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ASILI IN CASA

Come avviene di già in altri paesi si possono mettere in contatto le famiglie che hanno dei bimbi in età prescolare ( dai 3 ai 5 anni) attraverso un portale internet del comune ( a cui affiancare un servizio di sportello nelle varie circoscrizioni ). Le mamme stesse possono fare asilo a casa propria ad orario ridotto ( 4 ore al giorno ) alternandosi il servizio giornalmente o settimanalmente a seconda delle esigenze. A seconda della disponibilità degli spazi, bilocale piuttosto che villa, ci può essere una mamma con 3 bambini, 2 mamme con 6 bimbi o 3 con 9. In questo modo si abbattono i costi degli asili, le mamme possono avere più tempo per se per fare le faccende di casa e se lavorano per poter continuare a lavorare (a orario ridotto) Chi aderisce a questo progetto verrebbe preparato da un pediatra e da uno psicologo della usl che poi continuerebbe a seguire il percorso periodicamente. Questo fa sì che i costi di gestione degli asili diminuirebbe e mamme e figli starebbero più assieme.

23 commenti

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  • Io sono mamma e ho vissuto le due realtà, il micronido gestito da una mamma in casa e con altri 4 bambini oltre il suo e il nido comunqle, quindi struttura con personale qualificato e programmi educativi. Non mi intendo di economia nè di costi per un asilo nido, tantomeno per un micronido, ma solo di quello che entra ed esce dalle mie tasche e sicuramente un micronido è la soluzione più conveninete, visto che poi entrambe le spese vengono calcolate sul reddito familiare (dell'anno precedente... e qui ci sarebbe magari anche da discutere!), ma non credo che per una mamma basti sapere di spendere meno!
    La realtà dei micronidi qui a Torino non era un gran chè, almeno fino al 2003, ad oggi non sono più informata a proposito, ma mi è sembrato che le mamme fossero un po' troppo lasciate allo sbarglio per quanto riguarda la gestione dei bimbi nell'intero arco della giornata, nessuna convenzione per le ludoteche e nessun programma educativo per i piccoli, insomma, già non è semplice seguire 24/24 il proprio figlio, figuriamoci per 6/8 ore il figlio di qualcunaltro... senza tener conto che è e resta solo una persona a seguire i bambini per tutte le ore, cosa che non accade nei nidi dove i bambini hanno più strumenti e più opportunità di seguire programmi educativi e ludici. In parole povere mio figlio più grande quando è stata ora di andare alla scuola materna non mangiava ancora da solo e portava ancora il pannolino, la bimba più piccola a due anni guai se cercavo di imboccarla!
    Non per questo sono contraria ai micronidi o come volete chiamarli, ma almeno cercare di dare un minimo di formazione e di materiale educativo-didattico anche alle mamme che decidono di "improvvisare" un micronido.

  • Io e la mia compagna, dal 2006 portiamo avanti il progetto dei nidi famiglia-tagesmutter; è cominciata proprio come una avventura, per risolvere il nostro equilibrio familiare con l'arrivo della quarta figlia, ed è diventato uno straordinario volano sociale! Oggi siamo oltre venti famiglie associate nel progetto di nidi famiglia in rete Scarabocchiando a casa di... il tutto senza chiedere un centesimo pubblico. Anzi, le istituzioni ci ignorano e spesso ci ostacolano, poiché molte regioni, non hanno una legge regionale dettagliata, ed in molti comuni non sanno proprio di cosa si stia parlando.
    Ma vi possiamo garantire che sono i bimbi a darci le maggiori soddisfazioni, ed a mio avviso non c'è paragone tra quanto è flessibile, umanamente valido e gratificante per la famiglia il nido familiare (ovviamente se realizzato bene!) rispetto al classico asilo nido.
    Ciao, a presto! Paolo.

  • Io e la mia compagna, dal 2006 portiamo avanti il progetto dei nidi famiglia-tagesmutter; è cominciata proprio come una avventura, per risolvere il nostro equilibrio familiare con l'arrivo della quarta figlia, ed è diventato uno straordinario volano sociale! Oggi siamo oltre venti famiglie associate nel progetto di nidi famiglia in rete Scarabocchiando a casa di... il tutto senza chiedere un centesimo pubblico. Anzi, le istituzioni ci ignorano e spesso ci ostacolano, poiché molte regioni non hanno una legge regionale dettagliata, ed in molti comuni non sanno proprio di cosa si stia parlando.
    Ma vi possiamo garantire che sono i bimbi a darci le maggiori soddisfazioni, ed a mio avviso non c'è paragone tra quanto è flessibile, umanamente valido e gratificante per la famiglia il nido familiare (ovviamente se realizzato bene!) rispetto al classico asilo nido.
    Ciao, a presto! Paolo.

