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COLLETTA PER TRASPORTO PUBBLICO

Ridefinire le modalità di pagamento dei servizi di trasporto pubblico: eliminando i biglietti per i cittadini italiani e distribuendo proporzionalmente al loro reddito i costi del trasporto pubblico. La distribuzione dei costi può avvenire anche in maniera proporzionale alle spese per il trasporto privato individuale che il cittadino decide di attuare. Si potrebbero introdurre formule tariffarie per chi non paga le tasse italiane, come i turisti, ma coerente con ogni principio di solidarietà e ospitalità non ritengo che le persone prive di regolare permesso di soggiorno debbano essere inserite in eventuali formule tariffarie! Se il trasporto pubblico lo paghiamo tutti, anche chi non lo usa, lo paghiamo poco. Incentiviamo chi non lo usa ad usarlo. Ne semplifichiamo la gestione e l'uso eliminando i biglietti.

12 commenti

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    La sua articolazione tariffaria è buona e risponde a diverse esigenze. Credo però che sia difficilmente attuabile qui in Italia. Siamo incapaci perfino a combattere l'evasione sugli autobus, figuriamoci se riusciamo a gestire un piano teriffario così articolato. Forse puo' funzionare in piccoli comuni tradizionalmente ben gestiti. Io personalmente sono per il biglietto unico uguale per tutti (tanti studenti sono ricchissimi di famiglia e pagano poco) e per una lotta all'evasione capillare ed efficente.

  • ottima proposta!!!...così sarebbe davvero un SERVIZIO PUBBLICO.

  • Beh, per definizione, se una cosa è "pubblica" è sosteuta con le tasse, con una proporzionalità stabilita dalle norme fiscali vigenti. Il trasporto pubblico non fa eccezione, quindi le tasse già le paghiamo, il problema non penso sia quello. Il problema è rendere + efficiente (e GRATUITI) i servizi pubblici che già esistono, ABBATTENDO DRASTICAMENTE il trasporto urbano privato. Ciò può essere ottenuto affiancando ai vecchi e lenti mezzi di superficie (autobus, tram), più agili e veloci mezzi elettrici a 3/5/7 posti (questi a pagamento) che si muovano costantemente all'interno delle città, portando a destinazione in tempi brevi chi ha urgenze dovute al lavoro o altro.

  • Confesso che le difficoltà nel mettere in pratica questa cosa sono tante, soprattutto a livello normativo. Le leggi cambia continuamente, spesso tornando sui propri passi, per cui da un anno all'altro si passa da una situazione per cui i comuni gestiscono in proprio i servizi ad una situazione in cui invece i comuni devono affidare i servizi con gare d'appalto.

    In questo secondo caso poi le modalità sono le più disparate, ad esempio:
    - affidamento "a costo lordo": gli introiti da traffico li prende il comune, che poi riconosce all'azienda un totale a copertura dei costi presunti sostenuti (l'azienda quindi ha solo il "rischio industriale", cioè deve stare attenta a rientrare nei costi, mentre i ricavi sono predeterminati);
    - affidamento "a costo netto": gli introiti da traffico li prende l'azienda, il comune le riconosce i contributi residui (il famoso 65%), ed in tal caso l'azienda oltre al rischio industriale ha anche il "rischio commerciale", nel senso che il 35% residuo deve sudarselo con gli introiti da traffico, e sta a lei fare meglio (offrendo un buon servizio) o peggio (e in questo caso ci rimette).
    - poi ci sono forme miste ancora più complesse...

    In definitiva, la situazione varia da caso a caso.. cioè da città a città. Per gli obiettivi che deve avere una lista civica comunale credo che l'attenzione debba focalizzarsi solo sul trasporto urbano e cercare di tenere basse (al limite azzerare) le tariffe in base al proprio quadro contrattuale/normativo.

    Il trasporto extraurbano su gomma è invece generalmente di competenza provinciale, quello su ferro è generalmente di competenza regionale. Ne parleremo quando ci saranno le liste civiche provinciali e regionali (spero presto) :)

  • La proposta è condivisibile, ma occorre fare un po' di chiarezza.

    Secondo la legge in vigore il trasporto pubblico è già ampiamente sovvenzionato anche da chi non lo usa. Gli introiti da traffico (derivanti dalle vendite di biglietti e abbonamenti) devono arrivare a coprire il 35% dei costi. Il resto lo mette l'ente pubblico a cui fa riferimento il servizio (comune, provincia, regione). Vale anche per le ferrovie, nel caso dei servizi regionali. Solo per i servizi di fascia alta (es. eurostar) non c'è la sovvenzione pubblica e tutto il ricavo deriva dalla vendita dei biglietti.

