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Immobilita' sostenibile

Il telelavoro, che ben si presta a una molteplice tipologia di attività impiegatizie, stenta a decollare per difficoltà di gestione e controllo. Si tratta invece di una grande opportunità per riportare il lavoro alla sua misura più naturale, ossia il lavoro prodotto al posto del tempo impiegato per realizzarlo. Le aziende avrebbero bisogno di effettuare un salto culturale, insieme ai propri impiegati che scelgono liberamente questa tipologia di servizio, con la conseguente necessità di programmare e pianificare meglio le attività lavorative da svolgere per poterle misurare in trasparenza. L'impatto sulla qualità della vita: minore necessità di trasporto, riduzione dell'inquinamento, possibilità di mangiare meglio a casa propria, più tempo da dedicare alla famiglia (eliminando i trasferimenti da e verso le aziende), ecc. da solo giustifica l'attenzione verso questa forma più moderna di lavoro. Forse, opportunamente stimolate da incentivi interessanti da parte delle Regioni, queste trasformazioni potrebbero avvenire più in fretta.

14 commenti

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  • buona sera a tutti!
    il segrete a mio parere è l'equilibrio: alcuni tipi di lavoro possono essere svolti completamente col telelavoro, altri in parte, altri per niente. Mi rendo conto di aver scoperto"l'acqua calda", ma la vera sfida secondo me è l'informatizzazione delle aziende e dei servizi pubblici che in alcune zone di questo paese non è mai neanche iniziata,(io sono calabrese e ne sò qualcosa),informatizzare significa fare rete, e fare rete vuol dire poter lavorare con la rete. In conclusione, credo che il problema sia anche dovuto all'incapacità di molti che detengono il potere, di comprendere l'importanza della rete nel senso più ampio del termine. Per tale ragione ritengo che solo la prossima classe dirigente politica sarà in grado di comprendere ciò di cui stiamo parlando; cerchiamo allora di essere pionieri!

  • buona sera a tutti!
    il segrete a mio parere è l'equilibrio: alcuni tipi di lavoro possono essere svolti completamente col telelavoro, altri in parte, altri per niente. Mi rendo conto di aver scoperto"l'acqua calda", ma la vera sfida secondo me è l'informatizzazione delle aziende e dei servizi pubblici che in alcune zone di questo paese non è mai neanche iniziata,(io sono calabrese e ne sò qualcosa),informatizzare significa fare rete, e fare rete vuol dire poter lavorare con la rete. In conclusione, credo che il problema sia anche dovuto all'incapacità di molti che detengono il potere, di comprendere l'importanza della rete nel senso più ampio del termine.

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    Gia questo xche' in Italia vige ancora il "presenzialismo", quindi si ritiene che si stia lavorando non in base ai risultati ma a quante ore hai scladato la sedia che il datore di lavoro ti ha gentilmente offerto, se poi sei in ufficio nonostante la febbre, il gatto morto .... ecc..... allora sei un vero dipendente che si dedica all'azienda e che sa soffrire in silenzio.
    Pensate a me che facico il sistemista e che da Torino, tutti i giorni, devo andare a Milano a lavorare per poi connettermi alle macchine in remoto in quanto non si trovano nella sede in cui lavoro.... allora xche' non posso farlo da casa?

  • Purtroppo, con il sistema attuale, credo che il telelavoro diventerà una realtà quando i potenti sapranno trarne beneficio per i loro interessi sottopagando chi utilizza questo strumento; la scusa: ti sposti di meno quindi costi di meno e ti pago di meno. C'è una mancanza di tutela per i telelavoranti per il fatto che chi ci governa non vuole meno stress, smog e più benessere, ma vuole utilizzarci per i propri fini.
    Non dimentichiamoci poi che non si possono fare differenze tra chi può starsene comodamente a casa e chi invece non lo può fare; gli artigiani ci vogliono, sono indispensabili e maltrattati. Proverei prima a risolvere i loro problemi, perchè uno stato senza brava gente a lavorare manualmente è uno stato finito.

