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Il costo medio dei libri scolastici è di 500 euro per studente. Potrebbe essere zero se i libri fossero in formato digitale. Ma in questo caso le case editrici che lucrano sui testi scolastici potrebbero chiudere baracca e burattini. Infatti, il ritorno economico per i testi scolastici è massimo rispetto a qualunque altra forma di libri, saggi, romanzi, ecc. I “nuovi” libri scolastici sono sostanzialmente quelli dell”anno precedente con qualche pagina cambiata in più, operazione che in un libro digitale può essere attuata con un click. Massimo guadagno quindi con il minimo sforzo che contempla soprattutto fare lobby con partiti compiacenti sulle spalle delle famiglie e del diritto all’istruzione.
Il M5S ha fatto approvare in Parlamento un punto del suo programma Istruzione: “Integrazione dei libri scolastici stampati con i libri multimediali in formato digitale. La produzione condivisa di libri digitali su piattaforme aperte diventa parte del processo di insegnamento-apprendimento” punto che è legge, ma totalmente disatteso dal Governo che si riempie la bocca con la “buona scuola“.

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I libri non solo non vengono digitalizzati, ma aumentano in numero. Per recarsi a scuola bisogna dotarsi di uno sherpa che porti la cartella o di un genitore robusto.