MoVimento 5 Stelle
Connettività
Proponi le tue idee: diventeranno parte del programma delle liste civiche
Scrivi una proposta
user-pic

corsi di educazione civica per tutti i cittadini

come faccio a comportarmi bene se non conosco quali atteggiamenti sono edificanti? chi parcheggia selvaggiamente, conosce quali sono i danni che produce? chi non paga il biglietto del tram, sa a cosa servono quei soldi? chi fa la raccolta differenziata, sa dove vanno quei rifiuti? perchè l'acqua del rubinetto è meglio di quella in bottiglia? cosa vogliono dire quei cartelli stradali? come si attraversa la strada? come sono fatte le fogne? e le strade? sono convinta che una maggior consapevolezza è necessaria per ridurre molti dei comportamenti sbagliati che tutti noi adottiamo nelle nostre città. per questo credo che non basti il buon senso e nemmeno le multe, serve gente preparata che sappia informare ed educare. non ho idea di come organizzare amministrativamente questi corsi, ma nel mio mondo ideale ci sono corsi nelle scuole per i ragazzi, corsi di quartiere organizzati magari dalle associazioni di quartiere, dai comuni, dalle azienze di servizi pubblici. come incentivare questa attività è un'altra cosa che non so, ma chiedo aiuto a voi. l'unica cosa che so è che la maleducazione diffusa di cui tanto ci lamentiamo è effetto di una non-educazione. e allora serve educare.

19 commenti

| Commenta
  • Complimenti,
    a tutti,
    sia la proposta che le risposte sono ineccepibili e per il miglioramento della percezione dell'altro e della cosa pubblica a cui si ispira la proposta e per la coerenza a se stessi dei commenti, ma... he,he,he
    anche se si potessero realizzare questi corsi,
    anche se gli insegnanti fossero determinati e congruamente ricompensati,
    anche se i programmi prevedessero l'insegnamento del buon governo prima di tutto di se stessi,

    da chi verrebbero frequentati ??
    come OBBLIGHIAMO ogni libero individuo a frequentare il nostro corso ??

    Ci vuole un'idea di marketing !!

    Vi ringrazio per la passione che esprimete per un'Italia migliore e cordialemente Vi saluto.

  • L´educazione civica é compito di mamma e di papá, non di "insegnanti" ... e meno che meno di insegnanti imbeccati da altri insegnanti imbeccati da altri insegnanti ... imbeccati alla fine dai "programmi ministeriali" scritti ad immagine e somiglianza delle oligarchie dominanti ...

    Qual´é il problema che vorreste risolvere?

    Gli Italiani scalmanati o la loro incapacitá ad autogovernarsi?

    Gli Italiani sono scalmanati, ma né piú né meno di tanti altri.

    Lei ha dei dubbi sul fatto che siano in grado di autogovernarsi (onestamente)?

    Questo é un problema di istituzioni politiche sbagliate, dal 1848 a questa parte, non da ieri. Queste istituzioni non le hanno "scelte" TUTTI gli italiani, ma sono state imposte a tutti, non di rado con la forza militare.

    La palestra per educare alla civiltá politica non sono le aule scolastiche, ma le istituzioni referendarie, con cui intendo TUTTE le istituzioni referendarie, non solo quelle che si possono vedere attuate alla carlona e di rado in Italia.

    Se qualcuno prende in mano un "manuale" scolastico di educazione civica si renderá ben presto conto che si tratta di un´indottrinamento volto all´apologia dell´esistente.

    Ora, questo esistente, per il 98% degli italiani é illegittimo, ma solo l´1% degli intervistati ha il coraggio di dirlo apertamente ... non si puó mai sapere ... se lo viene a sapere il vescovo o il segretario del sindacato o del partito XYZ ...

    L´"educazione civica" come é stata praticata nella 1a repubblica é stata un´immane opera di diseducazione di massa, di mistificazione della realtá e di invito all´auto-castrazione politica a molte generazioni sia di bambini e di ragazzi sia dei loro genitori.

    Il problema vero é RIEDUCARE alla civiltá politica una societá barbarizzata dalle partitokrazzie, dai parassitismi autoritari e dalla semplice ignoranza delle alternative esistenti.

