Le cose fondamentali da attuare prima del porta a porta sono due: indire un bando per la raccolta rifiuti e intervenire sulla riduzione a monte.
Per quanto riguarda il bando, è necessario che la gestione rifiuti sia affidato a una azienda che non conferisca l'RSU indifferenziato in un inceneritore, ma anzi si potrebbe stabilire che accentui il recupero di quest'ultimo (ad esempio smistando presso impianti appropriati, come quelli TMB, imballaggi riciclabili da quelli non riciclabili). Per il resto sono d'accordissimo con quello scritto nel post da Matteo Incerti e Marco Boschini.
Per quanto riguarda la riduzione a monte bisogna far sì che nel proprio comune (nel caso delle città in ogni quartiere) almeno: 2 distributori di latte alla spina, distributori di detersivo, pasta, biscotti, zucchero, olio ecc... alla spina all'interno dei supermercati facendo pagare anche la confezione del prodotto (se uno di porta l'imballaggio da casa risparmia). Il Comune dovrà organizzare nelle scuole e nelle piazze giornate informative, coinvolgendo famiglie e bambini, sul tema della riduzione dei rifiuti e della raccolta differenziata
Raccolta differenziata
Proponi le tue idee: diventeranno parte del programma delle liste civiche



Gli scarti domestici sono sempre esistiti e sempre esisteranno. Il problema esiste in quanto abbiamo bisogno di collocare in qualche modo questi scarti. Porsi un obiettivo sano e fine a se stesso non coincide con gli scopi di molti speculatori, i quali hanno individuato nel servizio pubblico la maniera più facile per fare soldi. Percorrendo la storia degli ultimi trent'anni, si vede chiaro come costoro hanno costruito gradatamente tutti i sistemi per costringere i cittadini a pagare profumatamente un servizio che è stato sempre più precario. Le "emergenze" del presente sono l'ultimo stadio speculativo e ricattatorio che è stato inventato per sottoporre l'utenza ad uno stillicidio continuo e senza ritorno. Se ci convinciamo di questa realtà e la smettiamo di dare credito ai sapientoni corrotti ed al soldo delle organizzazioni del malaffare, forse riusciremo a liberarci da questa spada di damocle che pende sulle nostre teste. Accettare le strategie a lungo termine che ci vengono propinate, tipo quella di incominciare dai bambini e dalle scuole a diffondere la cultura della raccolta differenziata e quant'altro ci viene raccontato, significa cadere nella trappola di lasciare le cose immutate e procedere in una continua emergenza. Basti pensare che da queste emergenze scaturiscono, non le garanzie per un servizio migliore e la salvaguardia dell'ambiente a favore della salute pubblica, ma le richieste di ulteriori finanziamenti per costruire ancora impianti milionari. E ovvio che in questo gioco sporco gli Enti Locali hanno un ruolo importante, quanto meno in termini di negligenza nella gestione dei fondi pubblici. Nel mio piccolo comunque posso solo proporre alla questione di principio che rimane fissa al problema del miglior servizio pubblico per la raccolta e lo smaltimentto dei R.S.U., l'aspetto tecnico politico del problema. Infatti la Relazione Tecnica che ho predisposto, parte dall'analisi sul profilo istituzionale, percorre il profilo socio-comportamentale delle produzioni per giungere alla finalizzazione della raccolta differenziata. L'utenza viene chiamata a dare il proprio contributo a questo progetto mediante la separazione delle sostanze umide-organiche-biodegradabili da tutte le altre, tenendo conto che per differenziare gli scarti inorganici, occorre una competenza specifica, data solo agli operatori ecologici. L'utenza, che deve accollarsi questo