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Bio-Regolamento edilizio

Vista l'esponenziale incremento edilizio, diventa prioritario adottare un nuovo regolamento impostato su parametri di sostenibilità, risparmio ed efficienza energetica e impiego di tecnologiche bioclimatiche. Sarà anche previsto il rilancio e il potenziamento della Commissione Igienico Edilizia comunale (CIE), che ha compiti di analisi e valutazione delle richieste di autorizzazione edilizia. Compatibilmente con le leggi vigenti, si adegueranno gli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria. Tali oneri saranno ridotti per la costruzione di "case passive" e/o "case clima", che consentono di abbattere drasticamente il consumo energetico. L'eventuale surplus d'entrata nelle casse comunali, sarà destinato a migliorare gli interventi manutentivi e per sostenere progetti di tipo ambientale e di razionalizzazione energetica. Per tutti gli edifici di nuova costruzione e per quelli con ristrutturazione di grande entità, si richiederà un certificato energetico obbligatorio che preveda: a. Aumento dell'isolamento termico del 25% rispetto allo standard. b. Impiego di dispositivi di controllo/regolazione della luce (interruttori a tempo, sensori di presenza e illuminazione naturale). c. Controllo di temperatura degli ambienti attraverso valvole termostatiche. d. Ripartitori di calore nei condomini e contatori dell'acqua individuali, in modo da ripartire la spesa energetica in base ai consumi reali di ciascun inquilino. e. Installazione di caldaie a condensazione (rendimento superiore del 30% rispetto alle normali caldaie). f. Sistemi di raccolta acqua piovana per l'irrigazione e per altri servizi (igiene, lavaggio bucato, orto, ecc...). g. Installazione di pannelli solari termici e fotovoltaici. Inoltre per tutti gli edifici pubblici, complessi industriali e centri commerciali di nuova costruzione, sarà obbligatorio installare pannelli fotovoltaici in misura tale da garantire il proprio fabbisogno energetico.

6 commenti

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  • Il certificato energetico per le nuove costruzioni è già ad oggi obbligatorio secondo le norme nazionali unificate UNI TS 11300 e secondo le normative regionali per le regioni che hanno attivato una loro legislazione ina materia (es. Lombardia, Piemonte, Emilia etc.).

    per quanto riguarda il punto a): la normativa D.Lgs311/2006 nel testo coordinato con il 192/05 porta già i valori limite delle trasmittanze delle parti dell'involucro. Una ulteriore stretta può essere eventualmente richiesta a livello regionale o comunale. Va però detto che la recente normativa europea (in questa materia decide tutto l'unione europea) 2010/31/UE prevede:

    Edifici a energia quasi zero (Artt. 9 e 2)
    “Gli Stati membri provvedono affinché:
    a. entro il 31 dicembre 2020 tutti gli edifici di nuova costruzione siano edifici a energia quasi zero;
    b. a partire dal 31 dicembre 2018 gli edifici di nuova costruzione occupati da enti pubblici e di proprietà di questi ultimi siano edifici a energia quasi zero”
    Con edificio a energia quasi zero si intende “un edificio ad altissima prestazione energetica, determinata conformemente all’allegato I (ovvero tenendo conto dei consumi legati al riscaldamento, rinfrescamenti, ventilazione, illuminazione, produzione ACS, ndr). Il fabbisogno energetico molto basso o quasi nullo dovrebbe essere coperto in misura molto significativa da energia da fonti rinnovabili, compresa l’energia da fonti rinnovabili prodotta in loco o nelle vicinanze”.

    per quanto riguarda il punto e) forse sarebbe meglio incentivare l'uso di dispositivi ecologici come le pompe di calore (quelle geotermiche sono le migliori es.fornisci 1Kw di potenza elettrica e lei trasferisce da una sorgente a temperatura più bassa dai 3 ai 5 Kw in calore) che consento un recupero del costo dell'impianto (come per un impianto solare) piuttosto che le caldaie a condensazione che poste in opera con i caloriferi praticamente servono a poco, continuano a bruciare carburante e non consentono il ritorno economico dell'impianto.

    per il punto g) l'obbligo del solare termico è già attivo sulle nuove costruzioni o in caso di ristrutturazione (non manutenz. straord.) mentre l'obbligo del fotovoltaico sebbene già previsto dalla normativa manca delle linee guida che ad oggi non riportano le quantità minime da realizzare portando (come spesso accade in italia) al mancato rispetto della normativa per colpa del legislatore.

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    idem..
    alziamo la testa ragazzi, certe direttive andrebbero programmate dalla regione e poi i comuni si interfacciano.
    capisco che chi vive in un grande comune non avverte il pericolo che nei piccoli comuni le diverse programmazioni possano entrare in conflitto e magari poi i cittadini costruiscono case solo da un lato della strada, cioè nei comuni regolamentati a loro gradimenti, e quasi sicuramente peggio per i nostri parametri.

    premesso, vedo con disappunto la proposta di abolire i comuni sotto gli 8000 abitanti, semmai si potrebbero accorpare i servizi, ma molti comuni piccoli hanno una storia che si perde nella notte dei tempi.
    accorpare i servizi, e semmai nei consorzi i comuni pesano per il numero di abitanti o altro criterio da stabilire, per evitare che i piccoli comuni diventino maggioranza senza sostenere i costi che di solito pagano i cittadini, questo lo capisco, ma la soluzione non è distruggere le radici storiche.

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    Penso che il problema sia nel fatto che si punti più sulla costruzione del nuovo che sulla ristrutturazione o demolizione e ricostruzione. Bisogna limitare l'uso del terrritorio e incentivare l'ammodernamento di vecchi organismi edilizi energicamente poco efficienti. Qualcosa era stata fatta durante il Governo Prodi con il rimborso del 50% in tre anni per le opere atte al miglioramento energetico, norme subito eliminata ma che secondo me poteva dare un forte spunto. Ora per la ristrutturazione rimborsano il 36% in 10 anni, un incentivo che non fornisce abbastanza spinta all'uso del vecchio. Consideriamo che il riuso di vecchio è comunque energicamente e ecologicamente più economico della nuova costruzione.

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    come possiamo iniziare a smussare le commisioni comumali?
    cominciamo dai piccoli centri - stiamo con il respiro sul
    collo di qualche amministratore - finche' non gli si sturino
    le orecchie - troviamo gli strumenti idonei per modificare
    i regolamenti edilizi - stanno rovinando la nostra qualita' di vita e di salute

    • forse si potrebbero "smussare" delle commissioni comunali denunciando quando si accalca una determinata mole di lavoro(di solito per fare favori in cambio di voti), che potrebbe essere ripartita diversamente per questioni di sicurezza e democrazia....

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    I compiti delle commissioni comunali sono dannosi e non utili se il comune non e' un organo amministrativo ma di capitalismo. Faccio notare che si costruisce molto di piu' di quanto non aumenti la popolazione. Perche'? Sempre perche' invece di amministrarci, noi partecipiamo al capitalismo (i migliori di noi...nel ruolo degli sfruttati). Ogni casa costruita senza criterio...riduce il patrimonio di godimento ambientale di tutti. Inutile risparmiare soldi... i politici se li stampano...Risparmiamo invece il patrimonio ambientale.

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