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NOTAI : un'altra casta

La mia proposta non è di abolire questa figura professionale, ma di modificare le leggi che rendono l'ordine dei notai una vera casta. Per esempio: abolire l'esclusiva dei notai per i contratti di compravendita di immobili di valore catastale inferiore a € 100.000,00. Ma che senso ha? Oppure abolire il limite stabilito dal Ministero della Giustizia in 5312 posti. E in base a che? Nessuno lo sa ! Ma mi riferisco a tutte quelle leggi che obbligano persone fisiche e imprese a rivolgersi obbligatoriamente da un notaio per determinati tipi di transazione. Ripeto, non desidero abolire quella professione o sminuire la validità degli atti che firma. Io vorrei che rivolgersi ad un notaio fosse un opzione, non un obbligo. E per fare ciò secondo me non va diminuito il valore legale dei documenti che firma, ma va aumentato quello delle scritture private. Che ne pensate ?

24 commenti

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    Signori... abbassare ed adeguare la parcella notarile alla fame degli italiani, alla crisi. E' una vergogna pagare 4000 euro per una firma su un pezzo di carta. o 12.000 euro per una compravendita di un immobile. Scherziamo? 12.000 euro, un ragazzo che guadagna 800 euro al mese, non se li guadagna nemmeno in 14 mesi!!! E' assurdo.

    ABBASSIAMO LE PARCELLE!!!!

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    TAnto per iniziare consiglio un po' la lettura del sito Notariato.it....poi dopo aver raccolto un minimo di informazioni e aver capito un po di cosa si sta parando ...(visto che qui si fa parecchia confusione....) magari possaimo un discorso un po piu serio e meno da bar dello sport...

  • sicuramte ci sono troppo pochi notai in italia dovrebbero liberalizzare anche questa categoria anche se e' vero che il notaio in america legalizza solo le firme mentre in italia legalizza la firma e autentica anche il contenuto degli atti .
    ho esperienza in queste cose prima di emigrare dall italia collaboravo con studi notarili italiani.
    ora diventato pubblico notaio qui in usa

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      Ciao,puoi spiegarmi che differenze ci sono in termini lavorativi ed economici tra la figura del notaio in italia e quella in america? Te ne sarei davvero grato

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    Intervengo collegandomi all'ultimo post di Manuel, laddove afferma che, faccio un taglia e incolla: "Pratiche auto a snellito notevolmente l'iter burocrAtico a danno dei notai.".

    Immagino che Manuel si riferisca al provvedimento Bersani che ha, da qualche anno a questa parte, eliminato l'obbligo dell'autentica notarile nei passaggi auto, facendo risparmiare al consumatore la bellezza di 20/30 euro di "balzello" notarile (fermo restando naturalmente le 400/500 euro da pagare allo Stato, per imposte, bolli e diritti di voltura al PRA, ma questo chissà perchè non lo precisa mai nessuno...).

    Ebbene, volevo solo stimolare una riflessione in merito: se è vero, come è vero, che tale piccola liberalizzazione (siamo tutti d'accordo che è piccola, vero?, perché alla fine si è trattato di 20/30 euro) è certamente andata direttamente e immediatamente a favorire il singolo consumatore (20/30 euro in più in tasca fanno sempre comodo), siamo però altrettanto sicuri che la collettività non ci abbia indirettamente e pesantemente rimesso?
    Uno spunto per rispondere al quesito lo potete trovare aprendo questo link alla rivista "Quattroruote": http://www.pagina.to.it/index.php?method=section&action=zoom&id=6700

    E' uno dei tanti articoli sul problema.
    In rete, se volete, ne potrete trovare facilmente tantissimi altri.
    Leggete attentamente. E dopo, magari, provate a rileggere con più attenzione l'intervento di Salvatore Mendola.

