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Il Programma del MoVimento 5 Stelle per una libera Informazione in Italia si trova qui.

“Parliamo di informazione, sì. E interpelliamo i giornalisti, come propone il Blog, mi sembra una buona idea. Spero che diventi contagioso questo metodo che spesso in passato mi son divertito a mettere in pratica. Perché la comunicazione di massa è davvero lo strumento dell’inebetimento collettivo. Ed è necessario reagire alla degenerazione morale, deontologica e culturale della professione giornalistica. Senza tuttavia tralasciare gli aspetti strutturali. Uno è la condizione di precariato in cui è tenuta la “manovalanza” giornalistica, spesso seria e qualificata. Un altro è l’intimidazione legale, che opera attraverso querele e richieste di risarcimento danni. Un altro ancora – è il più importante – è il predominio dei grandi centri di potere politico-economico. Internet ci sta liberando, d’accordo. Ma fin quando la tv influenzerà la maggioranza degli italiani, come risulta da tutte le stime, saremo costretti ad occuparcene. Servono riforme radicali, che l’antipolitica degli attuali partiti, e tanto meno la tecnocrazia dei governi emergenziali, non ha fatto e non farà mai. Ne indico tre.
1. Liberare dai partiti la tv pubblica (possibilmente ridotta a un solo canale, senza pubblicità), attraverso un innesto di democrazia diretta, cioé affidando la nomina e il controllo dei dirigenti a una fondazione esterna, in cui abbiano voce delegazioni di operatori della comunicazione, abbonati Rai, dipendenti dell’azienda.
2. Una severa legge antitrust, contro le posizioni dominanti nel mercato televisivo, pubblicitario ed editoriale, che fissi un tetto invalicabile alle quote di mercato e al numero, o alla quota, di canali nazionali controllabili da ogni editore, e famiglia, con incompatibilità fra controllo di giornali radio e tv.
3. Una draconiana legge contro i conflitti di interesse, di tutti i partiti e di tutti gli operatori economici, che stabilisca prima di tutto l’incompatibilità fra titolarità effettiva di concessioni televisive ed eleggibilità a cariche pubbliche o nomina a cariche di governo.
Sono linee di riforma orientate alla separazione dei poteri e alla crescita della concorrenza, di attuazione costituzionale e cultura liberaldemocratica, sulle quali impostare articolate proposte di legge. Se in parlamento il MoVimento riuscirà a portare avanti iniziative come queste, sarebbe una ventata di aria fresca. Una vittoria della buona politica. Piero Ricca