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“Un anno fa la proprietà della Pometon, fonderia di Maerne (VE), ha deciso di fare piazza pulita di tutta la contrattazione aziendale e ha dunque unilateralmente tutti i contratti integrativi esistenti e vigenti. Dopodiché ha chiesto ai sindacati presenti in azienda, Fiom e Fim, di discutere un nuovo contratto integrativo, senza tener conto del passato e sulla base della piattaforma padronale. La Fiom ha detto di no. La Fim ha detto di sì e il risultato è stato l’ennesimo accordo separato, firmato dalla sola Fim-Cisl, che prevede ovviamente meno salario e più orario, con l’aggiunta del solito e odioso trattamento differenziato, in peggio, per i nuovi assunti. Non si sono accontentati di firmare un contratto separato a nome di tutti o di togliere i diritti sindacali a chi non era d’accordo. No: hanno inserito una clausola che dice che il contratto vale soltanto per i lavoratori che hanno in tasca la tessera della Cisl o che, in alternativa, aderiscono individualmente al contratto separato, mediante il versamento di un “contributo sindacale straordinario” di circa 200 euro. Per il disturbo e la fatica della contrattazione da parte della Cisl… E gli altri, gli iscritti Fiom, quelli che non volessero prendere la tessera della Cisl o pagare 200 euro? Ebbene, faranno una brutta fine, rimanendo senza contratto integrativo, visto che quelli precedenti sono stati azzerati in blocco, e avranno la sola paga base prevista dal contratto nazionale. In altre parole, subiranno un taglio secco della retribuzione nell’ordine delle centinaia di euro al mese! Vi ricordate di Pomigliano? Dicevano che era un’eccezione: è diventata la regola.Occorre prendere sul serio, molto sul serio, il fattaccio alla Pometon. Chi ci dice che dopo il contratto separato, dopo la negazione dei diritti e delle libertà sindacali per chi dissente e dopo il divieto di assunzione per chi ha la tessera sindacale “sbagliata”, ci sono ancora tante altre cose, come l’obbligo di pagare il pizzo alla Cisl se non vuoi aver il salario decurtato. Insomma, al peggio non c’è mai fine se stiamo a guardare.” Segnalazione da Informarexresistere