Per quello che si è visto ultimamente non mi dispiacerebbe se si eliminasse il voto politico amministrativo; per come siamo messi andrebbe meglio il sorteggio: pescare da un' urna i nomi dei rappresentanti.
Negli anni c'hanno spacciato il voto come una conquista, ma sembra al contrario che sia una grossa fregatura.
Creiamo delle corporazioni di mestieri utili da cui estrarre i rappresentanti, in modo equo, lo stesso numero per ogni corporazione. Ogni corporazione vale uguale ad un'altra, i mastri artigiani contano come gli educatori o come i medici, ecc.
Basta sindacati e partiti politici che hanno distrutto la vera Democrazia, ma unioni serie di gente seria che vuole un futuro.
All'interno delle corporazioni tutti contano uguale e se qualcuno viene estratto a rappresentare la sua maestranza lo fa in modo diretto: se non sta alle regole (che devono per altro venire riscritte da un nuovo organismo più democratico) viene rimosso dalla corporazione e sostituito: Democrazia diretta.
Tutto parte dal presupposto che una Democrazia è fondata dall'Uguaglianza e dal Lavoro utile.
A chi vuole le critiche, le aggiunte e i commenti.
Lavoro
Proponi le tue idee: diventeranno parte del programma delle liste civiche



L'idea e' buona anche se andrebbe approfondita perche' l'argomento e' molto delicato e complesso.
Questa e' la proposta tecnicamente piu' importante fatta su questo sito .
Chi sta dormendo si svegli e cerchi di capire.
Questa volta non siamo alle chiacchiere ma alla cura .
Pero' le corporazioni riflettono l'etica del paese in cui operano , quindi , prima di dare responsabilita' governative alle corporazioni....dobbiamo farne rinascere l'etica e la professionalita' . Cominciamo dal dar loro certezze economiche .
Aggiungo che penso conti molto il discorso territoriale: nelle varie regioni d'Italia si sono sviluppate varie forme di applicazione delle tecniche lavorative nei vari settori; costruire una casa in cima alla Val Aurina in Alto Adige non è come farla ad Agrigento, quindi ci vorrebbe una base ad es. regionale o provinciale.
Per dare certezze economiche bisogna liberarsi dal luogo comune che il lavoro di fatica è un lavoro povero: senza gente brava a lavorare con le mani un paese è finito (alla faccia di quelli che sono convinti che per lo sviluppo basta il terziario avanzato).