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Legalizzazione della cannabis in Italia

Una semplicissima proposta, che nessuno sembra avere preso in considerazione, in questi tempi di vacche magre. Ci sono due giri d'affari miliardari che sfuggono completamente al controllo dello Stato, con tutte le conseguenze nefaste che questo significa, essendo entrambi gestiti dalla malavita. Due commerci molto diversi che hanno come unico comune denominatore il fatto di essere illegali e di arricchire le casse, già pingui, della malavita. Sto parlando del commercio di droghe leggere e della prostituzione. Due realtà molto diverse che non è facile accomunare se non per la quantità di denaro che mettono in moto, assolutamente non tassato. Basterebbe legalizzare (e quindi controllare e normalizzare) questi due commerci per far entrare nelle casse dello stato una tale quantità di denaro - togliendolo alla malavita, lo ripeto - che sarebbero assai utili per il rilancio dell'economia e per evitare drastici tagli al sistema del welfare e cioè a pensioni, istruzione, sanità. Vediamo i lati positivi: Da una parte si potrebbe combattere in maniera molto più semplificata, la tratta delle donne che, brutalmente, finiscono nei marciapiedi delle nostre strade. Si aiuterebbe, non poco, la lotta contro la diffusione di malattie come l'HIV. Insomma, in un modo o nell'altro, si salverebbero diverse vite. Per quanto riguarda la legalizzazione delle droghe leggere si aiuterebbe non poco la lotta contro quelle pesanti. Nonostante ciò che si dice l'assimilazione delle droghe leggere a quelle pesanti crea un notevole vantaggio a chi queste droghe le commercializza, e cioè alla mafia. Basti pensare che quando un ragazzo va a comprare uno spinello, magari, il venditore, gli offre, come simpatico regalo, una pasticchetta o una dose di coca... ed ecco che il consumatore di droga leggera ha la possibilità di fare il salto. Legalizzare le droghe leggere significherebbe separare i due mercati, togliendo alle mani della criminalità organizzata un business miliardario e la possibilità di agganciare i clienti, passo per passo. Non vi ho convinti? Salvare delle vite umane, strapparle dalle mani insanguinate della malavita, togliere alla malavita stessa un giro d'affari che gli consente di essere sempre più forte, di avere arsenali sempre più micidiali, di corrompere, in molti casi, e restare impunita con molteplici agganci. Non sono buone ragioni per compiere un passo che a mio avviso sarebbe ovvio? Cosa ci impedisce di fare questo passo? L'ipocrisia della nostra "civiltà"? Ma se tutti sappiamo, perfettamente, dove poter andare a ******* e dove acquistare droga e sappiamo perfettamente che la lotta delle forze dell'ordine è assolutamente impari e non riusciremo mai a vincere la guerra. A proposito... vorrei proprio capire com'è che un cliente di prostituta, che magari si rende complice di rapimento, al massimo può essere multato e un ragazzo che si fa trovare con 3 spinelli rischia il carcere. Ma tant'è... forse andare a prostitute, nella nostra civiltà ipocrita, è più accettato che farsi una canna... Da un piatto della bilancia abbiamo la possibilità di salvare delle vite, veramente, e di aiutare noi stessi a vivere meglio con i soldi che proverrebbero da questi che adesso sono due giri d'affari illegali. Dall'altro piatto della bilancia abbiamo solo i nostri principi morali che ci dicono che una donna (o un uomo) non può vendere il proprio corpo e che un ragazzo non può "sballarsi" con uno spinello. Però poi vediamo ragazze che hanno venduto il loro corpo, per un lavoro, scherzare di questa cosa in pubblicità di telefonini e quegli stessi ragazzi che si "sballano" con un paio di bicchieri di alcool (legale ma molto più tossico di una canna). 16 dicembre 2008 alle ore 4.59 http://www.facebook.com/topic.php?uid=56369076544&topic=6453 http://www.facebook.com/topic.php?uid=56369076544&topic=6453#!/topic.php?uid=174457180812&topic=13730

25 commenti

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    Non vi siete ancora stufati di fumare schifezze come l' ormai famoso "puzzone", il "polline" oppure il "cioccolato"?; Fumi tagliati con sostanze come lucido da scarpe, paraffine e molto altro ancora.. :)
    Non vi siete ancora stufati di fumare chiusi in una casa o nascosti ancora nel solito angolino come dei tossici :O?...

    Non so voi ma personalmente sono stufo di questa stupida guerra.
    Ebbene si, sono un consumatore di cannabis non rubo e non spaccio, voglio soltanto poter fare la mia piantina e soprattutto fumarmelaaaa ;)

    Quanti siamo in Italia a fumare???

    Si stima che siano almeno tre milioni di italiani che fanno uso di cannabis........... piu degli Olandesi. :O

    Ma cavolo quindi!!!! che cosa diamine stiamo aspettando???!!!!! ..
    E PIANTIAMOLA^^ !!!!!!!!!!!!!... ognuno nel proprio giardino in bella vista, ma tutti insieme !!! :) (UNIONE = FORZA)


    Al mio carissimo: "è un argomento spinoso.."