    Io mi permetto solo di aggiungere che niente è immobile a questo mondo, e che quindi ogni azione causa SEMPRE uno o più effetti. E non è detto che siano solo positivi.
    Riflettete bene prima di "mettere le mani" (inteso come: voler modificare) l'attuale meccanismo dei trasferimenti immobiliari. Perché quello italiano funziona non bene, ma benissimo, visto che nei nostri Tribunali il contenzioso in ordine al trasferimento o alla costituzione dei diritti reali (e quindi anche della proprietà di una casa), tipicamente affidati alle cure dei notai, rappresentano lo zero, virgola zero e qualcosa per cento delle cause.
    Nei tanto decantati USA, invece, pare che tale contenzioso sia nell'ordine del 20/30 per cento.

    Per altro, non è nemmeno vero che per comprare casa negli USA si spendono solo 30/50 euro di Notary (che lì è solo un certificatore di firme), perché, in realtà - a parità di servizio - si spende la stessa cifra, se non di più, che in Italia; solo che non la si versa tutta al notaio (perché appunto non esiste), ma pro quota a varie altre figure professionali che, collettivamente, ne sostituiscono la funzione.
    Tradotto, significa che negli USA, per una compravendita immobiliare, siccome non c'è il notaio latino, ma chi compra casa ha ovviamente le stesse esigenze di tutela di chi la compra qui da noi (dove la gente si ritrova la "pappa pronta" senza nemmeno capirlo), bisogna mettere in conto di doversi affidare a 4/5 (circa) figure professionali, o mere fornitrici di servizi, che tutte insieme, alla resa dei conti, fanno e ti danno quello che da noi fa e ti da il tanto odiato notaio.
    Solo che se volete il "pacchetto completo", ossia la stessa IDENTICA garanzia che fornisce DI BASE il notaio latino, negli USA spendete pure di più.
    In caso contrario, potete anche rischiate. E pure di brutto.
    Tantissimi auguri.

    In Italia, invece, lo Stato non ti consente di rischiare, perché l'acquisto di una casa non è qualcosa che riguarda solo l'acquirente, e si esaurisce nella sua sfera personale, ma impatta su un bene pubblico che è la "sicurezza dei traffici giuridici". In altri termini, se i beni (mobili, ma soprattutto immobili) circolano regolarmente, secondo le norme poste dall'ordinamento (norme civili, fiscali, catastali, urbanistiche, etc...), si evita il contenzioso giudiziario e si garantisce la pace sociale.
    Lo stato italiano quindi PRETENDE che in determinati campi (affari giuridici) ci sia certezza. Bisogna sapere subito e con precisione come stanno le cose, senza passare dai Tribunali, Né prima né dopo l'atto.
    E per questo ha ideato un sistema alla base del quale ci sono i Notai. Un corpo di Pubblici Ufficiali individuati in seguito ad una durissima e rigorosissima selezione, che sfocia in un concorso pubblico, gestito dal Ministero della Giustizia, che si svolge a Roma, su base unica nazionale (come i Magistrati, e non è un caso...) e che esercitano in regime di libera professione funzioni delegate dallo Stato.
    Soggetti che, a loro volta, sono periodicamente sottoposti a rigidissimi controlli da parte degli Archivi Notarili (che, nonostante il nome, sono Uffici periferici del Ministero della Giustizia).
    E funziona! Perbacco se funziona!

    Alzi la mano chi, in Italia, uscito dallo studio di un notaio, dopo aver appena acquistato casa, ha pensato: "ma sarà veramente mia?, non è che poi me la ritrovo ipotecata o che mi spunta qualcun'altro che possa legittimamente vantarci sopra dei diritti?".
    Scommetto pochi, molto pochi. Se non proprio nessuno.

    Il notaio italiano fornisce garanzie di ferro.
    Vende certezze. E se sbaglia paga. Per intero.
    E quasi nessuno lo può mettere seriamente ed onestamente in dubbio. E' qualcosa che fa parte della nostra cultura.