  • Da educatrice, mamma e amministratrice di nidi in famiglia in convenzione col comune di Torino da quasi dieci anni e con l'esperienza dell'alto adige faccio subito due precisazioni.
    Ogni regione ha una normativa diversa. Per i comuni spesso i nidi sono solo un fastidioso costo come i servizzi sociali.
    Quindi il primo passo è iniziare a pensare che PER I BAMBINI L'EDUCAZIONE E' UN DIRITTO specialmente nei primi tre anni, che non può essere solo a carico delle famiglie.
    Partendo dai bisogni del bambino sotto i tre anni quando non è con la propria famiglia cioè un ambiente dove ci sia una relazione affettiva sicura in cui si possano fare esperienze ricche, varie, in tranquillità per me una casa con una persona qualificata e supportata in modo adeguato ha tutti i requisiti. Forse vista da un bambino è il più adeguato primo passo verso la socializzazione. E' chiaro che ci vuole una normativa adeguata degli investimenti dal punto di vista educativo formativo e la possibilità di creare una rete fra i vari nidi in famiglia.
    Ci sono anche altri vantaggi che anche se solo una conseguenza sono da considerare, dal punto di vista dell'impatto ambientale non ci sono costi aggiuntivi di gestione struttura ed essendo servizi di vicinato si ridurrebbero anche gli spostamenti così come gli sprechi di cibo.


  • Il comune di Torino, li sta già portando avanti: [url]http://www.torinobimbi.it/testi/micronidi.htm[/url] e qui: [url]http://www.comune.torino.it/formazioneescuola/guida/serviziintegrativi/nidi.htm[/url].

    Mi sembra un ottima iniziativa. I micronidi sono fatti funzionare da mamme per le mamme. Ovvero tramite il comune, si affidano ad una mamma un gruppo di massimo 4 bambini da i 3 mesi ad i 3 anni. Lo scopo è quello di farli crescere all'interno di un ambiente familiare e meno traumatico che non un asilo od altro. Potrebbe essere un'ottima iniziativa da appoggiare.

  • Il comune di Torino, li sta già portando avanti: [url]http://www.torinobimbi.it/testi/micronidi.htm[/url] e qui: [url]http://www.comune.torino.it/formazioneescuola/guida/serviziintegrativi/nidi.htm[/url].

    Mi sembra un ottima iniziativa. I micronidi sono fatti funzionare da mamme per le mamme. Ovvero tramite il comune, si affidano ad una mamma un gruppo di massimo 4 bambini da i 3 mesi ad i 3 anni. Lo scopo è quello di farli crescere all'interno di un ambiente familiare e meno traumatico che non un asilo od altro. Potrebbe essere un'ottima iniziativa da appoggiare.

  • Innanzitutto qui c'è una grossa confusione tra nido (fascia 0-3 anni) e scuola materna (fascia 3-6 anni).
    La scuola materna è statale (in alcuni grossi comuni ce ne sono anche di comunali) e funziona come la scuola elementare (una volta gli insegnanti erano addirittura gli stessi). Si tratta di una vera e propria istituzione con scopo di istruzione (è una scuola), che veramente non ha nulla a che fare con un "asilo" ed i bambini dai 3 ai 6 anni dovrebbero frequentare le materne non gli asili, che non sono adatti alla loro età.
    Diverso è il caso dei nidi. Il problema dei nidi è sostanzialmente ravvisabile in due grosse questioni:
    1. formazione del personale
    2. costi/diffusione

    Per quanto riguarda il primo problema la questione è molto scottante (anche se in alcune regioni un po' più "illuminate" il problema è un po' più contenuto) perché deriva direttamente dalla mancanza totale di cultura dell'infanzia che regna in questo paese. Si pensa che, siccome i bimbi sono piccoli, basti poco per accudirli e che basti essere una qualsiasi mamma per avere le competenze necessarie alla loro crescita. Non c'è niente di più errato: più i bambini sono piccoli e più è complesso e difficile il lavoro educativo (fatto di ascolto, di cura, che richiede grandi abilità psicologiche e pedagogiche), e più -inoltre- è importante creare condizioni di benessere e sicurezza per loro. Questo significa non solo professionalità, ma alta professionalità.