onere, naturalmente non può rendere la collaborazione richiesta senza alcuna gratificazione, quindi il progetto prevede la forma più semplice di gratificazione pubblica nei termini di abbattimento della TARSU. Spiega la proposta progettuale i termini tecnici occorrenti per raggiungere tale obiettivo: a) il recupero delle sostanze di scarto, b)la commercializzazione delle stesse,c) l'organizzazione cooperativistica degli operatori per godere delle agevolazioni fiscali previste per tali organizzazioni. In breve si tratta di RENDERE PRODUTTIVO il settore, da sempre passivo ed a totale carico dell'utenza. Stabilito come deve essere effettuata la differenziazione delle sostanze, come deve avvenire la raccolta e l'allontanamento dai centri abitati, la proposta progettuale prevede la nascita di una nuova azienda comunale che deve ricevere i rifiuti, deve effettuare un primo intervento sulle sostanze: - disidratazione delle organiche e separazione opportuna di quelle inorganiche. Il tutto deve essere accumulato nei magazzini e poi avviato ai rispettivi riciclaggi presso le aziende preposte che le devono acquistare. Le tecnologie previste sono di tipo artigianali, molto economiche e di facile mantenimento. In tutto questo il ruolo dell'Ente Locale è solo amministrativo e del tenore organizzativo. L'utenza per i primi tre anni pagherà la TARSU, ma, giacchè non ci saranno i costi di lungo trasporto e di conferimento alla discarica, la tassa sarà immediatamente ridotta del 30% o più. L'Ente Locale assume l'impegno che nell'arco di un quinquennio, a bilanci consolidati della nuova gestione del servizio, abolirà la TARSU. Spero che questo riassunto della proposta progettuale sia sufficiente a dare l'idea a chi è già orientato sulla stessa lunghezza d'onda, agli altri ricordo che non peggior sordo di chi non vuol sentire. Vi saluto, Michele.
Caro Massimo Ortelli,per quanto riguarda la tua risposta del 30/08/2009, la mia, estremamente tardiva, spero tigiunga gradita. Però ti faccio notare che non avendo citato il tuo recapito, sono stato impossibilitato ad accontentarti. Spero di poter ricevre un tuo contatto: mi puoi chiamare al n. cell. 3384368540, così ci si può mettere daccordo. Ti assicuro che nella Relazione tecnica vi sono tutte le risposte risolutive. Ti saluto.
Caro Massimo Ortelli,per quanto riguarda la tua risposta del 30/08/2009, la mia, estremamente tardiva, spero tigiunga gradita. Però ti faccio notare che non avendo citato il tuo recapito, sono stato impossibilitato ad accontentarti. Spero di poter ricevre un tuo contatto: mi puoi chiamare al n. cell. 3384368540, così ci si può mettere daccordo. Ti assicuro che nella Relazione tecnica vi sono tutte le risposte risolutive. Ti saluto.
Egr. Massimo Ortelli, leggo che il 30/08/010 ha inteso rispondermi esprimendo anche il desiderio di poter leggere la mia Relazione Tecnica Illustrativa per la raccolta differenziata da proporre quale esponente della minoranza nel tuo comune. Dichiaro la mia disponibilità a collaborerti in questa tua impresa. Però mi devi comunicare il tuo recapito privato dove indirizzare il plico. Ti chiarisco che la mia disponibilità non può prescindere dalla prudenza e dalla salvaguardia del titolo di proprietà sul lavoro svolto; inoltre la mia è una proposta progettuale generica, l'esecutivo deve essere redatto tenendo presente le peculiarità relative al tuo comune, che restano uniche e differenti da altri comuni. Comunque sentiamoci privatamente e concordiamo la maniera più opportuna per operare secondo le tue esigenze. Michele.
P.S. Mi puoi anche chiamare al n. cell. 3384368540 nelle ore serali.
