La proposta è molto semplice, propongo di istituire immediatamente un fondo di investimento (Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio) in modalità di distribuzione dei proventi con la finalità di rastrellare il capitale necessario all'acquisto delle quote societarie dei vari acquedotti.
Naturalmente la quota d'investimento di ogni singolo individuo non deve superare un determinato tetto, esempio € 10.000 mentre i proventi detratti non dovrebbero superare il costo sostenuto per la bolletta.
Inizialmente si dovrebbe istituire un fondo unico, nazionale, per dare più forza possibile all'iniziativa, in seguito andrebbero aperti fondi localizzati per ogni provincia.
Acqua pubblica
Proponi le tue idee: diventeranno parte del programma delle liste civiche



Purtroppo non credo che questa raccolta possa considerarsi attuabile, in quanto pur valida in linea di principio non ti esimerebbe dal partecipare ad una procedura concorsuale (gara) che la legge impone per l'affidamento del servizio. Alla gara non saresti ovviamente l'unico a partecipare, percḫ̬ ti troveresti davanti mostri con un know-how della madonna (Francesi, Italiani, Inglesi, ecc..), che ti renderebbero impossibile voncere. Un altro problema sarebbe poi quello dei requisiti di paretecipazione alla gara, che soltanto i mostri di prima hanno, in quanto sono sulla piazza da secoli.
La mia ̮̬ in realtÃÆÃ una proposta d'emergenza per salvare la proprietÃÆÃ del bene fondamentale che ̮̬ l'acqua. A prescindere dal discorso di proprietÃÆÃ delle infrastrutture, la questione ̮̬ creare uno strumento collettivo efficace, che utilizzi le regole di mercato per sconfiggere il mercato di chi vuole fare soldi con l'acqua.
Per il resto io penso che qualsiasi allo stato attuale, la nuova legge e qualsiasi altra nuova proposta verso un discorso di privatizzazione, siano il modo piÃÆÃ¹ sbagliato per risolvere le cose.
La mia ̮̬ in realtÃÆÃ una proposta d'emergenza per salvare la proprietÃÆÃ del bene fondamentale che ̮̬ l'acqua. A prescindere dal discorso di proprietÃÆÃ delle infrastrutture, la questione ̮̬ creare uno strumento collettivo efficace, che utilizzi le regole di mercato per sconfiggere il mercato di chi vuole fare soldi con l'acqua.
Per il resto io penso che qualsiasi allo stato attuale, la nuova legge e qualsiasi altra nuova proposta verso un discorso di privatizzazione, siano il modo piÃÆÃ¹ sbagliato per risolvere le cose.
Parli di acquisto societario dei vari acquedotti ma la legge molto discutibile di questi ultimi tempi , quella della privatizzazione dell'acqua lascia le reti in mano pubblica.
Questo ̮̬ il problema fondamentale le societÃÆÃ municipalizzate e non gestiscono l'acqua ma non le reti di distribuzione che quindi , come costi ricadono ai comuni.
Per questo motivo abbiamo le reti che assomigliano piÃÆÃ¹ a degli scolapaste che altro..
Per m̮̬ l'unica ipotesi valida , quando si parla di privatizzazione dell'acqua ̮̬ quella del comune che fÃÆÃ da tramite tra cittadino ed ente privato. Cio̮̬ il comune riscuote le tasse sui consumi e stipula convenzioni con societÃÆÃ private che riguardano solo la manutenzione e non la vendita di questo bene.
A sovraintendere sia il comune che le societÃÆÃÂ incaricate della manutenzione ci vuole un organo indipendente che esegua dei controlli e che verifichi a campione che non vengano superati i limiti imposti per legge riguardanti l'acqua potabile.
Questo organo deve multare i comuni che per piÃÆÃ¹ di 20 giorni all'anno non forniscono acqua potabile ai cittadini.
Un altro organo indipendente deve stabilire il prezzo massimo che si puÃÆÃ² far pagare l'acqua al litro nella bolletta e che non puÃÆÃ² essere superato.
Rimane comunque in capo al comune la vendita dell'acqua ai privati.