MoVimento 5 Stelle
Edilizia sostenibile
Proponi le tue idee: diventeranno parte del programma delle liste civiche
Scrivi una proposta
user-pic

NUOVI TETTI VECCHIA MANIERA

Il manto di copertura degli edifici una volta veniva realizzato con il cotto ( marsigliesi, coppi, coppi e tegoli etc...) è un prodotto naturale ed ha lo "svantaggio" di durare pressoché in eterno. Poi con il passare del tempo siamo arrivati a realizzare le coperture in eternit, che hanno il "vantaggio" di aver provocato centinaia ( se non migliaia) di morti per la loro realizzazione, hanno una durata di 30-40 anni ed ora devono essere bonificate ( con tutti gli annessi e connessi). Ora si realizzano coperture con pannelli sandwich ( con poiluretano o polistirene) oppure in alluminio o acciaio zincato. Fra 20-30 saranno da rifare ......... e avanti così. Ritorniamo all'antico con in più solo l'isolamento, magari realizato con gli scarti delle lavorazioni tessili!

19 commenti

| Commenta
  • user-pic

    Il nome tegola deriva da "tigula" la zona in cui i romani caricavano le tegole sulle loro navi.. ovvero il Tigullio,provincia di Genova dove tutt'ora si producono le tegole in ardesia per coperture,piu bioedilizia di così..
    Sarò molto tradizionalista ma vedere Genova dall alto (centro storico a parte) c'è una disuniformità di colori lamiere rosse bianche blu o altre porcate sui tetti che fanno rabbrividire..
    p.s. mio nonno ha coperto in ardesia la chiesa di Carignano
    50 anni fa e tuttora é integro..

  • user-pic

    Non posso fare nomi di ditte ma oggi ci sono aziende che garantiscono le proprie tegole per 15 anni e che producono materiale che dura il doppio. Più longevo è il rame ma ha un costo diverso. Non ci sono molte alternative se non le "piagne" in pietra, che durano in eterno ma non sono in commercio. Per quanto riguarda l' isolamento, come riportato sopra giustamente da altri, direi che lana di pecora e carta riciclata o canapa siano i materiali che dovrebbero sostituire i prodotti chimici come la carta catramata ed il poliuretano. Inoltre nella preparazione del poliuretano si usa come reagente chimico l' acetone che è altamente infiammabile e non compatibile con il tetto in legno. La fibra di legno è un buon materiale ma costoso.

  • user-pic

    un solo commento a riguardo , io sono sicuramente a favore dei materiali naturali come il cotto e via dicendo , ma per esperienza diretta vi dico che attualmente la qualità di questi materiali ( e quindi la durata nel tempo ) non è neanche lontanamente paragonabile ai materiali in cotto che venivano prodotti qualche decina di anni fà .
    per esempio io come impresa mi sono ritrovato a dover sostituire anche solo dopo 6 - 7 anni buona parte di coperture in cotto ( coppi ) che si sfaldavano - sgretolavano completamente quindi in una situazione molto imbarazzante davanti al cliente che si chiedeva il perchè .

  • Dopo aver letto i vari commenti vorrei correggere l'affermazione riguerdante l'utilizzo di termoisolanti sintetici nelle abitazioni in bioedilizia: non sono mai utilizzati se non in casi particolari!Non è fattibile una casa in bioedilizia che non abbia il cappotto esterno (o qualsivoglia sistema isolante) perlomeno traspirante.Non per nulla si punta spesso alle lane minerali.Molto spesso gli interessati alla bioedilizia vengono spaventati da problemi di umidità interna sollevati da chi non ha ancora capito come si edifica in bioedilizia!I costi non sono così improponibili
    considerato il risparmio nelle spese di gestione!
    Tornando al problema del cotto ritengo che sia un fatto puramente estetico dettato dalla tradizione costruttiva della zona.
    Personalmente sono attratto dalle coperture piane e dagli stili più moderni che facilitano anche installazioni e manutenzioni degli impianti solari quasi invisibili sopra queste tipologie di tetto.