    Bhe si lo è prorpio,che caspio!
    Ricordando le vittime uccise dalle nostre guardie dell' ordine. (non intendo fare nomi)...e considerando i 3 milioni di persone che rischiano tutti i giorni di fare una brutta fine.
    Io inizierei a parlare propio della famosa maria...
    Inseguito alla legalizzazione, ci facciamo una bella canna assieme e in totale tranquillità discutiamo anche della ...politica ...............
    saluti

  • ciao a tutti,

    ritengo che basterebbe applicare i primi libri della Costituzione italiana per tornare a rendere libera la pianta di canapa e il suo utilizzo.

    ciao
    Markab

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    Una droga, si una droga. Ma cosa intendiamo per droga?
    A scuola insegnano che il termine "droga" è rapportabile a tutto ciò che dà dipendenza... ma la dipendenza è per forza negativa?
    Credo che la dipendenza sia negativa quando "TOSSICA" e la cosiddetta "marijuana" è considerata in molti stati "Droga non-tossica" in quanto gli effetti siano perlopiù a favore del nostro organismo: Il principale principio attivo (scusate la ripetizione) della cannabis è il THC che individua, non permette la riproduzione ed elimina le cellule cancerogene contenute nel nostro corpo (Ciò vale anche per i tumori, testato in spagna su dei topi)
    Qualcuno potrebbe ipotizzare che il prodotto della combustione di cannabis provochi però cancro ai polmoni, bhe, ciò è stato scongiurato in California, anzi si è scoperto che ne riduce la possibilità rispetto ai non fumatori totali.
    è vero però che fumare canne alteri la percezione della realtà ma nelle mie esperienze quotidiane non ho avuto riscontri negativi: Gente affamata, sguardo inebetito ed una particolare concentrazione.
    Ritengo alcol e nicotina droghe di gran lunga peggiori della cannabis:
    il fumo di sigarette provoca innumerevoli morti per tumori o infiammazioni alle vie respiratorie (non si è mai verificato un morto per overdose o altro riguardo la marijuana) mentre l'alcol, se assunto in ingenti quantità, può causare danni al fegato.
    Oltretutto, io non ho mai sentito dire "Un fumatore di erba ha investito una coppietta di innamorat 20enni, uccidendoli" ma, riguardo l'alcol, ciò accade più frequentemente.
    Il proibizionismo ha fallito.
    Saluti, Edoardo

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    Una droga, si una droga. Ma cosa intendiamo per droga?
    A scuola insegnano che il termine "droga" è rapportabile a tutto ciò che dà dipendenza... ma la dipendenza è per forza negativa?
    Credo che la dipendenza sia negativa quando "TOSSICA" e la cosiddetta "marijuana" è considerata in molti stati "Droga non-tossica" in quanto gli effetti siano perlopiù a favore del nostro organismo: Il principale principio attivo (scusate la ripetizione) della cannabis è il THC che individua, non permette la riproduzione ed elimina le cellule cancerogene contenute nel nostro corpo (Ciò vale anche per i tumori, testato in spagna su dei topi)
    Qualcuno potrebbe ipotizzare che il prodotto della combustione di cannabis provochi però cancro ai polmoni, bhe, ciò è stato scongiurato in California, anzi si è scoperto che ne riduce la possibilità rispetto ai non fumatori totali.
    è vero però che fumare canne alteri la percezione della realtà ma nelle mie esperienze quotidiane non ho avuto riscontri negativi: Gente affamata, sguardo inebetito ed una particolare concentrazione.
    Ritengo alcol e nicotina droghe di gran lunga peggiori della cannabis:
    il fumo di sigarette provoca innumerevoli morti per tumori o infiammazioni alle vie respiratorie (non si è mai verificato un morto per overdose o altro riguardo la marijuana) mentre l'alcol, se assunto in ingenti quantità, può causare danni al fegato.
    Oltretutto, io non ho mai sentito dire "Un fumatore di erba ha investito una coppietta di innamorat 20enni, uccidendoli" ma, riguardo l'alcol, ciò accade più frequentemente.
    Il proibizionismo ha fallito.
    Saluti, Edoardo

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    Ho 29 anni e faccio uso regolare di canapa da 13,nn ho mai pensato di BUCARMI!!!!
    Mai avuto problemi di salute per l'uso della canapa(per l'alcool si)
    Faccio un lavoro cosidetto a rischio e ogni anno smetto per il solito controllo!!
    Ma se fosse veramente una droga come farei a smettere sempre senza problemi??!!!!

