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DECRESCITA. Lavorare di meno per tutelare la Vita

Riamasi colpito quando Grillo disse - per le elezioni alla regione Sicilia - in un comizio : "Noi lavoriamo troppo". E' vero. Abbiamo sacrificato al dio lavoro il tempo per la famiglia,la vita sociale, gli amici, i propri interessi. Lavoriamo dalle 8 alle 12 ore al giorno per salari minimi. ritorniamo a casa stanchi, soli, arrabbiati ed includenti. Chi ne paga le coneguenze poi sono i nostri cari che non c'entrano nulla. Io proporrei di ridurre gli orari di lavoro a 35 ore su 5 o 6 giorni in modo tale da offrire più posti di lavoro e maggior tempo per il resto della notra vita che comprende anche altro. Come ovviare alle spese? è chiaro che dobbiamo pian piano migliorare e cambiare stile di vita. La DECRESCITA è quello che dobbiamo perseguire. Consumare di meno, autoproduzione, ricicloe riuso. Dedicare più tempo ai rapporti con gli altri e non tutto il tempo al lavoro seppur fondamentale.

54 commenti

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  • LAVORARE - LAVORARE TUTTI

  • Secondo me la soluzione è quella del Brasile:siccome i dazi non si possono più rimettere, si devono spostare le tasse dai prodotti alle aziende. Si tratta di detassare la produzione locale e compensare il minor gettito fiscale aumentando le tasse sulle aziende importatrici dei prodotti finiti, eccetto quindi le materie prime e la componentistica necessarie alla filiera della produzione locale. Non parlo di tasse rivoluzionarie, ma di quel tanto che basta a non far chiudere le ns. fabbriche. L'Italia è un Paese di trasformazione, se non bilanciamo l'import con l'export siamo MORTI !

    Se l’ha fatto il Brasile che è membro del WTO, vuol dire che si può fare. E’ una modifica del sistema fiscale interno. Invece di aumentare le tasse ai soliti noti, che impoverirebbe il Paese e causerebbe recessione, facciamo la manovra che ha fatto il Brasile tanti anni fa, che oltretutto è a costo zero, perché le minori entrate della detassazione delle aziende produttrici (agricole e industriali) sarebbero bilanciate dalle maggiori tasse alla filiera delle aziende che commerciano in prodotti finiti di importazione. Certo, aumenterebbero i prezzi della roba di importazione nei negozi, ma contemporaneamente aumenterebbe l'occupazione e crescerebbero gli stipendi. Poi basta con il voler suicidare il Paese per comprare le cose a due soldi, usa e getta ! L’abbiamo fatto per vent’anni e si vede il risultato: ormai non abbiamo più il denaro per comprare neanche quelle !

    • La differenza, di non poco conto, è che il Brasile è uno dei Paesi più ricco di materie prime al mondo..l'Italia...non ne ha affatto..(..tranne quel pò di petrolio trovato in basilicata ecc.).è un paese, da sempre, di trsformazione-manufatteriero e/o servizi e dove l'unica risorsa è l'ingengo ...quandio riesce a trattenerlo..non altro..

  • Caro Paolo Sacchetti, è un'illusione ! Andremo sempre peggio, altro che ! Infatti pare che i ns. governanti non si siano accorti che la ns. mancanza di competitività viene da lontano, dal GATT prima e dal WTO dopo, che hanno abolito i dazi, cioè dalla globalizzazione che ha messo in competizione alla pari nazioni con un costo del lavoro di 25 € all’ora con nazioni con un costo di 2 € all’ora. Quindi il ns. destino è chiaro: dovremo livellarci ai ritmi cinesi ... tranquilli che di questo passo ci arriviamo presto !

  • sarebbe giusto e bello, ma adesso non credo che sia possibile! tra quelche anno, forse sarà possibile, ma adesso come adesso, no

  • Domenica, settimo giorno della settimana, storicamente giorno di riposo.

    Cosa voleva dire stare a casa la Domenica?

    Voleva dire dedicare una giornata a se stessi e ai propri cari, purtroppo si deve parlare al passato in quanto adesso non è più così, eppure non tanto tempo fa la domenica e quindi il ritrovarsi in famiglia era un valore fondamentale, la definizione che si fa nella Carta dei Diritti del 1983 è molto chiara: la famiglia costituisce, più ancora di un mero nucleo giuridico, sociale ed economico, una comunità di amore e di solidarietà che è in modo unico adatta ad insegnare e a trasmettere valori culturali, etici, sociale, spirituali e religiosi, essenziali per lo sviluppo e il benessere dei propri membri e della società
    e ancora:
    la società, e in particolar modo lo Stato e le organizzazioni internazionali, devono proteggere la famiglia con misure di carattere politico, economico, sociale e giuridico, miranti a consolidare l'unità e la stabilità della famiglia in modo che essa possa esercitare la sua specifica funzione.

    Ricordiamo che anche nella Costituzione Italiana e nello specifico nell'art. 31 1° comma si parla di famiglia " il Legislatore riconosce alla famiglia di gruppo sociale primario dell'organizzazione sociale ed impone allo Stato il compito di proteggere e tutelare la famiglia: La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose."

    La domanda mi sorge spontanea . . perchè le cose non sono più così?

    I valori fondamentali come la famiglia, il rispetto dell'individuo non esistono più? Per dare spazio a nuovi valori come il giro d'affari o l'andamento economico?

    Ma ci vogliamo rendere conto che stiamo minando i diritti ad una vita sostenibile, dobbiamo lavorare per vivere e non vivere per lavorare.