    La casa che hai appena comprato con un rogito notarile, compiendo spesso e volentieri l'investimento più importante della tua vita, E' TUA, solo tua, e nessuno te la può più toccare; e sai pure benissimo che la potrai tranquillamente lasciare in eredità ai tuoi figli, e loro ai figli dei loro figli.

    Ma c'è di più.
    Se tuo nonno, poniamo caso, 80 anni fa aveva comprato una casa con atto di notaio, e oggi qualcuno osa metterlo in dubbio, sostenendo che non è vero, e che lui e i suoi discendenti sono degli abusuivi, qualora tu non abbia in casa il rogito di acquisto, puoi sempre andare dal notaio che l'ha rogato, se è ancora vivo, e chiedere che te ne rilasci (gratis) una copia autentica; altrimenti, se qual notaio non c'è più, potrai sempre andare a chiederla all'Archivio Notarile, che abbiamo visto essere un Ufficio distaccato del Ministero della Giustizia, dove troverai conservati, per CENTO anni, tutti gli atti notarili ORIGINALI dei notai defunti o cessati. E dopo ancora, qualorae fossero passati più di cento anni, potrai sempre trovare l'originale di quel rogito agli Archivi di Stato, dove vengono conservati gli originali di tutti i rogiti di tutti i notai italiani per l'eternità.
    Insomma, tu alla fine potrai SEMPRE ottonere una copia ufficiale (autentica) di quel rogito, se rogato da notaio, fossero pure passati secoli, e così potrai sempre toglierti la soddisfazione di sventolarlo sotto il naso di chi si permette di mettere in dubbio i tuoi diritti o la tua proprietà. Senza la necessità di dover provare o dimostrare alcunché a chicchessia in Tribunale, con una causa.
    E questo proprio perché in fondo a quell'atto pubblico di acquisto, subito dopo le firme dei contraenti, c'è la firma di un notaio italiano con accanto, e a margine di ogni pagina, l'impronta del suo sigillo, portante al centro il simbolo della Repubblica e intorno la scritta "REPUBBLICA ITALIANA".

    Dite la verità: onestamente, quanto vale tutto questo?

    Negli USA, invece il contratto con il quale hai comprato casa NON E' MAI UN ATTO PUBBLICO (concetto che per loro nemmeno esiste), per cui non è affatto improbabile che se tu lo voglia sventolare sotto il naso di qualcuno costui ti replichi indicandoti con perfidia il gabinetto, spiegandoti pure l'uso alternativo che ne puoi fare; e, mi raccomando, a prescindere da tutto, fai anche MOLTA attenzione a non perdelo, quel contratto ;-)

    Negli USA, in altri termini, le garanzie italiane, che prima abbiamo delinetato solo in MINIMA parte, sono pura fantascienza, e appena comprata casa, dopo aver comunque speso più o meno la stessa cifra che si spende in Italia, quella famosa, fatidica e angosciante domanda ("ma la casa sarà veramente mia?") in realtà se la pongono quasi tutti.
    Dopodiché si fanno pure il segno della croce e alzano gli occhi al cielo.

    Tony Smedile

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    Concordo a pieno i notai non devono essere a numero chiuso, ma chi dimostra attraverso gli studi ed un esame specifico finale di poter esercitare la professione si potrebbe aprire uno studio notarile. Ovvio così e' scomodo muovere delle potenti lobby e fargli perdere guadagni mastodontici e potere.

    Caro amico Salvatore, ovviamente te aspiri a quella professione e giustamente la veneri, ma purtroppo es. Pratiche auto a snellito notevolmente l'iter burocrAtico a danno dei notai. Purtroppo queste tariffe sono i limite massimo che possono, opss che chiedono sempre....e' da stupidi farsi concorrenza su una casta..... Invece se uno ha bisogno di lavoro/clienti la concorrenza si atterrebbe a beneficio di tutti e nn solo di pochi eletti a quel trono....