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    Non credo che la canapa possa essere ascrivibile a quella categoria di piante che facciano così male come si crede: abbiamo vissuto e stiamo continuamente vivendo non nella sottovalutazione dei danni che questa sostanza provoca, ma nella continua esagerazione di tali danni. Fatto a parte che nessuno preferirebbe vedere il proprio figlio strafumato, nessuno può essere d'accordo che per questo sia giusto metterlo dietro le sbarre o trattarlo come un criminale o discriminato da una società intera, come parimenti nessuno è d'accordo che perché le droghe legali fanno male si debba ricorrere a vie forti come la repressione. La repressione è sbagliata perché è davvero sconsiderata in proporzione a ciò che alcuni vedono a torto come reato (la vittima infatti non esiste: è solo un comportamento personale come lo sarebbe il fumare una sigaretta), e non è la droga il vero discorso di fondo che ad alcuni metterà il sorriso sulle labbra, ma la repressione che sta conducendo più danni sulla società e sui singoli di quanto non riusciranno mai a fare le droghe leggere.
    Il lasciare libere le persone di coltivare la vite, non fa della nazione un popolo di alcoolisti con il cervello sciolto nell'alcool, come il fatto che si possa coltivare tabacco non ha reso tutti tabagisti: sensibilizzando e non reprimendo si possono ottenere seri risultati. Bisogna educare alle droghe, non criminalizzare i consumatori come denuncia il Professor Galimberti:

    - Innanzitutto resta da dimostrare che le droghe lecite, quelle autorizzate dallo stato – alcol e tabacco, per non parlare di quella droga chiamata “gioco”-, mietano meno vittime di quelle illecite –hashish, cocaina, eroina – proibite dallo stato.
    In questa strana incongruenza sembra si annidi non solo una sorta di inganno ideologico che maschera quanto vi è di inconfessabile nell’intenzione politica, ma anche quella riduzione di libertà che l’uomo sperimenta su di sé… non tanto (o non solo) per effetto delle “strategie del potere” (cosa che del resto gli uomini conoscono dall’inizio della loro storia), ma anche (o soprattutto) per effetto delle “persuasioni indotte dal sapere”. Perché solo persuadendo gli uomini che non si possono autocontrollare, si può esercitare su di loro il controllo esterno a cui il potere per sua natura e per sua essenza tende.
    E’ noto che l’uomo non ha mai abitato il mondo, ma sempre e solo la descrizione che le varie epoche storiche si sono incaricate di dare al mondo.
    Nell’antichità si viveva in un mondo i cui riferimenti erano mitici; oggi si vive in un mondo i cui riferimenti sono scientifici. Uno dei principali motivi, quindi, per cui la droga è diventata un problema… non è per via della sua composizione chimica, ma per il fatto di essere stata sottratta al mondo mitico rituale dove è sempre circolata, dall’inizio dei tempi. Ed era certo meglio regolata.
    Nella descrizione mitico-religiosa del mondo, infatti, c’era più considerazione per l’uomo perché lo si riconosceva libero di fare sia il bene che il male, quindi non era ancora stato ridotto come oggi, cioè come nella descrizione scientifica del mondo, a mero organismo …vittima delle proprie pulsazioni o delle circostanze che lo sopraffanno.
    La realtà è che la scienza non riconosce all’uomo la sua libertà, e questo non perché è giunta a scoperte incontestabili, ma semplicemente perché non rientra ne suo metodo – regolato dal determinismo della ragione matematica -, prendere le mosse da una simile ipotesi. Per queste sue esigenze di metodo, la scienza, a partire da Cartesio, fu costretta a trasformare il corpo vivente in organismo, e ad indagare l’organismo come un fisico indaga un campo di forze.
    Per effetto di questa oggettivazione, l’uomo è diventato una cosa, la cui espressione è leggibile nelle forze che la determinano. Negando in questo modo la libertà dell’individuo, si misconosce anche ogni sua capacità di autocontrollo, che inevitabilmente porta, “su base scientifica”, al controllo esterno dell’uomo ridotto a cosa.
    Nella visione mitico-religiosa l’uomo è visto come un attore responsabile delle proprie azioni, che possono essere insediate dalla tentazione a cui l’individuo può resistere o soccombere. Non c’è visione mitico-religiosa che non prenda le mosse da una tentazione originaria in cui, insieme alle catastrofi previste come conseguenza del cedimento alla tentazione, c’è una celebrazione della libertà dell’uomo.
    Nella visione scientifica del mondo, invece, l’uomo è un organismo e non agisce liberamente, ma si esprime come risultato di una dinamica di impulsi o forza pulsionali individuabili ad un’attenta analisi psicologica se non addirittura biologica.
    Allora poniamoci questa domanda: la droga è mortale perché più forte della libertà del soggetto, o perché la visione scientifica dell’uomo, non ospitando la categoria della libertà ma solo quella della dinamica delle forze, visualizza la droga come una forza a cui nulla si oppone se non una forza esterna contraria e superiore?
    COSA SI PUO’ FARE? UNA CULTURA DELLA DROGA
    Lo scenario della tossicodipendenza non esaurisce il mondo della droga e, anzi, oggi non è neanche il centro del problema. Bisogna spingerci oltre il limite dell’ipocrisia: come abbiamo creato una cultura dell’alcol, per cui sempre meno incontriamo gente che beve quattro litri di vino al giorno; come abbiamo creato una cultura del tabacco, per cui sempre meno incontriamo gente che fuma ottanta sigarette al giorno, così si potrebbe creare una cultura della droga a partire dalla scuola.
    La scuola, anche nei rari casi in cui riesce a trasmettere qualche contenuto culturale, quasi mai tiene conto della creatività, delle emozioni, delle identificazioni, delle proiezioni, dei desideri, dei piaceri e dei dolori che costellano la crescita giovanile, dove l’emozione, un tempo contenuta dalla povertà sociale e dalle istituzioni giovanili oggi in via di estinzione, vaga senza contenuti a cui applicarsi, ciondolando pericolosamente tra istinti di rivolta, che sempre accompagnano ciò che non riesce ad esprimersi, e tentazioni di abbandono in quelle derive di cui il mondo della discoteca, dell’alcol e della droga sono solo esempi, e neppure quelli estremi, se solo pensiamo ai suicidi.
    Per questo è necessario che a scuola, e in quel suo sostituto che è la televisione, si parli di droga in modo aperto, analitico, determinato, scientifico e persino filosofico, in modo che i giovani sappiano che cosa assumono, che effetto fa, che danni procura, che piaceri promette e da che visione del mondo scaturisce.
    L’ignoranza non ha mai salvato nessuno. E l’ignoranza dei giovani a proposito della droga è pari alla sua diffusione. Una cultura della droga toglierebbe la droga dal segreto e la priverebbe di quel fascino iniziatico che, tra molti, è forse uno degli aspetti più attraenti ed invitanti.
    Ma possiamo sperare in una cultura della droga se nelle nostre scuole non è stata ancora avviata una cultura del sesso (e non solo sulla mera contraccezione!), quando per i nostri giovani il sesso non è più neppure un tabù?
    Per tentare di capire il disagio sotteso al consumo della droga dobbiamo smettere di pensarci a partire dall’animalità come pretende la nostra cultura quando ci definisce “animali ragionevoli”. Imprigionati da questa definizione, guardiamo le nostre passioni come gli animali guardano alla loro fame e alla loro sete, pure esigenze da soddisfare. Mai ci ha sfiorato il sospetto che le nostre passioni non abbiano tanto un bisogno da soddisfare quanto un senso da dischiudere. Non abbiamo mai riconosciuto loro dell’intelligenza. Rinchiuse nel fondo opaco e buio dell’animalità, le abbiamo considerate sempre e solo come qualcosa da contenere.
    Cos’altro significa, infatti, essere “ragionevoli”? Non essere ostinati, adattarsi alla realtà così com’è, controllare le emozioni profonde, guardarsi dagli amori passionali non meno che dagli odii. La ragione è misura, e chi non vi si attiene ospita quel desiderio “fuori misura” che lo colloca fuori dalla ragione. Ma il desiderio rimanda alle stelle (de-sidera), allo struggimento delle passioni. In mezzo l’immenso vuoto che separa l’abisso delle passioni dall’altezza del cielo. Certo la droga non colma questo vuoto, ma è in questo vuoto che essa nasce come desiderio, come anelito, come brama di vedere dove conducono le passioni, a cosa aspirano, a cosa tendono.
    Le stelle stanno in cielo, non a portata di mano. Dal cielo cade la pioggia, ma non cade anche l’azzurro. E chi vuole dal cielo anche l’azzurro? Non credo, infatti, che chi si droga voglia solo riempire un vuoto, o che insegua un generico desiderio di evasione fino alla perdita della memoria di sé. Penso che chi si droga voglia sperimentare ben altro, la morte per esempio. Non tanto come fatto, come esito biologico di un organismo che si disfa, ma come esperienza del morire e del rinascere , ovvero esperienza di trasformazione dell’anima, simbolo di fine ma anche di inizio, che la nostra cultura, impegnata solo a esorcizzare la morte, più non concede, mentre i drogati forse la cercano, quasi per un’impossibilità di accettare una vita che sia puro accumulo e non anche rinnovamento.
    Se il nostro tempo, regolato dalla rigida razionalità imposta dalla tecnica, ha espulso quelle che pure erano, e forse sono ancora, le grandi passioni dell’uomo, c’è da meravigliarsi se qualcuno le sperimenta secondo quelle modalità eroiche che portano fin dall’inizio i segni della sconfitta?
    Perché con i drogati si passa subito alla cura? Che paura esiste a capire e a leggere cosa vogliono raccontare con la loro immolazione negli angoli più insignificanti delle nostre città? Perché si guarda ai margini solo per rassicurarsi della nostra non-emarginazione? Perché si guarda ai bordi solo per sapere dove si deve contenere la nostra scrittura? E che cosa scriviamo, contenuti nei bordi, se non ricalcando parole già scritte che non debordano mai, che non vogliono capire di più?
    Quel che resta da capire è la forma assunta dalla nostra vita che il drogato rifiuta. Il suo percorso è quello del sacrificio, neppure eroico perché non avviene sull’ara, ma ai bordi. Resta comunque il suo messaggio alla città che non mette più in circolazione la morte e la rinascita, ma solo la crescita il progresso, lo sviluppo. In fondo gli uomini non hanno mai creduto, e forse ancora non credono, che questo itinerario possa avere un andamento tranquillo.
    Certo ci affrettiamo a porre rimedio a tutti i mali, ma forse la fretta dei rimedi ha come sua lontana radiceil desiderio di non vedere e non accettare il male per quello che ha di costruttivo e non solo di distruttivo. Ma questo sguardo esige lavoro. E’ un po’ come l’azzurro del cielo che non cade con la pioggia, ma chiede di essere rapito. -