Egr. Massimo Ortelli, leggo che il 30/08/010 ha inteso rispondermi esprimendo anche il desiderio di poter leggere la mia Relazione Tecnica Illustrativa per la raccolta differenziata da proporre quale esponente della minoranza nel tuo comune. Dichiaro la mia disponibilità a collaborerti in questa tua impresa. Però mi devi comunicare il tuo recapito privato dove indirizzare il plico. Ti chiarisco che la mia disponibilità non può prescindere dalla prudenza e dalla salvaguardia del titolo di proprietà sul lavoro svolto; inoltre la mia è una proposta progettuale generica, l'esecutivo deve essere redatto tenendo presente le peculiarità relative al tuo comune, che restano uniche e differenti da altri comuni. Comunque sentiamoci privatamente e concordiamo la maniera più opportuna per operare secondo le tue esigenze. Michele.
P.S. Mi puoi anche chiamare al n. cell. 3384368540 nelle ore serali.
Hai ragione MA non si va da nessuna parte senza una politica di sensibilizzazione e di incentivi dati ai cittadini e alle aziende che riutilizzano i materiali non riutilizzabili in uso domestico (i rifiuti)... Provate a leggere la mia proposta.... Come dare un accelerata alla raccolta differenziata... piantatela di chiamarli rifiuti.
Le cose piu semplici sono quelle piu efficaci!è impossibile fare un raccolta differenziata ke sia seguita da tutti i cittadini e fatta con cura da tutti..nel mio paese i bidoni per la raccolta differenziata ci sono,ma a cosa servono se poi nel bidone della plastica ci sono anke delle lattine o carta o vetro?non tutte le persone la fanno e ki la fa molte volte sbaglia!ma la colpa non è solo dei cittadini,ma anke delle molteplici componenti di un rifiuto:ad esempio una scatola di plastica con etikette di carta ecc..
Bisognerebbe fare contenitori o solo di plastica o solo di vetro..o solo di carta..per rendere la vita piu facile a ki fa la differenziata!e soprattutto abbassare le tasse sui rifiuti(ke sono enormi)nei comuni in cui si fa la differenziata..per invogliare la gente a farla!
I rifiuti sono una ricchezza enorme ,su questo penso che ormai siamo tutti d'accordo .....il punto sta nel riuscire a sfruttarla.
I comumi a parte poche realtà virtuose non riescono a fare raccolta differenziata, le aziende preposte sono tutte o quasi dei carrozzoni colabrodo non più in grado di garantire nemmeno la salute dei cittadini, le discariche ormai sature non sono più in grado di smaltire altri rifiuti, da parte dei nostri governanti non si sentono risposte valide n,è si percepisce un impegno per la risoluzione di questo grave problema.
La sinergia tra pubblico e privato potrebbe essere la soluzione, dopo aver preso visione dei più svariati metodi di impiego dei rifiuti per produrre attraverso il riciclo ricchezza economica
mi sono chiesto perchè non si creano con il supporto delle istituzioni delle aziende affidate ai privati che potrebbero ognuna nel proprio interesse di settore occuparsi di raccogliere presso i cittadini la materia (prima) della loro produzione.
Vedo che siamo sulla stessa lunghezza d'onda,io una soluzione ce l'avrei... prova a leggere la mia proposta.....come accelerare la raccolta differenziata.
Le campagne di sensibilizzazione costano e dove girano soldi si può creare guadagni illeciti, visto che paghiamo un canone rai, non sarebbe più opportuno far fare a lei tali campagne,o la rai deve essere solo giochini a premio , reality e pubblicità ?
Salve a tutti, mi chiamo stefano e sono uno studente di architeturra del politecnico di torino, interessato alla raccolta differenziata porta a porta, una proposta più che valida se non invasiva cm quella in corso in città come la mia.+
Recentemente sono stato in belgio, a leuven, città rinomata per la facoltà cattolica (prima in tutta europa) ma non solo, perchè a parere mio lo dovrebbe essere anche per l'efficenza nella raccolta differenziata, appunto.