    Siamo tutti d'accordo che la ripresa dell'economia in questo periodo di crisi necessita da parte di tutti alcune rinunce e sacrifici ma non esageriamo, aumentando le domeniche aperte o deroghe per giorni festivi come il 1° maggio o Pasqua, rendiamo le cose più difficili di quelle che sono, creiamo lavoratori stressati ed esauriti dal troppo tour de force a cui sono soggetti, tutti gli sforzi fatti fin d'ora andrebbero persi.

    Ogni lavoratore si impegna a contribuire con il proprio operato ad una ripresa dei mercati basti che ci sia un equo numero di domeniche aperte e una buona gestione interna sia del carico di lavoro che di una giusta rotazione di orario, nel pieno rispetto dell'individuo.

    Uno sforzo comune per un benessere comune.

  • l'ho già scritto come proposta passare da 3 turni di 8 ore a 4 turni da 6 ore...sarebbe una rivoluzione incredibile....ma non si farà mai....

  • ecco la mia proposta:
    INIZIAMO A FARE DECRESCITA SUL SERIO!

    TUTTI NE PARLANO, MA NESSUNO DICE COME SI FA!
    io ho già avviato il mio piccolo gruppo di decrescita, e con un 'ora la settimana a testa stiamo già risparmiando 200 euro al mese(a testa).

    L'AUTOPRODUZINOE:il trucco è che ognuno fa una cosa e lafa bene(quasi a livello professionale, si procura qualche attrezzatura). così in poco tempo spendendo poco produce per tutti.
    noi autproduciamo con grande semplicità: SAPONE, PANE, MARMELLATE, CENTRIFUGATI DI FRUTTA, YOGURT,PASTA, UOVA, VERDURE,CONSERVE, FRUTTA. su internet si trova come fare tutto. con queste riducete del 60% le spese per l'alimentazione, e mangiate piu sano!
    per quest'estate è in programma la autocostruzinoe di impianti per il solare termico

    ACQUISTO TRAMITE I GAS. permettono di risparmiare dal 30 al 50% trovate il gas piu vicino a casa vostra su retegas.

    RIUSO E RICICLO

    MUTUALITà LAVORATIVA.
    fate il lavori di ristrutturazione della casa e di riparazione assieme, ognumo mette la propria professionalità.

    ALLARGATE IL GRUPPO DANDO AD ALTRI I PRODOTTI ECCEDENTI.

    noi siamo in 7 e con 4 ore al mese circa risparmiamo 200 euro (un quarto dello stipendio guadagnato in 160 ore in un mese). si può fare basta iniziare!

  • Basterebbe avere degli amministratori lungimiranti che attuino dei provvedimenti di buon senso.
    Penso per esempio - quando possibile - a stabilire una (proporzionata) riduzione dello stipendio per chi accettasse di svolgere il proprio lavoro a domicilio, oltre al fatto di lasciare spazio al lavoratore stesso di proporre una forma di lavoro alternativa da retribuire a parte della busta paga.
    Nel primo caso proposto penso soprattutto ai tanti impiegati in ufficio che grazie alle nuove tecnologie (skype, chat, videoconferenze) possono per primi abbandonare il paradigma di prendere la macchina, gettarsi nel traffico, non trovare parcheggio ed eventualmente beccarsi una bella multa per sosta vietata. Tutto questo solamente per rispondere al telefono, affastellare scartoffie - ma sono ancora necessarie? -, accumulare stress e fare la guerra con i colleghi e/o le colleghe. Scommetto che molti impiegati gradirebbero di gran lunga una - come già detto - proporzionata riduzione dello stipendio, a patto di starsene comodamente seduti sulla scrivania di casa a svolgere il lavoro chiesto. Penso che persino la produttività stessa dell'azienda e della persona ne risentirebbe in positivo.
    Nel secondo caso penso a tutte quelle persone con un lavoro che preveda dei tempi morti. Quante di queste si vorrebbero mettere a disposizione per - che ne so - fare quei servizi alternativi - utopisticamente di primo acchito potrebbe essere portare fuori la spazzatura, pulire a terra, aggiustare qualcosa, avviare un sito - pur di raggranellare qualche soldo in più?
    Scommetto anche in questo caso la possibilità di un'intesa tra lavoratore e amministratore.

    Penso che solo abituando amministratori e lavoratori ad una elasticità di questo tipo, si potrà poi attuare l'idea del meno lavoro - lavoro per tutti.

  • Secondo me e quasi impossibile arrivare ad un grado cosi elevato di civilta in italia.Nn e un problema di superfluo ma di sopravvivenza oltre che di mentalita.Forse i figli dei nostri figli ma solo se invertiremo i costumi.Ormai noi,vuoi o nn vuoi,siamo tarati.Pensare al futuro delle prossime generazioni e il minimo che si possa fare.E piu facile che la crisi stessa ci seghi le gambe visto che nessuno fa nulla mentre si affonda.Vedremo

  • Inutile dire che dovremmo lavorare per vivere e finiamo con il vivere per lavorare. Lavoriamo tanto, è vero. Ma il problema è che lavoriamo male. Lavoriamo male perchè abbiamo perso dignità. Veniamo a lavoro non sapendo se sarà l'ultimo giorno, se ci pagheranno e che cosa dobbiamo realmente fare. Con la minaccia del licenziamento, oramai, costringono a qualunque cosa.
    Io non sono contraria alle 8 ore, anzi. Vero è che in un periodo di crisi, si potrebbe ridurre le ore di lavoro per permettere a tutti di lavorare. Sono contraria al come si lavora. Si lavora male, spesso senza sicurezza. Questo noi dovremmo cambiare. Il lavoro dovrebbe nobilitare l'uomo, non umiliarlo.

  • distribuire il lavoro è l' unica soluzione degna di una società civile.