    Io so solo che, come stanno attualmente le cose anche sotto l'aspetto repressivo del fenomeno droghe, non mi può stare bene e non ci dovrebbe stare bene queste politiche. Sono d'accordo che serva una seria politica economica che contempli un numero copioso e consistente nell'importanza di misure, anche spiacevoli talvolta, ma ciò non ci può esulare da affrontare definitivamente questo argomento prima che si aggravi ulteriormente. Troppo si è aspettato per cambiare perché non si è mai voluto il cambiamento; non è assolutamente auspicabile aspettare ancora.

    Grazie,
    Daniele

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    la canapa è stata proibita per favorire il consumo di petrolio ora che il petrolio comincia a scarseggiare la canapa deve ritornare a essere coltivata ci vorrà un p'ò di tempo ma mi auguro che lo si capisca in fretta le droghe tutte andrebbero regolamentate per togliere il monopolio e i grossi guadagni della mafia è un problema anche di salute pubblica la qualità di quella del mercato nero non è controllabile ci può essere come additivo qualsiasi veleno chi se ne accorgerebbe?poi già altre droghe sono legali e di sicuro non fanno molto bene le carceri scoppiano piene di persone innocenti lo stile di vita di un cittadino non può essere discriminato io sono per la legalizzazione e la regolamentazione si libererebbero un sacco di energie e si renderebbero le carceri più vivibili per via del sovraffollamento comunque non si può condannare al carcere una persona solo perchè consuma sostanze diverse da quelle che noi conosciamo

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    è un problema squisitamente di diritti civili secondo me.
    la legislazione vs i fumatori di cannabis e in generale vs tutti i tossicodipendenti assomiglia molto a una legislazione razziale o contro le libertà religiose.
    Punire un cittadino per le sue abitudini personali quando queste non limitano i diritti degli altri cittadini va contro le regole democratiche.
    Lo stabilire quale comportamento o quale abitudine personale sia o meno lecita è kafkiano, quasi sovietico, mentre la prerogativa di uno stato liberale e democratico dovrebbe essere quello di tutelare le minoranze e le diversità senza reprimere o perseguirle in quanto tali.
    Vorrei sottolineare che decidere con chi andare a letto piuttosto che scegliere che sostanze introdurre nel proprio corpo rientra nel semplice "diritto naturale" ovvero quello che ci viene dato a tutti quando veniamo a questo mondo liberi.
    E' una legge molto semplice e dice in estrema sintesi che la tua liberta finisce quando incomincia quella di un'altro.

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    Smettetela di scendere a compromessi. Se volete un cambio che cambio sia. Ci sono le televisioni no? Nello stesso modo in cui le hanno usate in tutti questi anni, per concimare i vostri cervelli con pubblicita' e stili di vita , si potrebbe trattare un processo simile pero' al contrario. Trasmettere verita' le 24 ore. Trasmettere idee. Trasmettere soluzioni. La gente in casa, senza lavoro, avra' qualcosa da fare: creare una societa' nuova, una societa' che usa la verita' scentifica sopra quella corporativa. Non si proibiranno piu' le piante, la nuova religione sara' l' amore verso il pianeta. Rispetteremo la terra, vivremo dei suoi frutti. Quest' incubo nero nel quale viviamo sara' considerato il passato: tempo di guerre, ignoranza, dolore ma anche continua speranza. Abbiamo tutte le soluzioni, sappiamo cio' che succedera' se non cambiamo...adesso dipende solo da NOI

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    Concordo con te sulla legalizzazione delle prostitute com avviene in Olanda, ma non sulle droghe, leggere o pesanti che siano portano comunque a spendere soldi per cure sanitarie.

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    Legalizzare va bene, anche per sottrarre il mercato alla delinquenza organizzata, ma secondo me è anche necessario educare i nostri figli a stare alla larga da droghe e simili, che è meglio.
    Ho 30 anni e non ho mai sentito il bisogno di provare.
    In trent'anni ne ho visti diversi che hanno cominciato con droghe leggere e poi sono finiti male. Forse si sarebbero autodistrutti ugualmente, anche senza cannabis, ma di certo capita che la cannabis sia spesso presente in contesti sociali già degradati (e non necessariamente poveri).

