Abbiamo incontrato ad Alcatraz (www.alcatraz.it) un gruppo di amici di Beppe Grillo di Foligno e Spoleto e abbiamo discusso sul modo migliore per organizzare una campagna elettorale quando si ha poco tempo, non ci sono soldi, ci sono un numero relativamente basso di militanti...
Ed è venuta fuori un'idea, secondo me geniale, che è partita da una decisione presa dagli amici di Spoleto di aprire un banchetto al centro della città .
E' un'idea se vogliamo banale, ma ci sono tutta una serie di operazioni da poter fare per trasformarla in qualcosa che funzioni veramente.
Innanzitutto c'è da considerare che gli strumenti pubblicitari classici (radio, manifesti, giornali...) hanno un costo elevato e non è possibile organizzare un intervento che raggiunga tutta la popolazione votante.
Si tratta, quindi, di organizzare qualcosa che dia davvero visibilità .
Un banchetto nel centro di una cittadina ha questa caratteristica: possiamo, infatti, immaginare che almeno il 50% della popolazione di una città come Spoleto nel giro di 30 giorni passi almeno una volta per il centro della città .
A questo punto bisogna trasformare questo banchetto in un'entità di micro eventi diversi.
Nel programma delle Liste Civiche di Beppe Grillo c'è questa idea di dare la connessione ad alta velocità gratis per tutti i cittadini. La prima mossa, quindi, è, con un computer e una chiavetta collegata wirless alla rete, offrire un servizio di telefonate gratis in tutto il mondo via skype. Mostrare praticamente alla gente che è possibile telefonare gratis, grazie ad una connessione ad alta velocità , è interessante per far capire davvero che tipo di proposta si vuol portare avanti. A partire da questo ragionamento abbiamo cercato di mettere vicino a questa idea di partenza tutta una serie di altre idee.
IL BANCHETTO PER FAR SPERIMENTARE I VANTAGGI DEL GRUPPO D'ACQUISTO
A Foligno e a Spoleto non esiste un gruppo d'acquisto. Creare dei GAS è uno strumento per diffondere un certo modo di spendere e consumare, un'idea del risparmio legato da una parte alla qualità altissima dei cibi acquistati e dall'altra al gusto di collaborare, di mettersi assieme, con tutto quello che ne deriva come nuove conoscenze, feste, rapporti personali...
E' impossibile organizzare in loco dei gruppi d'acquisto, ma è possibile che nel nostro banchetto arrivino e si possa acquistare e gustare sul posto una serie di prodotti di alta qualità dalla campagna: dall'insalata freschissima biologica al formaggio di fossa, dal salamino piccante fatto in casa, al pane cotto col forno a legna o la torta al testo (tipico pane umbro) cucinata direttamente sul posto, panini buonissimi, ottimo vino...
L'IDEA SI INFITTISCE
Da qui è nato un corto circuito e l'idea ha cambiato di segno e il nostro banchetto è diventato una specie di centrale operativa, una micro casa del popolo all'aperto molto ampia, oppure (per facilitare la questione dei permessi) più banchetti insieme che creino una specie di villaggio, un mercatino.
Questo mercatino può accogliere di tutto.
Dagli origami, ai palloncini, ad attività pratiche ed utili come consulenze per risparmiare energia in casa, diffondere l'utilizzo di strumenti utilissimi come il pannello termoriflettente per i caloriferi che, con una spesa di circa 9 euro, taglia del 10% i costi del riscaldamento (www.commercioetico.it).
Creare, quindi, situazioni non solo di spiegazione teorica, ma anche di intervento pratico.
Ci sarà chi insegna la salsa, chi scrive poesie d'amore su ordinazione... la creatività di ognuno sarà messa a disposizione del progetto comune.
Un'altra idea, coerente con ciò, è il banchetto dell'usato e del baratto. Barattare sia per raccogliere sottoscrizioni con oggetti invece che con soldi, sia per creare effettivamente un giro di merci altrimenti dimenticate, contro il consumismo e la crisi economica che ne è derivata. Le idee, insomma, possono essere tantissime.
