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PROPOSTA DI LEGGE: Obbligo apposizione indicazioni riciclaggio sui contenitori.

Vi prego di leggere fino in fondo, è molto importante che si diffonda, fatemi sapere cosa ne pensate!! Questo è il mio pensiero: Nel contesto di un'improvvisa vocazione ecologista da parte di molte aziende, emersa più come nuova strategia di vendita che per vera e propria vocazione, ho visto diversi slogan su molti prodotti ma nessuno è stato veramente efficiente ed utile come quello sulle confezioni di cartoncino della pasta Barilla. Avete notato? Hanno apposto un simbolo ed una sigla che indicano al consumatore come smaltire il contenitore!! Sembra una banalità ma, ad esempio, non tutti sanno che il cartoncino si ricicla come carta e non come cartone. Questa piccola indicazione può portare, secondo me, a molteplici grandi risultati : - se applicato su tutti i prodotti in commercio, indirizzerebbe maggiormente le persone verso un acquisto più consapevole ed ecologista. -Se riportassimo su ogni involucro l'indicazione PER LEGGE di COME e SE la confezione sia riciclabile, ciò spronerebbe le industrie a confezionare in modo più ecologico i loro prodotti (seguendo lo stesso principio di maggiore concorrenza in un mercato sempre più dominato da slogan ecologisti). - Così, forse, potremo finalmente trovare i nostri prodotti preferiti in nuove confezioni riciclabili. - Così, forse, potremo incentivare le industrie nell'investimento in ricerca per produrre i contenitori nei materiali oggi non ancora disponibili. Ma molto dipende dai nostri comportamenti: - NOI TUTTI possiamo già fare molto in tal senso scegliendo i contenitori ecologici per i nostri acquisti. Io ad esempio cerco di utilizzare sempre le borse in stoffa per fare la spesa. La catena di Supermercati Poli ne ha messo a disposizione (in vendita) ai propri clienti modelli grandi e comodi. - Poi ci sono le farmacie che continuano a darti il sacchetto di pura plastica anche per lo spry nasale. Perchè non lo rifiutiamo e cerchiamo di mettere la medicine nella borsa, nel marsupio o altro? - E l'acquisto di affettati? Quanta carta e soprattutto plastica viene usata per confezionare gli affettati acquistati al banco? Per non parlare della plastica utilizzata negli affettati preconfezionati che, anche solo per 4 fette di prosciutto cotto o formaggio, producono chissa' quanta Co2 nello smaltimento!!! (Confrontate anche bene i prezzi degli affettati confezionati con quelli acquistati al banco ....come minimo sono il doppio) - in alcuni paesi civilizzati nel mondo, si va a fare la spesa portandosi i propri contenitori dove il salumiere vi ripone il prodotto acquistato SENZA AGGIUNGERE CARTA O PLASTICA!!! Ci sarebbero anche altri comportamenti di questo tipo da elencare ma per ora mi fermo qua nella speranza di non avervi annoiato e che qualcuno voglia replicare a questo mio appello, ma, soprattutto, che se ne parli se ne parli se ne parli sempre di più.... Buon ferragosto a tutti. Andrea.

11 commenti

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  • Perfettamente d'accordo con te.
    Oltretutto l'indicazione servirebbe anche a meglio "indirizzare" verso il contenitore giusto.
    Spesso infatti la tipologia di materiale può trarre in inganno. Ottimo esempio quello di Barilla che, sulla confezione dei cracker, indica cosa va nella carta e cosa va nella plastica.
    E con tali indicazioni anche i più "pigri" sarebbero spronati ad un maggior riciclaggio, sulla base del fatto che, oltre che essere l'anima del commercio, la pubblicità diverrebbe l'anima del riciclo.

  • Perfettamente d'accordo con te.
    Oltretutto l'indicazione servirebbe anche a meglio "indirizzare" verso il contenitore giusto.
    Spesso infatti la tipologia di materiale può trarre in inganno. Ottimo esempio quello di Barilla che, sulla confezione dei cracker, indica cosa va nella carta e cosa va nella plastica.
    E con tali indicazioni anche i più "pigri" sarebbero spronati ad un maggior riciclaggio, sulla base del fatto che, oltre che essere l'anima del commercio, la pubblicità diverrebbe l'anima del riciclo.