    O qualcuno pensa che sia un caso che in 160 anni non sia mai stato tradotto un manuale di diritto costituzionale svizzero, sia di diritto costituzionale cantonale o federale?

    L´unico modo per RIEDUCARE una societá semanticamente inquinata, auto-castrata e barbarizzata come quella italiana é TOGLIERE I PROPRI FIGLI DALL´EDUCAZIONE CIVICA SCOLASTICA, fare in proprio in famiglia, cominciare da zero ... e aspettare l´autosoluzione demografica dell´estinzione dei dinosauri della prima repubblica, in quanto a quanto pare le generazioni che potrebbero prendere la scopa e lo straccio per le pulizie in mano preferiscono dormire e annichilire il nemico al bar invece che leggere Thomas Paine o Rousseau con i propri figli.

    • in effetti quello che ho proposto risulta vago e impreciso e preda di libera interpretazione.
      il mio intento non riguarda nè un corso di buone maniere - che spetta sicuramente alla famiglia - nè un corso di filosofia politica - cui nessuno fregherebbe una cippa, se non in ambiente accademico - nè un corso di educazione civica come elenco delle strutture statali. non riguarda affatto una materia da insegnare nelle scuole, anzi è rivolta più agli adulti e agli anziani, che hanno visto più dei bambini cambiare il loro ambiente senza aver avuto il tempo di conoscerlo e sapere come trattarlo.

      la mia proposta nasce dall'evidenza che le città sono vandalizzate e i rapporti tra i cittadini governati dalla legge della giugla, ovvero che vinca il più forte. forse bisognerebbe fare un'analisi più professionale delle cause, non lo metto in dubbio; nella mia incompetenza, ho creduto che una delle cause fosse la semplice mancanza di informazioni. informazioni su come la città funziona. informazioni su come farla funzionare meglio. città come insieme di strutture, servizi e cittadini. sono d'accordissimo che la politica sia proprio questo, interesse della cosa pubblica, certo che lo è, ma la stessa nascita di questo movimento è la dimostrazione che i cittadini non sanno che la politica riguarda tutti loro, e gli stessi politici professionisti si sono dimenticati da tempo che la politica riguarda la cosa pubblica. è vero che sarebbe compito delle leggi e delle istituzioni. verissimo. ma evidentemente non adempiono al loro compito. aspettare che si estinguano i dinosauri? perchè non svegliarci prima?

      • Cara signora,

        mi pare che adesso stiamo arrivando al punto, ovvero a capire che un sistema apparentemente educativo puó essere in realtá diseducativo.

        Tra gli addetti ai lavori é un fatto ben noto sin dai tempi di William Godwin (1756-1836), ma é rimasta una posizione nettamente minoritaria. La posizione divenuta egemonica é quella dell´educazione pubblica propagata da Condorcet, ma ci sarebbe ben molto da dire su CHI di certe idee invece si é appropriato e soprattutto COME le ha attuate e per quali scopi. Se per gli scolastici l´uomo eral´animale che ride, nella societá di massa postmoderna l´uomo é l´animale che puó essere (e deve essere) illuso, imbrogliato, indottrinato, reso neutrale e possibilmente anche impotente, basta che paghi tasse ed interessi a delle finzioni giuridiche e che non faccia domande troppo intime al potere.

        Bisogna sempre cercare di circoscrivere i problemi nel modo piú netto possibile per cercare di risolverli.

        Lei parla di cittá vandalizzate e di persone che non credono in altra legge che quella della sopraffazione.

        E´vero che sia a scrivere con la bomboletta sui muri "Debora ti amo" e ad incendiare dei cassonetti sono quasi sempre degli adolescenti o dei giovani. Ma sono una minoranza. Ci sono anche delle minoranze di "giovani", di "bamboccioni", ad esempio a Locri, che potrebbero dare lezioni di civiltá a molte classi dirigenti, sia in Italia sia altrove. I giovani e i "bamboccioni" che nelle scuole hanno per primi cominciato a ribellarsi contro l´imposizione del nuovo pensiero unico dalle parte delle oligarchie della seconda repubblica (sempre le stesse della prima, sempre le stesse del fascismo, sempre le stesse dell´Italia detta ipocritamente "liberale"),sono delle minoranze che trovano la forza ed il coraggio, non di rado determinato dalla disperazione, di esprimersi NONOSTANTE l´imposizione.

