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Distretti di Economia Solidale

Che cosa è un Distretto di Economia Solidale Il DES mira a costituire una rete locale di soggetti interessati a diffondere e praticare l'economia solidale e il consumo critico nelle sue diverse forme. Il DES intende realizzare un progetto di cambiamento culturale, economico e politico per avviare esperienze concrete di società sostenibile attraverso la partecipazione attiva e democratica, valorizzando la dimensione locale . ..." Se creare una rete vuol dire tessere relazioni stabili, una rete di economia solidale richiede qualcosa in più, significa attivare flussi di prodotti e servizi all'interno della rete. Questa proprietà.......consente alla rete di reggersi sulle proprie gambe e quindi di svilupparsi. Questo è il punto centrale, ovvero l'incontro tra la domanda e l'offerta all'interno della rete, tra i produttori di beni e servizi di economia solidale e i consumatori critici, Ed è su questo punto che i GAS possono giocare un ruolo fondamentale......sono portati per loro natura a sviluppare..capacità preziose nella costruzione di un distretto. ....Esprimono una domanda collettiva... hanno una struttura di tipo democratico..svolgono le loro indagini sul territorio, incontrano i produttori, con loro si relazionano e ascoltano le loro ragioni...." (Andrea Saroldi) Soggetti di riferimento Imprese - produttori, cooperative sociali, soggetti istituzionali, associazioni, GAS - BdT - equo-solidale, gruppi informali o organizzati turismo responsabile, soggetti del consumo consapevole, finanza etica Elementi caratterizzanti delle pratiche di economia solidale di un DES - nuove relazioni tra i soggetti economici basate sui principi di reciprocità e cooperazione; - giustizia e rispetto delle persone - rispetto dell'ambiente - partecipazione democratica - impegno nell'economia locale e rapporto attivo con il territorio - disponibilità a entrare in relazione con le altre realtà dell'economia solidale condividendo un percorso comune Le scelte - attivano flussi di beni e servizi provenienti da realtà dell'economia solidale - promuovono la gratuità/reciprocità degli scambi di saperi - promuovono la partecipazione Progetto socio-culturale - creare una cultura che porti i cittadini/consumatori/utenti a scegliere e decidere criticamente e ad influire sulle scelte e sulle politiche delle realtà economiche e delle istituzioni - promuovere conoscenza reciproca e relazioni sempre più strette tra i soggetti dell'economia solidale, gestire i processi economici e le relazioni al proprio interno e con gli altri soggetti del proprio territorio con metodi partecipati e trasparenti - favorire la diffusione dei prodotti e servizi etici e solidali attraverso tutti gli strumenti utili a tale scopo - sperimentare e diffondere tra i cittadini/consumatori/utenti pratiche concrete di economia, stili di vita e di consumo critici, consapevoli, locali e sobri - costruire momenti e spazi pubblici attorno alle tematiche di economia/e solidale/i come occasione e strumento per sviluppare relazioni sociali, politiche, comunicative ed economiche - combattere la mercificazione/privatizzazione dei beni comuni e dei servizi pubblici - promuovere la partecipazione e la gestione democratica riguardo ai servizi collettivi, in particolare quelli pubblici - stimolare amministratori locali e nazionali in ambito normativo, collaborare con livelli istituzionali che promuovano la partecipazione dei cittadini e la difesa dei servizi pubblici - promuovere i servizi e i prodotti etici e solidali con particolare attenzione alla parte di società che non conosce le pratiche di consumo alternativo o ne è toccata marginalmente, rendendoli fruibili anche a chi attualmente non possa permetterselo, o addirittura a chi non ha reddito - costituire un laboratorio per la creazione e lo sviluppo di imprese di economia solidale I soggetti economici del Des: 1) pongono massima attenzione alla mappatura delle imprese etico-solidali e alle condizioni socio-economiche del territorio locale; hanno attività prevalentemente locali e forte radicamento sul territorio 2) garantiscono percorsi decisionali e gestionali partecipati e democratici all¹interno delle proprie realtà 3) esprimono la precisa e concreta volontà di utilizzare in ogni situazione le soluzioni e i comportamenti più accettabili dal punto di vista ambientale 4) si impegnano nella verifica e nell'eventuale sostegno ai progetti di cooperazione sociale presenti sul territorio 5) favoriscono, in relazione con gli Enti Pubblici preposti, tutti i meccanismi di inclusione sociale, di pari opportunità e di interculturalità 6) assicurano adesione sostanziale a tutte le iniziative che riguardano i temi di pace e giustizia 7) favoriscono la creazione di posti di lavoro stabili e di condizioni di lavoro rispettose e tutelanti la dignità e la professionalità dei lavoratori. 8) si impegnano al rispetto assoluto della legalità e della trasparenza in campo fiscale. Qualora si riscontrino normative di Legge in materia fiscale ritenute inique e/o vessatorie, si studieranno/adotteranno gli strumenti più adeguati al fine di modificare tale situazione (ad es., proposte di Legge di iniziativa popolare, disobbedienza civile non violenta) 9) promuovono l'agricoltura e la produzione biologica Gli Enti Pubblici coinvolti nel Progetto Des si impegnano: 1) a deliberare negli ambiti istituzionali preposti documenti che favoriscano la reale partecipazione dei cittadini 2) a deliberare negli ambiti istituzionali preposti politiche di salvaguardia dei beni pubblici essenziali (acqua, scuola, salute, trasporti, energia) ancora non privatizzati e la loro ri-pubblicizzazione in tutti i contesti ove tale opportunità risulti praticabile. 3) garantire la conservazione della forza lavoro pubblica, evitando il ricorso all¹outsourcing dei Servizi Pubblici. 4) ricorrere ove possibile, per tutte le altre necessità della Pubblica Amministrazione, ai prodotti e ai servizi delle imprese etico-solidali. Il progetto deve prevedere e garantire dei meccanismi di verifica monitoraggio di tutti i criteri adottati, attraverso metodologie di certificazione partecipativa da definire. Territorio Il territorio come contesto relazionale In questo modo il distretto si troverebbe subito a confrontarsi con le diverse problematiche concrete relative a produzione, stoccaggio, trasporto dei beni, ma anche con quelle relative alla diffusione sul territorio di informazioni e servizi, e includerebbe nella rete tutti gli ambiti ed i beni/servizi che possono garantire un'offerta a 360°, capace di costituire un'alternativa globale in termini di 'stile di vita'. Percorso di lavoro proposto Costituire il soggetto promotore del Distretto Definire una carta di intenti Mappare la realtà economico-solidale del territorio Creare occasioni di incontro tra produttori e consumatori critici Attivare canali informativi (mailing list e bollettini) Rendere strutturali i flussi di beni e servizi (con riflessione su moneta locale) Attivare periodici ambiti di verifica, soluzione dei problemi e nuova progettazione