    La seconda questione è il problema di natura pratica: i nidi sono di per sé strutture che non solo non rendono ma sono piuttosto costose, in quanto necessitano in primis di molto personale: questo fa sì che
    -i comuni (i nidi d'infanzia sono di competenza comunale, non statale) non ne aprono a sufficienza e tendono anzi a chiudere quelli che hanno, per cui il pubblico resta completamente sguarnito di servizi
    -il privato non ce la fa a sostenere i costi per cui deve alzare le rette in maniera mostruosa, ma spesso ciò non è sufficiente, per cui la maggior parte dei nidi riducono il personale, lo sottopagano (io da laureata prendevo 600 euro al mese per 10 ore al giorno, ed ero in un buon nido!), prendono personale non qualificato per pagarlo meno.

    Ora mi sembra che la questione sia particolarmente scottante: lo Stato deve prendersi carico di questo che è un bisogno fondamentale delle famiglie, perché solo lo Stato può farlo.
    I nidi in famiglia non sono una soluzione: rimangono solo una formalizzazione del nero che però non garantisce nulla in fatto di qualità e sicurezza ai nostri bimbi.
    Come pretendiamo professionalità dai medici, dagli ingegneri e da altri professionisti, dovremmo iniziare a pretenderla anche dalle strutture educative, soprattutto quelle a cui affidiamo dei bambini così piccoli.

    Silvia
    educatrice e mamma

    • mi trovo perfettamente d'accordo! il vero problema è che le priorità di spesa dei comuni seguono logiche piuttosto discutibili. prima asfaltare e riasfaltare continuamente le stesse strade, creare canalizzazioni del traffico, aprire cantieri infiniti etc. a costi astronomici per fornire appalti agli amici e alla camorra. invece, i servizi ai cittadini, su cui non si mangia abbastanza - sono lasciati allo sbando. è una vergogna e deve finire.

  • secondo me le mamme devono fare le mamme e le maestre le maestre...Concordo sui prezzi molto elavati ma la professionalità di un'educatrice non sarà mai la stessa di una mamma che nella vita ha fatto tutt'altro lavoro.
    Per quanto rigurda gli orari di frequenza io andrei molto cauta,per un bambino sotto i 3 anni(asilo nido)superare le 8 ore di frequenza è davvero tanto!Pensate quanto pesa a noi stare tutta la giornata fuori casa!I bambini sopra i 3 anni (scuole dell'infanzia)sono in classi molto numerose e quindi anche qui vanno tutelati tutti gli aspetti.Dai vostri dicorsi mi sembra di capire che l'interesse sia solo il punto di vista economico o l'orario;in realtà i problemi di questi servizi sono la qualità:
    -le ore di compresenza sono pochissime a volte nulle!
    -le educatrici non vengono mai sostituite
    -nelle scuole dell'infanzia vengono ormai accolti bambini di 2 anni e mezzo spesso in strutture non adatte alla loro età

    potrei non fermarmi mai...

    io mi batterei comunque per più strutture pubbliche che riescano a coprire la richiesta e meno asili fai da te dove ci può lavorare chiunque!!La qualità è la cosa più importante.

  • io penso che oggi giorno vista l'alta richiesta la scuola dell'infanzia dovrebbe essere obbligatoria,in questo modo lo stato sarebbe costretto ad aprire sezioni e accogliere tutti, in questo modo non ci sarebbero più graduatorie e liste di attesa. purtroppo la scuola dell'infanzia non è obbligatoria e su questo ci giocano molto, lo stato non dà organico in più e questo comporta esclusioni al diritto di frequenza. la nostra epoca è talmente frenetica che il diritto ad essere bambini è sempre meno garantito, è giusto andare incontro ai problemi organizzativi delle famiglie ma la scuola non può e non deve sostituirsi ad esse deve essere complementare alla famiglia, rispondendo ai bisogni formativi dei bambini concorre al loro sviluppo, i percorsi educativi non lasciano nulla al caso vengono costruiti su basi pedagogiche per garantire una crescita armonica del bambino rispettando la sua unicità. penso inoltre che ci vorrebbero delle politiche sociali per garantire ai genitori orari di lavoro flessibili per seguire i propri figli, i primi anni sono quelli più importanti sono gli anni dove vengono gettate le basi ormai siamo costretti da questa morsa lavorativa a dedicare sempre meno tempo ai nostri figli delegando sempre di più gli altri. io vorrei poter stare di più con i miei due figli, vorrei seguirli passo passo e seguirli nella loro crescita non voglio ritrovarmi un domani con due estranei cresciuti da altri.