        Francamente mi preoccupano di piú le maggioranze dei giovani e dei "bamboccioni" che si preoccupano dello sballo del fine settimana, di quale stupefacente provare la prossima volta e soprattutto quelli che stanno a casa zitti e buoni e che non scrivono né sui muri né sui forum o sul giornaletto scolastico, perché questi per chi vuole gestire il potere sono "a posto", sono un asset, come si dice oggi.

        La diseducazione non é un risultato casuale, ma é il risultato VOLUTO da chi é in posizioni di predominio sociale e non ci pensa lontanamente a mollare o a prendersi la responsabilitá di quello che questo predominio ha causato.

        "Vedete come sono scalmanati? Qui ci vuole il polso fermo, il monopolio della violenza, il principio di autoritá, perché questi sono bamboccetti e bamboccioni pericolosi per l´ordine pubblico."

        Quale puó essere il risultato di un´educazione pubblica data da uno stato falso?

        Ovviamente non puó essere altro risultato che quello che vediamo. I giovani e i bamboccioni che incendiano i cassonetti ecc. sono i giovani che abbiano creato noi, li abbiamo fatti noi fisicamente e "culturalmente" e li abbiamo fatti a nostra immagine e somiglianza. Loro sono cosí perché noi siamo cosí, anche se ci piace metterci delle maschere, perché quello che siamo in veritá non ci piace affatto, anzi a malapena lo possiamo sopportare.

        Alcuni di questi giovani si ribellano perché hanno capito che sono sistematicamente repressi, il sistema educativo gli prospetta un presente ed un futuro totalmente illusorio, perché vedono tutti i giorni che i propri genitori o riescono in modo ipocrita ad appropriarsi indebitamente di qualcosa per cui non hanno lavorato e a cui non hanno nessun titolo legittimo, che vivono come dei parassiti sociali del sudore e della fatica di altri, oppure i loro genitori sono dei sopraffatti, dei perdenti. E nelle menti e nelle anime di questi giovani non viene scontato solo il presente ed il passato delle generazioni che hanno "governato" questo stato falso, questo stato apparente, questo stato psichicamente malato, ma anche giá tutto il futuro.

        Il corso di educazione civica comincia con i diritti umani, politici, sociali, economici e culturali. Ma nessuno dice a questi giovani che in realtá sono diritti pubblici soggettivi, ovvero che il parlamento, ovvero che de facto le partitokrazzie si riservano il diritto di prelazione sull´attuazione di questi diritti. I giovani se ne accorgono e lo vedono lo stesso con i propri occhi.

        Il corso di educazione civica indottrina alla democrazia dei partiti, alla partitokrazzia, legittima ció che é illegittimo. Insegna ai giovani che un popolo non é in grado di governarsi da sé se non per mezzo delle finzioni giuridiche dello stato finto, falso, dello stato malato psichicamente. Insegna ai giovani che il diritto di voto é il diritto politico fondamentale, ma é falso, il diritto politico fondamentale é il potere costituente, é il potere di ogni essere umano di creare e di distruggere le finzioni giuridiche come lo ritiene giusto per sé e per i suoi concittadini. I giovani se ne accorgono e lo vedono con i propri occhi.

        Il corso di educazione civica convince chi lo subisce di essere impotente, di non poter essere padrone della propria vita, dell´inevitabilitá dell´"indirizzo politico" nella vita individuale, nella vita sociale, nella vita economica. Questa nefasta dottrina costituzionale inventata da giuristi italiani e che non trova controparti in nessun paese occidentale é l´essenza del manuale di educazione civica. E´ un manuale di diseducazione civica. I giovani se ne accorgono e lo vedono con i propri occhi, lo rifiutano istintivamente, perché E´FALSO.