  • Ciao Alessandro, la tua proposta mi interessa perchè conosco perfettamente da vicino i disagi che comportano i lavori usuranti. Mio marito lavora su turni al reparto di emergenza di una azienda del settore chimico. E' un lavoro difficile che comporta molti sacrifici, non solo per il lavoratore ma anche per tutta la famiglia che si adegua alle turnazioni (per altro a ciclo continuo) per cui i giorni trascorrono in maniera scombussolata e irregolare. I nostri sabato e domenica cadono in realtà di lunedì, giovedì, mercoledì, insomma quando capita. In più nel periodo estivo, per il fatto che il reparto è sottorganico, i turni diventano di 12 ore, dalle 8 alle 20 e dalle 20 alle 8 del mattino. Il turno di notte è il peggiore perchè il giorno dopo, rientrando alle 8, non è facile prendere sonno e riposare: si va a letto direttamente la sera. Lo stress fisico non è indifferente, e nonostante anche l'alto rischio dello stabilimento, il loro non è considerato dalla legge lavoro usurante! Tante volte discutiamo del fatto che si vive per lavorare e non si lavora per vivere! Comprendo la crisi, chi ci ritiene più fortunati perchè lui tutto sommato lavora, molti altri no. Capisco anche questo perchè io ho una laurea che mi è servita solo per appenderla in camera, abbiamo conosciuto la cassa integrazione e il lavoro va tenuto stretto ogni giorno che passa. Il governo dovrebbe considerare tutto questo, perchè non ci siano mestieri discriminati sul piano dell'usuraggio, perchè ci sia bilanciamento tra valore dell'impiego e relativo valore dello stipendio, perchè non ci siano mestieri di sacrificio sottopagati e mestieri "leggeri" strapagati. Prima che mio padre passasse la cassa integrazione ( poco prima della mobilità per il fallimento dell'azienda) la ditta scelse di fare la solidarietà: per non licenziare metà del personale il lavoro veniva diviso tra i dipendenti che lavoravano part time, in modo che chi aveva più necessità non finisse in mezzo alla strada. Certo la solidarietà si fa sempre tra poveri, però in questo caso permetteva una condizione di maggior tutela del lavoratore rispetto alla cassa integrazione. Comunque sia il lavoro va riconosciuto come tale, valorizzato e gratificato. Alzare l'età pensionabile, come propongono ciclicamente senza consapevolezza della cosa, deve comportare prima una serie di misure che permettano effettivamente di lavorare più a lungo, anche se ritengo che più che altro dovrebbero permetterci di lavorare meglio, in sicurezza e serenità senza farci percepire lo spettro della morte il giorno dopo essere andati in pensione, un po' perchè troppo avanti con l'età e un po' perchè troppo usurati dal lavoro!

    • Si caterina, purtroppo il tuo e quelli di molti altri, è il tipico e classico DISCORSO DELLO SCHIAVO, schiavo mentale, guai a dire, a me di lavorare per i soldi non me ne frega nulla, io voglio lavorare per te, e tu devi, non dovrai, ma devi lavorare per me, questo è IL BENE COMUNE - amore - amore e rispetto per il prossimo e innanzitutto per te stessa. Ma la mente è oppressa dai problemi di tutti i giorni, e allora non possiamo concepire una DEMOCRAZIA COMPIUTA, dobbiamo lavorare per guadagnare tanti soldi, ecco lo scopo, ce chi li guadagna solo per pagare le spese e nutrirsi, e chi per avere più potere. Cara libera la mente e pensa ad una vita senza i soldi ed avere tutto quello che ti serve per vivere, non per essere ricchi e dominare sul prossimo. Eliminiamo la causa e non avremo l'effetto, ecco il vero male della nostra civiltà. Andate a vedere su youtube il DISCORSO DELLO SCHIAVO di Silvano Agosti, e sappiate che è possibile avere una civiltà fondata sul lavoro, non sul denaro. Se si vuole si può fare, e vedrete sicuramente alle prossime elezioni politiche tante sorprese, ci sono molti seguaci del Grande Beppe che ormai la pensano così, totale indipendenza dagli idrocarburi con l'idrogeno, il mio lavoro per il tuo, e tante altre cose, cioè lavorare tutti ma poche ore al giorno, proprio per far si che tutti lavorino, perchè tutti devono avere tutto. Non è utopia, molti gruppi in giro per il mondo vivono così, anche qua in Italia

    • Ciao Caterina,
      capisco quello che dici e mi rendo sempre più conto che così non può andare avanti. la Vita è altro e sono sempre più convinto che il sabtao è fatto per l'uomo e non viceversa. Alla fine siamo tutti schiavi dell'idolo del tempo che ci aliena lo si voglia o no. Lo si sapppia o no.
      Tuttavia qualcosa è possibile fare. Iniziare a cambiare dalle piccole cose, slegarsi man mano i polsi da queste catene invisibili ma forti che ci ha messo addosso questo sistema schiavo del denaro e del potere.
      Bisogna fare rete, diffondere nuova cultura, nuovi stili, con coraggio. Ognuno contribuisce come può a queto grande cambiamento culturale che è l'unica via d'uscita a questa "benedetta" (?) crisi.
      Il tempo è maturo anche se mi rendo conto che chi è sposato o chi ha figli è tutto più difficile ma ripeto: dalle piccole cose si parte. Le remore possono fermare nche le grandi navi!

