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“Amici che lavorate in banca, sono un imprenditore, e ogni volta che ho avuto a che fare con una banca ho incontrato persone meravigliose. Quasi tutte però vivono la loro situazione con un senso diffuso di rassegnazione: “La Banca non concede…“, “…è cambiato il mondo“…
Ragazzi, le organizzazioni per cui lavorate hanno causato la crisi che stiamo vivendo a vari livelli, hanno causato almeno in parte l’evasione fiscale che tutti condanniamo, hanno causato tanti dei suicidi che ogni giorno in Italia scandalizzano tutti.
Le aziende e i professionisti pagano le tasse per tutti. Lo fanno trattenendo per conto dei dipendenti le loro tasse e contributi e di fatto sostengono con la loro creazione di valore la totalità del costo di uno Stato inefficiente. Quando un imprenditore entra nella vostra filiale e vi chiede un servizio – lautamente corrisposto – ascoltatelo. Dopo, rassicuratelo che quanto detto non sarà perduto. Poi iniziate la pratica istruttoria con la massima cura, attenzione e determinazione possibile. Come voi, anche i vostri capi si troveranno a gestire i ‘no’ dei Consigli di Amministrazione. Siate forti. Abbiate il coraggio di spiegare perché vale la pena fare uno sforzo in più (pagato, tra l’altro). Vi prego, non fermatevi alla prima difficoltà, all’impossibilità “tecnica” data dal sistema. Ognuno, nella sua situazione e secondo le proprie capacità, è sempre in grado di migliorare il mondo in cui vive. Un passo alla volta. Grazie per quello che farete.” Matteo P.