        Non sono i giovani ed i bamboccioni che incendiano i cassonetti, siamo noi, i loro genitori ad incendiarli. Alcuni di loro si ribellano, sono diventati violenti, cercano modi e strade per esprimersi malgrado la loro repressione, ci chiedono di ascoltarli, ci chiedono attenzione,ci chiedono di ammettere i nostri errori, ma siamo noi, i loro genitori, che non li vogliamo ascoltare, perché dovremmo mettere in dubbio troppe cose, prenderci troppe responsabilitá, speriamo che i problemi si risolvano da sé, ci illudiamo che coloro che hanno impedito alla costituzione di attuarsi, ne vogliano e ne possano attuare un´altra e toglierci le castagne dal fuoco ... che costituzione potrá essere?

        La parola stessa "istituzione" é stata stravolta nel suo significato piú autentico, che potrebbe essere tradotto con la parola "standard". Qualsiasi istituzione nel nostro linguaggio quotidiano viene ricondotta a finzioni giuridiche dotate di poteri di imposizione, di sanzione, di esercizio sedicente legittimo del monopolio della violenza, quando invece le istituzioni piú longeve e piú antiche, come ad esempio la famiglia, sono nate in modo del tutto spontaneo molto, ma molto, molto prima dello stato. Le origini della maggior parte dei diritti consuetudinari si perde nella notte dei tempi dell´umanitá. Per ca. 15,000 anni l´umanitá ha vissuto senza stati. Da ca. 250 anni gli stati da"liberali" sono diventati totalitari - e un giorno spariranno, perché nessun essere umano puó essere governato all´infinito solo per mezzo dell´imposizione e della violenza, anche quelle psichiche. Gli esseri umani vengono al mondo senza stato e non per "ragion di stato", ma per tutt´altri motivi. Alla sopportazione e alla tolleranza dell´imposizione e della violenza i nuovi arrivati devono essere continuamente "acculturati": é una cultura - anche giuridica, ma soprattutto economica - che in ultima analisi si riduce alla violenza, alla sopraffazione legalizzate.

        Un bambino che viene "acculturato" in una societá che ha fatto della doppiezza, dell´ipocrisia di massa la regola di comportamento piú importante, come si puó pensare che possa diventare un uomo o una donna che da adulto si possa impegnare per la veritá, per la trasparenza, per la giustizia, per la ragionevolezza?

        Se la famiglia di questo bambino dipende anche per cose elementari da organizzazioni e da finzioni giudidiche del monopolio della violenza, che tipo di standard culturali e comportamentali puó trasmettere al bambino?

        E´ difficile da ammettere, ma il nostro "modello" politico ha creato generazioni di giovani con una "cultura" politica ancora piú totalitaria delle dittature fasciste e socialiste.

        Ieri al festeggiamento dei 100 anni di Confindustria qualcuno ha parlato di liberazione dell´Italia dall´incompetenza, riducendo il problema a quanto segue: la scuola da scuola "ideologica" starebbe per essere essere "riformata" (=trasformata) in una scuola ad immagine e somiglianza del mercato del lavoro e molti giovani italiani devono essere "convinti" (= obbligati) che il lavoro manuale é un lavoro onorevole, che non dovrebbe essere necessario importare mani straniere per fare certi lavori, affermazioni che hanno raccolto molti applausi.

        Nulla balena nella mente di certe persone, che é invece l´assenza di un mercato del lavoro dalle istituzioni appropriate nel nostro paese ad impedire a molti giovani di diventare padroni della propria vita, di essere indipendenti economicamente e mentalmente. Le oligarchie santificano sé stesse e le proprie rendite parassitarie. Infatti quei pochi cervelli che riescono a trovare la via della fuga di solito riescono ad ottenere in altri paesi quello che non riescono a fare nel proprio. Non é questione di strutture educative, ma di incompetenza delle classi sedicenti dirigenti, che in veritá non sono altro che parassiti sociali.

        La benedizione del lavoro manuale é un´utopia padronale tipica di una classe di parassiti autoritari, che ancora non hanno capito che l´economia italiana soffre di un ritardo storico di produttivitá non solo nel settore pubblico allargato, ma anche in quello privato - e che si rifiuta di accettare una trasformazione strutturale che potrebbe renderla superflua. Tutte le economie occidentali sono diventate o stanno diventando in modo piú o meno accelerato delle societá del sapere e dell´informazione, in cui vengono scambiati beni immateriali.