    • Ciao Nicola,
      sicuramente quello che dici è giusto, sicuramente se stiamo ancora a spararci km e km per andare a lavoro, se stiamo a stressarci e tutto quello che ne consegue è perchè a qualcuno fa comodo così. Però credo che intanto cominciare a parlarne sia già un buon passo. Sono convinto anche io che per forza di cose ci sia bisogno di qualcuno che lavori "manualmente", il mio non è assulutamente un pensiero discriminante, anzi tutt'altro.
      Sono convinto che tutto sia legato, sono convinto che sia necessario un dialogo tra imprenditori, di piccole medie e grandi aziende, tra artigiani manovali e impiegati.
      Credo che se io risparmio dei soldi e del tempo per andare a lavoro, sia sicuramente un vantaggio che mi torna. Ho dei soldi in più che non spendo in benzina mezzi o altro, e sicuramente del tempo in più per spenderli.
      Dal lato dell'imprenditore credo che risparmiare un sacco di soldi perche i dipendenti lavorano comodamente da casa propria, sia una proposta allettante, senza contare che potrebbero e credo che comunque sarebbe giusto, alzare anche gli stipendi risparmianco cmq parecchio.
      Questa crisi economica, diciamoci la verità, anche se ci hanno raccontato un sacco di belle storielle, non è altro che la conseguenza di un mancato adeguamento degli stipendi al costo della vita. Tutto è più o meno raddoppiato tranne gli stipendi. Tutto ha cominciato a costare di più ma noi abbiamo continuato a guadagnare lo stesso, ed è logico che alla lunga l'elastico si rompe.
      Vedi, alla fine fine credo che una persona, se sta bene, ha dei soldi da poter spendere, e del tempo per farlo, contribuisca veramente al rilancio dell'economia.
      Se io non devo per forza tirare la cinghia per arrivare a fine mese, non mi servono gli incentivi per comprarmi una macchina nuova o un frigorifero (senza contare che se ci fermiamo a riflettere, quegli incentivi che lo stato offre, da qualche parte devono saltar fuori...), se davvero mi serve ho i soldi e li compro. Se io non devo per forza tirare la cinghia per arrivare a fine mese e sono tranquillo, ho anche del tempo libero, magari vado a mangiare una pizza anche due volte in una settimana, ed ecco che il pizzaiolo lavora di più. Se io non devo per forza tirare la cinghia per arrivare a fine mese e sono tranquillo, ho anche del tempo libero, magari vado a fare delle vacanze, magari mi compro delle scarpe nuove semplicemente ne ho voglia, magari me le faccio fare da un artigiano su misura. Se io non devo per forza tirare la cinghia per arrivare a fine mese e sono tranquillo, ho anche del tempo libero e cmq tutto ha un valore "normale", magari decido di comprarmi una casa e magari i mobili non li vado a prendere per forza all'IKEA. Magari mi dedico ad altre cose che sicuramente innescano meccanismi che mettono in movimento altre persone. Insomma credo sia tutta una ruota e che davvero l'economia e il vivere meglio nascano da qui.
      Non so se sono riuscito a trasmetterti quello che penso, cmq credo che già il fatto che ne stiamo discutendo sia una buona cosa.

      • Le e'" sfuggito " l'aspetto fondamentale della questione , cioe' che lavorare a casa vorrebbe dire divenire cittadini titolari e non in affitto ..Poter fare le cose di cui abbiamo realmente bisogno e creare ricchezza reale . Perche' lavorando per i giocolieri della carta moneta otteniamo una ricchezza fittizia per loro e la poverta' reale oramai avanzatissima per noi . Cioe' citta' degradate , case strette ,poco tempo per la salute mentale e fisica .