  • Perfettamente d'accordo con te.
    Oltretutto l'indicazione servirebbe anche a meglio "indirizzare" verso il contenitore giusto.
    Spesso infatti la tipologia di materiale può trarre in inganno. Ottimo esempio quello di Barilla che, sulla confezione dei cracker, indica cosa va nella carta e cosa va nella plastica.
    E con tali indicazioni anche i più "pigri" sarebbero spronati ad un maggior riciclaggio, sulla base del fatto che, oltre che essere l'anima del commercio, la pubblicità diverrebbe l'anima del riciclo.

  • Molto sensato. Sarebbe ancora meglio se il sistema del riciclaggio fosse standardizzato. Mi spiego meglio. Ogni città ha il proprio sistema di riciclaggio e spesso ciò che in un posto va nel contenitore della carta in un altro va in quello dei materiali riciclabili. Se invece i contenitori fossero ovunque sempre gli stessi e magari sempre dello stesso colore allora basterebbe indicare sulle confezioni un semplice pallino colorato per sapere dove mettere il rifiuto.

  • sono d'accordo con te.... una soluzione semplice ed attuabile in poco tempo....

  • sono d'accordo con te.... una soluzione semplice ed attuabile in poco tempo....

  • si, proposta molto sensata, c'è da diventare scemi a capire dove mettere questo o quel rifiuto. bisogna che nella confezione ci sia scritto in che parte del riciclo vada messa e se il pack è composto da più elementi ogni elemento deve avere la sua indicazione.

  • Proposta con cui concordo, e a cui aggiungerei l'obbligo per le aziende di eliminare, ovviamente, il superfluo. Ad esempio le confezioni delle uova: alcune si presentano in plastica rivestita poi di cartoncino; biscotti monoporzione sono confezionati in allumino, poi adagiati sui vassoi di cartone e racchiusi, ancora, in carta di alluminio; forse ora si trovano un po' meno ma ci sono lattine di birra vendute a coppie legate da anelli di plastica (ma non si possono prendere due lattine o più/meno e basta?) e quanto altro si possa aggiungere. Per riciclare quindi bisogna che tutti, dall'azienda al consumatore facciano la loro parte, altrimenti quando si torna a casa dalla spesa più della metà del peso degli acquisti ce lo si ritrova in spazzatura gratuita! Ricordo che quando mia nonna nadava a comprare le uova gliele avvolgevano nella carta dei giornali vecchi, un modo forse un po' antico di riciclare prima di arrivare al cesto della spazzatura, ma utile. Certo oggi si è anche più esigenti sulla qualità e l'igiene degli acquisti, non so se molti comprerebbero le uova sfuse avvolte nel giornale, ma se si riciclasse correttamente igiene e salute ce ne sarebbero di più per tutti, a partire dal nostro ambiente. Approvo per ciò la tua proposta e spero che qualcuno ci faccia un pensiero oltre la Barilla, e spero soprattutto che la catena del riciclaggio sia sempre completa ed efficiente perchè purtroppo ci sono comuni che fanno pagare un servizio di raccolta differenziata che però, poi, non funziona come dovrebbe....

  • sono daccordo. serve una standardizzazione comprensibile per tutti.

  • Mah, io direi che la cosa migliore sia la disincentivazione degli imballaggi inquinanti - es. con un aumento delle tasse del 500% sugli stessi (del tipo che la carta del salumiere dovrebbe costare 1 €) - in questo modo produttori e consumatori troveranno l'alternativa ecologica per spendere meno.

    In sostanza basterebbero dei contenitori lavabili e richiudibili (e magari anche "sottovuotabili") da portarsi da casa per l'acquisto dei prodotti da banco... niente di sconvolgente, insomma.

  • sono d'accordo con te.

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