        • ....il suo commento l'ho letto tutto....ma devo dire che è di proporzioni bibliche.....dice delle cose ragionevoli ed interessanti, però secondo me per far arrivare il suo messaggio a tutti dovrebbe postare un riassuntino...penso infatti che in molti non lo leggano solo perchè nn si vede la fine....penso nemmeno la signora a cui è indirizzata..
          ....visto il suo interesse per questi discorsi le consiglio questo sito: www.projectcivilization.net
          .....con l'ideatore potreste impostare dei discorsi veramente interessanti
          ...saluti

          • A me basta raggiungere uno/una, che passi il messaggio a chi lo ritiene opportuno, ci sono giá troppi sacerdoti di professione in TV, internet ecc. ... e non ci sono né soluzioni semplici né "riassuntini" per certe cose, questo é giá un "riassuntino", anzi un minima moralia ...

            • ...mi dispiace vedere persone intelligenti come lei, piene di buoni propositi, che con la loro arroganza, la loro superficialità e presunzione buttano al fiume tutto ciò che potrebbero comunicare agli altri....è come dire io ho capito, se volete capire bene, altrimenti ciao....lei è il solito venditore di fumo.....faccia qualcosa di concreto per cambiare l'italia...anzi cominci dal farsi capire dagli altri....e si presenti come fanno le persone che non hanno nulla da nascondere....saluti

              • Si tratta solo di un´esperienza statistica ... in ogni paese del mondo ci sono 4 classi di persone: il 33% di indifferenti, il 33% di attaccati allo status quo, il 33% che sta a guardare perché non si sa mai che cosa possa succedere e segue chi lo paga ... l´ultimo 1% ha quel potenziale epidemico virale a malapena sufficiente per spostare piccolissime quote dentro questi iceberg ... anche piccolissime quote, l´1%, il 2%, bastano per causare cataclismi immani ... la signora ha posto una questione che é una delle facce della stessa medaglia: gli Italiani, barbarizzati da questa pseudo-educazione, violentati da generazioni di partitokrazzie, inquinati semanticamente da maestri che non hanno nulla da insegnare, sono ancora educabili all´autogoverno?

                POSSONO IMPARARE AD AUTOGOVERNARSI NONOSTANTE TUTTO?

                Io sono convinto di sí, ma certamente non con ALTRO INDOTTRINAMENTO totalmente senza fondamento.

                Il bambino autistico (ovvero la classe dei burosauri e dei parassiti autoritari) ha diritto di vivere e di esprimersi come puó, ma va controllato a vista ... e non gli si possono affidare compiti SERI: i compiti seri li devono svolgere i Cittadini, i politici devono fare i compitini, che vanno controllati e, se necessario, rifatti finché non vanno bene.

                Questo compito non si risolve con un nuovo manuale e tantomeno con la gestione del poter da parte di un´altra casta di sacerdoti, quelli della parrocchia dei (falsi) onesti e virtuosi, si risolve con un l´attitudine mentale del genitore responsabile, che ha un figlio autistico, ma che gli vuole bene anche quando sfascia la macchina. Basta che i danni potenziali siano sempre ben delimitati. E qui siamo ancora lontani anni luce dall´obiettivo ...

                • senza offesa: lei sta vaneggiando.
                  capisco il bisogno di urlare che tutto fa schifo, ma cerchi di essere meno nichilista. questo è un forum di proposte, non di tiro al piattello.
                  nè un blog filosofico emo sulle ingiustizie della vita.


                  • Si´, un forum di proposte che piú spesso che volentieri SUPERANO lo stato di polizia che esiste giá ... é solo il risultato di quello che pensa uno che non vuole vivere in un´altro stato di polizia solo perché é di un´altra marca ... qui ci sono tanti tanti di quelle tre prime classi del 99% che ancora credono che per fare funzionare uno stato (=autogovernarsi) bisogna per forza alimentare ancora di piú lo stato di polizia creato dai parassiti autoritari ... invece é lo stato CHE VA CONTROLLATO (=EDUCATO) dai Cittadini ... qui non c´é nessun vaneggiamento e tantomeno urla, é solo il contario di queste "proposte" volte a niente altro che a perfezionare l´esistente con qualcosa di ancora piú opprimente.

