Credo che sia di fondamentale importanza, a livello di singolo edificio, preventivere una vita utili e conseguente totale demolizione dopo circa 80/100 anni.
Questo per diversi motivi:
1) le tecniche costruttive evolvono rapidamente, permettendo cosi' un utilizzo di materiali nuovi e sopratutto riciclabili.
2) Si evitano continui lavori di ristrutturazione , che spesso hanno scarsa rilevanza e sono molto costosi;
3) nelle zone sismiche, avremmo edifici con una struttura sempre piu' "aggiornata" e sicura, anche tenendo conto della durata operativa del cemento armato ;
4) si puo' intervenire sull'aspetto estetico ( potremmo avere edifici costruiti con le migliori tecnologie, ma esteriormente potrebbero riportare lo stile di una palazzina liberty), con miglioramento visivo delle nostre città ;
5) si potrebbe cosi iniziare a rimodellare il territorio, decidendo di non ricostruire da una parte ma farlo da una altra;
6) si creerebbe un circolo economico virtuoso costante, vista la spinta all'economia dell'edilizia, senza per questo consumare territorio;
Le risorse si possono avere programmando un ammortamento di circa 80/100 anni, calcolato solo sulle spese vive di costruzione, senza speculazione visto che il terreno già c'è, a carico dei singoli proprietari che si succederanno nel possesso. Visti gli anni l'esborso sarebbe minimo.
Tutto questoe ccezion fatta per gli edifici di particolare pregio, che devono essere mantenuti.
Urbanistica
Proponi le tue idee: diventeranno parte del programma delle liste civiche



Per quanto riguarda gli "edifici storici", è vero che non sono solo gli edifici ma l'intero Paese che ormai "è passato alla storia" con il suo desiderio di preservare il passato ad ogni costo. Non è sbagliato, ma in edilizia, ogni tanto serve buttare giù e creare il nuovo, in quanto non c'è abbastanza spazio per nuovo e vecchio. Altrimenti le metropoli crescono come un cancro. Le case, in un mondo ideale, andrebbero costruite con materiali "leggeri" e buttate giù dopo 40 anni. Non ristrutturate, abbattute, le zone bonificate, il piano regolatore adattato. Non possiamo pensare di avere risorse infinite, per preservare il vecchio e nel contempo costruire ancora, costruire, costruire...
Non vedo come si possa fare questo discorso in un paese come l'Italia, che ha un altissimo numero di edifici storici.
Che facciamo, buttiamo giù pure quelli per "rifarli" meglio? Torniamo ai falsi "in stile"? E della cultura del restauro faticosamente costruita e messa a punto negli ultimi 50 anni che ne facciamo?
Forse è meglio pensare e studiare prima di fare proposte avventate...
La mia proposta tiene naturalmente in considerazione gli edifici di particolare importanza storica, artistica. E' chiaro. Sarebbe quantomeno assurdo pensare il contrario. Io parlo di tutti quegli edifici che sono la stragrande maggioranza che non hanno il minimo valore storico. La inviterei a fare un viaggio sulla Roma Napoli o sulla Salerno Regggio Calabria ad esempio, ed osservare, senza entrare troppo nel territorio, lr schifezze e le mostruosità che in Italia sono state costruite e che andrebbero solo demolite.
Ricordi che abbiamo inventato il Rinascimento proprio per dare un nuovo equilibrio allo spazio anche urbanistico.
La ricostruzione periodica degli edifici è già in vigore in giappone, per esempio. Ci sono vantaggi e svantaggi.
I vantaggi si presentano in paesi la cui popolazione non cresce più, e quindi le ricostruzioni hanno senso economico.
Purtroppo ci sono anche svangaggi.
L'italia è un paese di proprietari di casa, anche gente povera, che non ha i mezzi per ricostruire. C'è gente che si tiene le finestre vecchie che isolano poco al nord perché non puo' pagare migliaia di euro per il triplo vetro con l'argon. Pure brutto sarebbe costringere al mutuo obbligatorio gente con basso stipendio.
