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Licenziamento in tronco per gli statali corrotti.

Per i dipendenti pubblici scatta il licenziamento in tronco se vengono scoperti a pretendere "bustarelle" - anche se di basso importo - per chiudere un occhio su eventuali irregolarità amministrative da parte di imprenditori e cittadini. Lo sottolinea la Cassazione nella sentenza 5581 della Sezione lavoro che ha confermato il licenziamento per un dirigente del Comune di Roma, con la qualifica di istruttore di vigilanza, che nel 1982, si era fatto dare una mazzetta da 50 mila lire per evitare una contravvenzione a un imprenditore: "due poveracci"! Il dipendente comunale infedele, si era fatto anche promettere una ulteriore piccola tangente per evitare all'imprenditore un'altra multarella. In seguito al processo penale, con rito abbreviato, l'impiegato del Campidoglio era stato condannato col beneficio della condizionale per quanto riguardava la pena principale e quella accessoria. Ma il Comune non aveva tenuto conto della clemenza dei giudici e, nel 1999, lo aveva licenziato. Senza successo l'impiegato ha contestato il provvedimento espulsivo, ratificato dalla Corte d'appello di Roma nel marzo 2005 sostenendo che il contratto collettivo nazionale di lavoro del pubblico impiego non prevede necessariamente il licenziamento in caso di condanna per concussione, tenuto conto anche del piccolo importo delle mazzette. Ma i giudici di Piazza Cavour gli hanno risposto che è pienamente «legittimo» quanto stabilito dal contratto collettivo di lavoro del settore e che «non è contestabile la scelta delle parti sociali stipulanti il contratto di considerare giusta causa di licenziamento l'avere riportato condanna penale per un grave reato connesso con l'abuso della funzione pubblica rivestita». Morale della... "sentenza": se rubi mezza mela finisci in galera, se rubi mezz'Italia finisci a Montecitorio o addirittura a Palazzo Chigi!!!

2 commenti

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  • il 22 aprile 09 ho presentato la seguente proposta che risolverebbe il problema dei furbetti di montecitorio e palazzo chigi, se concordi puoi votarla, ha già raccolto 5 voti:

    Perdita a vita del diritto di candidarsi per delitti contro la pubblica amministrazione
    postato da Massimiliano Di Giovanni il 22/04/2009 5 Voti

    Perdita a vita del diritto di elettorato attivo per chi è stato condannato per i reati di concussione o di corruzione. Solo così non avremo il parlamento pieno di condannati!! Ovviamente anche l'interdizione dai pubblici uffici perpetua o temporanea a secondo della gravità del reato.

  • Si ma invece di scherzarci e' meglio imporre il cambiamento .
    Il lizenziamento e' essenziale anche per le cariche amministrative piu' importanti .
    Il voto popolare gli garantisce il posto .Questo e' inaccettabile .
    Gli strumenti necessari a farsi eleggere , garantiscono si tratti di persona corrotta e lontana dai bisogni della gente.

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