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    vorrei sapere ma secondo voi dopo aver pagato tutte le spese per bollo etc oltre 300 euro ho dovuto chiedere visto che devo prendere la leggittima mio padre e morto ma si era risposato la sua moglie abita nella casa e non vuole partecipare io ho dovuto fare fare beneficio d inventario ma oltre a tutte le spese gia versate ok l avvocato mi chiede 1300 e non ha ancora fatta la successione sara giusto non credo grazie

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    Può darsi che questo mio intervento sia tardivo (non ci sono commenti dopo il 2 aprile), ma mi sono accorto solo ora di questa proposta, dopo aver visto quella sugli atti prima casa da fare in Comune.
    Faccio il Notaio, e mi preme contrastare la forza di certi luoghi comuni, totalmente infondati, ma diffusissimi.
    Spero abbiate voglia di sapere come funziona davvero il sistema.

    L'anomalia italiana/La casta/La discendenza familiare
    - Il notaio all'italiana, che si definisce "notaio latino", esiste nel mondo in 76 Paesi, compresa praticamente l'intera Europa (fatta eccezione per la Gran Bretagna). Alcuni degli Stati Uniti d'America (ad es. la California) e la Cina hanno chiesto di poter studiare il nostro sistema perchè intendono ispirarsi ad esso per il futuro.
    Se volete continuare a parlare di anomalia italiana, cari Sergio e Mauro, fate pure. Ma non è vero.
    - Forse non è inutile ricordare che al Notariato si accede dopo la laurea in giurisprudenza, dopo un periodo di tirocinio presso uno studio notarile e dopo un concorso pubblico particolarmente selettivo. E' pertanto escluso che si possa ereditare o acquistare uno studio, come forse ancora qalcuno pensa.
    In altre parole per fare il notaio occorre "solo" studiare tanto, saper capire ciò che si studia e sperare che al concorso ti assista anche un po' di fortuna, perchè quella non guasta mai. Occorre anche che la tua famiglia sia in grado di mantenerti agli studi sino a trent'anni ed oltre, ma questo non vale certo solo per il notariato.
    Nessuna danza della pioggia, nessuna formula magica da pronunciare incappucciati.
    Raccomandazioni? Può darsi. Anche il concorso notarile si svolge in Italia.
    Io non ho dinastie alle spalle, sono figlio di due impiegati pubblici, e sono il primo laureato della mia famiglia. Mi sono piazzato 110mo su un concorso indetto per 220 posti (metà classifica esatta), e quindi non sono nemmeno il genio che nessuno può far cadere. Soprattutto non sono un'eccezione, ma rappresento un preciso modello di cittadino italiano che accede al notariato.
    Se in questo Paese faccio il notaio io, e lo fanno in migliaia come me, parlare di casta non so proprio che senso abbia. Si è mai vista una casta dove si entra per merito e per pubblico concorso ?
    Quanto poi al diritto di nascita, caro Matteo, una indagine statistica commissionata dal Consiglio Nazionale del Notariato (e per la verità ormai invecchiata di una decina d'anni), ha rilevato che fra i Notai in esercizio vi sono figli di Notai per una quota del 17%, che mi pare assolutamente fisiologica, se consideriamo che i figli dei notai sono anch'essi cittadini italiani ed hanno diritto di partecipare al concorso.
    Ed evitiamo paragoni con altre categorie, che ci porterebbero troppo lontano.

    Lobby potente.
    Altro falso mito. Nelle ultime tre legislature si sono contati in Parlamento 2/3 notai, a fronte di centinaia di avvocati e commercialisti. Politicamente non solo non contiamo nulla ma siamo anche un bersaglio facile, ed una facile fonte di consenso, se è vero come è vero che basta spararci addosso per ottenere convinti applausi.
    Ben due Governi di diverso colore si sono vantati nel recente passato della stessa cosa, cioè di avere liberato il popolo dall'odioso balzello di 20/40 Euro per una vendita di automobile (oggi in realtà percepiti comunque dalle Agenzia di pratiche auto), senza naturalmente mai far cenno ai 400/800 Euro di imposta.
    Sotto il Governo Prodi, i nostri rappresentanti hanno avuto difficoltà anche solo a farsi ricevere dal Ministro Bersani, altro che lobby.

