Esistono le piattaforme petrolifere. facciamo quelle eoliche e solari. usiamo le correnti marine,
costruiamo grandi piattaforme solari calcolando certamente il loro impatto sul mare, stando attenti. Mettiamo al lavoro le menti per trovare il modo di usare quella enorme superfice libera che è il mare, per produrre energia solare. senza intaccare nè la navigazione, ne il mare stesso. potremmo mettere quelle piattaforme in maniera strategica e proteggerle della salsedine e delle tempeste in maniera che durino. in cambio non dovremmo più cercare posti dove ficcare i pannelli solari. perchè ne avremmo in abbondanza
Energie alternative
Proponi le tue idee: diventeranno parte del programma delle liste civiche



l'idea dell'eolico su delle fondazioni in mare ormai è vetusta. nei progetti piu recenti (fatti con idee nuove, non di 30 anni fa)la pala eolica è sostenuta da una piattaforma galleggiante con controppeso subaqueo. poi viene ancorata da 3 cavi per evitare la deriva.
annullati i costi di progettazione delle fondazioni, e possibile spostamento degli impianti lasciando il mare vergine
Bellissima idea, secondo me.
ne ho proposta una simile, energy raft.
forse le due proposte si potrebbero unire?
Purtroppo non tutti sanno o conoscono il significato di progresso. Allora si continuano a sentire discorsi come "ci vogliono campi da calcio di pannelli solari per..." oppure "l'elico non si può costriore su certi fondali o sono troppo vicini alla costa e sono brutti", oppure non tutti, anzi quasi nessuno sa che la comunità europea sovvenziona con incentivi o sgravi fiscali le nazioni che producono energia col le alternative. Ecco perchè la centrale a raggi solari concentrati di Siviglia diventerà fortemente remunerativa entro pochi anni rispetto al nucleare, o perchè l'europa intera (a parte l'italia) si sta adoperando per raggiungere (e lo raggiungerà ), il 20% del fabbisogno UE di energia elettrica atteaverso il solo eolico entro il 2020 (cioè dietro l'angolo) (usate google e il ditino per cercare le notizie e gli articoli anche in lingua inglese e capirete verso dive sono direzionate UK Germania Spagna Olanda Scandinavia eccecc)
Basta cercare un pò in giro per capire che il progresso può portare in pochi anni a produrre 3kwatt/h casalinghi in un uno spazio sul tetto che solo pochi anni fa serviva per accenderci una lampadina (per intenderci se la pensassimo tutti come alcuni nel forum, per esempio invece di avere un cellulare con una batteria ultrapiatta, avremmo un cellulare con una batteria grande come uno zaino proprio come negli anni 80). Questo è frutto della ricerca degli investimenti dei progetti messi in piedi e che hanno portato al miglioramento anche grazie agli sbagli.
Chi dice che portare energia elettrica a terra da 5 miglia sia un costo insostenibile non ha idea di quello che dice.
Chi dice che non si possono costruire impianti eolici su fondali non rocciosi non sa quello che dice (molti costruttori lo preferiscono).
L'inquinamento visivo in mare con impianti eolici a 3 - 5 miglia è irrisorio. In olanda ne hanno di enormi e da terra nemmeno si vedono.
La verità è che anche solo leggendo alcuni dei vostri commenti, si capisce quanto condannata sarà l'italia nella corsa allo sviluppo di queste fonti che oltre ad essere remunerative, ci salveranno il culo (a noi o ai nostri figli) in futuro. Ma vedo che l'ottusità non ha confini. Per molti è sempre meglio uan skyline di comignoli che una skyline di pannelli solati e pale eoliche.
Non ho letto tutti i commenti ma, ho visto molta gente entusiasta di questa idea.
Posso confermare che è una assurdità , come ha detto Maurizio, la superficie utile è troppo piccola, io ho lavorato su piattaforme, hanno al massimo 100 m di lato, per un totale di 10 000 m3, una banalissima superficie che si può avere a costo irrisorio su terra ferma se si considera il fotovoltaico.
Per quanto riguarda l'eolico, la Danimarca ha messo le pale in mare ma, dove era possibile ancorare l'impianto al fondo perché è quasi impraticabile (o costosissimo) un impianto eolico galleggiante viste le forze che ci sono in gioco, insomma, serve l'acqua bassa.
L'ultima cosa è il costo di una piattaforma, non parlo solo del costo di costruzione, parlo anche della manutenzione, sono costi elevatissimi, per dare l'idea, faccio un esempio, le piattaforme più piccole, quelle per battenti d'acqua sino a 100 m, costano dai 100 ai 150mila dollari al giorno di noleggio, una piattaforma per acque profonde sta a 600mila dollari al giorno, il personale è incluso ma, anche senza personale non stanno nel reparto dei un discount.
