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City port... ovvero come inquinare meno e controllare i flussi del traffico

Progetto Cityporto Una razionalizzazione della logistica nella consegna delle merci, ridurrebbe pesantemente la presenza di furgoni (talvolta autoarticolati anche) per le strade del centro consentendo una fluidificazione del traffico. La razionalizzazione va fatta secondo i seguenti punti: 1. Unico deposito centrale all'interno dello smistamento ferroviario comunale. Questo consentirebbe anche l'incentivo al trasporto delle merci destinate al comune su rotaia. 2. Informatizzazione del sistema e tracciabilità dei colli. 3. Massimizzazione dell'efficienza del trasporto. Questo implica l'utilizzo di pochi mezzi, completamente pieni. 4. Automezzi a basso impatto ambientale (Metano-elettrici) 5. Predisposizione di aree di sosta dedicate in centro e accesso alle corsie preferenziali. 6. Gestione controllata insieme al mobility manager dell'orario di ingresso al centro di questi mezzi lista civica Beppe Grillo - Bologna a cinque stelle - www.listacivicabeppegrillo.it

19 commenti

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  • user-pic

    Bravi, sono d'accordo ma ricordiamoci di integrare il sistema ferroviario dove si può con le autostrade del mare, l'italia ne è circondata, sembra!

  • Ciao Giovanni
    Vorrei chiederti se valuti la necessità di dimensionare ed articolare le varie proposte del movimento in ambiti territoriali adeguate.
    ad esempio una proposta simile credo sia utile presentarla a livello regionale o di grande città come roma o napoli, mentre in un comune di 30-20 mila abitanti probabilmente non è efficacie per non dire in quelli più piccoli dove diventerebbe uno spreco di risorse.
    Idem per molte altre proposte che riguardano reti e programmazione.
    Che ne pensi?

  • user-pic

    Salve,
    sono un laureato in Ingegnere Gestionale dell'Università Politecnica delle Marche. Attualmente lavoro nell'ambito della logistica in Francia. Sono pienamente d'accordo con il commento di Gaetano La Legname.
    Quello di cui abbiamo bisogno oggi è la rivalutazione della PRODUZIONE LOCALE. Un'idea per la promozione dei prodotti locali:
    - Creare un magazzino (o più magazzini) di stoccaggio in un'area (o più aree) strategica di una città o di un'agglomerazione;
    - Realizzare partenariati con i produttori locali di ogni genere (alimentare in primis ma anche altro);
    - Realizzare un sistema di vendita online con consegna a domicilio (Cybermercato);
    - Distribuire i prodotti locali ottimizzando al massimo i trasporti ed utilizzando mezzi di trasporto a minimo impatto ambientale;
    - Pagamenti online con Carta di Credito o Bancomat (tutto registrato e fatturato;
    - Introdurre una tassazione su tutti i prodotti non locali che fanno concorrenza ai prodotti locali;

    In questo modo si offre visibilità e mercato ai produttori locali che altrimenti vengono sconfitti dai prodotti "made in china" o altrove.
    Si rivitalizza l'artigianato e i prodotti della nostra terra.
    Si fanno entrare solo i prodotti necessari, che non produciamo internamente, evitando la concorrenza di quei prodotti che invece fanno parte del nostro "savoir faire"
    I prodotti della nostra terra acquistano valore e favoriscono il turismo (il fatto di non esportare o limitare le esportazioni è un richiamo per i turisti ad acquistare in loco).

    Ovviamente ci sono tanti piccoli dettagli da vedere e perfezionare ma provo un immenso piacere a condividere le idee con voi! ;-)

  • Ho letto la sua proposta sul Cityporto e la condivido, sia l'impatto sull ambiente e sul traffico. Mi chiedevo non sarebbe meglio anche snellire i depositi e magazzini? Cioè in alcuni campi dove si può, creare una catena dal produttore al venditore.Il venditore di un determinato prodotto ne farebbe richiesta solo a fine scorta, cosi si eviterebbero magazzino o deposito di prodotto che non viene più venduto o spostato ad altre direzioni per far posto ad altre merci.

