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Traforo, uno scempio ambientale condito di frode fiscale e tangenti
(14:38)

Tunnel delle Torricelle e passante nord. Questo é il fulcro del programma elettorale di Flavio Tosi dal 2009. Nonostante il progetto fosse osteggiato da 9.000 firme e molti urbanisti avessero mostrato perplessità sull’opera, la giunta veronese é andata avanti a testa bassa. Il passante nord, servirebbe a chiudere l’anello circonvallatorio a nord della città e risolvere i problemi di traffico a nord del centro storico: 13 km totali, due corsie per senso di marcia. Peccato che quell’area vi sia la zona collinare delle “Torricelle”. La “Beverly Hills” di Verona. Soluzione? Bucare le colline! Due Tunnel per un totale di 2.5 km. Inoltre, la superstrada a pedaggio, taglierà a metà terreni finora destinati ad uso agricolo. Facile pensare che, le porzioni di terreno vicine alla città, divengano a breve edificabili. Il costo dell’opera é faraonico: circa 1.000.000.000,00 di euro tutto in project financing. Il Bando di Gara é stato vinto da un Associazione Temporanea d’Impresa composta da questi nomi: Technital, Girpa (già fallita), Simmon fiduciaria S.p.A., Finnat fiduciaria S.p.A. Ma non basta. Accanto a questi troviamo Verona Infrastrutture composta dalle seguenti imprese: Mazzi Costruzioni che attualmente versa in gravi problemi economici, Cordioli, SOVECO S.p.A., Gianantonio Parolini (fonte Corriere del Veneto).
Alla luce del costo esorbitante, é certo l’ingresso di qualcuno che possa sostenere il peso finanziario. Questo qualcuno é Mantovani S.p.A. il cui Amministratore Delegato Piergiorgio Baita é stato recentemente arrestato per un’evasione fiscale da 10.000.000,00 di euro. Questa azienda gigantesca, ha vinto in project financing i principali progetti del nord-est Italia. Il Mose di Venezia, l’ospedale di Mestre, il Passante autostradale di Mestre, é nelle società che compaiono nel progetto della nuova autostrada Nogara – Mare, della Pedemontana Veneta, della SITAVE ( SIstema delle TAngenziali VEnete) ed anche nell’EXPO di Milano 2015. Tra gli arrestati, troviamo anche l’ex segretaria di Giancarlo Galan ed Amministratrice delegata di Adria Infrastrutture S.p.A.Claudia Minutillo. Secondo gli inquirenti i due sarebbero coinvolti in un giro di fatture false con un terzo protagonista William Colombelli di San Marino titolare di un’agenzia di consulenze e sempre secondo gli inquirenti, tali importi non sarebbero serviti ad evadere il fisco, ma forse a pagare tangenti. La vicinanza con Giancarlo Galan, ex Presidente della Regione Veneto, é sottolineata dal fatto che quasi tutte le gare vinte dalla Mantovani S.p.A. sono state aggiudicate durante il mandato di questo Presidente. Sembra che alla Mantovani il Project Financing sia la specialità della casa. Alla luce di questi arresti, un comune attento, dovrebbe interrompere l’iter per la realizzazione dell’opera e fare chiarezza. Invece no, Il sindaco Tosi ha firmato la convenzione ed ora si attende la V.I.A. da Roma. Secondo il Primo cittadino ed il suo Assessore alla viabilità, l’arresto dell’AD di Mantovani S.p.A. “é una questione privata” ed aggiunge “è stata arrestata una persona, non un’azienda”. Peccato che la legge dica l’esatto contrario: dlgs 231/2001 art. 5:
1. L’ente e’ responsabile per i reati commessi nel suo interesse o a suo vantaggio:
a) da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell’ente o di una sua unita’ organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale nonche’ da persone che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo dello stesso;
b) da persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti di cui alla lettera a)

Riteniamo che questo progetto vada fermato, é uno scellerato consumo di territorio, non risolve alcun problema di traffico, anzi lo aumenta, costa troppo ed espone le amministrazioni ad infiltrazioni e speculazioni da cui, purtroppo, non sono ancora in grado di difendersi.” Alessandro Gennari, M5S Verona