Se vi volete informare, chiedete alla SAIPEM o all'AGIP.
Non ho letto tutti i commenti ma, ho visto molta gente entusiasta di questa idea.
Posso confermare che è una assurdità , come ha detto Maurizio, la superficie utile è troppo piccola, io ho lavorato su piattaforme, hanno al massimo 100 m di lato, per un totale di 10 000 m3, una banalissima superficie che si può avere a costo irrisorio su terra ferma se si considera il fotovoltaico.
Per quanto riguarda l'eolico, la Danimarca ha messo le pale in mare ma, dove era possibile ancorare l'impianto al fondo perché è quasi impraticabile (o costosissimo) un impianto eolico galleggiante viste le forze che ci sono in gioco, insomma, serve l'acqua bassa.
L'ultima cosa è il costo di una piattaforma, non parlo solo del costo di costruzione, parlo anche della manutenzione, sono costi elevatissimi, per dare l'idea, faccio un esempio, le piattaforme più piccole, quelle per battenti d'acqua sino a 100 m, costano dai 100 ai 150mila dollari al giorno di noleggio, una piattaforma per acque profonde sta a 600mila dollari al giorno, il personale è incluso ma, anche senza personale non stanno nel reparto dei un discount.
Se vi volete informare, chiedete alla SAIPEM o all'AGIP.
Non ho letto tutti i commenti ma, ho visto molta gente entusiasta di questa idea.
Posso confermare che è una assurdità , come ha detto Maurizio, la superficie utile è troppo piccola, io ho lavorato su piattaforme, hanno al massimo 100 m di lato, per un totale di 10 000 m3, una banalissima superficie che si può avere a costo irrisorio su terra ferma se si considera il fotovoltaico.
Per quanto riguarda l'eolico, la Danimarca ha messo le pale in mare ma, dove era possibile ancorare l'impianto al fondo perché è quasi impraticabile (o costosissimo) un impianto eolico galleggiante viste le forze che ci sono in gioco, insomma, serve l'acqua bassa.
L'ultima cosa è il costo di una piattaforma, non parlo solo del costo di costruzione, parlo anche della manutenzione, sono costi elevatissimi, faccio un esempio, le piattaforme più piccole, quelle per battenti d'acqua sino a 100 m, costano dai 100 ai 150mila dollari al giorno, una piattaforma per acque profonde sta a 600mila dollari al giorno, il personale è incluso ma, anche senza personale non stanno nel reparto dei un discount.
Se vi volete informare, chiedete alla SAIPEM o all'AGIP.
Ciao a tutti, non sono ingegnere, ma non sarebbe più semplice prevedere, per legge, l'impianto fotovoltaico in ogni nuova costruzione e l'adattamento dei vecchi impianti con nuovi inmpianti fotovoltaici? Ho letto da qualche parte che adesso le celle fotovoltaiche possono essere installate anche sui vetri delle finestre....ciao a tutti
a parte che faccio notare che persino di pietro ha bloccato la realizzazione di un impianto off-shore.
ma non capisco perché si debbano costruire in mare cosa da noi non facile e non sulla terra ferma. Ricordo di un servizio di un comune di 8000 abitanti che installò nel proprio territorio un impianto eolico facendo ricadere i benefici sui cittadini (diminuzione tasse, ecc.). Vedrete che le futili proteste scemeranno, le cose che distruggono il paesaggio sono ben altre in Italia.
Il problema sta proprio nel fatto che era un paese di 8000 abitanti. probabilmente fatto di case monofamiliari, schiera e palazzi bassi. ma in una grande città con grattacieli, come fai?
se un comune di 8000 abitanti produce energia in sovrappiù la può rivendere guadagnandoci alle grandi città e comunque non tutte le città sono vicine al mare. L'ideale è una rete distribuita sul territorio. Non sono contrario agli impianti off-shore ma solo dove il fondale lo consenta come nel caso in Molise e pochi altri in Italia. Se ti interessa credo che stiano sperimentando in Puglia degli impianti galleggianti che sembrano molto promettenti ma allo stato dell'arte i più vantaggiosi rimangono gli impianti sulla terraferma.
