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Regolamentare (a livello nazionale) il sistema di packaging delle aziende

Oltre ad un corretto sistema di raccolta a porta sarebbe utile una legge che stabilisce un limite al'imballo della merce. Dobbiamo ricordare che due terzi dei rifiuti che produciamo sono dovuti agli incarti della merce e non sono pochi i casi di eccesso riporto una storia che possa essere chiarificatrice: http://manjulha.wordpress.com/2008/11/23/cioccolatini-ed-ambiente/

18 commenti

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  • user-pic

    Concordo pienamente
    Dobbiamo riuscire a fare ridurre gli imballaggi delle cose che compriamo, perchè sono inutili infatti li gettiamo, producono materiale da risulta inutile ed ingombrante, inoltre dobbiamo produrre energia per produrli;
    Dobbiamo fare incentivare il reso delle bottiglie di plastica/vetro/ barattoli etc (tra l'altro era una cosa che già facevamo perchè me lo ricordo quando ero bambina)
    Dobbiamo incentivare i supermercati/negozi a distribuire detersivi/ saponi sfusi etc,anche la stessa acqua riempendoci noi direttamente il nostro "imballaggio" che ricicleremo per molte volte
    Ovviamente dobbiamo rieducarci e sopratutto dobbiamo educare così le nuove generazioni

  • user-pic

    Buonasera,
    purtroppo il business dei rifiuti da imballaggio è qualcosa di enorme ed a causa della tipica gestione "all'italiana" dettata per lo più dai vari consorzi non vi è alcun interesse nel risparmiare risorse anzi al contrario :
    + imballaggi = + rifiuti e quindi più denaro per chi li deve gestire, incenerire o trasformare e questo denaro tanto per cambiare chi ce lo mette?

  • user-pic

    scusate la mia polemica , la mia opinione e !!!
    che qui in italia lunico riciclo che va ha govie vele
    è qullo delle persone .

  • user-pic

    Sono perfettamente d'accordo. Sarebbe una brutta idea portarsi da casa delle vaschetta di plastica da essere utilizzate al banco dei formaggi al supermercato? Immaginatevi quanta plastica in meno potremmo portarci a casa. Una volta a casa e finito di consumare le olive, l'insalta russa o la mozzarella, laviamo i contenitori che ci potranno servire per il prossimo acquisto. Io vorrei proporlo al supermercato nel quale mi servo abitualmente, ma non ho il coraggio.

  • user-pic

    SONO D'ACCORDO PER UNA DRASTICA RIDUZIONE DEGLI IMBALLAGGI...DOVREMMO NOI CONSUMATORI , INZIARE A PREVILEGIARE L'ACQUISTO DI PRODOTTI SENZA IMBALLO . ES I BISCOTTI , MEGLIO UN SACCHETTO CHE NON UNA SCATOLA CON ALL'INTERNO UN ULTERIORE CONTENITORE .....
    QUELLO DELL'IMBALLO E' COMUNQUE UN PROBLEMA CHE STA' A MONTE,DOVREBBERO LE DITTE FORMULARE DELLE NUOVE DIRETTIVE E REGOLE DI PACKAGING NON INVASIVE.
    SALUTI

  • user-pic

    Secondo me servirebbe una legge che obblighi le aziende a usare imballi interamente riciclabili. Inoltre dovrebbe essere indicato di che materiale si tratta per rendere all'utente finale una semplice differenziazione.

    • user-pic

      Oltre a questo arebbe utile una semplice e chiara iconografia (obbligatoria) riportata sul contenitore in modo da permette un'immediato riconoscimento del rifiuto in questione.
      Magari:
      - Bottiglia -> vetro
      - Giornale -> Carta
      - Lattina -> Metalli
      e così via...
      In questo modo si eviterebbero molte problematiche nel momento di gettare il rifiuto.

  • user-pic

    OK.. leggi nazionali, europee e quant'altro...ma i comuni, come dice Alessio, potrebbero davvero fare molto, sia con accordi con i rivenditori e le catene di distribuzione, sia educando i consumatori....faccio un esempio minimo: se ho un sugli scaffali un dentrificio dentro un astuccio di carta e uno senza....a parità di prezzo devo abituare la gente a comprare quello senza imballo...se quello imballato resterà sugli scaffali, anche l'azienda prodruttrice farà le sue considerazioni...essenzialmente due 1) aumento la pubblicità 2) tolgo l'imballo...noi dobbiamo agire perchè scelga la 2 ed innestare così un ciclo virtuoso... un passo dopo l'altro con caparbietà, senza demordere, come la goccia che scava la roccia

