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“Si sta aprendo un nuovo capitolo in quella che ormai sembra una fiction – nel senso di finzione – sulla connettività e la diffusione della rete veloce nel Paese.
Secondo le ultime notizie lo Stato starebbe abdicando a favore di Telecom sulla banda ultralarga.

Non bastava sapere che da anni siamo il fanalino di coda dell’Europa.
Non bastava essere piazzati male anche nel ranking mondiale.
Adesso, dopo più di sei mesi di attesa, un decreto comunicazioni mai uscito, un dialogo lento e improduttivo con la Commissione europea scopriamo la vera strategia renziana che si può riassumere nel “decidere di non decidere“.

VIDEO Fuori dal Medioevo della Rete!

Mentre il nostro Paese sta perdendo l’opportunità di fare una società pubblica che costruisca l’unica grande opera che davvero servirebbe – la rete in fibra fino a casa su tutto il territorio nazionale – i privati non si fanno scappare l’opportunità.
Non un privato qualsiasi ovviamente ma l’ex monopolista dell’ormai privatissima e francesissima Telecom.
Mentre da una parte il “putto fiorentino” si incontrava con il “proprietario” di Telecom, Vincent Bollorè azionista di maggioranza (nonché azionista di telefonica e vivendi) instaurando (parole sue) un “dialogo costruttivo“, dall’altra emanava la delibera Cipe che destinava fondi per la rete.
Quale quindi la novità? La paventata privatizzazione di Metroweb (società pubblica della rete in fibra) produrrebbe un effetto perverso. Quello di permettere a Metroweb di realizzare la rete con fondi pubblici e poi di cederla a Telecom.
Così facendo si eliminerebbe la possibilità di realizzare una rete pubblica nazionale di natura neutra. Nel suo non fare o far male, il Governo si permette la perpetrazione del monopolio privato di Telecom su un asset strategico per il futuro del Paese. Tutto questo sull’ultima grande infrastruttura di rete che si costruirà in Italia dopo le ferrovie, la linea elettrica e quella del gas.
Il MoVimento 5 Stelle farà tutto quanto in suo potere per evitare che questa occasione vada perduta.
Ci vediamo Imola per parlarne assieme.” Andrea Cioffi, portavoce M5S Senato