brava, concordo con la tua proposta
Buongiorno a tutti/e. Io la penso in un modo abbastanza diverso, pur condividendo tutto ciò che è stato scritto da Margherita: Ho letto frasi tipo "non si riesce ad ottenere un'energia "vantaggiosa", oppure ancora "innalza costi e tempi di rientro del capitale investito" ... ed altre. Io penso che questi atteggiamenti non porteranon da nessuna parte. Avete idea di quanto costi una piattaforma di estrazione del petrolio in mare? Eppure ci sono! Purtroppo, per andare avanti, DOBBIAMO TOGLIERCI DALLA TESTA IL RITORNO ECONOMICO, altrimenti non si va da nessuna parte. Per il mendicante, che non ha un solo centesimo per comrarsi un panino, anche un centesimo ottenuto con l'elemosina ha la sua centesimale importanza! E' proprio mettendi insieme tutti i centesimi che alla fine riuscirà a comprarsi un panino!!! Ma se al primo centesimo elemosinato, si scoraggia perchè pensa che "non conviene" ... quel panino non lo comprerà MAI! Ora, secondo me, anche pochi MW (leggasi MegaWatt; 1 MegaWatt = 1.000.000 di Watt. Per dare una idea, pensate che il Vostro contatore Enel, salvo casi specifici, consente il consumo di 3,3 Kw, cioè 3.300 Watt) hanno la sua importanza. E' con il primo impianto che partirebbe una rivoluzione sulla produzione di energia alternativa utilizzando le fonti che Madre Natura ci da da milioni di anni, e cioè il Vento, il Sole, la forza dell'acqua, il vapore del sottosuolo. Sta a noi esseri umani però, far in modo che la TRASFORMAZIONE (meglio che dire "Produzione") di queste energie naturali non producano SCORIE che poi dovranno essere smaltite. Ed è anche facle intuire - purtroppo, in Italia - DOVE saranno smaltite. Badate bene: Non ho fatto il minimo accenno alla politica, cioè che queste soluzioni Ametterebbero in forte difficoltà le note odierne società distributrici di energia, anche se, la soluzione alla difficoltà , in Italia, purtroppo è una ricetta arcinota.
Grazie eciao a tutte/i.
Maurizio - Milano -
Mi trovo d'accordo anche se in realtà ritengo l'eolico già economicamente competitivo specie se includiamo tutti i costi nascosti. Capisco però che il discorso economico per alcuni sia importante quindi essere competitivi anche in quel senso non lo trascurerei.
Buongiorno a tutti/e. Io la penso in un modo abbastanza diverso, pur condividendo tutto ciò che è stato scritto da Margherita: Ho letto frasi tipo "non si riesce ad ottenere un'energia "vantaggiosa", oppure ancora "innalza costi e tempi di rientro del capitale investito" ... ed altre. Io penso che questi atteggiamenti non porteranon da nessuna parte. Avete idea di quanto costi una piattaforma di estrazione del petrolio in mare? Eppure ci sono! Purtroppo, per andare avanti, DOBBIAMO TOGLIERCI DALLA TESTA IL RITORNO ECONOMICO, altrimenti non si va da nessuna parte. Per il mendicante, che non ha un solo centesimo per comrarsi un panino, anche un centesimo ottenuto con l'elemosina ha la sua centesimale importanza! E' proprio mettendi insieme tutti i centesimi che alla fine riuscirà a comprarsi un panino!!! Ma se al primo centesimo elemosinato, si scoraggia perchè pensa che "non conviene" ... quel panino non lo comprerà MAI! Ora, secondo me, anche pochi MW (leggasi MegaWatt; 1 MegaWatt = 1.000.000 di Watt. Per dare una idea, pensate che il Vostro contatore Enel, salvo casi specifici, consente il consumo di 3,3 Kw, cioè 3.300 Watt) hanno la sua importanza. E' con il primo impianto che partirebbe una rivoluzione sulla produzione di energia alternativa utilizzando le fonti che Madre Natura ci da da milioni di anni, e cioè il Vento, il Sole, la forza dell'acqua, il vapore del sottosuolo. Sta a noi esseri umani però, far in modo che la TRASFORMAZIONE (meglio che dire "Produzione") di queste energie naturali non producano SCORIE che poi dovranno essere smaltite. Ed è anche facle intuire - purtroppo, in Italia - DOVE saranno smaltite. Badate bene: Non ho fatto il minimo accenno alla politica, cioè che queste soluzioni Ametterebbero in forte difficoltà le note odierne società distributrici di energia, anche se, la soluzione alla difficoltà , in Italia, purtroppo è una ricetta arcinota.
Grazie eciao a tutte/i.
Maurizio - Milano -
L'idea è buona ma il risultato sarebbe insufficiente. Le piattafome per l'estrazione o per la ricerca hanno una superfice troppo piccola per produrre un' energia paragonabile a quella estratta dal sottosuolo dagli idrocarburi. Se coprissero anche 2 o 3 volte la loro superficie produrrebbero una 1.000.000sima parte di quella ricavata dal sottosuolo. Inimmaginabile il risultato. In danimarca, poi, la popolazione è 10 volte minore della nostra 5.500.000 e si possono permettere, oltre all'energia eolica,rinnovabili e alla geotermia, di usufruire anche delle piattaforme galleggianti chiamate DANISH WAVE POWER per una percentuale intorno al 2%.Non dimentichiamoci però che la Danimarca ha intrapreso la costruzione massiccia di centrali nucleari di ultima generazione per soddisfare l'aumento esponenziale dei consumi energetici.