    • user-pic

      Sono pienamente daccordo con te.Hai analizzato perfettamente e trovato da dove parte il marcio(dai dinosauri).Non può esistere un'educazione civica standard che vada bene a tutti.Ogni luogo ,mare, paese, civiltà ha il proprio pensare,lingua e usanze, ognuno ha la propria DIVERSITA'.
      L'educazione si riceve in casa dai propri familiari.
      L'Italia non è unita e non lo sarà mai finchè, fatta l'Italia non si faranno anche gli italiani. Ma son passati già troppi anni.Rompere il sistema, questo è da fare.

      • e infatti ho già detto un po' più giù che ogni città, paese e quartiere, avendo le proprie peculiarità, sono diversi da spiegare e diversi da trattare.

        e se l'educazione si impara all'interno delle proprie famiglie, evidentemente non funziona.

  • user-pic

    Salve a tutti. Dalla Scuola deve partire l'insegnamento dell'Educazione Civica, con degli insegnanti che siano muniti di SANA VOCAZIONE, per poterla diffondere a REGOLA D'ARTE, conferendo loro delle GIUSTE GRATIFICAZIONI, che dovrebbero essere, a mio modo di vedere, superiori a quelle di tante altre persone che lavorano con l'intelletto.

    Dico questo perchè penso che l'Educazione Civica sia alla base per: prendersi cura di se stessi e dei propri cari, per favorire e rendere stabili i rapporti sociali, attenuare le divergenze di opinioni, combattere le discriminazioni, la malvivenza e ogni tipo di violenza (fisica, verbale, psicologica).

    In particolare dovrebbe essere la MATERIA PRINCIPE per ogni POLITICO, in quanto con Essa avrebbe gia in suo possesso il 50% della conoscenza del SAPER GOVERNARE.

    Ritengo infine che il suo studio dovrebbe essere predisposto fin dalla più tenera età a tutti, nessuno escluso.

    • mi spiace, ma la vocazione secondo me ce l'hanno solo gli spirituali. gli altri si chiamano lavoratori, i quali dopo un'adeguata formazione che li rende competenti, ricevono denaro in cambio di tempo passato a trasmettere quella preparazione.


      sull'educazione civica a scuola sono d'accordissimo, ma forse avrei dovuto chiamarla "educazione civile" o "educazione cittadina", laddove l'educazione civica è lo studio delle istituzioni dello stato (parlamento, comuni, regioni, ecc), mentre quello che io propongo è una sorta di manuale d'istruzione per la vita pratica nelle città, in cui la gente maltratta le strade o gli autobus o i parchi perchè non li sente propri e non li sente propri perchè nessuno glielo dice e nessuno gli spiega come sono nati, come funzionano e come vanno trattati perchè durino.


      da qui ne deriva che per ogni realtà ci sarà bisogno di una formazione diversa, proprio perchè ogni città, se non ogni quartiere in quelle più grandi, ha peculiarità diverse.


      e da qui anche la necessità di qualcosa non rivolto solo ai bambini, ma anche agli adulti e agli anziani, perchè anch'essi usano e abusano della città.

      • user-pic

        Per SANA VOCAZIONE, intendevo: "sentire dentro di se di avere lo SPIRITO giusto per poter svolgere un determinato lavoro", percependo ovviamente uno stipendio adeguato alla misura dell'impegno profuso.

        Io penso che l'educazione di cui si parlava, (nel mio precedente post ho citato erratamente solo quella CIVICA) la si potrebbe chiamare EDUCAZIONE D'ESSER CIVILE, la quale ingloberebbe gli argomenti trattati dall'EDUCAZIONE CIVICA;

        Leggendo i nostri post si potrebbe stilare una prima serie di argomenti che l'EDUCAZIONE D'ESSER CIVILE dovrebbe trattare:

        1) prendersi cura di se stessi

        2) prendersi cura della eventuale famiglia che andrà a costituire in futuro;

        3) interagire civilmente con tutti gli altri individui in
        modo da:
        a) avere rapporti sociali;
        b) saper attenuare le divergenze di opinioni;
        c) non essere discriminante;
        d) non essere malvivente
        e) non esercitare violenza (fisica, verbale
        psicologica, ecc.);

        4) la cultura del lavoro

        5) aver cura della "cosa comune pubblica" (parchi,
        strade, autobus, circolazione stradale, scuole, ospedali ecc.)