  • La crisi con i suoi effetti sempre più incalzanti dovrebbero essere una vera occasione per il cambiamento. Non abbiamo altra alternativa che iniziare a costruire una vera società della decrescita. Diventa davvero importante divenire "oppositori di crescita" e non tanto per il gusto di essere contro ma er la volontà ed piacre di costruire qualcoa che sia davvero umano, vero, autentico e salutare per noi e per le generazioni future.
    Non è semplice. Faremo fatica noi per primi ma oggi servono persone che sappiano testimoniare prima e poi insegnare ai ragazzi, alle nuove generazini che davvero un'altro modo di vivere è possibile.
    Non sono decisioni più rimandabili è in gioco la salute e la sopravvivenza della specie umana!

  • Io non lavoro nenanche la domenica, dovrei imparare a fare totem! che schifo di paese , non puoi neanche andartene perchè ti servono i soldi.......

  • Io non lavoro nenanche la domenica, dovrei imparare a fare totem! che schifo di paese , non puoi neanche andartene perchè ti servono i soldi.......

  • Gli indigeni, che più di noi vivono in sintonia con la natura, lavorano 3/4 ore al giorno. Nel resto della giornata fanno attività sociali. Preparano feste, ballano, si decorano corpo e capelli, fanno manufatti come totem o abbelliscono la capanna, partecipano a riti, ecc.
    Noi lavoriamo anche di domenica.

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    Il problema degli stipendi secondo me è irrelevante perchè piano piano le risorse che sono in mano a pochi(grazie all'evasione, alla criminalità,alle lobby,ecc ) si andranno a distribuire.La gente dovrebbe capire che non c'è bisogno di leccare il culo a nessuno per avere dei diritti(il lavoro è uno dei principi della costituzione).Come prima cosa andrebbe cancellata la legge biagi(ci sono circa 170 tipi di contratto per fottere la gente), si dovrebbe tornare come prima,periodo di prova se va bene lo assumi, che mi rappresenta che lo assumi e ogni due anni gli cambi il contratto per non pagare le tasse e tenere il lavoratore sotto scacco,ma che siamo bestie?
    Poi bisognerebbe liberalizzare le professioni,come il notaio ecc.Una cosa importante secondo me alla base della democrazia è la visone dei risultati(in modo che ognuno li possa controllare)dei vari esami di stato(ingegnere, architetto,medico,ecc) e degli esami per diventare magistato notaio,ecc.La scusa della privacy è una presa per il culo per non toccare i cazzi di alcune persone(e va bè ti compri il diploma ,ti compri la laurea , ma prima o poi ti devi fermare,non puoi decidere della mia vita se non ne sei capace).Infine per esempio un medico secondo me non puo contemporaneamente fare il medico in un ospedale pubblico, una clinica privata e fare il professore all'università e magari essere anche a capo di qualche commissione e fare anche il politico.Al massimo può essere professore universitario per esempio e lavorare in una clinica pubblica o privata non di più.Scusate le chiacchere.

  • user-pic

    mi sono avvicinato oggi sia al movimento sia al forum non so usare il computer,però ho tanto di quel veleno addosso che ho bisogno di sfogarmi.mi chiamo giordano sabbadini ho 56 anni e sono un camionista,mi presento meglio sono un vecchio comunista deluso che passando all'anarchia ha lasciato la porta aperta a persone ed idee che non siano campate in aria ma di qualcosa di concreto .ho fatto questo commento condiviso quasi a caso ma ho tanto bisogno di esprimermi a voce portando anche le mie proposte mi esprimo meglio a voce. vi prego di rispondermi un abbraccio forte a tutti giordano.

  • Si lavora troppo perchè c'è una enorme differenza tra quanto guadagnano quelli che faticano (1000-2000 € al mese) e quanto "guadagnano" - sarebbe meglio dire rubano - quelli che speculano, investono in titoli, giocano con le scatole cinesi, fanno i manager della truffa legalizzata....i politici in quanto tali sono solo uno specchietto per le allodole, casomai occorre aggiungere alla lista le aziende che prosperano sulle complicità politiche (e questa si chiama mafia). Perchè c'è una enorme differenza tra lo stipendio di uno che lavora davvero e i guadagni degli usurai legali che sono le banche. Perchè servono i soldi per pagare gli interessi alle banche. Per questo si lavora troppo: perchè i soldi sono pochi; o meglio, perchè i soldi a noi gentilmente concessi sono pochi. Perchè c'è qualcuno che agita gli spauracchi - falsi - del debito pubblico e dell'inflazione.

  • Buon Giorno a tutti, sono convinto, che di fatti si lavora troppo; si investono sempre più risorse per detassare premi produttivi (obbiettivi) per raggiungere produttività elevate con poca occupazione. Tutto questo a discapito dell'occupazione. Ovviamente le leggi attuative della legge "biagi" ha portato delle eccezioni al Decreto Legge 66/2003, portando maggiore flessibilità a discapito occupazionale. Tutto questo vallato e concordato con le sigle sindacali confederali, che da tempo hanno confuso produttività con sviluppo. Lo sviluppo e il progresso nasce dalle idee non dalle sovra produzioni a discapito delle leggi di tutela e regolamentazione del mondo del lavoro, la competitività deve essere all'interno delle regole.

  • Mi rifaccio a quest'ultimo commento per sottolineare che una "rivoluzione culturale" è imprescindibile ai fini di qualsiasi cambiamento.
    Anche noi siamo il frutto di una rivoluzione culturale fondata sull'induzione di falsi bisogni tramite l'uso della pubblicità. E' così che siamo arrivati alla completa disumanizzazione in cui ci troviamo oggi. Ovviamente la riflessione da attuare a riguardo è molto complessa e necessita un migliore approfondimento. A tal proposito rimando anche io alla lettura di Serge Latouche.
    Tornando alle considerazioni sul tema del lavoro, credo sia indispensabile un repentino cambiamento di rotta.
    Affinché il lavoro ci renda veramente liberi esso deve convertirsi in una reale fonte di benessere nella vita quotidiana di ognuno di noi.
    Anzi, come ipotizzato da Jeremy Rifkin, la tecnologia dovrebbe essere utilizzata per poter arrivare alla "fine del lavoro".
    Ogni epoca è progredita grazie ad una rivoluzione.
    La nostra dovrebbe essere l' era della Rivoluzione Tecnologica e vederci impegnati nella lotta contro le forme moderne di schiavitù. Solo così potremo riprendere in mano il futuro e garantirne uno ai nostri figli.