Qui infatti è da tempo che si è trovata la soluzione ai disagi arrecati dall'ingombrante mole della ''rumenta'' abbandonata davanti alle abitazioni; Il metodo è semplicissimo, innanzitutto i contenitori, (comuni sacchetti colorati) sono in vendita in tutti i supermercati, (ad es. marroni sono quelli per l'umido, mentre i neri quelli per i rifiuti misti),ed ovviamente per ciascuna confezione varia il prezzo, quelli marroni vengono venduti a 0.80 € a confezione da 20, mentre quelli neri vengono venduti (apprissimativamente) a 8.00€ a confezione da 10. Questo a parere mio è già un bell'incentivo per comprare i sacchetti diverrsi da quelli neri; Esiste anche un calendario, di ritiro, della nettezza urbana, il quale varia da quartuiere a quartiere, in maniera da stabilire con efficenza i giorni della raccolta che è effettuata a ''porta a porta''; In più come se non bastasse, gli ''spazzini'' (senza offesa), sono stati trasformati in adepti alla vigilanza del cittadino, che, nel caso in cui la raccolta nn venga effettuata con il dovuto criterio, applicherebbero un bollino rosso, dal significato categorico: disfa il sacchetto e togli tutto qlo che nn c'entra con il sacchetto stesso! e, se, in presenza d recidivo, nel corso della stessa ''ondata di raccolta'', il cittadino in questione verrebbe multato, o comunque sanzionato, in maniera da indurlo ad un'attenzione che è doveroso avere nel rispetto dell'ambiente!
Spero di aver dato una mano a chiunque si occupi del settore, perchè è importante mettersi al passo con il resto dell'europa, sopratutto nel rispetto del nostro pianeta!
Bye Bye ste
nella mia città è proprio così che funziona, ma le sanzioni non vengono mai applicate e le persone lasciano sotto casa rifiuti fuori orario oppure i rifiuti non idonei per la raccolta vengono lasciati dagli operatori ecologici dove si trovano. questo rende la città ancora più sporca;inoltre i passanti possono inserire qualsiasi rifiuto nei bidoni sotto casa e il proprietario potrebbe prendere la multa per questo. Non funziona così; io credo che bisogna ripristinare le vecchie "campane" per la differenziata, almeno non trasformano la città in un cumulo di rifiuti, si pensi ai grandi condomini, ai rifiuti accumulati sotto i grandi palazzi .
La questione rifiuti è molto complicata. Nel mio paese si sta cercando di farla nel centro storico. Ma il comune ha indetto un bando per estendere io porta a porta a tutto il comune. Per prima cosa bisogna investire nell'informazione e rendere il processo di differenziazione comodo per i cittadini altrimenti si va incontro al rifiuto del cittadino ad eseguirla. Mi chiedo in un comune come il mio che vuole effettuare una differenziata porta a porta su tutto il territorio, come mai a tutt'oggi i locali pubblici non sono provvisti di cestini per la differenziata. Basta entrare in un bar, ristorante, o qualunque altro locale per rendersi conto che nessuno differenzia. Si potrebbe partire nell'imporre la differenziata a tutti i locali pubblici e privati. C'è in giro per la rete un sito dove è indicato come differenziare i vari materiali e come riconoscerli? Io non lo trovo.