        6) aver cura della "cosa comune privata" (condominii,
        comproprietà ecc.)

        7) conoscere i suoi "diritti e doveri" nei confronti delle
        Istituzioni.

        Ovviamente laddove ci fossero altri argomenti utili, li si potrebbero aggiungere.

        il percorso ipotizzabile potrebbe essere quello di partire dalle elementari per arrivare fino alla maturità.

        Lo scopo di questo percorso dovrebbe essere quello di far maturare nell'individuo l'essenza dell'ESSER CIVILE che la si potrebbe così descrivere:
        -Le mie LIBERTA' e/o le mie ESIGENZE finiscono laddove iniziano quelle degli altri.-

        • ...ho visto che lei già dalla prima frase e pure in maiuscolo a puntato sui soldi....questo è triste, perchè se la sua educazione parrte da quello a me non piacerebbe assolutamente che lei fosse l'insegnante scolastico di mio figlio.....la buona educazione(civile, civica) di cui parla lei non ha prezzo e può essere solamente una soddisfazione personale.....poi lo stipendio degli insegnanti potrà pure essere basso(ok!)....ma anche quello dello spazzino è basso!

          • user-pic

            Penso di essere stato EQUIVOCATO col mio POST di esordio in questa SEZIONE, forse l'ho scritto con troppa sintesi;

            Anzitutto preciso serenamente che nella vita non svolgo il lavoro di insegnante, per cui non ho nessun tipo di INTERESSE PERSONALE a difendere il POTERE D'ACQUISTO dello stipendio che se ne ricava da questo lavoro.

            Per essere meno sintetico, il mio intento era quello di trovare un metodo per diffondere tra la gente, la materia dell'ESSER CIVILI; poi prima di iniziare a scrivere qui e dopo aver letto il POST di DEBORA NOVELLI mi sono posto una serie di domande su chi dovesse essere preposto a diffonderla e mi son dato delle risposte con le quali ho formato un quadro breve di un INSEGNANTE (IDEALE), che avesse la particolarità di avere una SANA VOCAZIONE, inteso come sentire dentro di se che si ha la predisposizione a svolgere quel lavoro con coscienza; poi bisognava pensare a dargli una GIUSTA GRATIFICAZIONE, in quanto deve svolgere questo lavoro a tempo pieno (e non si riesce a sopravvivere con le sole soddisfazioni personali), e non credo che svolgendolo PART TIME si possano ottenere ottimi risultati. Poi come spesso mi capita penso a certi mestieri (vedere i MANAGER che in passato hanno gestito ALITALIA) che non meriterebbero uno stipendo superiore a quello che dovrebbe percepire questo INSEGNANTE, per cui ho scritto di GIUSTE GRATIFICAZIONI superiori a quelle percepite da TANTE ALTRE persone che svolgono un LAVORO D'INTELLETTO.

            Poi ci sarebbe da discutere anche sulle GIUSTE GRATIFICAZIONI da corrispondere anche al resto delle categorie di lavoratori, molte delle quali oggi sono sottopagate, ma se ne dovrebbe parlare in un'altra SEZIONE.

    • user-pic

      Scusi la domanda: cosa intende per giuste gratificazioni?

  • La sua è una buona proposta; certo che è difficile trovare dei validi educatori al giorno d'oggi. Ma ci sono, basterebbe avere voglia di imparare.
    Mi permetto però di dissentire con lei su una cosa: non è l'effetto di una non-educazione, ma il risultato di una pessima educazione; l'insegnamento c'è, ma è sbagliato.

Commenta

Categorie



Le Liste Civiche a Cinque Stelle

La Carta di Firenze

   © 2010 Beppegrillo.it - I contenuti di questo sito sono rilasciati sotto licenza Creative Commons  Creative Commons