    Numero chiuso
    Il numero dei notai in Italia e le rispettive sedi sono previsti da una Tabella Nazionale, soggetta a revisione periodica decennale, salve revisioni straordinarie intermedie.
    Il criterio era fino all'anno scorso quello di un notaio ogni 8.000 abitanti, ed è stato variato di recente ad uno per 7.000.
    Impossibile quindi che ogni tanto, come ha scritto qualcuno, si "crei un posticino" per favorire un amico.
    Il numero programmato è, unitamente alla Tariffa, un corollario necessario della pubblica funzione esercitata dal notaio, che, consistendo essenzialmente in un adeguamento a legge della volontà contrattuale privata ed in un controllo formale e sostanziale di legalità, risulta incompatibile con la libera concorrenza pura.
    Esso, unitamente alla Tariffa, determina sicuramente un effetto indiretto economincamente positivo per i notai, assicurando loro un reddito medio/alto, ed a volte molto alto; ma è posto per perseguire l'interesse pubblico al corretto svolgimento della funzione notarile.
    Ho fatto il mio lavoro per dieci anni in un Comune di 30.000 abitanti con 4 sedi notarili: posso immaginare di continuare a fare il mio dovere con 5 o 7 o forse 10 sedi, ma per numeri superiori sono certo che non controllerei più un bel niente, perchè dire un no significherebbe forse chiudere.
    Inoltre la Tabella assicura la presenza del servizio anche in sedi economicamente poco appetibili, che in regime libero non sarebbero mai coperte.

    Tariffa
    Richiamato quanto già anticipato per il numero chiuso, si comprende meglio come l'esistenza di una Tariffa vincolante soddisfi una duplice esigenza:
    - sottrarre il compenso notarile alla contrattazione di mercato, per evitare che la qualità della prestazione (che è uno standard di interesse pubblico) sia modulabile in funzione dell'entrata che il notaio ricava dall'atto;
    - calmierare i compensi, posto che il cittadino è obbligato a rivolgersi al notaio.
    La Tariffa infatti è un limite anche nel massimo che il notaio può chiedere.

    Ma quanto è salata questa Tariffa ?
    Anche su questo è duro a morire il luogo comune di compensi da favola, che nasce probabilmente in parte dalla cattiva abitudine di molti di noi di comunincare una cifra complessiva, senza analisi delle voci di cui si compone; ma in parte anche dal fatto che inevitabilmente resta impresso nella mente il gesto di avere consegnato quella intera cifra nelle mani del Notaio. Il risultato è che si sommano i compensi con le imposte e le altre spese.
    Prendiamo ad es. una vendita di terreno agricolo per un prezzo di 10.000 Euro, senza particolari agevolazioni fiscali: mediamente il compenso si aggira sui 1.000 Euro, le imposte e le spese ammontano a 2.200 Euro.
    Facciamo ancora l'esempio di una prima casa comprata per 100.000 Euro: avremo mediamete un compenso di 2.000 Euro e imposte/spese per circa 3.700 Euro (senza prima casa 10.500 Euro).
    Per un atto da 10.000.000 di Euro, ben che vada il compenso sarà di 7/8000 Euro.