10 commenti

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  • Scusate, inserisco nei commenti perchè non mi passa nelle
    proposte, anche se mi sono registrata, spero di non creare problemi.
    Ciao a tutti.


    -CALMIERE PREZZI-

    Per far fronte alla crisi delle classi più disagiate : pensionati, disoccupati ecc... Valutare ed istituire un elenco di generi di prima necessità (pane, latte, farina ecc., ma anche cose di uso comune), a prezzi calmierati in tutti gli esercizi commerciali.
    Anche se se ne serviranno chi disagiato non è, pazienza, ma, creando concorrenza, può servire a far abbassare i prezzi dei generi alimentari e non, che stanno salendo in modo piratesco, spesso senza motivo, per pura speculazione....

    mi sono trovata ad assistere a vari episodi di miseria nei negozi, soprattutto per gli anziani, tristissimi, che in un Paese civile NON dovrebbero accadere MAI!
    es. uno per tutti : una signora anziana non ha potuto acquistare un spola di filo da cucito, perchè costava 2 euro!!!, con la lira costava 4/500 Lire, PERCHE' questo AUMENTO??? ..., a Lei la pensione l'hanno convertita pari pari Lira/euro!!!..................
    (naturalmente ho offerto alla signora il filo)

    CIAO A TUTTI

  • molto importante tutto il discorso e quindi oltre che votarlo occorre lavorarci sopra
    da parte mia ci vedrei anche molto bene un intreccio al tema delle monete alternative come i WIR
    http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2010/6/17/IL-CASO-Wir-la-moneta-che-ci-servirebbe-per-battere-la-crisi/3/93220/
    ho votato molto volentieri!