  • Il cotto è un materiale naturale che richiede per la sua produzione di alte temperature.Ciò si traduce in calore e quantitativi di anidride carbonica immessi nell'atmosfera con le tecniche di produzione attuali. Questo non giustifica il non utilizzo visto che per produrre qualunque materiale è necessaria energia. Tuttavia è un materiale durevole, impermeabile, esteticamente gradevole.
    L'abbandono progressivo è dovuto principalmente alla questione che oggi l'economia si basa sul fatto che i materiali dopo un certo periodo devono rompersi e quindi devono essere sostituiti. Ciò determina nuova circolazione monetaria con conseguente aumento dell'entropia del sistema.

    I problemi legati al cotto sono legati soprattutto alla maggiore difficoltà di realizzazione ed alla necessità di manutenzione periodica.In ambito industriale, oltre che per i citati due problemi, il suo peso specifico relativamente elevato lo fa risultare svantaggioso per la realizzazione delle coperture.
    Personalmente sono nonostante tutto favorevole al cotto purchè sia prodotto in forni solari.

    Ing. Sollami

  • Il principio mi sembra lodevole, ma costringere ad adottare un certo tipo di tetti non mi sembra un modo corretto di attuarlo. Anche perchè alcuni potrebbero pensare di valorizzare più l'aspetto estetico ed in questo caso sarebbero nel giusto se proponessero una legge per realizzare solo tetti in piano.

  • Quando si utilizzava l'eternit ancora non si aveva consapevolezza degli effetti cancerogeni, la tecnica si evolve abbastanza in fretta, così come la tecnologia dei materiali. Sulla performance "eterna" di coppi e varie ce ne sarebbe da discutere: ai sensi della nostra normativa in fase di progetto si da una vita stimata all'edificio, e l'eterno non è compreso nelle performance richieste (consideriamo che le necessità cambiano ed anche le tipologie edilizie utilizzate, più velocemente cambia la società, più velocemente cambiano le tipologie edilizie in uso). C'è un discorso di economicità, di durata dei lavori, ed anche di soluzioni estetiche (poi, i coppi sono un manto di rivestimento, possono essere utilizzati su tetti in legno, in laterocemento, ecc).
    Secondo me la questione è malposta e pure inconsistente (il che non è un offesa, voglio semplicemente dire che nel panorama dei materili un progettista, in accordo col proprio cliente, sceglie ciò che è più adatto al caso specifico).

  • user-pic

    non sarà che ci trasformiamo in piccolo tiranni?
    normare è una cosa difficile, se si riuscisse a definire dei criteri generali condivisi sarebbe già buona cosa, ma imporre per legge o peggio per regolamento un dato materiali ci rende invisi ai cittadini..
    si lo so le buoni ragioni non mancano, ma normare è cosa diversa, una legge o un regolamento non dovrebbe avere mai la fotografia del beneficiario o il depliant del prodotto attaccato.
    voto no al cotto, la proposta andrebbe formulata meglio.

  • user-pic

    Vi ricordo che il poliuretano espanso,polistirene, polistirolo etc., sono derivati del petrolio e come tali hanno un'impatto ambientale altissimo in fase di produzione o futuro smaltimento.
    Per coibentare non solo il tetto ma anche le intercapedini,meglio usare la fibra di cellulosa naturale, ovvero carta di giornale riciclata e trattata.(finalmente un buon uso dei quotidiani......)

  • user-pic

    La soluzione per i tetti in legno io (che faccio il geometra) l'ho vista a Bolzano ancora 5 anni fa: si fa il tetto in doppia struttura, travetti a vista che finiscono sul muro perimetrale e travetti di sporto avvitati sopra. posso così avere uno spessore di isolamento pari allo spessore del travetto di sporto che posso fare con materassi di fibra di canapa (15 cm di canapa sono come 10-12cm di polistirene). Poi si fa la ventilazione con doppio listello in legno e
    si posano le tegole tipo coppo in laterizio. Si ha così un tetto altamente isolato e con durataelevata.

    • user-pic

      forse riesco a cambiare casa e ho "puntato" una casa in bioedlizia, classe a, e ha il tetto in legno ventilato con ben 16cm di isolamento in fibra di legno!;-)

  • user-pic

    secondo me la soluzione migliore è quella di costruire il tetto in legno (materiale "eterno", già abbastanza isolante termicamente) al quale va aggiunto una camera di ventilazione e un isolamento termico da 10cm in su (a seconda della zona climatica) sempre in materiale bio come ad esempio la fibra di legno.