Problemi di campagna elettorale?
E' possibile suonarle (metaforicamente) ai signori del mondo
Ecco quindi che questo mercatino diventa un festival, un evento che durerà un mese, con un programma giornaliero chiaro, scritto sui volantini.
La cosa interessante è che questo meccanismo di mercatino elettorale, centro di eventi culturali e pratici, può diventare anche una fonte di finanziamento per la propaganda elettorale, se ben organizzato: la gastronomia non-stop, gli oggetti autoprodotti in vendita ai turisti...
Inoltre, chi parteciperà all'evento, automaticamente ne parlerà in giro, lo racconterà ad altri e, in questo modo, la voce si spargerà anche alle orecchie di chi non è possibile raggiungere direttamente. Credo che questa strategia sia vincente, perché non è pensabile convincere migliaia di persone (nel giro dei pochi mesi che abbiamo davanti) a votare per una lista fin'ora sconosciuta o che, spesso, non è radicata nel territorio. L'obiettivo principale di questa campagna elettorale credo debba essere quello di andare a informare le persone che esiste qualcosa di alternativo all'attuale casta politica. Incentrare le forze su questo tipo di strategia credo possa rendere molto di più che disperderle in mille rivoli differenti.
Buona campagna elettorale a tutti.
www.jacopofo.com
Territorio
Proponi le tue idee: diventeranno parte del programma delle liste civiche



Molto interessante,ma credo sia importante coinvolgere i giovani,impresa non facile ovviamente,ma sono loro che devono capire che siamo alle soglie del baratro.Andiamo nelle scuole,facciamoli capire che il confronto non può avvenire solo nascondendosi dietro ad un pc,ma è importante aggregarsi,documentarsi,e uscire dai canoni che i media e le MULTINAZIONALI ci impongono!!
Urge ricambio generazionale. Primo rapporto su quanto e come il nostro Paese si rinnova.
L'obiettivo complessivo dell'indagine, elaborata dal Cnel e dal Forum Nazionale dei Giovani è quello di offrire un livello significativo di conoscenze sul tema del ricambio generazionale, tanto al livello del sistema paese (accesso al mercato del lavoro e ai ruoli di rappresentanza istituzionale), quanto nelle professioni dove, notoriamente, i flussi in entrata sono regolati da tutta una serie di barriere che riducono la mobilità sociale.
(http://www.portalecnel.it/PORTALE/documentiAltriOrganismi.nsf/vwperchiave/a82/$FILE/rapporto%20URG.pdf)
altro suggerimento di riflessione:
In Italia i giovani hanno il minor peso demografico ed elettorale.
gli under 25 sono sotto quota 25% sulla popolazione totale
l'incidenza della spesa per protezione sociale sul Pil, al netto della parte destinata alle pensioni, è un terzo in meno rispetto alla media europea
Siamo il paese con la più bassa scolarizzazione e più bassa occupazione giovanile, dove l'autonomia si raggiunge più tardi che altrove (la metà delle donne arrivano a 30 anni senza ancora essere sposate, e la metà degli uomini arrivano celibi fino a 33 anni), con maggior debito pubblico ereditato dalle generazioni precedenti e con una classe dirigente (in particolare quella politica) con l'età media più elevata.
Mettendo assieme tutti questi aspetti, risultiamo complessivamente il paese nel quale i giovani contano meno, dal punto di vista sociale, economico, demografico e politico.
Il ritratto è quello di un paese che preferisce difendere i privilegi presenti e le rendite acquisite che investire sul proprio futuro.
Strutture dell'elettorato di Marco Giaconi
(http://www.alleo.it/content/strutture-dellelettorato)
In una recente ricerca CENSIS sulle campagne elettorali (che comunque è stata terminata prima delle ultime elezioni politiche) si fa notare che sono soprattutto i “giovani del Nord†a essere influenzati dai messaggi elettorali, con un 40% di essi che ha cambiato attitudine di voto durante la fase pubblicitaria del dibattito politico.