Capisco le sue preoccupazioni. Il costo della ricostruzione, (ripeto costo vivo, in quanto il terreno gia' c'è) per chi vive in case monofamiliari è certamente piu' oneroso rispetto a chi vive in un grande condominio, anche se parliamo di un ammortamento di circa 80100 anni. Ma è proprio nei grandi condomini che si concentrano i maggiori problemi di pessima edilizia, anche estetica. A livello Europeo sono molti i fondi strutturali che potrebbero essere messi a disposizione.
Comunque l'Italia, per iniziare ad eliminare le mostruosità edilizie, rimodellare il Territorio, migliorare il patrimonio edilizio ed evitare il consumo di nuova terra, non ha altri modi che iniziare a demolire.
Questo suo interesse per la vita utile degli edifici...da che esperienze e' stato indotto ? Vuole raccontarci qualche caso ?
Riguardo alle ricostruzioni periodiche , faccio notare che nell'attuale STATO (economia-permessi-abilita'-fastidio ai vicini ) l'Italia non riesce a stare al passo nemmeno con le intonacature ( che sono decisamente una tecnica futile ).
Da riservare appunto come opzione artistica per piccole metrature la cui manutenzione sia garantita .
Personalmente vivo a Roma ed ho visto solo demolire due edifici abusivi per costruire due piccoli supermercati. Niente di particolare, ma almeno si sono eliminate due schifezze e sono stati costruiti due edifici a destinazione commeciale specifica, esteticamente gradevoli e almeno rispettosi delle piu' normali norme edilizie.
Pensate se si potesse estendere a tutto il Paese, sotto la regia di un'autorità centrale, svincolata agli interessi speculativi!! L'Italia tornerebbe ad accecare il Mondo, come nel rinascimento.
Preciso che io sono disposto a passare ai fatti su questo progetto .
Sul sito sotto il mio nome , ci si puo' incontrare per collaborare a questo ed ad altri progetti .
Se altri sono disposti a collaborare , lo dicano qui o sul mio sito .
Insistiamo sulla autorita' di pianificazione ambientale svincolata da intenti speculativi .
E' una battaglia difficile , ma i benefici sono cosi' fondamentali che non e' difficile trovare la forza di lottare .
Cominciando dal far circolare una visione piu' chiara di quel che abbiamo da guadagnare dalla pianificazione rigorosa dell'ambiente .
Per esempio al signor Filippo che parla (ahime )di accontentarsi...un termine piu' adatto alla propaganda di regime che ad un forum Democratico .
visto il modo scellerato con cui eseguono i lavori e costruiscono gli immobili nuovi le imprese immmobiliarladrone che ci sono non posso essere d'accordo con te. L'utilizzo del cemento armato o calcestruzzo o cls che a dir si voglia ha un bel po di problemi. prima di tutto più passa il tempo e più il materiale si irrigidisce non sopportando i movimenti anche piccoli ma continui del terreno su cui poggia portando a cedimenti strutturali in meno di 30 anni a volte (vedi i crolli di palazzi, tra cui scuole e altre cose pubbliche costruite negli ultimi 30 anni con un bel po di vittime). Meglio una vecchia caserma della gdf come quella dell'Aquila, che nonostante il terremoto e le continue scosse che ancora ci sono, resta in piedi e di venir giù manco ci pensa!
La carerma di Coppito la conosco, avendo partecipato a dei convegni. Ma è una costruzione nuova, in calcestruzzo, abbastanza brutta.
Io parlo di "ricostruire" non solo in cemento armato. Le tecniche ed i materiali evolvono rapidamente. Importante ricostruire bene e con una logica anche estetica. L'ottimo all'interno di un nuovo piano regolatore.
per costruire bene purtroppo servono 4 cose fondamentali:
1) capacitÃ
2) esperienza
3) passione per il lavoro
4) rinunciare all'ingordigia di denaro da parte di tutti.
Allo stato attuale del sistema nessuno possiede queste 4 caratteristiche quindi mi sembra sia un po' un'utopia. Se cambiamo testa tutti credo che la cosa diventi più facile di quel che pensiamo