  • user-pic

    IL COTTO E' SEMPRE PIU' ECOLOGICO DI ETERNIT, E LAMIERE ZINCATE!... BISOGNA VEDERE L'ISOLAMENTO DEI MATERIALI TESSILI PERCHE' NON CONOSCO QUESTA TECNOLOGIA!... QUALCUNO CHE HA LE CONOSCIENZE GIUSTE PUO' COMMENTARE?

  • user-pic

    I tetti vengono ancora oggi protetti con coppie e tegole, ma oggi per consentire un buon contenimento energetico bisogna isolarli con pannelli in poliuretano, polistirene, lana di roccia o lana di vetro.
    Non riesco a trovare gli isolanti prodotti con scarti delle lavorazioni tessili.

    • user-pic

      Mesi fa lessi, sul mensile "La mia energia", un articolo che trattava di "nuovi materiali" per la bioedilizia. Fra i nuovi materiali bio, nel campo della coibentazione, erano compresi i pannelli in truciolare di sughero (2cm di spessore) e i "nuovissimi e ancora sperimentali" pannelli in lana di pecora!
      Non è uno scherzo!!!!L'articolo proponeva un'intervista ad un allevatore-imprenditore sardo che stava sperimentando da tempo la possibilità di impiegare gli scarti grezzi della lavorazione della lana di pecora, per trasformarli in pannelli utilizzabili a fini coibenti. C'è da dire che i pannelli di sughero, già in commercio da anni, hanno un costo più elevato rispetto al poliuretano, alla lana di roccia ecc., ma sono naturali,ignifughi e consentono di coibentare magnificamente con minor spessore.

      • mettiamo a posto i contisugli spessori:
        10 cm di poliuretano (λ = 0,026 W/mK) consente la stessa trasmittanza U di:
        12 cm di polistirene con grafite (λ = 0,031 W/mK)
        13 cm di polistirene bianco (λ = 0,033 W/mK)
        13 cm di lana di pecora MAT 30 "D 50" Edilana (λ = 0,0339 W/mK)
        13,5 cm di lana di roccia (λ = 0,035-0,039 W/mK)
        17 cm di sughero (λ = 0,043-0,052 W/mK)
        33 cm di lana di legno (λ = 0,085-0,11 W/mK)
        facendo i calcoli della trasmittanza U (per fare i calcoli on-line http://www.isolparma.info/ )

        va inoltre detto che il polistirene per edilizia è autoestinguente.
        La bioedilizia è interessantissima ma, ancora troppo costosa per le tasche della maggior parte delle persone.
        Va detto tra l'altro che maggior parte dei produttori di case prefabbricate in legno (ottime) le finiscono (per il prodotto di gamma per il grande pubblico) con un cappotto esterno in polistirene.

        Scusate ma questo è il mio personale punto di vista di chi si occupa di progettazione di case a basso consumo energetico e di certificazione energetica.
        Inoltre tutti pensano solo all'isolamento dell'involucro e non pensano mai all'impianto che riveste la stessa importanza ai fini del consumo di una casa.

  • user-pic

    Un comune dell'alto maceratese propose un bando con in vendita case di 50 mq di legno con euro 28.000,00 se aggiungiamo pannelli solari per 3 kw con 20.000,00 euro ci troviamo una casa per tre persone senza costo dell'energia e senza inquinare se al progetto casa abbiniamo un auto elettrica di 15.000,00 euro senza spese di energie e manutenzione . Il totale speso 63.000,00 euro senza inquinare l'aria che respiriamo e senza incappare in spese di bollette e di trasporto e riscaldamento .
    Perche il costo di un appartamento nuovo delle stesse dimensioni costa 180.000,00 euro senza nessuna delle norme che prevede la bioedilizia?

Commenta

Categorie



Le Liste Civiche a Cinque Stelle

La Carta di Firenze

   © 2010 Beppegrillo.it - I contenuti di questo sito sono rilasciati sotto licenza Creative Commons  Creative Commons