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    Mi presento sono Daniele ho 28 anni e vivo in calabria.

    A PARTE TUTTI I VANTAGGI CHE LO STATO(IL POPOLO NON I POLITICI) POTREBBE AVERE DAL CONTROLLO DELLE GROGHE LEGGERE CON LA SUA DEPENALIZZAZIONE VOGLIO SAPERE COME SI PUO ESSERE COSI CIECI E NON CAPIRE CHE NEL MONDO ORMAI LA CANNABIS E' LA DROGA PIU DIFFUSA LA USANO IN TUTTI GLI STATI DEL MONDO ED IN ALCUNI E' PERFINO LEGALE..... NON POSSIAMO ANDARE AVANTI COSI CHE SE TI BECCANO CON UN PO CANNABIS TI ARRESTANO E TI DIPINGONO COME UNO SPACCIATORE SOLO PERCHE NE FAI USO.

    DOBBIAMO COMBATTERE PER LA LEGALIZZAZIONE DELLA CANNABIS PERCHE NESSUNO E DICO NESSUNO IN ITALIA VORREBBE VEDERE IL PROPRIO FIGLIO DIPINTO COME UN DELINQUENTE SOLO PERCHE SI FUMA UNO SPINELLO...

    IO SOLO NON POSSO FARE NULLA MA TUTTI INSIEME POSSIAMO BATTERLI QUELLI CHE SI VOGLIONO ARRICCHIRE SULLE NOSTRE SPALLE E SVENTURE LA COSTITUZIONE AMERICANA CHE è SIMBOLO DI LIBERTA RECITA CHE IN UN MOMENTO DI OSCURITA POLITICA E DI INGIUSTIZIE CHI HA LA CAPACITò DI AGIRE DEVE AGIRE PER IL BENE DEL POPOLO QUINDI AIUTATECI AD AVERE LA NOSTRA LIBERTA.

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    Mi presento sono Daniele ho 28 anni e vivo in calabria.

    A PARTE TUTTI I VANTAGGI CHE LO STATO(IL POPOLO NON I POLITICI) POTREBBE AVERE DAL CONTROLLO DELLE GROGHE LEGGERE CON LA SUA DEPENALIZZAZIONE VOGLIO SAPERE COME SI PUO ESSERE COSI CIECI E NON CAPIRE CHE NEL MONDO ORMAI LA CANNABIS E' LA DROGA PIU DIFFUSA LA USANO IN TUTTI GLI STATI DEL MONDO ED IN ALCUNI E' PERFINO LEGALE..... NON POSSIAMO ANDARE AVANTI COSI CHE SE TI BECCANO CON UN PO CANNABIS TI ARRESTANO E TI DIPINGONO COME UNO SPACCIATORE SOLO PERCHE NE FAI USO.

    DOBBIAMO COMBATTERE PER LA LEGALIZZAZIONE DELLA CANNABIS PERCHE NESSUNO E DICO NESSUNO IN ITALIA VORREBBE VEDERE IL PROPRIO FIGLIO DIPINTO COME UN DELINQUENTE SOLO PERCHE SI FUMA UNO SPINELLO...

    IO SOLO NON POSSO FARE NULLA MA TUTTI INSIEME POSSIAMO BATTERLI QUELLI CHE SI VOGLIONO ARRICCHIRE SULLE NOSTRE SPALLE E SVENTURE LA COSTITUZIONE AMERICANA CHE è SIMBOLO DI LIBERTA RECITA CHE IN UN MOMENTO DI OSCURITA POLITICA E DI INGIUSTIZIE CHI HA LA CAPACITò DI AGIRE DEVE AGIRE PER IL BENE DEL POPOLO QUINDI AIUTATECI AD AVERE LA NOSTRA LIBERTA.

  • E' uno scandalo agli occhi di tutti, questa persecuzione nei confronti di chi si fuma uno spinello.
    Si viene trattati come criminali e hai diritto quasi più a niente, la tua vita viene stravolta per un controllo stradale.
    Il thc rimane nelle urine più a lungo della coca o eroina, però ha tracce meno pesanti nell' organismo.

    E' razzismo sociale, ed è anche grazie ai media che per far notizia accendono i riflettori sulla cannabis, sollecitando l' ignoranza e l' ipocrisia dell' opinione pubblica sulla questione.

    Abbasso la repressione e il proibizionismo!

  • Vorrei portare la mia esperienza diretta. Ho 27 anni e praticamente da 15 fumo marijuana, ultimamente ho anche comprato dei semi di canapa da http://www.cannabiskultur.net/it/ per provare a produrmene per uso personale. Non mi è mai passato per la testa di passare a droghe piu' pesanti, è proprio un esigenza diversa e non capisco quelli che vedono cosi' legato ed obbligatorio il passaggio!! Mha!