  • lavoro nell'ambito dei trasporti e della logistica, qui il problema e' reale non solo perche' i camion intasano la citta' ma sopratutto perche' inquinano e aumentano notevolmente la possbilita' di verificarsi di incidenti. la costituzione di un unico deposito presso il centro smistamento ferroviario comunale e' una buona idea ma apre tantitissime problematiche di natura prettamente logistica. L'ultimo miglio cioe' l'ultimo tratto che la merce deve percorrere per raggiungere il destinatario finale e' sicuramente esclusiva del corriere o trasportatore su gomma. Quel problema e' di difficle soluzione. Una valida alternativa sarebbe incrementare gli incentivi e di converso inasprire le sanzioni per gli inadempienti circa la possibilita' di obbligare tutti i corrieri operanti sul piano nazionale a dotarsi di mezzi ecologici per esempio. La costituzione di centri logistici integrati con interscambio rotaia strada a ridosso ma fuori dai centri urbani e' un ottima soluzione. Nella fattispecie per Genova ci potrebbero essere un paio di aree nel basso piemonte che potrebbero fare al caso, dove potrebbero essere stoccate anche le merci provenienti dal porto. La regolazione dell'accesso per le consegne al centro storico di genova ha gia' fatto svariati buchi nell'acqua , ma verrebbe superata e risolta adottando la politica di invcentivi all'uso di mezzi a basso impatto ambientale. l'altra problematica che sorge e' che tutto questo fara' inalzare assolutamente i costi dei trasporti ed e' questa una nota dolente. Si va' verso una concorrenza tra trasportatori verso il ribasso per acquisire il traffico merci che sta' compromettendo oltre che il rispetto ambientale anche la sicurezza spesso e volentieri. Anche qui soluzione da adottare una soglia minima sui prezzi praticati al trasporto per far si' che non vi sia alcuna traccia di concorrenza sleale che comprometta quindi la possibilita' di investire da parte dei singoli trasportatori sull'utilizzo di mezzi nuovi e piu' ecologici.

  • il trasporto su rotaia è sicuramente uno dei sistemi più idonei per diminuire la concentrazione dei camion sulle nostre strade,abbattendo l'inquinamento e snellendo molto di più il traffico!
    Non bisogna dimenticare però ke per muovere dei treno merci l'energia prodotta dai pannelli fotovoltaici o dall'eolico non servirebbe a molto!le fonti alternative sono ottime per uso domestico...per il trasporto penso siano scarsine!
    IL trasporto su rotaia e il problema della produzione di energia sono molto collegati fra loro!quindi dato ke questo movimento si occupa anke di fonti alternative...non si deve cadere nello sbaglio di proporre sistemi uno contrario all'altro!io sono a favore delle fonti alternative,però tutti quelli ke come me sono a favore devono capire ke ci sono dei pro e dei contro,almeno per il momento!non possiamo pretendere le fonti alternative e poi per i grossi consumi comprare l'energia dall'estero...

  • user-pic

    Quando nella mia città, Genova, era in costruzione il grosso negozio Ikea, la dirigenza di questo chiese alle Ferrovie un binario che arrivasse al magazzino.
    Questione di poche decine di metri tra linee già esistenti e l'edificio.
    Non se ne fece nulla, e non credo la cosa richiedesse grandi sforzi progettuali od economici.

    Ora i container cinesi passano dalle navi alle rotaie del porto, de queste ai tir che attraversano strade cittadine ad alto traffico e brevissime tratte autostradali, per i depositi o i magazzini.

    Il nervoso mi rode il cervello. E' come se una qualunque struttura organizzata, non importa quale,(ferrovie, partiti, esercito, università, etc), ad un certo punto della sua vita raggiungesse un punto in cui il fine per il quale è stata costruita non contasse più, e l'unica sua attività diventasse quella di automantenersi, tra sprechi giganteschi ed inefficienza.

