Condividi

“Le dimissioni di Giuseppe Scopelliti, presidente della Calabria, sono una vittoria del Movimento Cinque Stelle, che in assoluta solitudine le aveva pretese più volte: per il commissariamento nella gestione del Fondo europeo di sviluppo regionale; per i tagli a ospedali già morenti; per il fiasco nel rientro dal debito sanitario; per lo schifo dei rifiuti urbani e per la vicenda del quotidiano L’Ora della Calabria. Due giorni fa Scopelliti è stato condannato a sei anni e all’interdizione permanente dai pubblici uffici, per fatti sulla gestione del comune di Reggio Calabria quando era sindaco (2002-2007). La sentenza penale ha sancito la fine di un sistema di potere che in Calabria ha creato emigrazione e fame, lasciando come alternativa l’ingresso nelle ‘ndrine. Un sistema di potere che ha trovato nell’ex governatore la figura più mediatica, ma di cui sono stati complici, da alleati o da finti oppositori, i protagonisti della scena politica calabrese: i fratelli Gentile (prima forzisti poi alfaniani), i nuovi e vecchi fedelissimi di Berlusconi (tra cui eletti del Pdl con guai per ‘ndrangheta) e infine i soldatini di Matteo Renzi; a partire dal segretario regionale del Pd, Ernesto Magorno, deputato in poltrona e buono ricuperare il pattume politico calabrese; su tutti l’ex socialista Sandro Principe.
La Calabria, in cui la politica ha controllato schifosamente il mercato del lavoro, può adesso ritrovare la propria libertà; anzitutto con la pulizia nei palazzi, la programmazione nel pubblico e la distanza da zone grigie, ambienti contigui e circuiti massonici. I calabresi non hanno più fiducia nei partiti, che hanno saputo allargare assistenza e clientele rovinose; che hanno voltato le spalle ai lavoratori, ucciso la sanità pubblica e permesso loschi affari nel settore dei rifiuti. In Calabria i partiti non hanno più scampo e non possono parlare di cambiamento. Adesso c’è solo una strada: il ritorno alle elezioni e una lezione sonora ai vecchi riciclati e conniventi politici; come il ministro Angelino Alfano, che, avendo scelto Scopelliti come suo referente, di cui sapeva vita e miracoli, non può più restare nel governo. Renzi lo cacci subito. ADESSO.”
Dalila Nesci, Paolo Parentela, Nicola Morra, Federica Dieni