Buongiorno a tutti. Come altri frequentatori di questo forum sono una comunissima cittadina e non possiedo qualifiche particolari per poter in affrontare l'argomento con competenza. Posso in effetti basarmi su quello che vedo ogni giorno, in particolare la differenza tra la "mia" provincia (Pavia) e quella confinante (Novara). So che nella seconda la raccolta differenziata avviene da anni e sono stati raggiunti ottimi risultati, forse tra i migliori nel nostro paese. Da anni non esistono più cassonetti dell'immondizia e grazie a una capillare e precisa raccolta non è più possibile abbandonare rifiuti per strada (pena salate sanzioni). Cosa che scoraggia anche i cittadini più svogliati. Nella mia provincia invece nulla è mai cambiato. In Vigevano (comune ove risiedo) da un anno a questa parte era partito un progetto di raccolta, gestito in maniera scandalosa e terminato quasi subito dati gli scarsi successi che il Comune ha subito attribuito ai cittadini "ingestibili". Mancavano i contenitori, mancava la raccolta dei rifiuti organici ogni due giorni con il risultato che i cittadini si ritrovavano montagne di sacchi di nero accatastati nei cortili; la carta è stata raccolta per un mese e poi improvvisamente cessata e il vetro e la plastica vengono raccolti quando i (pochi) addeti hanno voglia o più probabilmente, tempo. Il primo collegamento che io posso fare è che nel vicino comune di Parona c'è un recentissimo inceneritore e che nessuno in realtà ha interesse nella raccolta differenziata. Voi tutti in ogni post avete analizzato ogni singolo aspetto da curare se si vuole attuare questo tipo di gestione dei "rifiuti" (che in realtà sono una fondamentale fonte di materie riutilizzabili). Quello organizzativo, quello economico e quello educativo. Il reale problema però rimane quello degli interessi economici e sono d'accordissimo con il Sig. Micciantuono. Dobbiamo prima capire a fondo quali, quanti interessi economici e progetti di sfruttamento delle risorse o dei territori sono in gioco. Sono sempre questi infatti ad impedire una crescita verso un utilizzo cosciente e sostenibile delle nostre risorse (e lo vediamo moltissimo noi abitanti della Lomellina!).
Condivido in pieno: prima della raccolta porta a porta bisogna diminuire gli imballaggi.....la porta a porta ti insegna a differenziare i rifiuti, ma per migliorare da sola non basta!
Esprimo la mia piu' totale adesione a questa idea.
Bisognerebbe anche obbligare certe aziende a produrre meno imballaggi.
Un banalissimo esempio: molte ditte casearie, vendono mozzarelle in bustine di plastica, singolarmente. Tuttavia, quando si acquista il bustone col tris di mozzarelle (COOP e' una di queste), all'interno le singole unita' sono a loro volta imbustate.
Quadruplice produzione di plastica per tre misere mozzarelle!
Come disse qualcuno "Compriamo spazzatura e la chiamiamo prodotto".
Non deve accadere piu'.
Andrea Giordani
non so se è una bufala ma se è vero è geniale
http://www.architetturaecosostenibile.it/curiosita/varie/digestore-compatto-produrre-biogas-in-casa.html
LAVORO IN UN GRANDE OSPEDALE DOVE NON SI FA RACCOLTA DIFFERENZIATA DI PLASTICA E CARTA MA SOLO DI VETRO. A SUO TEMPO MI SONO RECATA NEGLI UFFICI PREPOSTI PER SAPERE SE C'ERA IN PROGRAMMA L'AVVIO DELLA RACCOLTA DIFF E LA RISPOSTA E' STATA CHE DATI I COSTI, TALE INIZIATIVA E' ANCORA IN FASE DI PROGETTAZIONE. INUTILE DIRE CHE A TUTT'OGGI NULLA E' CAMBIATO.
COSA POSSO FARE IO COME SINGOLA CITTADINA OLTRE CHE DIPONDENTE DI QUESTA AZIENDA CHE OPERANDO NELLA SAUTE AVREI SPERAT ESSERE PIU' RESPOSABILE? FORSE POTETE DARMI QUALCHE SUGGERIMENTO. GRAZIE
condivido in pieno la opportunità e la necessità di effettuare la raccolta differenziata dei rifiuti. Però il problema principale non quello di raccogliere i rifiuti, ma è quello di ottenerli già differenziati. La separazione che viene chiesta agli utenti, puzza di speculazione gratuita e viene fatta in maniera tale che nessuno la effettui. Il vero interesse,infatti non è quello di ottenere i rifiuti separati, ma il contrario, cioè di non ottenerla. affinchè si abbia la garanzia dell'esistenze giustificata delle discariche e dei mega impianti miliardari gestiti dalle solite organizzazioni malavitose. Nessuno tiene conto che per legge alle gare di appalto per le gestioni dei servizi di n.u. sono ammesse solo quelle imprese di provata esperienza nel settore. Queste imprese, o pseudo tali, rappresentano il marcio più oneroso che possiamo immaginare. Comunque, tornando al tema, è possibile effettuare il recupero di tutti gli scarti e il sistema è uno solo: i rifiuti devono essere conferiti in due gruppi, gli organici o biodegradabili da un lato e tutti gli altri dall'altro lato. Questa condizione indispensabile, rende inutile la presenza sia delle discariche, sia di ogni altro impianto miliardario.