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    Ciao a tutti
    era un pò di tempo che riflettevo su una risposta.
    L'argomento è molto complesso come è molto articolata e dettagliata la bibliografia che si può trovare sull'argomento. tutti libri italiani e non solo, che trattano l'argomento dal punto di vista scientifico e ludico.
    Naturalmente, oggi si può dire che da un punto di vista scientifico, la cannabis è riuscita a trovare il suo posto, Non è stato facile ma oggi è una realtà, anche in Italia, oggi un paziente con una diagnosi di Sclerosi Multipla può chiedere al sistema sanitario italiano di ricevere come medicina ufficiale la somministrazione di cannabis. Esiste ancora ua interpretazione se la somministrazione di un farmaco di sintesi oppure somministrazione di parti verdi della pianta.
    Dal punto di vista ludico, siamo sempre al punto di partenza, anche perchè sono stati fatti degli errori negli ultimi anni. Errori di strategia comunicativa, errori di valutazione, perchè non c0è mai stata la possibilità di realizzare una campagna informativa chiara e diciamo veritiera, quindi la battaglia per ora è persa.
    Chiudo suggerendo di rileggere quanto pubblicato negli ultimi 10 anni, una risorsa fondamentale per riprendere il discorso

    Grazie
    Maurizio Torti

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    haha che ridere, comunque è una cosa ovvia, ma non accadrà mai perchè sicuramente il monopolio olandese sarebbe un'ostacolo grande da superare quanto quello del vaticano. . . rassegnatevi! altro che referendum, con questa cattiva informazione, finiremmo per ribadire il concetto che la marijuana è una droga, etc. etc.

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    a me va benissimo, a patto che sia la consumazione sia consentita agli aventi un "patentino". Patentino al quale sia possibile accedere con un corso antidroga con esperienze e contenuti audiovisivi, previa un periodo attivo di assistenza nei centri di recupero tossici.

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    Dico la mia.

    Indipendentemente da come "personalmente" guidico le due attività in oggetto, per principio, non credo che le ragioni economiche possano giustificare la modifica dello status di una azione in termini di appartenenza della stessa alle categorie di "bene e male".

    In uno Stato democratico a regime normativo, il Bene ed il Male è stabilito attraverso le leggi: sanzioni negative saranno applicate ad azioni che lo Stato stabilisce rientrare nel confine del Male; sanzioni positive (od anche sola tolleranza intesa come assenza di sanzioni) saranno applicate ad azioni ritenute essere contenute nella sfera del Bene.

    Quindi bisogna solo decidere se prostituzione e droga sono laicamente (per lo Stato) da considerarsi come appartenenti alla sfera del Bene o a quella del Male; e ciò dovrebbe prescindere dall'economia legata a tali attività.

    Ovviamente, qualora lo Stato laico collocasse le due attività all'interno dei confini del Male ... dovrebbe pure stabilire una scala "giustamente" graduata di sanzioni proporzionate alle differenti modalità con cui le due attività vengono agite dai Cittadini.

    Raul

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    Salve,leggo che siamo informati sugli effetti e l'utilizzo svariato della cannabis.Penso che prima di poterla legalizzare ci vorrebbe un'informazione massiccia da parte delle autorità competenti,partendo dalla medicina passando per la scuola .Sarà pure un'utopia ,ma prima o poi se ne parlerà sempre di più.L'Italia fino al dopoguerra era il secondo maggior produttore di canapa.Conoscete la rivista Dolce Vita?
    Divulgate divulgate divulgate.
    In California a novembre 2010 ci sarà un referendum per legalizzarla così lo Stato della California con il ricavato delle venditeeviterà la bancarotta...ditelo a Tremorti.

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    Se sulla legalizzazione c'è ancora da discutere, facilitare l'accesso alla marijuana a scopo terapeutico mi pare proprio doveroso, insieme ad una liberalizzazione della coltivazione ad uso industriale.

    dopo queste aperture forse l'opinione pubblica potrà vedere i numerosi lati positivi della canapa dopo un secolo di demonizzazione.