Non ho mai detto che dovessero produrre la stessa quantità di energia che producono gli idrocarburi. sto parlando di una questione di spazio. dato che puntiamo sul solare, sappiamo che ci sono problemi di quantità di spazio proprio visto che occorrono grandi distese tappezzate a pannelli solari per produrre molta energia. io ho solo proposto di usare anche il mare.
Giusto! In Danimarca lo hanno già fatto! Perchè non farlo anche Noi? E' una soluzione pratica,ecologica,geniale. Cosi s potrebbero spendere i soldi pubblici ossia i nostri altro che piano casa e ..... vabbè ci siamo capiti!
Giusto! Per esempio ho visto una cosa simile se non addirittura identica a quella che dite in Danimarca dove hanno costruito l'eolico in mar su piattaforme. Semplice geniale ecologico!!!!!!!!!!!!
Il trasporto via mare non è un problema nè da un punto di vista tecnico nè sotto i lprofilo del ROI. La bolla di vetro presenta lo stesso problema con la salsedine secondo me e inoltre innalza costi e tempi di rientro del capitale investito.
Detto ciò delocalizzare è una strada ma non l'unica. Nel precedente post sono stato breve...le rinnovabili non possono ancora essere intese come alternative, purtroppo. Pertanto è vero che delocalizzare nel centro storico di firenze è molto difficle ma bisogna andare in quella direzione studiando soluzioni anche per le città .
In generale secondo me la logica del grande impianto è perdente...
Le idee ci sono si devono solo mettere in pratica!! Questo è il principale compito di oggi.
il problema fondamentale della delocalizzazione, è che fondamentalmente è applicabile quando vivi in una monofamiliare. ma se vivi in un palazzo o in una città non lo è. io pensavo di isolare le piattaforme dall'esterno mettendole in una specie di teca di vetro gigante. Secondo me, se qualche ingegnere ci si mettesse al lavoro sarebbe un'ulteriore modo(anch'io propendo per la delocalizzazione laddove è possibile) per usare il sole... e rispondendo a Matteo si, penso che dovremmo trasportarla via mare. ma è una cosa che si fa già no?
Potrebbe essere sicuramente meglio - in una fase transitoria - del caro vecchio e puzzolente idrocarburo. Per quanto riguarda i pannelli sicuramente la situazione è ostica per via della salsedine che ne offusca la superficie; sto seguendo invece con interesse le applicazioni off-shore di grosse pale eoliche (il trasporto elettrico via mare è gravoso ma tutt'altro che impossibile e gode di uno storico più che centenario: i primi cavi sottomarini sono della metà dell'ottocento...)
Per i curiosi suggerisco di dare un'occhiata a "Beatrice", 5 MW di impianto nel Mare del Nord (http://www.ugis.it/a050707-eolico.htm), a 41 mln di euro...
La soluzione migliore però credo sia convincere Terna a migliorare la rete e DELOCALIZZARE la produzione all'insegna dell'autoconsumo e della responsabilizzazione del consumatore.
Pare però che i parchi eolici in mare (vedi Danimarca) producano una sorta di inquinamento marino dannoso all'ecosistema marino. Bisognerebbe capire quanto "male minore" sono. E comunque poco distante dalla installazione di Copenhagen c'è una bella centrale a carbone.....
Complimenti per l'idea, anche se concordo con Matteo su tutta la linea. Aggiungo inoltre che dalle maree (sfortunatamente) non si riesce ad ottenere un'energia "vantaggiosa": l'investimento sarebbe troppo alto rispetto alla quantità di MWh (sarebbe meglio parlare di Wh...) che riusciresti a produrre. La delocalizzazione è la via da perseguire. Senza considerare che MOLTA ricerca può essere fatta ancora nell'ambito di sistemi "smart" per la gestione e resa del solare e soprattutto dell'eolico, a mio modo di vedere.
Dopo una settimana l'efficienza dei pannelli sarebbe ridotta dell'80% per salsedine ecc ecc, e come fai a pulirli? quanto costa? quanto costa trasportare l'energia a terra? quanto disperdi? poi scusa, fai passare elettricità in acqua?!??!?!?!?!?!?!??! senza contare che l'ambiente marino è quanto di più dannoso ci sia per le strutture, che a quel punto necessiterebbero di manutenzione troppo costosa.
Le rinnovabili sono delle ottime soluzioni, ma la strada giusta è la delocalizzazione della produzione, OGNUNO PRODUCE QUELLO DI CUI NECESSITA!
Condivido,e spero che il futuro sia come tu auspichi.
Bellissima idea!