    • Sono con te, ma bisogna liberare la mente dai preconcetti, immagina una civiltà basata sul lavoro e non sul denaro.
      Hai tolto il male in assoluto della vita di tutti, per esso si ruba si uccide ci si sacrifica ci si suicida perchè ho perso il lavoro e quindi sono un fallito, quanti mali, quanti mali, ma se tu elimini la causa del male, non hai l'effetto che esso produce, vedi Silvano Agosti il discorso dello schiavo su youtube, però ragazzi basta lamentarsi, serve la discussione e i forum però diamoci un taglio, contiamoci e sovvertiamo non con le pistole ed i fucili della Tunisia o Egitto, andiamo alle politiche con grillo agosti e fabio volo e altri, ma basta parlare facciamo i fatti, tanto ho visto che siamo veramente in tanti a pensarla più o meno così, con qualche sfumatura, però veramente facciamo.

  • Ti cito Aristotale:(384 a.C.)
    Lo scopo del lavoro è quello di guadagnarsi il tempo libero.

  • Sono belle teorie, ma credi che si possa mettere in testa alla gente una cosa del genere?
    E le persone che con 40 ore guadagnano mille euro, come farebbero a vivere lavorando 30 ore e prendendone 759?

  • come raggiungere lo scopo non è cosa semplice ma un dato di fatto è che oggi chi ha il potere mediatico ci induce al sentimento malato e falso di aver sempre bisogno di qualcosa , di dover comprare , fare abbonamenti , spendere e indebitarci ad ogni costo. Nei paesi del nord europa hanno già capito che il benessere non si misura in quanto o che cosa la persona possiede ma in base al tempo che una persona ha a disposizione per fare ciò che vuole, i ritmi di vita sono rallentati rispetto ai nostri, utilizzano le biciclette al posto delle auto, hanno parchi giochi vicino ai posti di lavoro tutto è a misura di uomo mentre da noi è l'uomo che tende a adeguarsi a stili di vita che vanno contro la sua natura.

  • Nel secolo predecente, un libro di Jean-Jacques Servan-Schreiber "La sfida americana" del 1967, preconizzava a fronte del rapido progresso tecnologico, giornate lavorative di 4 ore.
    A oltre 40 anni di quelle profezie non ce ne e' traccia. Anzi, l'orario lavorativo e' di fatto aumentato.

    In aziende manifatturiere come quelle in cui lavoro io le ore lavorative giornaliere sono 8 per 5 giorni alla settimana, ma è aumentato il tempo per raggiungere il posto di lavoro.

    Molto spesso il tempo di lavoro reale, per es. quello di tipo impiegatizio e' di gran lunga inferiore a quello nominale, le cose necessarie e indispensabili prendono molto meno tempo nell’essere eseguite.

    Nelle aziende si dovrebbe tenere conto di questa realta’ e le contrattazioni nazionali prevederlo.

    Io propongo che la giornata lavorativa normale sia di 6 ore, per un totale di 30 ore settimanali.

    Le eccezioni gestite a parte, con contratti specifici, e con forti maggiorazioni di stipendio.
    Sara’ nella libera contrattazione tra le parti tra chi vuol far lavorare di piu’ e chi vuol lavorare di piu’ che si raggiungerà un equilibrio.

    La produttività parola così mitizzata a proposito e a sproposito, non dipende dalle ore lavorate ma dalla qualità di chi lavora e dall’efficienza dei processi che tali lavori regolano.

    Il lavoro non è un valore assoluto.
    L’uomo non può trarre dal lavoro le uniche soddisfazioni personali. Il diritto al lavoro non è il diritto di renderlo schiavo.
    Nella nostra società contemporanea è lo strumento di un immenso ricatto.
    Tu lavori, io ti dò un salario, tu lo spendi in quel che dico io, e poi per sopravvivere affar tuo….

    • Buona sera,
      Mi ha colpito la sintesi ed il metodo con cui ha scritto questo pensiero; ho più di trentanni di attivita' sulle spalle ed ho vissuto parecchie esperienze lavorative, ho lavorato anche in realtà straordinarie, multicultarali, in attività che dovrebbero essere l'eccellenza.
      Negli ultimi anni, come molti europei, ho dovuto affrontare la realtà dei contratti a termine.
      La tecnologia ci ha aiutato in molte attività, ma la mente dell'uomo non l'ha saputa governare: ci siamo complicati la vita.
      Ventanni fa un anziano commercialista, discutendo del futuro mi ha detto: Non si illuda, correre non serve a nulla; la nostra situazione economica è simile a quella dell'Argentina, solo che in europa si riescere ancora a nasconderla.
      Saluti, Claudio

    • Concordo pienamente, in modo particolare conl'estrema sintesi espressa da lei nell'ultima riga. Esser obiettoi di rescita non significa voler ritornare all'età della pietra ma mettere in atto un coraggioso e necessario cambio di rotta che renda davvero Umani e umanizzanti la vita ed i rapporti personali. Ridare ordin e priorità all'uomo troppo spesso relegato a ad essere schivo dei suoi idoli. Non è facile ma è un cammino che diviene ogni giorno sempre di più irrimandabile.
      Coraggio!