  • Proposta assolutamente preziosa.
    E che ha 2 risvolti importantissimi:

    1) esalta la economia locale, intesa come naturale complicità fra territorio, aziende, comunità e salvaguardia ambientale ed economica

    2) si basa sulla partecipazione ATTIVA, CINSAPEVOLE ed INFORMATA alla creazione di un mercato che SERVA LA COMUNITÀ! Non la DISTRIBUZIONE di merda! Schiava di multinazionali e di Banche! Insomma spinge nella direzione di "mercato come servizio per tenere ALL'INTERNO del territorio la ricchezza prodotta nel territorio stesso.

    Praticamente una tipica azione di... SOVRANITÀ POPOLARE!

    VERO CICERONE?
    P.S.: alla mia "veneranda età" sono capacissimo di prenderTi a scapaccioni nel culo quando, quanto, dove e come voglio!
    Scommetti?
    Con simpatia vera, non con ipocrisia!
    Qui te lo dico e a Firenze Te lo ripeto a 4 occhi...
    Caratteristica di base del Cittadino Sovrano è la capacità di assoluta CHIAREZZA e LEALTÀ...
    Si è pari tra pari e si parla in m odo schietto.
    Se si è comnvinti di essere CITTADINI SOVRANI e non SUDDITI.

  • la solidarietà è un termine fondamentale per la comunità, cambia aspetto a seconda del settore particolare di cui si parla, ma resta invariato nella sostanza.

    banca del tempo\peota

    L'utilità di strumenti come quelli qui trattati è indiscutibile per la comunità e largamente comprovata,perciò sarebbe auspicabile l'inserimento di questi sistemi associativi anche all'interno del programma per le liste civiche. Sarebbe infatti auspicabile che ogni lista si impegnasse all'apertura nel proprio comune di strutture comunali simili fatte dai cittadini per i cittadini, non escludendo tra l'altro, l'eventuale sgravio fiscale per quei cittadini che si interessano in prima persona del bene comune mettendo a disposizione della comunità il loro tempo o il loro denaro. L'organizzazione "del nuovo" deve non solo superare il vecchio ma risolverne una volta per tutte l'inadoperabilità. C'è bisogno di relazioni umane non mercificate, di dinamiche esplosive che facciano breccia nella disponibilità a relazionarsi.Occorre prendere quel poco, purtroppo sempre più poco..., che la Rete propone ed elevarlo al reale delle relazioni ed al contatto umano. Abbandonare "prassi", metodi, gestionalità del passato ed anche riferimenti o "modelli" che hanno caratterizzato l'agire politico ed ogni forma di protagonismo nel sociale. Abbiamo visto a Roma, che organizzare una manifestazione a larga partecipazione non è solo una questione di adeguato preavviso, ma piuttosto dipende dalla capacità e possibilità di ogni singolo partecipante di ottenere permessi sul lavoro , pagare mezzi di spostamento, vitto e alloggio e soprattutto possedere TEMPO. Per facilitare e rendere efficiente e produttiva una manifestazione è necessario certamente avere a disposizione un mezzo per la divulgazione delle notizie, ma anche e soprattutto una rete fatta di uomini e donne che mettono il loro tempo e i loro mezzi a disposizione della comunità . Parlando di tempo da condividere abbiamo già nel nostro paese ampio esempio di strutture e associazioni che si occupano di organizzare la condivisione di energie e di tempo, sono appunto le Banche del Tempo. Usando i principi e le modalità di gestione propri delle banche del tempo, sarebbe possibile ampliare il loro campo di azione includendo tutti quei "servizi" accessori necessari per la realizzazione di qualsivoglia manifestazione come ad esempio : 1) permessi 2) manifesti 3) consulenza legale e "sindacale" 4) mezzi di trasporto 5) servizi per la permanenza (vitto e alloggio) 6) mass media o simili 7) partecipanti 8) sicurezza In altre parole sarebbe possibile creare una banca del tempo dove far confluire tutti i dati e disponibilità raccolti sui meetup al fine di coordinarli , elaborarli e porli a disposizione della comunità tutta e del movimento. Tale struttura dovrebbe essere in grado di coprire le esigenze pratiche a livello locale, ma anche in ambito nazionale...e perché no, anche estero, visto che molti MU sono presenti anche al di fuori dell'Italia. Per fare un esempio, se su ogni meetup, ma non solo, si riuscisse a "contabilizzare" la disponibilità di ognuno, un coordinamento informatico potrebbe essere sufficiente a far "incontrare" le necessità di ognuno con le adeguate disponibilità : Mario va a Roma in auto alla manifestazione ed ha 3 posti liberi in auto, altre 3 persone lo contattano e dividono con lui i costi di viaggio...sul posto una quinta persona ha la possibilità di ospitare oppure di fornire il vitto...e così via. Lo stesso principio si potrebbe applicare per tipografie,consulenze,divulgazione e quant'altro, ma vediamo cosa ci dice la rete delle Banche de Tempo e cassa peota http://www.tempomat.it/guida.asp http://www2.regione.veneto.it/videoinf/periodic/precedenti/06/6/cassa_peota.htm Volendo lo stesso principio si potrebbe estendere anche ai finanziamenti effettivi, trasponendo i principi della banca del tempo ad altre banche "anomale"come ad esempio la Jak Bank : http://www.jakbankitalia.it/ Esiste già una proposta di legge a salvaguardia di questi tipi di associazioni : Presentata il 16 giugno 1998 PROGETTO DI LEGGE - N. 4994 http://leg13.camera.it/_dati/leg13/lavori/stampati/sk5000/articola/4994.htm con relativa relazione: http://leg13.camera.it/_dati/leg13/lavori/stampati/sk5000/relazion/4994.htm