  • user-pic

    Bravi! Continuate, ragazzi! Le vostre sono delle ottime idee, che meriteano essere realizzate. Insistete, non mollate, portatele avanti!

  • SI. AGGIUNGO 3 PUNTI :1) la misura dei furgoni...in proporzione ai nostri centri storici ,alle strade di campagna ed al basso impatto prospettico. 2)un nuovo concetto di isola pedonale con accessi merci periferici.da inporre anche nei piccoli centri storici come male minore. accettando che il fascino e l'incompatibilita' con il traffico di alcuni paesi..suggerisce la pedonalita'. 3)rispettare le zone pedonali di giorno e di notte.

    • Scusa se ti contraddico Marco,

      a parte la bellezza di quanto scrivi nella pratica come ci arriviamo nei centri storici se non con gli autocarri?
      Questo perché è l'unico mezzo in grado di entrare nelle vie più strette. In Italia non ci sono i cargo-tram (come a Dresda) poiché le nostre città sono tutte medievali e simili mezzi non arrivano.
      Possiamo anche fare hub periferici, ma non possiamo scavare, ad esempio a Roma e Milano appena scavi esce un reperto.
      Non possiamo neanche creare infrastrutture impattanti nei piccoli centri urbani, sarebbe anti-economico.
      Invece, possiamo discutere sul grado di riempimento degli autocarri e sul tipo di trazione (es. elettrica).
      A parte questo le soluzioni sono minime.

  • che ne dite di utilizzare il seguente sito , oppurtunamente rivisitato anche per le merci .... e renderne vantaggioso se non obbligatorio l'uso per i negozzi http://www.roadsharing.com/it/

    • oohhhh! Finalmente qualcuno che ha capito!!!

      Bravo Simone, è quello che stiamo facendo con l'Università Statale di Milano da oltre 18 mesi. Solo che per le merci la cosa è maggiormente complessa, perché insieme alla city logistics bisogna integrare anche l'intermodalità. Quindi è un sistema di business intelligence che coinvolge infiniti attori.
      Ma lo stiamo facendo, se avessimo aiuti dagli enti pubblici, magari... non ci sarebbero il 50% di autocarri in meno :-)

      • Sti maledetti problemi da ingegneri ;-) (parlo per esperienza...sono ingegnere e lavoro nel campo della BI). Il sistema di simulazione è tutt'altro che semplice, ma personalmente (intendiamoci, NON è una critica a te ma alle abitudini del trasporto merci in Italia e non solo) vedo utopistico il punto 4: convincere una qualsiasi azienda ad investire su questo tipo di combustibile x trazione la vedo un'impresa titanica...

        • Hai ragione Alessandro ma da qualche parte bisogna iniziare :-)
          Essendo un esperto puoi capire le difficoltà, comunque abbiamo messo insieme un team di matematici, informatici ed autotrasportatori che, dal basso, hanno realizzato l'analisi. Se ti va di parlarne scrivimi in pvt.

          • Assolutamente d'accordo. Conosco particolarmente bene le difficoltà e le caratteristiche "pachidermiche" della mente di alcune persone quando si parla di passare da un qualsiasi idrocarburo (sia questo per alimentare una centrale elettrica o anche solo un motorino per andare a far shopping in centro) ad una fonte pulita e/o rinnovabile.

  • punto 7: la società che fornisce tale servizio è una 100% mnunicipalizzata

    punto 8: la società effettua sia consegne che ritiri e garantisce dei livelli di servizio ragionevoli, con un sistema di regole ben chiaro e trasparente.

  • Buongiorno a tutti! Sono un imprenditore del settore del trasporto merci e vorrei fare chiarezza su quanto scritto sul "City Port". Questo è il link: http://www.cityporto.it/ non per fare pubblicità ma per analizzare correttamente questo progetto.

