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“Gli investimenti pubblici sono il volano della crescita economica. L’Italia ne ha un bisogno disperato, dopo anni di austerità e il crollo della produttività del lavoro. Eppure, nella legge di Stabilità 2016, il Governo taglia. Non c’è traccia degli investimenti per il Sud promessi e il calo degli investimenti complessivi prosegue, dato che la Nota di aggiornamento al Def certifica un -2,7% rispetto al 2015.

Di questo passo, il declino è assicurato.
E pensare che sarebbero diversi i settori in cui è possibile investire per il bene della collettività, dalle energie rinnovabili (iniziando col togliere gli incentivi alle fonte fossili che ci costano circa 18 miliardi l’anno) alla banda ultra larga (sulla quale il Governo rallenta e delega ai privati), passando per la sicurezza idrogeologica del Paese e l’ampliamento delle tratte ferroviarie regionali, ad oggi del tutto inadeguate.
In un Paese con disoccupazione ufficiale al 12% (ma reale ben superiore), aumentare gli investimenti significa creare rapidamente occupazione, al di là degli zerovirgola che questo Governo continua a vantare anche se dipendono dalla fortunata congiuntura internazionale (crollo del prezzo del petrolio in particolare).
Più occupazione significa più gettito fiscale e maggiore sostenibilità del debito pubblico, ma soprattutto maggiore domanda interna e nuovi utili per le imprese, oltre che aumento della produttività, dato che gli investimenti pubblici, se ben indirizzati hanno il grande merito di accompagnare alla quantità anche la qualità dell’espansione economica, generando ricadute positive per quanto riguarda l’innovazione.
Ma il Governo dell’austerità deve rispettare i patti di bilancio europei, come il Fiscal Compact, il cui unico obiettivo è dimagrire il settore pubblico per svendere i servizi pubblici agli interessi privati, Sanità in testa.” Nicola Morra, M5S Senato