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        Circa dieci anni fa, occupandomi di relazioni industriali, ho partecipato ad un seminario a cui presenziavano come relatori emeriti professori universitari, rappresentanti sindacali, studenti, lavoratori. L'argomento era l'avvento del telelavoro; due cose sono risultate lampanti:
        1) il tempo è una costante che ha visto eroso continuamente il suo valore a causa di fattori indirettamente collegati al lavoro stesso (ad es. lo spostamento da casa al luogo di lavoro);
        2) i sindacati, non sono mai stati favorevoli al telelavoro, ma piuttosto alla velocizzazione dei trasferimenti.
        In sintesi, mentre il lavoratore chiedeva giustamente più tempo libero, chi sulla carta dovrebbe rappresentarli cercava di tenerseli ben stretti; invece di promuovere il telelavoro si promuoveva un sistema più dinamico, ma sempre sotto il loro controllo.
        Infatti, le strade veloci, anche se intasate, sono per tutti, internet no.
        Quello che voglio dire è che mi trovi d'accordo sull'utilità del risparmio di tempo, ma con questa classe dirigente che abbiamo in Italia è difficile perfino intavolare un discorso serio sul telelavoro.
        Io lo utilizzo perchè lavoro in proprio, ma applicarlo ai dipendenti vorrebbe dire creare di fatto una categoria di dipendenti non più dipendenti e ti assicuro che in Italia chi comanda non lo vuole. Come allo stesso modo chi comanda vuole che i manovali siano sfruttati e poco gratificati, ecco perchè come dicevi giustamente gli stipendi sono bassi.
        Se cambia il sistema, cambierà anche il rapporto lavorativo; proviamo ad uscire dalla logica della casta per cercare di svolgere un lavoro utile, manuale o intellettuale che sia.

    • Ciao Nicola,
      sicuramente quello che dici è giusto, sicuramente se stiamo ancora a spararci km e km per andare a lavoro, se stiamo a stressarci e tutto quello che ne consegue è perchè a qualcuno fa comodo così. Però credo che intanto cominciare a parlarne sia già un buon passo. Sono convinto anche io che per forza di cose ci sia bisogno di qualcuno che lavori "manualmente", il mio non è assulutamente un pensiero discriminante, anzi tutt'altro.
      Sono convinto che tutto sia legato, sono convinto che sia necessario un dialogo tra imprenditori, di piccole medie e grandi aziende, tra artigiani manovali e impiegati.
      Credo che se io risparmio dei soldi e del tempo per andare a lavoro, sia sicuramente un vantaggio che mi torna. Ho dei soldi in più che non spendo in benzina mezzi o altro, e sicuramente del tempo in più per spenderli.
      Dal lato dell'imprenditore credo che risparmiare un sacco di soldi perche i dipendenti lavorano comodamente da casa propria, sia una proposta allettante, senza contare che potrebbero e credo che comunque sarebbe giusto, alzare anche gli stipendi risparmianco cmq parecchio.
      Questa crisi economica, diciamoci la verità, anche se ci hanno raccontato un sacco di belle storielle, non è altro che la conseguenza di un mancato adeguamento degli stipendi al costo della vita. Tutto è più o meno raddoppiato tranne gli stipendi. Tutto ha cominciato a costare di più ma noi abbiamo continuato a guadagnare lo stesso, ed è logico che alla lunga l'elastico si rompe.
      Vedi, alla fine fine credo che una persona, se sta bene, ha dei soldi da poter spendere, e del tempo per farlo, contribuisca veramente al rilancio dell'economia.
      Se io non devo per forza tirare la cinghia per arrivare a fine mese, non mi servono gli incentivi per comprarmi una macchina nuova o un frigorifero (senza contare che se ci fermiamo a riflettere, quegli incentivi che lo stato offre, da qualche parte devono saltar fuori...), se davvero mi serve ho i soldi e li compro. Se io non devo per forza tirare la cinghia per arrivare a fine mese e sono tranquillo, ho anche del tempo libero, magari vado a mangiare una pizza anche due volte in una settimana, ed ecco che il pizzaiolo lavora di più. Se io non devo per forza tirare la cinghia per arrivare a fine mese e sono tranquillo, ho anche del tempo libero, magari vado a fare delle vacanze, magari mi compro delle scarpe nuove semplicemente ne ho voglia, magari me le faccio fare da un artigiano su misura. Se io non devo per forza tirare la cinghia per arrivare a fine mese e sono tranquillo, ho anche del tempo libero e cmq tutto ha un valore "normale", magari decido di comprarmi una casa e magari i mobili non li vado a prendere per forza all'IKEA. Magari mi dedico ad altre cose che sicuramente innescano meccanismi che mettono in movimento altre persone. Insomma credo sia tutta una ruota e che davvero l'economia e il vivere meglio nascano da qui.
      Non so se sono riuscito a trasmetterti quello che penso, cmq credo che già il fatto che ne stiamo discutendo sia una buona cosa.