Ma chi ha detto che i rifiuti devono essere inceneriti?
Gli scarti urbani rappresentano la minuteria dei rifiuti, perchè la maggior parte è costituita dai grossi imballaggi, dagli arredi e dagli elettrodomestici che gli utenti canbiano quando è necessario.
La relazione tecnica che ho preparato, spiega dettagliatamente il comportamento di ogni utente nella produzione dei rifiuti. Il quadro economico rappresenta la produzione nelle sua quantità percentuali, ed ogni altro elemento di studio e di ricerca.
Se siete interessati, vi posso far pervenire l'intera relazione tecnica, basta inviarmi una email.
Saluto tutti cordialmente.
ciao Michele, leggevo il tuo post e mi chiedevo se potevi inviarmi la tua relazione per capire qualcosa di più, visto che vorrei fare una proposta di differenziata nella mia città ma ho competenze molto molto scarse.
Ti ringrazio anticipatamente
Gianluca
puoi spedirmela a questo indirizzo: info@hotelrojan.it
ciao a tutti, sono in una lista (minoranza!)in un piccolo comune dell'alto lago di como, qui la differenziata non supera il 18 % del totale conferito, a dire dei nostri amministratori per il motivo che le grandi escursioni numeriche estive (aumento di circa 3000 unità per due-tre mesi) non lo permettono... Sono interessato a ricevere lo studio realizzato da michele micciantuono per capire meglio il quadro operativo.
grazie massimo
Salve a tutti. Premetto che non sono ne un chimico ne un biologo, quindi prendete con le pinze ciò che riporto. Ognuno è libero di documentarsi e farsi la sua opinione quindi anche di criticare le imprecisioni.
Gironzolando per la rete ho reperito diverse informazioni riguardo l'uso della plastica nei contenitori per alimenti, che mi hanno "leggermente" allarmato.
Certe materie plastiche che da decenni sono usate comunemente per produrre bottiglie che contengono acqua minerale, bottiglie per il latte, biberon, i serbatoi e i tubi dove staziona e transita l'acqua che spesso riteniamo potabile, sembrerebbe che contaminino col passare del tempo gli alimenti con i quali vengono a contatto. La migrazione aumenta quando la plastica è a contatto con alimenti grassi, durante il riscaldamento e da plastica vecchia o plastica graffiata. I tipi di plastiche maggiormente incriminate per il rilascio di sostanze tossiche sono policarbonato per la cessione di bisfenolo A, invece PVC e polistirene per il rilascio di additivi come gli ftalati (se non erro l’uso del PVC in contenitori per alimenti dovrebbe essere stato già bandito). Ciò non implica che l’altra plastica (PE, PET...) sia sicura. Queste plastiche sono solo state studiate di più.
Magari l'esposizione di un individuo adulto a tali sostanze non supera gli attuali valori considerati tollerabili dall'Istituto Superiore di Sanità ma da qui a dire che la materie plastiche siano sicure al 100% ne passa di acqua sotto i ponti.
L'utilizzo (quando possibile) di contenitori di vetro è ancora una delle alternative più sicure in quanto il vetro è un materiale inerte.
BISOGNA TROVARE SISTEMI DI DEFISCALIZZAZIONE: AD ESEMPIO QUALCHE INDICATORE PER CONSENTIRE A CHI PRODUCE DI NON PAGARE L'IVA IN CONTO AL COMUNE E CHI CONSUMA UNA SCHEDA SPECIALE CHE AD OGNI PRELIEVO AUMENTI UN INDICATORE PER NON PAGARE L'ICI O PER NEGOZIARE LA TESSERA SUL MERCATO DEI TRIBUTI.