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    Premettendo che se si vuole continuare con il muro contro muro tra proibizionisti e chi vuole la legalizzazione delle droghe leggere ,il ragionamento corretto da fare è quello di un referendum popolare per prendere una decisione in merito.
    In alternativa , si può provare a trovare una mediazione come può essere quella di vietare la vendita e lo spaccio e la cessione gratuita , ma permettere la coltivazione per uso personale dato che la vendita dei semi di canapa non è nel nostro ordinamento un reato.
    Questo sistema se vogliamo "ibrido" toglierebbe molti soldi alla criminalità. Terrebbe buoni quelli che ne fanno solo un uso personale e isolerebbe di fatto un mercato nero. Se ci si ragiona su credo sia il compromesso migliore tra proibire alimentando il mercato nero e la criminalità, oppure, legalizzare che farebbe dello stato partecipe della vendita e porterebbe anche l'apertura di cofee shop come in Olanda.
    Penso che questa sia una via di mezzo , che lascerebbe quasi inalterata la legge Giovanardi ma al contempo punta togliere soldi e business alla criminalità(che spacciano anche droghe pesanti) e a non far guadagnare soldi allo stato vendendo droghe, cosa che non trovo etica.
    Infine , per chiudere il cerchio , propongo anche il test anti droga obbligatorio per tutti i parlamentari. Se ci sono parlamentari che usano droghe non vanno presi come esempio per generalizzarne l'uso a tutti ma bisogna renderlo pubblico. Se poi prendono voti per me possono sedere tranquillamente in parlamento.

    In questi ultimi anni si sta assistendo a una vera e propria rinascita della canapa. In Italia dal 1998 e’ possibile coltivare canapa a basso tenore di thc (previa denuncia alle autorità).
    Esistono anche degli incentivi europei per la coltivazione.


    Le seguenti parole sono tratte dal sito http://www.campodicanapa.it/

    "Con la canapa si possono fare:

    1) TESSUTI altamente resistenti e durevoli

    2) FUNI e SPAGHI

    3) SMALTI e VERNICI (sostituiti negli anni trenta dai prodotti sintetici)

    4) Può fornire ENERGIA sostituendo i combustibili come il petrolio, il carbone, e l’energia nucleare (coltivando la canapa come bio-massa e trasformandola attraverso la pirolisi). Essa potrebbe anche arrivare a sostituire la benzina senza piombo.

    5) La canapa usata come ALIMENTO ha un alto valore nutritivo. L’olio contiene la maggior quantità di acidi grassi essenziali di tutta la flora, i semi contengono un altissima quantità di proteine. In passato la canapa ha salvato intere popolazioni dalle carestie.

    6) Può sostituire il LEGNAME DA COSTRUZIONE, LE PARETI DI CALCESTRUZZO, IL LEGNO CONPENSATO e può essere usata come ISOLANTE .

    7) La cellulosa della canapa può essere utilizzata come sotto prodotto chimico e sostituire le MATERIE SINTETICHE derivate dal petrolio (plastica)

    8) Si può fare dell’ottima CARTA che dura centinaia d’anni(come i libri antichi)

    9) La canapa ha un POTERE TERAPEUTICO per molte patologie.

    > "

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      Sul discorso riguardo alle culture intensive sono un po' scettico: non è detto che coltivare canapa sia redditizio, quindi quale contadino sarebbe disposto a rinunciare ad una cultura redditizia per una che lo è di meno? I contributi, almeno qua in Italia, non sono sufficienti.
      Diverso è il discorso per la coltivazione di marijuana ad uso personale: dal punto di vista etico e morale non trovo nulla di strano se non per il fatto che non capisco cosa trova di bello una persona a rincoglionirsi con l'erba. Ma da studi sociali risulta che: 1)il consumo d'erba è in calo poichè i giovani stanno "passando" a droghe sintetiche; 2)lo spinello è spesso consumato in compagnia, almeno le prime volte, mentre i consumatori solitari sono una bassa percentuale; premessi questi due fattori non capisco perchè il consumo d'erba dovrebbe preoccupare così tanto l'opinione pubblica. Al contrario preoccuperebbe se nella cattolicissima Italia venisse legalizzato. Personalmente ho notato che non è così difficile procurarsi da "fumare", mentre è facile, troppo facile, farlo in pubblico o alla guida di un'auto e questo è sbagliato. Il più grande consumo d'erba in età adolescenziale (14-19) è a scuola, più pubblico di così....
      Se posso permettermi aggiungo che la vera piaga è l'alcool e non lo dico con retorica; fa più danni sia fisici che economici questa droga pesante legalizzata che tutte le droghe illegali. Come movimento proporrei di disincentivare il consumo di alcoolici e non di facilitare il consumo d'erba.

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    Sig. Antonio rispondo alla sua proposta perchè molto ben articolata, mi sono un po' documentato e ne deduco che lei a ragione. Secondo me questo è un movimento e ora siamo in politica, prima di iniziare a parlare di temi così spinosi dobbiamo fare i conti con l'opinione pubblica. Dovremo dapprima fare azioni di associazionismo (come io propongo nella sezione Ambiente: Raccolta differenziata) così da dare lustro al movimento stesso. Dobbiamo darci una misura, cioè fare quello che possiamo fare, tanti sono gli argomenti scottanti ma dobbiamo contenerci secondo me, appena raggiungeremo il parlamento e avremo una base che si informa periodicamente potremo fare questo e anche di più... ma per ora dobbiamo limitarci e far vedere le nostre soluzioni attuate, fra quelle attuabili.

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      deduco dal suo commento che dopodichè diventerete un partito come ce ne sono ora a iose !
      Irene

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