  • user-pic

    Ottimo. Secondo me è questo il vero punto di partenza. La solidarietà reale nella vita quotidiana sul territorio dovrebbe essere la base della vera democrazia. Conosci ArcipelagoSCEC? Cosa ne pensi?

    • Penso semplicemente che si integra alla perfezione con il discorso del progetto DES, se leggi c'è scritto anche: "Rendere strutturali i flussi di beni e servizi (con riflessione su moneta LOCALE)". Considerando che il distretto non è internazionale a cosa pensi si riferisca questa frase? ;)

      Oltre tutto è anche integrabile e già integrato nel discorso allo "stop al consumo di territorio" al punto che chi ha rifornito il buffet del primo incontro a Cassinetta di Lugagnano è stata la stessa cascina che ha ospitato il Progetto DES del Parco agricolo sud Milano.
      Insomma le varie realtà e i progetti si parlano già tra di loro.

      • Molto importante capovolgere la "alienazione" del territorio e farlo tornare ad essere quello che è sempre stato: il "luogo" in cui viviamo, in cui la nostra vita acquista la sua dimensione e il suo sapore. Credo sia un fatto fondamentale, primordiale. Volevo anche segnalarti la "parecon" (economia partecipativa o "participatory economics) degli americani Micheal Albert e Robin Hahlen. Hanno definito e rifinito il modello economico di quanto tu ed altri proponete. In pratica il "mercato" con la sua ottusa meccanicità o con la sua perversa manipolazione viene sostituito da un consapevole e democratico incontro di produttori/consumatori. Sul wiki inglese trovi le voci che ne parlano.

  • Link ai DES nazionali:
    http://www.retecosol.org/index.php


  • Ottimo... anche se una versione "per frettolosi" o "per chi paga per connettersi" non sarebbe stato male!
    In bocca al lupo per la tua battaglia, spero in molti vogliano tornare ad usare questa parola... "solidarieta'" in un modo piu' consapevole!

  • Mannaggia alla formattazione automatica..comunque è più leggibile qua:
    http://www.meetup.com/grilli-del-parco-sud/it/messages/boards/thread/5796303/0#22998567

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