ECCO IL QUIBUS : DOBBIAMO CREARE UN MERCATO LOCALE DEI TRIBUTI. IN FONDO PER L'AMBIENTE HANO FATTO LO STESSO CON L'ENERGIA ED I CERTIFICATI RINVENDIBILI.
Ti risponde il sindaco !!!
"il fatto che si possa separare i rifiuti a valle, senza necessità per i cittadini di fare la raccolta differenziata laddove non è possibile, ci consentirebbe di ridurre il numero di cassonetti e il loro impatto sulla città », ha spiegato il sindaco, accompagnato dai vertici di Ama
SAI DARE UNA RISPOSTA??
Condivido il tt. raccolta differenziata, mi auguro di trov.nei supermercati sempre piu' spesso nuovi distributori di detersivi, pasta ecc... , molto importante, soprattutto per le nuove generazioni, l'informazione a tappeto..con giornate dedicate all'ambiente, ritengo mt importante anche l'esempio (vedo certe cose vicino ai cassonetti!!!!!)Penso che cominciando dalle piccole cose, si possa fare molto. Porto una piccola testimonianza; In un autogrill in Germania, mi e' stato chiesto di riportare la lattina di birra dopo l'uso e, a sorpresa mi sono stati restituiti 20 cent. saluti..
sono d'accordissimo su quanto detto, penso che questa sia l'unica vera soluzione per combattere questo problema, che è la chiave di molte altre questioni!!!!
Risolvere il problema a monte.
La plastica è la causa principale, se non l'unica, dell'accumulo di rifiuti.
Nelle comunità agrarie la spazzatura non esiste/va! Tutto era biodegradabile. I rifiuti organici venivano dati agli animali o ammassati in un luogo per fare il compost (concime per la terra). Anche le lattine sono biodegradabili; lasciate nel pozzo nero si sbriciolavano col tempo.
Immaginiamo le nostre città senza la plastica che tipo di rifiuti produrremmo? Secondo me, solo rifiuti non nocivi e riciclabili facilmente. Insomma, è la presenza della plastica ad "inquinare" la spazzatura. Questo punto deve essere chiaro e divulgato. La gente deve aquisire coscienza di ciò.
Vedendola in questo modo, si scopre che le lobby del petrolio -sempre loro- sono le responsabili di tutta la miriade di problemi che noi cittadini ci troviamo ad affrontare e, pergiunta, a pagare un prezzo salato per risolverli. Inoltre, c'è chi dice che la plastica è nociva al contatto dei cibi, non è quel materiale "asettico" che ci fanno credere.
Inoltre, le aziende che producono imballaggi voluminosi non biodegradabili, devono essere tassate. Non capisco perchè il consumatore deve "pagare" il rifiuto prodotto dall'azienda e poi ri-pagare nuovamente lo stesso rifiuto per smaltirlo.
Sostituire la plastica non è facile, soprattutto per quanto riguarda gli imballaggi. Non è vero che è nociva al contatto con i cibi ed il vero problema non è la plastica in quanto tale, poichè essa è riciclabile al 100%, ma le lobby degli inceneritori che vi sono dietro. La plastica è un ottimo conduttore di calore perciò quando brucia sprigiona più potere calorifico. Se venisse riciclata non sarebbe un problema, anzi è un materiale piuttosto economici e utile, ovviamente non bisogna abusarne come si fa oggi.
L'idea è buonissima quanto logica, si deve iniziare dall'educazione dei bambini ma nello stesso tempo si deve organizzare la raccolta differenziata a tappeto e controllata. Secondo me il riciclaggio porterebbe molti posti di lavoro se fatto seriamente,tralasciando se necessario gli interessi privati dei soliti noti.
Come non condividere una proposta del genere.
Dobbiamo assolutamente smettere di acquistare rifiuti.