    Certo, se pensate come tanti che si tratti solo di mettere una firma, sono troppi anche i 100 Euro proposti da Ciro. Ma se invece volete obiettivamente considerare il contenuto sia materiale che intellettuale della prestazione resa dal Notaio (che se volete vi spiego in un altro intervento, che questo ormai è lungo un chilometro), allora vi accorgerete che il costo unitario della singola prestazione, specie se confrontato con quello di altri professionisti, non è affatto elevato; e che il reddito dei notai deriva semmai dal numero prestabilito e dalla conseguente concorrenza limitata, sulle cui ragioni mi sono già soffermato.
    Certo, sul quantum tutto è discutibile. Ma attenzione: se parliamo di "troppo", guardatevi intorno e fate i vostri confronti (un agente immobiliare, solo per fare un esempio, sull'atto da 100.000 prende il 2/3% da ciascuna delle parti, per un totale del 4/6%). Scoprirete che il tema è ampio è complesso.

    Privacy
    Non c'entra niente, caro Quid.
    Qualunque interessato può chiedere copia autentica di un atto al notaio, che è tenuto a rilasciarla.
    La legge notarile è del 1913, quando le norme sulla privacy non esistevano affatto.

    Perchè il notaio anche sotto ceeti valore e per certi atti.
    Se penso che il notaio non serve a nulla, il discorso finisce subito.
    Se penso che invece serve, mi devo domandare: ma mi sembrano pochi 100.000 Euro per rischiarli senza garanzie; e quale cifra si pensa di poter rischiare per evitare di pagare il notaio ?
    Ma c'è dell'altro.
    L'atto notarile non è un "prodotto" destinato solo a chi lo ha richiesto, che dunque può decidere se ne vale o no la spesa. E' un bene pubblico, che esiste nell'interesse di tutti, perchè tutti in futuro potranno legittimamente affidarsi a quello che c'è scritto, senza dover cercare altre prove. Per questo è imposto l'intervento del notaio.

    Gli atti di cui parla Ornella Masi (affitti e cessioni di azienda, anche ambulante; cessioni di quota sociale), oltre ad avere spesso una rilevanza economica tale da giustificare ampiamente l'intervento del notaio, hanno anche una caratteristica comune: devono essee tutti iscritti al Registro Imprese, che esiste apposta perchè il cittadino consultandolo possa sapere con certezza a chi appartengono le società e le aziende.
    Nel nostro ordinamento, coerentemente, è previsto che per fare ingresso in questo pubblico Registro gli atti debbano essere sottoposti ad un filtro all'ingresso, che è appunto il controllo formale e sostanziale operato dal notaio (anche quando sembra che abbia solo autenticato le firme).
    L'alternativa anglosassone è (forse) inizialmente meno costosa, ma porta al fatto che le consultazioni del registro Imprese Britannico hanno sempre una avvertenza finale "dati orientativi e non controllati, chi vuole se li accerti da solo" (verificate se non ci credete).

    I meravigliosi U.S.A.
    Premesso che la comparazione fra due sistemi giuridici dovrebbe essere sempre globale, e come tale risulta estremamente difficile, badate che si raccontano sul sistema americano tante belle favolette.
    Il public notary americano costa solo 10 o 20 dollari perchè ha una delega che gli consente limitate funzioni di certificazione, senza compiti di controllo e senza alcuna responsabilità. Il notaio in America non c'è, perchè il suo lavoro lo fanno gli avvocati (uno per parte), a costi elevatissimi; oppure non lo fa nessuno, per chi non ha i soldi per l'avvocato, e si espone ai rischi sucessivi sperando nella buona sorte; oppure si fanno delle belle polizze assicurative, sempre a costi maggiori di quelli che pagate ad un notaio in Italia.
    Ricordo a tutti che un noto giornale di New York (non ricordo se il Times o il Wall Street Journal) un paio di anni fa, a puro scopo dimostrativo, ha falsamente costituito una falsa società che nel giro di mezz'ora ha falsamente acquistato il vero ed intero Empire State Building (poteva essere casa vostra).

