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“La proposta di legge ha l’obiettivo di modernizzare e adeguare la disciplina della cooperazione internazionale allo sviluppo italiana al mutato scenario e alle sfide globali che il nostro Paese è chiamato responsabilmente ad affrontare. Lo stesso significato di cooperazione, oltre che il contesto, è totalmente cambiato. In primis, nella proposta di legge M5S non si parla più di Aiuto Pubblico allo Sviluppo, ma di Cooperazione pubblica allo sviluppo, ponendo così fine all’approccio assistenzialista. Come nella proposta governativa, modifichiamo la denominazione del MAE in Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, responsabile dell’attività di cooperazione allo sviluppo sarà un viceministro con piena delega. A differenza del “carrozzone” proposto dal governo, e vista la mancanza di trasparenza ed efficienza delle risorse, viene soppressa la Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo (Dgcs), oltre che l’Istituto Agronomico per l’Oltremare. Verrà creata l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, sottoposta per una sua maggiore autonomia presso la Presidenza del Consiglio e non del Ministero Affari Esteri. Si cerca quindi di rendere il sistema più snello, autonomo, trasparente ed efficiente. Modifichiamo, quindi, il concetto di cooperazione anche stabilendo che gli interventi e i programmi dovranno corrispondere ad una richiesta da parte del Paese partner, tranne per i Paesi dove le gravi violazione dei diritti umani rendono necessari interventi diretti. E, finalmente, viene istituito il Fondo per la cooperazione internazionale, un fondo unico dove confluiranno tutte le risorse per la cooperazione, depositate in un conto fruttifero.” Maria Edera Spadoni