  • user-pic

    E' vero che per ottenere il massimo dalla riduzione degli imballi occorre agire a livello nazionale e addirittura europeo. Tuttavia sono certo che anche a livello comunale, tramite accordi da prendersi con i rivenditori di zona, si potrebbe senz'altro incentivare la vendita e distribuzione di prodotti confezionati a basso impatto ambientale o con contenitori riciclabili.
    Si potrebbe cominciare con la merce prodotta sul territorio (aiutando così anche le imprese più vicine), inizialmente con la grande distribuzione (per via della alta pedonabilità e di conseguenza della potenziale esposizione) e poi, eventualmente, man mano che il progetto acquista popolarità estendendo la distribuzione a tutti gli esercizi che ne facciano richiesta.
    Penso ad un comune dove i detersivi, il latte, l' acqua, il vino, l' olio, la pasta ecc.ecc. possano essere venduti in contenitori riciclabili o a bassissimo impatto ambientale, magari addirittura incentivando la vendita di prodotti a km zero!

  • user-pic

    Naturalmente sono anch'io daccordo su quanto detto finora. Aggiungo che la questione andrebbe affrontata a livello europeo, il che naturalmente complica le cose; tutti voi sapete che siamo in un'area di libero scambio con merci che arrivano da tutto il mondo. È evidente comunque che il problema del packaging, e quindi dei rifiuti non può essere risolto interamente "a valle". Bisogna che i prodotti siano pensati per avere un impatto minimo una volta immessi nel mercato. Cordialmente.

  • user-pic

    Pienamente d'accordo. Possibile che in Italia ancora non esista una politica del "Pfand" (come viene chiamato in Germania/Austria) ???
    In pratica, se riporto una bottiglia di vetro al negozio mi ridanno una cifra (anche se minima) per il reso. Cosi' si incentiva il riciclo !

  • user-pic

    Concordo pienamente con il post, ma vado oltre:
    Non solo deve essere rivisto a livello nazionale il sistema degli imballaggi, ma dobbiamo riuscire ad imporre alle aziende di NON PRODURRE PRODOTTI NON RICICLABILI.
    La norma di Connet è semplice "se un prodotto non può essere riclicato o riusato, non deve essere prodotto, e non gli deve essere data l'autorizzazione ad entrare in commercio",
    Abbinando le due cose, meno imballi (ove possibile distribuzione diretta) e prodotti riciclabili al 100%, l'obiettivo Rifiuti Zero sarebbe più vicino.

  • user-pic

    Credo che se la grande distribuzione fosse obbligata da una legge a ritirare i "vuoti" e il cittadino fosse premiato con degli sconti sugli acquisti futuri, una volta riconsegnato ....
    per chi distribuisce il "vuoto" diventerebbe ccomunque un ritorno economico(latta - vetro - pvc - carta - ecc.ecc.)ci starebbe anche un piccolo premio per il consumatore.. e forse avremo un controllo fiscale su tutto...

  • user-pic

    Credo che una regolamentazione della materia debba avvenire necessariamente a livello nazionale,perchè a livello locale è possibile fare ben poco.Norme regolamentari ben precise dovrebbero imporre in primo luogo una drastica riduzione degli imballaggi mediante e un utilizzo razionale del cd packaging, privilegiando ad es. l'utilizzo di un unico materiale (plastico,cartaceo etc.)per il confezionamento;servirebbe poi un tavolo con aziende e grande distribuzione organizzata per mettere a punto strategie di adeguamento alla normativa nel breve/medio termine.

  • user-pic

    Approvo! Riduzione degli imballaggi + riprogettazione degli stessi: essi dovrebbero essere realizzati con un numero limitato di materiali: 1 carta ed affini(cartone per es.),2 un solo tipo di plastica,3 alluminio, 4 vetro, 5 legno.
    Incentivazione inoltre dei prodotti alla spina (alimenti, detersivi)
    ciao a tutti

  • user-pic

    Non credo che ci sia una normativa nazionale che regolamenti la materia, pultroppo. I comuni, effettivamente hanno poco potere. Si potrebbe studiare un sistema di riscossione della tassa sui rifiuti che penalizza chi effettivamente produce attivamente i rifiuti.
    Bisognerebbe vedere se la tassa sui rifiuti è regolamentabile dai comuni.

  • user-pic

    Più che giusto. Una politica di estrema riduzione degli imballaggi è fondamentale ed è già riconosciuta ed applicata in tutto il mondo (anche se ancora non abbastanza).

    Domanda: che potere hanno i comuni, che influenza posso avere sugli imballaggi dei prodotti delle aziende (suppongo solo quelle locali)? Possono avere un potere del genere?
    Saluti

    • user-pic

      ipinione , caro amico si xche il comune è politica locale ,
      ha un grande potere , vedi in italia xche certe regioni vanno meglio e certe no ? xche il comune fioziona .scusami ma secondo me da li si deve fare un po di attezione .grazie

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