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I comuni veneti vogliono diventare trentini. I comuni piemontesi vogliono diventare valdostani. Per una questione di grana. E’ la nuova diaspora all’italiana. L’erba del vicino è sempre più verde e quella delle regioni autonome è verde brillante. La Lega non ci è riuscita e i cittadini iniziano a fare da soli. Una autodeterminazione incontrollata potrebbe dare vita a due nuove macro regioni nazionali. Con capitali Trento e Aosta. Pagheremo tutti, dalla Sicilia alla Lombardia, meno tasse e faremo delle belle gite in montagna.
I cittadini italiani sono, almeno in teoria, uguali di fronte alla legge e, in pratica, diversi rispetto al Fisco. Dipende dove nascono.
Le regioni autonome funzionano meglio delle altre. Fa eccezione la Sicilia, che in realtà è uno Stato autonomo. La scissione mafiosa dall’Italia l’ha fatta da tempo. Le regioni autonome sono un lusso che l’Italia non può più permettersi. Se vogliono dichiarino l’indipendenza. Nessuno in questa Nazione di cartone si opporrà. Mille trentini sono in grado di sconfiggere l’esercito.
Se Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia e Trento sono un modello, questo modello venga applicato in tutto il Paese. Gruppi di studio dalla Puglia e dall’Emilia lo copino. Se, invece, la benzina gratis e le sovvenzioni per imprese e abitazioni, ecc, ecc, derivano dal pagare meno tasse, allora ogni regione e provincia abbia lo stesso trattamento.
In caso di tensioni con i cittadiniautonomi si può avviare l’ennesima riforma costituzionale. E consentire a tutte le regioni italiane la possibilità di cambiare Stato avviando trattative bilaterali. La Valle d’Aosta con la Francia, la Lombardia con il Canton Ticino, il Veneto con l’Austria, la Sicilia con gli Stati Uniti. Sarebbe una riforma di grande popolarità, con adesioni entusiastiche.
L’unica a lamentarsi sarebbe la contea di Montecitorioshire. Senza più contribuenti dovrebbe mandare i suoi cittadini a lavorare.