Sono il capro espiatorio del momento. Mi rendo conto che nelle grandi città è diventato un fenomeno incrontrollabile, ma bisogna fare qualcosa. Almeno per quelli regolari.
Campi rom più vivibili, devono essere progettati per essere ecosostenibili, anzichè discariche a cielo aperto.
Con delle regole chiare, severe, e controlli puntuali.
Regole per accedere in un campo attrezzato dovrebbero essere:
1. Regolare permesso di soggiorno
2. Essere recensiti da un organo di controllo del campo che affiderà alla famiglia una unità abitativa
3. Accettare tutte le leggi vigenti in Italia
4. Accettare di partecipare a corsi all'interno del campo di carattere AMBIENTALE, IGIENE E perchè no Educazione Civica. In questi corsi verranno avvicinati i residenti ai temi come Raccolta Differenziata e tutto ciò che possa far capire loro come poter vivere in maniera più sicura, sostenibile e sperando che tutto ciò possa favorire l'integrazione.
5. Accettazione della Raccolta differenziata dei rifiuti all'interno del campo
6. Divieto di ospitare persone senza regolare permesso di soggiorno e che non siano recensite dall'organo di controllo del campo, e persone che non abbiano esplicito permesso a stare/vivere all'interno del campo.
7. Per chi ha figli c'è la necessità che i genitori manifestino esplicito consenso alla regolare frequentazione della scuola.
8. ESSERE DISPONIBILI A LAVORARE
Chi viola una sola di queste regole può essere espulso dal campo.
Dal punto di vista URBANISTICO un campo nomadi potrei immaginarmelo così: una sorta di area verde con tante unità abitative(roulotte o prefabbricati), quindi deve esserci un buon bilanciamento tra verde pubblico e unità abitative, deve essere un posto normale dove si possa vivere non una DISCARICA.
Il tutto deve essere ecosostenibile, perchè no, impianti fotovoltaici e solare termico per rifornire i campi di energia elettrica e magari acqua calda.
Ovviamente il comune deve istruire le persone che vi risiedono sul perchè di quegli impianti, a cosa servono, e deve inoltre attuare tutte le campagne informative del caso per attuare una corretta raccolta differenziata.
Il campo deve avere un'entrata controllata, con un apposito ufficio, quindi una persona che faccia da controllore degli ingressi nel campo e che faccia controlli sul reale rispetto delle regole del campo. Un assistente sociale che ascolti i problemi degli abitanti e che faccia informazione/istruzione su ambiente/educazione civica/ con gli abitanti e i ragazzi e che aiuti i genitori a far iscrivere i propri figli nelle scuole pubbliche.
All'interno del campo si potrebbero far lavorare alcuni residenti per i vari lavori di pubblica utilità come ad esempio per il mantenimento della pulizia del campo. O anche farli lavorare perchè no all'interno della città sempre per mansioni di pubblica utilità . In questo modo potrebbero ricevere una paga e avere almeno un reddito minimo.
A tutto ciò aggiungerei anche una collaborazione concreta da parte della caritas locale per poter rifornire le persone più bisognose di abiti usati che ogni giorno vengono presi dai vari centri di raccolta delle diocesi.
Basterebbe giusto un po piu di attenzione per far sentire anche queste persone non come uno scarto, ma come persone normali. So che è difficile ma un naturale processo di integrazione deve partire dalle piccole cose.
Se riescono ad avere coscienza di ciò che fanno, a rispettare l'ambiente, a rispettarsi reciprocamente, riusciranno anche a sentirsi parte di una comunità che oggi come oggi li emargina sempre più.
Magari ho dimenticato qualcosa o ho detto una marea di fesserie, io vorrei solo aprire un dibattito magari per sapere che cosa ne pensate e come si potrebbe risolvere questo tipo di problemi.
Urbanistica
Proponi le tue idee: diventeranno parte del programma delle liste civiche



Commenta