  • Ogni persona chi più chi meno ha un attitudine e delle passioni il lavoro non deve essere altro che lo sfogo di queste passioni o attitudini, perciò sono per la produzione artigianale che ognuno produce il giusto per il fabisogno del territorio e producie ciò che ama produrre come più intelligentemente era una volta senza dover schiavizzare qualcuno a fare numeri e numeri di produzione, pochi amano il proprio lavoro e allora secondo me non è tanto una questione di tempo dedicato al lavoro ma se l'attività risponde alla vocazione personale senza l'intento di conquistare il mondo con la propria attività, senza ovviamente trascurare i rapporti sociali e la famiglia, il dio mammona che vada a cagare!!!!!!

  • Ogni persona chi più chi meno ha un attitudine e delle passioni il lavoro non deve essere altro che lo sfogo di queste passioni o attitudini, perciò sono per la produzione artigianale che ognuno produce il giusto per il fabisogno del territorio e producie ciò che ama produrre come più intelligentemente era una volta senza dover schiavizzare qualcuno a fare numeri e numeri di produzione, pochi amano il proprio lavoro e allora secondo me non è tanto una questione di tempo dedicato al lavoro ma se l'attività risponde alla vocazione personale senza l'intento di conquistare il mondo con la propria attività, senza ovviamente trascurare i rapporti sociali e la famiglia, il dio mammone che vada a cagare!!!!!!

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    Condivido anche io il fatto che lavoriamo troppe ore, per guadagnare di più e circondarci di oggetti inutili, a scapito delle relazioni sociali con famiglia e amici, che a mio parere sono la vera essenza della vita...e ciò è dimostrato dal fatto che spesso persone miliardarie soffrono di depressione e insoddisfazione. Non credo che lavorare meno ore diminuirebbe la nostra produttività, perchè spesso siamo inefficienti e soprattutto perchè considerato l'enorme sviluppo delle tecnologie e delle macchine, visto che abbiamo oggetti che lavorano al nostro posto, ripetto ai nostri antenati, dovremmo lavorare di meno. Considerato che possiamo usufruire di diversi servizi on line, poi, dovremmo avere più tempo. La verità è che molti di noi trascorrono molto tempo a svolgere attività inutili, io spesso passo giornate intere in riunioni in cui non si conclude nulla, semplicemente perchè male organizzate (non c'è un ordine del giorno nè un moderatore). E così sono sicura che trascorrono il tempo molti di noi. Senza contare che ci sono alcuni che guadagnano moltissimo senza produrre nulla di utile per la società, quei soldi potrebbero essere in parte redistrubuiti a chi produce veramente.
    Oltre a ciò, se avessimo più tempo da dedicare alla famiglia, non avremmo bisogno di persone da pagare che se ne occupino al nostro posto. Se investissimo il nostro tempo per condividere problemi e gioie con i nostri figli e per stimolarli culturalmente, avremmo una società migliore in cui vivere, forse ci sarebbe meno criminalità? meno droga?
    Credo che dobbiamo avere un'ottica sistemica nel guardare alla nostra società, e capire che la migliore organizzazione nel lavoro, l'uso di tecnologie e il consumo intelligente, possono permetterci di stare meglio, dedicando più tempo alle relazioni sociali e al tempo libero.
    Diffondiamo le nostre teorie e forse qualcosa cambierà....

  • Ciao Alessandro, hai completamente ragione, si sta perdendo il senso della realtà. Non riusciamo più a goderci lo stare in famiglia o coltivare i propri interessi. Ho fatto una proposta nella sezione COMMERCIO sulle aperture domenicali dei centri commerciali, e spiegavo della necessità di porre un limite a queste, appunto per avere una giornata comune a tutti per dedicarsi a queste cose. Per riprendere in mano la nostra vita.. spero potrai andare a leggerla e magari farmi sapere che cosa ne pensi.

  • Lavorare di meno, rilocalizzare, ritrovare il gusto di stare in famiglia, ritornare umanani...umanizzarsi. Quello che era normale fino aqualche decennio fa ora per noi sembra irrangiungibile. Dobbiamo lottare per avere la normalità. Sembra strano ma è così. Credo che vada anche contrastata la cultura dell'avere e messa in moto quella del dono e della condivisione. In questo mi sento di denunciare anche la latitanza di tanti cristiani che alle origini si distinguevano proprio per questo. Erano in pochi e cambiarono il modo di vivere e di pensare di intere culture. poi...Beh pensiamo se ora tutti i cristiani che si professano tali decidessero di recuperare questi due valori...sarebbe fantatico!!!

  • E' vero che si lavora sempre di piu' e si guadagna sempre di meno. Ma lavorare di meno è fattibile se la produttività aumenta proporzionalmente. Il problema di fondo comunque è che siamo un paese in declino generalizzato, e guadagnare è sempre piu' difficile. Troppi errori, troppo clientelismo, troppi sprechi, troppa evasione fiscale, troppa speculazione. La nostra stanchezza di fine giornata, ognuno per la sua parte, è il risultato di questo generale degrado.

  • ragazzi....ma lo vogliamo capire che questo sistema è ormai impazzito!che senso ha lavorare 8 ore al giorno(che per me è tantissimo)per poi avere i soldi per consumare...per comprare...cosa poi?cose inutili o che avevamo già e che non c'era bisogno di sostituire!ci vuole decrescita!questa è la parola d'ordine!

  • scusatemi,io non direi"dio lavoro" direi piuttosto "dio denaro"sempre tutto per il "DIO DENARO" !!!!!

  • Sono d'accordo per me 2 lavoratori part-time dovrebbero costare come 1 full time al datore di lavoro.Allo stato non costerebbe se un posto di lavoro si dividesse in 2 ma cosi' aumentiamo l'occupazione ovviamente suggerirei che datore di lavoro e lavoratore siano entrambi d'accordo.