  • secondo me i finanziamenti sono sempre sbagliati.. (salvo rarissime eccezioni)
    Se il reddito di una famiglia non è sufficiente a mandare il proprio figlio in una paritaria.. non ce lo manda....
    Magari nelle pubbliche si possono dare la priorità proprio alle famiglie che non sono benestanti, e bisognerebbe trovare un modo per far competere di più le paritarie tra loro, perchè certe cooperative mi sembrano più aziende che cooperative..

  • Il fatto di chiamare la "scuola dell'infanzia" "asilo" mi fa pensare ad un luogo di parcheggio dei bimbi guardati da un adulto - mamma (niente papà?). Se i problemi sono i costi ritengo che le famiglie dovrebbero essere sostenute dagli enti locali in relazione al reddito (quello vero, non quello dichiarato che non permette di distinguere gli evasori da chi paga le tasse). Le attività educative (la mia nipotina in spagna a 2 anni segue attività educative in una scuola montessoriana)possono essere gestite solamente da personale specializzato. Una buona scuola nelle sue attività coinvolge le famiglie e nulla vieta nel tempo libero ai genitori di avviare attività alternative autonome del tipo auspicato da Fausto.

  • sono d'accordo che gli asili sono troppo costosi!
    ma spero che le mamme si rendano conto che l'istruzione è fondamentale anche a 3 anni !
    e spero che sappiano scegliere il meglio per i propri figli!!
    non credo che una mamma possa saper fare la maestra come una maestra che ha studiato all'università! salvo certe rare eccezioni (sia da una parte che dall'altra)..
    magari gli asili in casa faranno rivedere agli asili privati i loro listini..

  • Sono d'accordo con parrecchie delle proposte lette, ed è vero che gli asili sono molto cari, credo che per poter dare un vero aiuto alle famiglie gli asili dovrebbero essere pubblici ed accessibili anche alle mamme che non lavorano.
    Non sò se siete a conoscenza che se una famiglia chiede di inserire il figlio all'asilo deve dimostrare di lavorare entrambi i genitori, quindi parecchie mamme non possono cercare lavoro perchè non sanno a chi lasciare il bambino.

  • In Svezia gli asili nido coprono orario dalle 06.30 alle 20.00, e dentro quell'orario il bambino può sostare per un massimo di 8 ore. Le mamme scelgono la fascia che a loro interessa e nessuno deve rinunciare al lavoro. In Svezia il diritto al lavoro delle donne non è mai messo in discussione, perchè la Svezia è un paese civile, diversamente dall'italia.

    Se le famiglie si accordano e fanno i turni per tenere i bambii è una scelta personale. Se si fidano e sono concordi sullo stile educativo delle altre mamme, tanto meglio. Ma spesso gli stili educativi non sono condivisibili, oppure le mamme non si conoscono bene tra loro, oppure i locali delle case possono essere non a norma. Insomma, non dobbiamo abiturci che è giusto sopperire alla carenza di servizi. Se il lavoro è un diritto e se l'asilo è necessario, lo Stato DEVE erogare il servzio.

  • Per un asilo servono spazi fatti a misura di bambino e tutto quello che è presente deve essere "non pericoloso". Ci sono tante insegnanti in lista per avere un posto di lavoro e con i continui tagli alle scuole diventa sempre più difficile lavorare. Anche negli asili privati o privati convenzionati diventa sempre più difficile trovare occupazione e gli stipendi delle insegnanti sono di gran lunga inferiori rispetto alle colleghe degli asili pubblici, il rapporto è circa di € 800 contro € 1200 per un full time e tenete presente che fanno il solito tipo di lavoro anzi nel privato hanno anche da fare le pulizie cosa che nel pubblico spetta a quelle che un tempo venivano chiamate bidelle.
    E' giusto che le mamme abbiano più tempo per stare con i figli e credetemi io ne risento molto per questa cosa dato che ho una bimba di 5 anni e un lavoro full time che mi impegna dalle 9 alle 19, però credo che sia importante rendere più flessibili gli orari dell'asilo con supporto da parte del comune. Ad oggi l'orario di uscita è alle 16.30, con il post-scuola a pagamento le 17.30 ma per una persona che lavora fino alle 19 come me non sono orari accettabili. Fortunatamente io posso far affidamento sui miei genitori, ma molte mamme che conoscono che non hanno questa possibilità hanno dovuto lasciare il lavoro e con i tempi che corrono la vita diventa veramente complicata.

