 arrestate 7 persone legate al clan scissionista di Bidognetti. 7 novembre 2008 arrestati Davide Granato e Giuseppe Alluce. 21 novembre 2008 arrestato Gianluca Bidognetti, figlio di Francesco (detto Cicciotto e’ Mezzanotte). 21 dicembre 2008 arrestato Metello Di Bona stragista del clan. 14 gennaio 2009 arrestato Giuseppe Setola. 30 marzo 2009 arrestate 38 persone appartenenti ai Casalesi tra Napoli, Caserta, Milano, Ferrara e Reggio Emilia. 6 aprile 2009 arrestate a Modena 5 persone legate al clan. 29 aprile 2009 arrestato Michele Bidognetti. 3 maggio 2009 arrestato Raffaele Diana, boss dei Casalesi. 18 maggio 2009 arrestato Franco Letizia. 14 luglio 2009 la Dia di Napoli sequestra al clan beni per oltre 50 milioni di euro, intestati a 30 prestanomi ricollegabili a 5 persone. 15 luglio 2009 arrestate 44 persone appartenenti al clan. 13 agosto 2009 arresto di 9 persone e del super latitante Maccariello Raffaele, condannato all’ergastolo. 18 marzo 2010 20 ordinanze di custodia cautelare per affiliati al clan. 30 marzo 2010 arrestati Carmine e Nicola Zagaria. 14 aprile 2010 catturato Nicola Panaro. 15 giugno 2010 arrestato Nicola Schiavone, figlio di Francesco Schiavone detto Sandokan. (*) 12 luglio 2010 17 arresti, tra questi Nicola Ferraro, ex consigliere regionale dell’UDEUR.
Quanti sono realmente i Casalesi? Le forze dell’ordine rischiano di cadere in depressione per l’entità del fenomeno. Ma soprattutto quanti sono i politici nominati dal clan dei Casalesi in Regione, nelle Province e nei Comuni? Forse più dei Casalesi stessi? E quanti politici sono stati arrestati? Per contrastare la diffusione dei Casalesi i partiti hanno fatto tutto il possibile. Nicola Cosentino del Pdl è Sottosegretario di Stato all’Economia e alle Finanze invece che in galera. L’esecuzione della custodia cautelare (confermata dalla Corte di Cassazione) per il reato di concorso esterno in associazione camorristica è stata respinta dalla Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera. Il Pdmenoelle ha arginato l’avanzata del clan con una lotta senza quartiere di vent’anni in Regione Campania in cui ha “fatto più battaglie le sue mutandine che tutti i giapponesi alla Filippine(video)”. Alle ultime elezioni il Pdmenoelle ha scelto l’Arma Finale, Vincenzo De Luca, prescritto per vocazione interiore, da sempre a caccia dei Casalesi e di padre Zanotelli. Lo sceriffo di Salerno, pur con l’appoggio occulto di parte del Pdl, non ce l’ha fatta.
I Casalesi hanno ora mano libera. Più di prima è difficile, ma ci proveranno. Per far fronte alle perdite inflitte da Polizia e Carabinieri hanno aperto una (nuova) campagna acquisti tra i politici campani. Chi è disponibile si affretti, c’è già la coda.
(*) da Wikipedia