    Questa situazione dunque fa sì che già oggi tutta la collettività partecipa a tenere in piedi il servizio pubblico, il quale svolge una funzione sociale, del tipo: anche se non c'è nessuno che lo usa, io (comune, regione) DEVO fornire il servizio ai miei cittadini. Questo approccio è assolutamente da condividere ed è un bene che sia così.

    Quanto poi alle quote di ripartizione, si può discutere se il 35% di copertura dei costi da ottenere con i ricavi tariffari sia poco o molto. Personalmente sarei per abbassare di molto questa percentuale (e quindi le tariffe) in ambito urbano, e far pagare il trasporto pubblico alla collettività in misura maggiore di oggi. Infatti, anche chi non usa il trasporto pubblico riceve un beneficio da chi lo usa (in termini di congestione ridotta), per cui è giusto che il costo del servizio pubblico sia socializzato in misura più ampia possibile.

    A livello extraurbano tutto sommato possono andar bene le percentuali (e quindi le tariffe) attuali, a condizione però di offrire un servizio decente, soprattutto in ambito ferroviario.

    Quanto poi alla discriminazione tariffaria tra residenti e non, la trovo una cosa abbastanza antipatica. I turisti portano già tanti soldi all'economia di una città, non occorre bastonarli anche discriminandoli sull'uso del trasporto pubblico.

  • Da quando sono in Italia sento che la colpa e sempre degli stranieri! Se ascolti Beppe senti che hanno fato quella cosa in Germania, hanno fato l’atra in Francia o in Giappone ma niente in Italia! Un paio d’anni fa in Francia ho visto la pubblicità di Tiscali: 8 mega per 16 euro! In Italia Tiscali costava 30 euro… 2 mega! Trasporto pubblico??? Semplice: Pullman ad acqua! Per grosse macchine si può fare! Guardate sul YouTube per conferma… sono giapponesi ma ci sono delle voci che dicono che la Fiat ha il motore ad acqua nascosto in garage! Pensate 2 volte prima di dare la colpa agli altri… gli stranieri non hanno diritto di voto in Italia … Siete tutti d’accordo con Beppe ma l’elezioni li vince sempre Berlusconi… Senza stranieri sono sicuro che il trasporto pubblico sarà una meraviglia visto che l’Italia e seconda in Europa (doppo Lussemburgo) per maggior numero di automobili pro capite.

    • Qui nessuno ha dato la colpa agli stranieri. Se leggi bene i residenti del Comune avranno l'abbonamento annuale, i non residenti se lo dovranno comprare. Fra i residenti ci saranno sicuramente gli stranieri, come fra i non residenti ci saranno gli Italiani. Questo è quello che io ho compreso!

  • Sono d'accordo su tutto tranne che sul modo di dividere la spesa. Tu la vorresti dividere proporzionalmente al reddito perchè secondo te chi ha un reddito più elevato ha anche l'auto di grossa cilindrata. Invece non è così. Molto spesso l'avvocato, il commercialista, il professionista in genere che gira sulla ferrari dichiara un reddito molto inferiore a quello di un operaio o un dipendente in genere che gira sulla panda. Ecco il motivo per cui penso sia giusto dividere in parti uguali. Almeno che non si faccia una riforma delle Imposte Dirette (vedi il post che ho fatto io). Forse in quel caso potrebbo prendere a base il reddito di ogniuno.

  • Comunque un criterio per dividere la spesa va trovato e secondo me è quello di dividerlo in parti uguali senza fare differenze. Perchè un ferrarista deve pagare di più di un fiattista? Io sono per fare le cose semplici senza tante eccezioni altrimenti finiamo come al solito: NON PAGA NESSUNO oppure PAGANO SEMPRE I SOLITI (e ti assicuro che i soliti sono quelli con la Panda!)

  • Purtroppo in Italia le persone con il reddito elevato non sono quelle che guidano le farrari, ma sono quelle che hanno da dieci anni la stessa autovettura. Questo accade perchè l'operaio od il dipendente in genere dichiara un reddito uguale a ciò che percepisce a differenza dell'imprenditore che sottrae ai ricavi (ciò che percepisce) i costi dichiarando quindi un reddito minore (spesso più basso di un pensionato). Quindi credo che sia meglio spartirci il dolore in parti uguali, altrimenti pagherebbero, come sempre, i soliti contribuenti.

  • Scusami, hai proprio ragione. Quello che ho proposto io e molto simile a ciò che dici tu. Purtroppo mi sono fermato al secondo rigo dove affermi di voler eliminare i biglietti per gli italiani. Comunque il costo del trasporto pubblico io lo dividerei in parti uguali fra i residenti di una città. I non residenti (italiani, turisti, stranieri con e senza permesso di soggiorno) possono acquistare un abbonamento valido per un giorno o per un mese o per un periodo da stabilire ed utilizzabile su tutti i mezzi pubblici della città stessa. Ti chiedo ancora scusa e voto la tua proposta.

  • Mi sembra una proposta un po' razzista!

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