    1) Intanto il CityPorto non è all'interno di uno scalo ferroviario, ma all'interno dell'interporto di Padova a ridosso dell'autostrada BO-PD, quindi l'intermodalità via treno ce la possiamo dimenticare. Ma anche via nave se vogliamo, visto che attualmente quest'ultimo è il mezzo più adatto a sposare enormi quantità di merci.

    2) L'informatizzazione del sistema con tracciabilità del colli ormai è a disposizione di quasi tutte le aziende, ma è un sistema interrotto, poiché gli autocarri non sono informatizzati, quindi la comunicazione dei dati si ferma alla ribalta della logistica.

    3) Se vogliamo far percorrere pieni gli autocarri allora il "CityPorto" è già un errore in partenza, cito testualmente dal sito: "Il modello su cui si basa il Cityporto di Padova è di una estrema semplicità: gli operatori (inizialmente corrieri) consegnano le merci in una piattaforma logistica (Interporto) a ridosso della città; da qui partono i mezzi ecologici a basso impatto ambientale (metano) per la distribuzione in centro ("ultimo miglio") e l'area inizialmente interessata dal progetto è costituita dalla cosiddetta Z.T.L."...

    In poche parole si parla solo di consegne, non di ritiri dalla Z.T.L., quindi gli autocarri rientrano al deposito vuoti, ovvero trasportano aria al 50%

    5-6) Visto che operiamo a Milano, quindi sono testimone dei fatti (sistema Ecopass Ndr), questi due punti sono sempre un falso problema, poiché se riuscissimo a razionalizzare le consegne ed i ritiri, di ogni singolo autocarro, ridurremmo del 50% gli automezzi che entrano in città. Quindi meno automezzi, meno traffico, meno costi infrastruttura, ecc. Inoltre nessuna necessità del mobility manager (che qui a Milano è solo un costo senza benefici, di solito è un amico degli amici politici) e soprattutto nessuna necessità di Leggi finalizzate agli introiti comunali a danno della cittadinanza.

    Mi spiace, ma quelli del CityPorto, sebbene sia un timido tentativo di razionalizzazione, hanno ancora molta strada da fare. In ultimo ma non per importanza, LE MERCI BISOGNA PRODURLE LOCALMENTE, questa è la migliore razionalizzazione possibile! Per quei prodotti che non è possibile produrre in loco, allora esiste l'intermodalità via nave e treno.

    Attenzione a proporre esempi di cui non si è certi, altrimenti, siamo noi stessi i fautori di modelli errati che domani ci chiederanno il conto. Grazie per l'attenzione.

    Gaetano La Legname
    Imprenditore

  • Vivendo in una delle principali città portuali, segnalo una notizia da Greenreport
    http://www.greenreport.it/contenuti/leggi.php?id_cont=17496

    In sostanza :
    Arnold Schwarzenegger si è ormai conquistato il titolo di governatore verde e nello Stato da lui amministrato,in prima fila nella lotta alle emissioni nocive provenienti dagli autoveicoli, adesso si stanno realizzando interventi nei due dei maggiori porti, Los Angeles e Long Beach,
    per utilizzare autocarri per il trasporto di container alimentati a metano.

    Questo progetto si inserisce nel Clean trucks program che ha l’obiettivo di tagliare dell´80% in 5 anni l´inquinamento derivante dagli autocarri usati nei porti e, quindi, di migliorare la qualità dell´aria nelle zone vicine ai porti.

    I primi 132 autocarri a gas erano stati consegnati a metà dicembre e con questa seconda fornitura si completa la dotazione di veicoli a metano destinati agli spostamenti delle merci dei due maggiori porti californiani.
    Le autorità della zona si aspettano di ridurre sensibilmente le emissioni nocive, ed in particolare le emissioni di ossidi di azoto.
    Con un vantaggio economico che si aggiunge a quello ecologico;
    infatti, grazie all´uso del metano, sarà possibile usufruire di una consistente riduzione nella spesa per il carburante.

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