  • Cari signori,

    la tele (o il computer) si puó spegnere in qualsiasi momento ed ora del giorno e della notte, ancora non ci sono cavalieri che vi costringono a non schiacciare il bottone Power (Off) in casa vostra ... e tantomeno che vi costringono a credere quello che vedete/sentite, lo spirito critico sta sempre alle singole persone ...
    Non capisco una cosa: come si fa a decrescere in un paese che per metá é ancora sottosviluppato e per un terzo dovrebbe essere in riconversione industriale, ma, causa la mancanza/voglia/possibilitá di innovazione non gli resta che "declinare" ... ma gli impianti solari chi li deve produrre? chi li deve pianificare? chi li deve installare? chi li deve mantenere? secondo voi? gli impianti eolici? la separazione e il riciclaggio dei rifiuti chi lo deve fare? chi deve distribuire le materie prime secondarie? gli immigrati extracomunitari?

    CHE COSA VI FA PENSARE CHE TUTTO QUESTO SI POSSA FARE SENZA LAVORARE DI PIU´, MA DI MENO? DI MENO DE CHE?

    Giá adesso in Italia in molti settori quello che fate in 8-9 ore al giorno in altri paesi con produttivitá ed organizzazione migliori li fanno in 5 o meno ... o volete dire che dobbiamo imparare a lavorare meglio? a risparmiare anche lavoro? esatto: risparmiare lavoro é un obiettivo intelligente, solo che lascia molta gente disoccupata, quindi bisogna trovargli qualcos´altro da fare DI PRODUTTIVO ... o credete veramente che si possa creare un reddito minimo sociale anche per chi neanche lo cerca il lavoro?

    Molte idee nuove certo, ma anche ben confuse ... qui non c´e´ bisogno di re-inventare la ruota, si tratta di concepire un nuovo mix di lavoro e di tempo libero ... invece di avere piú tempo libero, non ultimo causa disoccupazione, perché non pensare a servizi di "milizia civile" come esistono in Svizzera, in cui molti cittadini semplicemente si mettono a fare senza stipendio molti lavori altrimenti da far fare a pubblici ufficiali a pagamento, nei comuni, nelle scuole, negli ospedali ... ottengono altri tipi di riconoscimento, certamente, non ultimo risparmiano una marea di tasse, non é un caso se sono ancora il paese occidentale con la minore pressione fiscale ... noi in Italia non partiamo da basi tanto razionali ed organizzate come in Svizzera e in Danimarca, in molti comuni non solo occorre reinventare la ruota, ma bisogna costruirla per la prima volta: non sono neanche mai stati informatizzati per la prima volta! Ci "lavorano" decine di migliaia di persone che non sanno neanche a cosa serve un computer ... la volete fare anche li´ la decrescita felice? il risultato lo sapete giá, no? allora, perché non siete un po´ piú realistici? la gente ne ha le balle piene delle fregature, ci manca che cominciate a passargliele pure voi e la dittatura perfetta é fatta!

    Luca Zampetti

    • classico discorso dello schiavo, vedi youtube discorso dello schiavo di silvano agosti, (che di soldi, bontà sua ne ha tanti), ti parla uno che per molti anni è stato responsabile di un'azienda internazionale tipo ikea, e cho da luglio compro e vendo divise/valute per me stesso (forex), di denaro forse me ne intendo per dirti che la tua visione di civiltà è legata a preconcetti costituiti, se la massa si lamenta è perchè ne ha motivo, il male del mondo è aver interpretato male la costituzione specie quella italiana, LA REPUBBLICA E' DEMOCRATICA ED E' FONDATA SUL LAVORO, lo dice bene è fondata sul lavoro, non è FONDATA SUL DENARO MA SUL LAVORO, ci sono molti studi di fattibilità su questo, e ne vedremo delle belle alle prossime elezioni politiche, LAVORO PER LAVORO NON LAVORO PER I SOLDI e non è certo un comunista che te lo dice, elimina il male dalla radice e non avrai la causa di esso, sgombera la mente dal tuo conosciuto e dai senso compiuto alla democrazia, non è utopia io è da un anno che studio la fattibilità (non sono l'unico), e si può fare, per esempio possiamo essere autonomi dall'energia producendola con l'idrogeno motori atti a generare calore energia, e altro comunque, ma bisogna liberare la mente da tutte quelle soluzioni ferraginose che tutti voi avete espresso tranne alcuni che hanno capito e vogliono dare un senso reale alla propria vita

    • Condivido pienamente con lei, credo sia opportuno fare una maggiore riflessione su questo argomento, tenendo conto di quanto detto da lei.
      La nostra società soffre anche perchè c'è chi lavora di più a costi minori.
      Per il momento credo sia difficile far capire, per esempio alla Cina, che bisogna lavorare meno per vivere meglio.
      Certo con il tempo lo capiranno da soli, ma nel frattempo......
      Lascio a voi continuare.