Segno che la classe più bombardata dai messaggi commerciali, che funziona da trend setter per i consumi di massa (si pensi al ruolo dei bambini nell’acquisto delle auto) è anche quella più sensibile a quello che noi abbiamo chiamato “il fustino elettoraleâ€.
Essendo però minoritaria nel centro e nel centro-Nord, l’area dei giovani permette smottamenti elettorali nel Nord, appunto, e nel Sud, dove la quota di giovani sulla popolazione votante è più elevata.
Gli adulti hanno cambiato voto, sempre sulla base dei dati CENSIS relativi alle ultime tornate elettorali prima dell’Aprile 2008, in percentuale molto meno rilevante: solo il 15% circa degli adulti, su tutto il territorio nazionale, ha mutato il proprio orientamento elettorale durante la campagna pubblicitario-politica. (...)
Ma anche gli anziani sono largamente influenzabili dalla qualità e dai messaggi delle campagne elettoral-pubblicitarie, e il CENSIS fornisce un dato quasi simile a quello valido per i giovani: il 31%.
Sia i giovani che gli anziani, entrambi più lontani dal sistema produttivo e dalla sua forte solidificazione delle richieste al sistema politico, sono quindi sensibili alla comunicazione politica mirata, e soprattutto percepiscono, come peraltro accade anche nella pubblicità commerciale, l’effetto gestaltico, la coerenza dell’insieme comunicativo di slogans e proposte. (...)
Oltre il 34% delle donne, secondo i dati immediatamente precedenti alle elezioni del 2008, sceglie il voto durante la campagna elettorale. (...)
E anche i candidati non hanno mai contato granchè, salvo naturalmente che nelle elezioni locali. Gli elettori italiani ancora separano nettamente le elezioni per gli enti territoriali da quelle politiche.
In linea di massima, per i giovani vale una motivazione al voto legata alla vicinanza dello schieramento con i propri valori e ideali, che peraltro sono quelli che stabilizzano il loro voto prima delle campagne elettorali.
Il che implica che la fine del ’68 è già arrivata: quella lunga fase in cui la sinistra intercettava quasi automaticamente il disagio e i “mondi vitali†dei giovani è finita.
Oggi è la destra a trovarsi in sintonia percettiva e immediata con il mondo giovanile, sia di cultura elevata che nelle aree marginali del voto popolare dei pre-trentenni.
Forza Italia ha visto passare la quota dei suoi elettori “valoriali†dal 30% del 1996 al 40% nel 2006, Alleanza Nazionale ha una quota di elettorato “valoriale†che è passata dal 42% del 1996, secondo i dati CENSIS, al 50,4% del 2006.
Per i DS il voto valoriale è passato dal 58% nel 1996 al 64% nel 2006, mentre per la “Margheritaâ€, ora confluita nel “Partito Democraticoâ€, il voto di appartenenza era del 43% nel 1996 per arrivare al 41% nel 2006.
Tutte le elaborazioni parziali che stanno facendo i politologi empirici sulle ultime elezioni tendono a confermare questi trend. (...)
vedi anche Abitudini e sorprese nel voto degli italiani - 19 Marzo 2008 - Comunicato stampa - Censis
(http://www.censis.it/277/280/328/6452/6465/6466/content.ASP)
in campagna elettorale le liste candidate non pagano suolo pubblico!
La lista civica di vicenza sta preparando dei banchetti in centro. Ma a vicenza, nn so le altre città , si pagano circa 45 euro di permessi vari a banchetto. Se facessi 45 euro X 30 giorni....
Se poi vogliamo la presa di corrente ci viene fornita con altri 50 euro al giorno....
Sono a favore della proposta, perfettamente d'accordo. Ma anche questa, a vicenza, risulta essere eccessivamente costosa.
mi scuso nel post precedente ho fatto un errore di battitura e una farse è uscita così:
Mi spiego, abbiamo calendarizzato le uscite in occasione dei mercati rionali, di quello delle peste religiose ...
il termine "feste" è risultato "peste" e non potendo correggere il testo evidenzio qui l'errore!!!
