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“Il trattato di Lisbona (art. 7) cita: ” tenuto conto delle elezioni del Parlamento Europeo e dopo aver effettuato le consultazioni appropriate, il Consiglio Europeo, deliberando a maggioranza qualificata, propone al Parlamento Europeo un candidato alla carica di Presidente della Commissione
Le elezioni del 25 Maggio 2014 hanno confermato la previsione di una maggiore presenza di movimenti euroscettici in seno al Parlamento Europeo e la non più netta vittoria di PSE e PPE, costretti probabilmente ad una coalizione forzata.
Secondo il trattato di Lisbona l’elezione del Presidente della Commissione dovrebbe tener conto di questa nuova presenza parlamentare, quindi il processo corretto dovrebbe essere quello di attendere l’insediamento del nuovo parlamento e poi iniziare le consultazioni per la nomina del Presidente della Commissione, che va fatta entro il 31 ottobre 2014.
Quello che invece sta succedendo è che i vecchi partiti, oggi più deboli, hanno avviato consultazioni extraparlamentari al fine di proporre un candidato a loro gradito, a scapito dei nuovi movimenti rinnovatori, per assicurarsi una poltrona fondamentale dell’Unione Europea.
Il Parlamento Europeo è l’unico organo eletto dal popolo, il trattato di Lisbona infatti ne aumenta i poteri per garantire una maggiore partecipazione nelle decisioni fondamentali della UE, i vecchi partiti, continuano invece a ricorrere a questi tristi mezzucci per assicurarsi altri anni di potere e poltrone.” David Borrelli, cittadino portavoce M5S al Parlamento Europeo