      Sergio Doria

    • Ritengo le osservazioni di Zampetti pertinenti e razionali, ma non contrarie alla logica della riduzione dell'orario d lavoro.
      E' evidente che nell'organizzazione dell'assetto economico andrebbero assunte tutte quelle iniziative atte a rendere più efficiente l'organizzazione e la produttività del lavoro stesso. Il punto focale del problema, secondo me, risiede nel valore etico a prescindere che si assegna al lavoro ed al tempo che un individuo deve sottoporre a questa triste necessità.
      Se si partisse da un assunto diverso, del tipo che le energie, lo studio progettuale, i miglioramenti tecnologici debbano consentire primariamente il miglioramento della qualità della vita delle persone anzichè più alti livelli di profitti e capitali, tutta la discussione assumerebbe un diverso indirizzo e le eccezioni presentate da Zampetti diverrebbero proposte organizzative. La civiltà dei consumi, inutili e voluttuari, aggiungo io, si autoalimenta di miti e condizionamenti culturali indotti: occorrerebbe dimostrare che si può migliorare la qualità della vita propria e degli altri anche con scelte mirate, che premiano l'essere anzichè l'apparire, rinunciando a certi feticci quali l'auto sportiva di grossa potenza , la casa ricolma di gadget ultraecnologici ed inutili, gli abiti firmati e scomodi, le frequentazioni personali ipocrite ed interessate, e potrei andare a lungo avanti.
      Consiglio anch'io, come fatto da altri, la lettura di Serge Latouche che ha efficacemente toccato tutti questi punti, dimostrando come dalla logica della crescita economica e finanziaria continua si deve uscire prima o poi, pena il vedere crollare improvvisamente e dolorosamente ,con effetti devastanti per la società, tutte le certezze di quella che da tempo è diventata una fede imposta del lavoro, a cui sacrificare tutto di noi stessi.

    • Legga Serge Latouche e si chiarirà molti dubbi e troverà molte risposte valide alle sue intelligenti e opportune domande.
      Grazie.

  • Penso che il primo passo per tutelare la sfera personale di un individuo da un sistema lavorativo che ci logora sarebbe evitare di assumere o di essere assunti già a 10 km e oltre da dove si vive ......

    Perchè 10 km di strada su una strada statale (milano -novara) nell'ora di punta vuol dire almeno mezz'ora di tempo passato in macchina tra il traffico e lo smog (oltre ad uno spreco di denaro) da non poter dedicare alla famiglia ed ai suoi bisogni .......

    Il centro per l'impiego potrebbe creare una lista di nominativi in cui le ditte che assumono persone dello stesso paese o della stessa zona avrebbero degli sgravi contributivi sull'aliquota ditta dell'INPS.

    Ormai tutte le assunzioni con tutti i dati personali sono comunicati immediatamente al centro per l'impiego, quindi non si tratta di qualcosa di astratto, ma di un semplice comunicazione tra due enti (Centro per l'impiego e l'INPS) che paghiamo con i nostri contributi!!!!

    La mia proposta vuole diminuire di poco la percentuale di sgravio per le ditte, magari anche solo l' 1 o il 2% perchè se devo assumere e perchè la figura professionale mi serve e se posso guadagnare anche se di poco mi conviene!!!!

    Vantaggi:
    Meno traffico per le strade .... e speriamo sempre meno cemento sulle nostre campagne;
    Meno consumo di combustibile;
    Meno Stress;
    Più tempo per la famiglia;
    Meno contributi per la ditta.

    Svantaggi:
    ..........

    Stefania Patea


  • sono d'accordo ad esempio molte donne vorrebbere il lavoro partime e non so come mai è da una decina di anni che è difficilissimo averlo,preferiscono licenziare che dare un partime, no che le donne vogliano lavorare meno ma purtroppo in Italia se hai un figlio lavorare otto ore diventa difficile ci sono pochi nidi e sono cari, prima di otto mesi non prendono i bambini e sarebbe anche giusto se non ti levassero lo stipendio quando tuo foglio a quattro mesi. Forse se facessero una legge che incentivasse il partime facendo pagare al datore di lavoro meno contributi ,ci sarebbe più lavoro per tutti.

  • Pienamente d'accordo con la proposta! Lavorando meno tutti, la disoccupazione diminuirebbe certamente, senza contare gli evidenti benefici a livello di qualità della vita personale... Purtroppo Matteo qui sopra ha però messo il dito nella piaga; ci vorrebbe una rivoluzione culturale alla quale, mi duole constatarlo, non siamo pronti. C'è ancora un mucchio di gente che ormai vive per il lavoro e non ha vita privata; e fino a qui si potrebbe anche dire: problemi loro! Il fatto è che molto spesso questi fenomenali personaggi sono i classici capetti che costringono gli altri a fare come loro! Di fatto, visto che il nostro amato pianeta non possiede risorse infinite, ma l'uomo pretende di crederlo e si comporta in maniera dissennata, ci vorrebbe realmente una forte frenata a ogni livello; lavorativo, di consumi, di ritmo di vita per poter prolungare la nostra permanenza sulla Terra e per beneficiarne i frutti senza più distruggerla!
    Ciao,

    Edoardo

  • Sono d'accordo anche io, però una domanda: i salari nominali (a fronte di 35 ore) necessariamente diminuiranno, a meno di non migliorare l'efficienza generale del Paese, altrimenti cresceranno i prezzi, non potendo agire sul debito. Siamo pronti?

  • grande! anche il solo cominciare a parlarne è il primo passo fondamentale, e se non lo facciamo noi chi?

  • Giustissimo! E per cortesia, ove ne sussistano i presupposti, telelavoro telelavoro telelavoro!
    Finiamola di sprecare tempo ed energia! Finiamola di inquinare con l'auto in coda!

  • Sono d'accordo ma teniamo presente che ciò comporterebbe
    una vera "Rivoluzione Culturale".Ogni giorno siamo bombardati da stimoli che ci sollecitano a consumare sempre,in ogni caso,
    anche quando non ne abbiamo voglia né bisogno.Questo indottrinamento va avanti da troppo tempo perché se ne possa cogliere presto il carattere patologico e compulsivo;nondimeno
    bisogna almeno cominciare,perché se non ci pensiamo noi ci
    penserà la natura,che stiamo saccheggiando,a farci pagare tutto in una volta e sarà assai peggio.

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