Però non male la definizione di "peste religiose"!!!! :)
Proposta interessante ma mi permetto di fare alcune riflessioni critiche costruttive e dare alcuni altri suggerimenti sulla base dell'esperienza che noi abbiamo vissuto e praticato per le elezioni amministrative del 2007 che ci hanno permesso di "guadagnare" un 9% di consenso elettorale e un consigliere comunale (il centro sinistra al comune dal dopoguerra ha perso ben il 15% dei consensi elettorali consegnando l'amministrazione al centro-destra che ora governa come metodi e sistemi analoghi a prima se non peggio - per loro avere la maggioranza è come presumere di interpretare le esigenze e le istanze di tutti!!!).
Per prima cosa fare attenzione a non innovare eccessivamente il mezzo della campagna elettorale perché in tutti i modi è vissuto, per consuetudine, dalla gente comune, come qualcosa di serio e importante.
Idee creative da adottare ed applicare alle forme e alle modalità comunicazionali e relazionali (sociali ed interpersonali) è fondamentale per creare con una ventata di freschezza e novità l'effetto curiosità e per mantenere alta l'attenzione degli opinion leader.
Considerate che i giornali locali hanno poco interesse a parlare di noi "marginali" al potere così come chi fa opinione nel territorio e riveste un ruolo significatvo per tante categorie di cittadini.
Penso alle associazioni di categoria (e quindi dei loro esponenti più in vista e rappresentativi) quali quelle degli artigiani, degli agricoltori (oramai anche agrituristi), dei commercianti e degli operatori turistici in senso lato (ovvero dell'asse portante dell'economia diffusa locale).
Penso alle associazioni sindacali sia dei lavoratori sia quelle dei pensionati.
Penso alle associazioni di volontariato (sia laiche che cattoliche - le parrocchie sono un bacino di utenza elettorale formidabile) vere e proprie fucine di democrazia partecipativa e diffusa.
Altra punto visuale da non perdere di vista, quello appunto dei pensionati o meglio delle persone più anziane ... non ho dati anagrafici specifici ma penso, presumo che siano nella media ovvero che siano il 40/50% della popolazione e certamente sono la fetta più consistente di elettori ed hanno quindi un potenziale decisionale molto elevato.
Questa "categoria sociale" ha stili di vita non assimilabili a quella delle fasce più giovani, hanno esigenze socio-economiche diverse dal resto della popolazione "attiva", sicuramente in larga parte non sanno neanche come si invia un sms da un telefonino, guardano molta TV e da questa si fanno parecchio condizionare!
Penso alle aggregazioni giovanili sia a quelle spontanee (gruppi musicali in gran parte ma anche "amici del muretto") che a quelle organizzate (ben gestite da personaggi di gruppi di potere locale) di tipo sportivo (potenti lobby spesso clientelari che gestiscono vivai di giovani ma anche strutture pubbliche) e del tempo libero.
Penso alle donne, madri di famiglia, operaie, casalinghe ...
E quando penso a tutti questi interlocutori mi accorgo che per ognuno di loro serve un linguaggio adeguato!
Come fare dunque a raggiungerli tutti se non dispongo di risorse economiche adeguate e non ho un mediatore culturale come quello dei giornali locali che mi da spazio e visibilità (non pensiamo poi alle televisioni locali ... ma pensiamo invece alle radio locali)?
Agisco come sulla base del detto "se maometto non va dalla montagna la montagna va da maometto", qualcuno lo chiama "marketing oriented comunication", noi l'abbiamo definito semplicemente "con-dividere la cittadinanza".
Ovvero richiedo l'autorizzazione per tutti i giorni della settimana per più luoghi diversi del territorio per allestire dei "info-point" una sorta di segreteria-redazione volante dove incontrare la gente e farla incontrare fra di loro, per scambiare pareri e opinioni, raccogliere informazioni, istanze, critiche, proposte ...