  • è un'ottima idea ovviamente i costi devono essere competitivi, in modo che può essere accessibile a tutti.
    per esempio gli asili nido dove abito io per 4 ore non chiedono meno di € 300 / 350. impensabile per una mamma che ha solo un lavoro part-time che ne guadagna al max € 400 circa.
    in più si creano nuovi posti di lavoro.

  • ho letto qualcosa su repubblica in merito ad una nuova normativa in merito all'apertura di asili nido presso la propria abitazione,sembrava interessante ma a conti fatti si finiva per lavorare tutto il giorno portando infondo al mese l'allettante cifra di 700 euro nette, l'artico finiva col dire che era una cosa meravigliosa crescere il tuo bambino potendo lavorare simultaneamente.
    Che meraviglia si !!!!!!!!!!! 700 euro di ammazzi di lavoro e tuo figlio non lo curi più

  • user-pic

    Mia moglie tempo fa si era informata per aprire un micro-nido nel territorio del comune dove abitiamo. Lei ha già una laurea in scienze dell'educazione e abbiamo già due figli (quindi ha sia la formazione che l'esperienza).
    Purtroppo però ci siamo scontrati con tre grossi ostacoli: il locale dove aprire l'attività-servizio, la mancanza di supporto da parte del comune e i costi (assicurazione dei bambini e tasse).
    Innanzi tutto il locale: casa nostra è giusta giusta per noi quattro, ospitare tutti i giorni altri bambini sarebbe stato problematico. Così mia moglie ha chiesto al sindaco se avevano un locale di proprietà del comune da poter sfruttare: ovviamente no! Quindi affittarlo? Non so se avete presente gli affitti.
    E poi bisognava pagare assicurazioni, tasse e magari una persona di supporto.
    Insomma abbiamo lasciato perdere.
    Ma sicuramente la cosa che ci ha fatto più arrabbiare é la totale mancanza di supporto da parte del comune: insomma un nido non è solo un'attività imprenditoriale, ma è prevalentemente un servizio che offri alle famiglie=cittadini!

    • io credo che avresti dovuto aprire un'associazione non a scopo di lucro con partita iva. in questo modo potevi avere il locale comunale e tua moglie si faceva un contratto in regola. infatti le associazioni non a scopo di lucro possono assumere anche a tempo indeterminato.
      io ho un'associazione e ho assunto un insegnante part time .. gli altri per ora hanno solo rimborsi spesa perchè fanno meno ore.

  • Io sono convinta che sia una proposta valida anche per i bambini dai 9 mesi ai 3 anni, sarebbe un concreto aiuto alle famiglie che spesso dopo il congedo parentale si ritrovano a dire " ora cosa facciamo??"

    Gli asili, anche quelli comunali minimo costano la metà dello stipendio di un operaio/impiegato (Comune di Magenta (MI)- 5 Fascia Isee + Post Nido = 560,00€) e devi lasciare spesso tuo figlio in mano a insegnanti giovani e senza esperienza e purtoppo per loro sottopagati con contratti da CoCoPro,(Un bambino = un progetto????) e magari lontano da dove vivi o lavori.....

    Pensare a piccoli asili familiari, magari nello stesso quartiere o palazzo, che permette alle madri di aiutarsi e di non dover abbandonare un posto di lavoro o di pagare la metà del loro stipendio al comune???

    Però anche la politica del lavoro e del sociale deve aiutare una madre favorendo leggi che obbligano il datore di lavoro (piccolo e grande) ad accettare un part-time per esigenze familiari!!

    Potrebbe anche essere di aiuto ad una comunità in cui in certe realtà non si conosce il proprio vicino di casa .... favorendo i rapporti umani.....

    Parole dette da una futura mamma!


  • Sarebbe interessante abbinare anche una logica economica nel senso di incentivo da parte del comune che si faccia carico di uno sgravio fiscale legato magari all'approvvigionamento dei prodotti alimentari rigorosamente a filiera corta e biologica!

  • Da futura mamma posso solo concordare

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