    Date retta, tenetevi i notai.
    Non fatelo per noi, che comunque ve ne saremmo ben grati, fatelo per voi.
    Chiedo scusa per lo spazio occupato.
    Cordiali saluti,
    Salvatore Mendola

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    Sono d'accordo sul fatto che sia necessaria una liberalizzazione per quanto riguarda bassi valori catastali, o per lo meno che le tariffe siano proporzionate ai valori cui si applichino.

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    ci sono atti per cui l'obbligo di rivolgersi ai costosissimi notai è solo un assurdo, per esempio la cessione di quote di società snc o sas, mentre da un paio d'anni per le quote di società srl ci si può rivolgere anche ai commercialisti.
    E perchè per un affitto di azienda è d'obbligo il notaio?
    E per l'attribuzione di compartecipazioni ai familiari?
    Perchè per cedere un posto al mercato è d'obbligo il notaio (cessione di ramo d'azienda ambulante) ?
    Perchè i notai americani costano 10/20 dollari (che autenticano solo gli atti, non li scrivono) e quelli italiani migliaia di euro, anche quando autenticano solo le firme?

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    penso che sarebbe una buona iniziantiva da aggiungere a quelle già prese dalle liste anche se, essendo nuovo, non saprei come portare all'attenzione di tutti

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    Ciao a tutti,
    questo è il mio pensiero in merito alla casta dei notai.
    Intanto è da sottolineare che è una figura che esiste solo in italia e in pochissimi altri stati, io non l'abolirei comunque ma sicuramente adotterei le seguenti misure che reputo importanti più di ogni altra cosa:
    - no numero chiuso
    - tabelle sulle parcelle molto più trasparenti e molto meno onerose
    - no obbligo di utilizzo per alcuni tipi di contratto (es. compravendite immobiliari)
    Tenete in considerazione su quest'ultimo punto che per esempio in America la compravendita si effettua tutta in un agenzia immobiliare sotto la supervisione di un avvocato quest'ultimo si assicura che l'acquirente abbia provveduto prima della stipula a saldare le tasse sull'immobile e garantisce che la pratica venga portata a conclusione con la massima trasparenza.
    Sempre che non sia cambiato nulla nell'iter sopra descritto negli ultimi 2 anni...

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    Bersani ci aveva provato ma ci è riuscito solo con i tassinari e con altre categorie più deboli quella dei notai è una lobby molto potente. almeno qualcosa di sinistra aveva provato a tirare fuori dal suo cilindro pelato.

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    Ciao Ciro, secondo me dici delle cose correttissime. Il problema non credo sia il numero chiuso (che regolarizza comunque la professione) ma il processo di identificazione di quel numero. Ovvero: bisognerebbe diventare notai per merito, e non perché c'è il papà notaio, ho lo zio, ho l'amico che... e salta fuori il posticino.
    E sono daccordo con altri post, che impongono tariffe abordabili, ali limite inserire un tetto minimo che se il notaio non raggiunge viene compensato tipo 3000 euro di tetto minimo. Ma le tariffe devono essere di molto inferiori. Andare dal notaio, ho da una banda armata e la stessa cosa, con la differenza che la banda armata ti spreme meno. :)

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    ciao a tutti. sono una primina su questo forum. sono certa che la discussione sarà stimolante.
    relativamente all'ordine dei notai, ma anche di altre categorie professionali, penso che, se per legge un cittadino deve ricorrere a queste figure, i loro compensi dovrebbero essere regolamentati da un listino prezzi, variabile per prestazione ma calmierato, in modo che se hai la sfortuna di capitare da un notaio che ha lo studio in centro città non debba essere tu a pagare i marmi che gratificano lui ma sbollettano te. poi, sicuramente, queste prestazioni dovrebbero poter essere dedutte integralmente nella dichiarazione dei redditi. io ho stipulato un mutuo anni fa e questo non era possibile. se le cose sono cambiate meglio. potendo dedurre la parcella, l'innescarsi di un “buon conflitto d'interessi” sarebbe anche un deterrente per l'evasione fiscale.