Notate che ho posto l'accento sul meccanismo di in-coming, di informazioni in entrata, di ascolto, di attenzione e non di sola proposta o proposizione ... se volgiamo creare una relazione dobbiamo prima ascoltare, conoscere, capire e poi aprire un dialogo di confronto ... solo così otterremo attenzione perché si offrirà alla gente comune quello che il potere locale non fa da anni ... ascoltare!!!
Noi siamo partiti un paio di mesi prima delle elezioni con un piccolissimo e sparuto gruppo promotore che ha iniziato a incontrarsi nei bar in modo informale occupando alcuni tavolini al centro dei locali così da essere visti e ascoltati e abbiamo suscitato curiosità e incontro dopo incontro il gruppo è raddoppiato, triplicato ...
Ad ogni incontro abbiamo sempre simulato discussioni e confronti su temi specifici e poi abbiamo coinvolto la gente, gli avventori in una simulazione di consiglio pubblico decisionale verbalizzando e sottoscrivendo le decisioni assunte.
Poi negli gli info-point abbiamo diffuso e distribuito dei questionari sui vari temi della realtà locale e raccolto centinaia di risposte.
I risultati li abbiamo tradotti in fogli volanti (formato A3 del tipo "locandine dei giornali" (quelle fuori dalle edicole - i cosiddetti strilloni) con la stessa grafica e linguaggio dei quotidiani e, la domenica mattina, in prossimità delle edicole abbiamo distribuito questa sorta di finto giornale locale con i risultati delle opinioni delle varie fasce sociali del nostro territorio ... dando così voce e visibilità ai cittadini stessi.
Dopo un paio di uscite di questo genere i giornali locali hanno dovuto occuparsi di noi così che abbiamo conquistato spazi analoghi a quelli dei partiti tradizionali.
E' chiaro che non si tratta di fare tutti i giorni questo genere di attività socio-politico-culturale ma solo in occasioni codificate per ottenere il massimo risultato con il minimo impegno.
Mi spiego, abbiamo calendarizzato le uscite in occasione dei mercati rionali, di quello delle peste religiose, all'uscita dei bambini dalla scuola, all'uscita dal supermercato nelle ore di punta, alle fermate del'autobus per l'ospedale, per la scuola e per l'andare al lavoro.
Ovviamente tutte le domeniche di mattina davanti alle parrocchie e alle edicole.
Non sono certamente mancati i momenti tipo "festival culturale" (come dice Jacopo) puntando alle domeniche pomeriggio con incontri con autori, mostre di foto, ecc ... (non c'è bisogno che aggiunga altro le idee non vi mancano - ma sempre con misura - perché strafare si rischia di passare per quelli troppo fantasiosi ai quali non dare troppo credito per la gestione della cosa pubblica).
Poi, cosa importantissima i momenti "istituzionali" dedicati al Piano regolatore, al bilancio comunale e in questi casi abbiamo adottato la formula seriosa con tanto di esperti esterni indipendenti che leggevano per i cittadini i segni grafici e le sequenze di numeri incomprensibili per la gente comune.
In queste occasioni ai partecipanti abbiamo sempre fornito dei post-it per consentire a tutti (in particolare a quelli che in un incontro pubblico si vergognano di esprimersi pubblicamente) di esprimere le proprie opinioni, così da comporre alla fine una sorta di resoconto delle impressioni, delle domande inespresse per poi trarre delle conclusioni e delle decisioni collettive.
Poi arriva la campagna elettorale vera e propria e lì senza mezzi si ripiega a stampare un solo grande pieghevole che sintetizza tutto!
Pensare di gareggiare coi partiti in questo caso è un'impresa assurda!
Allora si fa quello che loro difficilmente farebbero (in quanto loro si affidano a forme pubblicitarie tipicamente da vendita di prodotto di consumo)... ovvero si parte con il "porta a porta", "casa per casa" e, campanello per campanello si va a parlare con tutti, nessuno escluso!
Giocate sempre d'anticipo rispetto ai concorrenti (sia nei tempi sia nei modi), li spiazzerete!
Per saperne di più:
http://www.listeciviche.org/castrocaro/index.php?title=Pagina_principale_castrocaro