  • Ciao, mi trovo decisamente in accordo con la proposta di Chiara.
    Sono convinto che il telelavoro dovrebbe essere la normale e logica svolta verso il futuro.
    La tecnologia disponibile oggi consente assolutamente di poter effettuare praticamente qualsiasi tipo di lavoro impiegatizio.
    Lavorare da casa si può ma ancora manca una svolta culturale, soprattutto da parte delle aziende perchè questo tipo di innovazione si possa attuare.
    Oltre al fatto di riportare il lavoro ad un livello più "umano", si pensi ai vantaggi che si potrebbero avere.
    L'impatto che una simile rivoluzione avrebbe a tutti i livelli sulla qualità della vita.
    Infatti, oltre all'intuibile beneficio che tutti noi avremmo in termini di minor stress, si pensi per esempio a:

    - riduzione del traffico ---> con seguente riduzione di inquinamento,
    guadagno in salute per tutti
    riduzione dei consumi di carburante
    riduzione dello stress da traffico
    riduzione dei tempi di percorrenza per coloro che devono comunque guidare per lavoro
    riduzione dei tempi di percorrenza delle merci che devono essere spostate su strada e conseguente riduzione di tempi di riduzione.
    riduzione dei prezzi di trasporto

    - riduzione dei costi ---> le aziende che decentralizzano il lavoro a casa dei dipendenti, potrebbero ridurre drasticamente i costi per le infrastrutture.
    riduzione dei costi per materiale di consumo (se si pensasse ad un impiego serio della tecnologia insieme alla decentralizzazione, si può capire immediatamente, quanto materiale di consumo in meno si potrebbe sprecare. L'utilizzo inutile della carta prima di tutto, si potrebbe ridurre quasi a zero. Le conseguenze le lascio immaginare)

    Si potrebbero discutere di svariati punti ancora, questi sono solo quelli che mi vengono in mente ad una prima e superficiale analisi.
    Magari proverò a buttare giù dei pensieri un pò più articolati ed approfonditi, però mi sembra che di spunti ce ne siano abbastanza per prendere seriamente in considerazione la cosa.

    Ciao a tutti e continuiamo a tenerci in... MoVimento! ;-)

  • Scusa Marco, non ho capito che lavoro fai facendo telelavoro e poi sporcandoti le mani. Comunque io ci metto quasi 2 ore per andare e per tornare dal lavoro (in totale quasi 4 ore al giorno) per stare davanti ad un computer a fare il mio lavoro. Se non si hanno da fare riunioni od incontri a che serve perdere tutto questo tempo inutilmente?

    • Il motivo per cui non lavoriamo dove viviamo...e le nostre citta' sono a pezzi .....e' che lavoriamo per denaro , in illusoria concorrenza e non nell'ambito di una societa'.
      Per questo motivo stiamo massacrando tutto .
      Sotto il mio nome c'e' la spiegazione di perche' a me non basta uno dei due tipi di lavoro .

  • Hai ragione, io penso a formule "elastiche" tipo 3+2 (3 giorni nello studio di casa e 2 giorni in ufficio dedicati agli aspetti decisionali e comunicativi).
    Credo che con gli strumenti collaborativi di cui disponiamo adesso, sia piuttosto facile lavorare a distanza, nell'azienda dove lavoro lo facciamo gia' regolarmente con tutti i colleghi di altre sedi.

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    Hai ragione, ma si intende quelli che fanno avanti e indietro ...casa ufficio che potrebbero benissimo lavorare da casa senza spostarsi e inquinare. con internet si può fare tutto anche le videoconferenze e le telefonate su IP (skype).

  • Anche , ma il mondo non va avanti se tutti telelavorano . Io telelavoro e poi mi sporco anche le mani .

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