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    L'Italia ha prodotto questa casta per evitare l'anarchia conseguente alla disonesta' .
    Se tutti i contratti fossero notarizzati ,il paese sarebbe piu' adatto agli onesti .
    Se il paese adottasse l'onesta' i notai avrebbero compiti piu' specialistici e peserebbero meno sui bilanci .
    Il notaio inoltre , supplisce alle carenze professionali e etiche degli agenti immobiliari .
    La droga e l'onesta' , in Italia non sono dei diritti .

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    Ma ripeto, il notaio non è una cattiva cosa come concetto, anzi è una tutela per le transazioni tra privati. Vorrei però che non fosse una casta che fa i propri interessi.
    Primaditutto, un atto notarile che anzicché costare 6000 euro , costa 100 euro è più che sufficiente.
    Poi viene tutto il resto.. votatela questa proposta.. è importante..

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    Salve a tutti
    quella dei notai è sicuramente un'anomalia tipica italiana. Il fatto di avere un numero chiuso di per se genera una casta, è una conseguenza inevitabile per cui almeno un innalzamento del numero dei notai mi sembra auspicabile. A questo vorrei aggiungere l'esperienza tedesca dove dai notai si fanno anche i pagamenti delle compravendite direttamente tramite bancomat, -pensate che piccola grande rivoluzione- oltre che l'avvenuta compravendita il notaio accerta direttamente anche il pagamento che poi va in automatico sull'imponibile del venditore.
    Saluti

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    Ciao a tutti sono nuovo del forum.

    Forse basterebbe pagare sole le tasse con una transazione bancaria trasparente direttamente
    all'ente di competenza esempio il catasto...

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    Ragazzi, il problema e' il numero chiuso troppo stretto, va un po' aperto. I notai sono molto utili ed alla fine sono un vantaggio per il sistema economico. Il numero di contenziosi in Italia e' bassissimo. A tal proposito vi segnalo che se pagi 10 mila euro al Notaio per acquistare un immobile, lui ne gira 8 mila all'Erario. Ho appena acquistato un immobile in Inghilterra, sapete quanto ho pagato il legale che mi ha seguito? 2 mila sterline .... e non era un notaio

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    Sono daccordo con Davide potrebbe essere un'idea anche ridurre i tetti anche in base al reddito di chi ne usufruisce oppure almeno dare l possibilità i detrarsi tale costo dale tasse come si fa con gli interessi passivi del mutuo o le spese mediche ecc.....

  • I Notai esistono perchè esiste la Privacy.
    Se tutti i contratti potessero essere pubblici ...
    Ovvero il notaio garantisce che il contratto sia privato e comunque pubblico (in tribunale solo se occorre).
    Ma non è quello che potrebbero fare i computer con le loro password?
    Vedete che la soluzione esiste, basta sviluppare un bel sito web di Notai virtuali gratuiti, magari esiste già.

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    Condivido la tua proposta, Ciro..., l'attuale 'status' dei notai e' assurdo... io pero' non toglierei il limite del Ministero sul numero dei posti, magari tale limite potrebbe venire aumentato, ma comqunque 'limitato', perche' penso che una professione simile non sia da 'libero mercato'... piuttosto imporrei tetti obbligatori sulle tariffe per le piccole transazioni (tetti proporzionati al valore della transazione, non come nella situazione attuale) o in alternativa il discorso facoltativo come propone Ciro.

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      Buon giorno a tutti ,
      sono pienamente d'accordo con Davide Sasso , e in parte con Ciro , non è il numero di notai il problema , ma il problema è che tra loro e lo stato (indebitato al fallimento ) per un atto in carta bollata e una firma chiedono(FURTO LEGALIZZATO ) una valanga di soldi,le soluzioni sono tante l'importante è fermare questa realtà .
      Poi però è anche ora di finirla col fatto che i figli dei notai , fanno i notai !?!?

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