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Immigrazione

Mi chiedevo come si sta in tutti quei luoghi di lavoro nei quali la voce ed il merito degli italiani dipendono o sono mortificati da stranieri ed immigrati, che approfittando di comode amicizie o matrimoni/convivenze di interesse, si sentono in potere e diritto di guardarci dall'alto in basso o malgiudircarci solo in virtù di questa conoscenza; mi chiedevo come possa essere mortificante pagare, come cittadini italiani, i loro spostamenti, i loro rimpatrii, la loro accoglienza, il loro mantenimento e, dopo averli riservato i posti di lavoro spesso più appetibili, quanto possa essere  per noi italiani oltretutto mortificante fare la fame, non trovare un lavoro, non vedersi riconosciuto un merito poichè va avanti la conoscenza ( e questo per tanti altri anche italiani per carità) anzichè il merito o più di tutto mantenere i loro figli quando noi italiani di figli non possiamo neanche permetterci di averli.

Mi chiedevo e mi piacerebbe chiederlo ai vertici politici italiani, se noi come italiani dobbiamo considerarci inferiori nel nostro paese e se ci consigliano di emigrare altrove, grazie.

8 commenti

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  • La soluzione del problema è quella indicata da Luca Pulina e cioè l'applicazione del Programma 5 Stelle.

    Provo raccontare una storia.. io sono della Valsesia, il mio bisnonno è morto da immigrato a Ginevra nel 1910, il mio bisnonno materno tra il 1901 e il 1908 ha provato ad immigrare negli Stati Uniti ma è stato respinto ad Ellis Island, un fratello invece da New York è andato poi in Brasile, ha fatto fortuna e non è più tornato. Nella mia infanzia ho potuto conoscere degli anziani, considerabili i primi immigranti nella mia terra dopo i Walser del XIII secolo: i Piemontesi del Monferrato insieme ai Veneti, quelli venuti dal Polesine, gli Istriani, tutta gente considerata dagli anziani del posto, alla stregua degli extracomunitari di oggi. Giocando in strada e andando a scuola mi sono trovato “i Terroni” e qui concludo con:
    Il significato di “immigrato” è totalmente relativo, l’immigrato esiste perché l’uomo è nato nomade e va dove trova da mangiare. Per mitigare questo fenomeno naturale si deve poter mangiare tutti nel luogo dove si nasce.

  • Perchè non parliamo di quali lavori svolgono gli immigrati? Pochi sono coloro che si piegano ad un sodo lavoro e anche se lo fanno riescono in maniera logorrante ad imprimersi agli occhi di noi italiani, soprattutto se miti nel carattere e pacifici, come degli "autorizzati al comando"; è semplicemente nauseante assistere al loro snobbismo ed alla loro prepotenza, popoli troppo spesso abituati a fare proprio diritto una concessione del momento, a volersi imporre "finalmente liberi" sul nostro paese, e molto tristemente è nauseante vederli approfittare di tutto ciò che per loro interesse diretto sono disposti ad architettare "pur di"
    Io razzista non lo ero, adesso sì.

  • Perchè non parliamo di quali lavori svolgono gli immigrati? Pochi sono coloro che si piegano ad un sodo lavoro e anche se lo fanno riescono in maniera logorrante ad imprimersi agli occhi di noi italiani, soprattutto se miti nel carattere e pacifici, come degli "autorizzati al comando"; è semplicemente nauseante assistere al loro snobbismo ed alla loro prepotenza, popoli troppo spesso abituati a fare proprio diritto una concessione del momento, a volersi imporre "finalmente liberi" sul nostro paese, e molto tristemente è nauseante vederli approfittare di tutto ciò che per loro interesse diretto sono disposti ad architettare "pur di"
    Io razzista non lo ero, adesso sì.

  • Condivido su molti punti con Luca Pulina: risparmio, pannelli, telelavoro, zero spese mensa, zero spese trasporto, zero rifiuti; diminuzione delle spese e quindi delle tasse per imprese e lavoratori semplicemente attraverso una nuova politica di drenaggio fiscale (introduzione del "giusto" nelle cose, non persistenza del "conveniente"); interessante l'accenno al "più assumo e meno pago" per i datori di lavoro; potremo avere 4 ore di lavoro al giorno anzichè 8, lasciare respirare un'impresa che abbia avuto il coraggio di svestirsi dei panni del conveniente ed impreziosirsi del fondamentale apporto di nuove tecniche e tecnologie di lavoro e produzione, potremo avere lavoratori che abbiano più contratti di lavoro simultaneamente per evitare che nè per la parte datoriale nè per la parte dei lavoratori una eventuale crisi possa voler dire congestinarne l'entroito nè il guadagno (ad oggi un lavoratore può avere fino a 3 contratti simultaneamente lavorando in 3 posti diversi). Unico punto sul quale mi discosto è il fatto che mi preme ribadire che, se io fossi un datore di lavoro, darei lavoro al merito degli italiani, non agli stranieri; in caso contrario sarebbe come voler vendere vini italiani per mano turca, mi spiego? Ed io credo che ad ogni popolo debbano essere riconosciuti i propri meriti, al nostro quello di una buona agricoltura italiana, italiana al 100%, non italiana con manodopera non italiana, perchè sarebbe per me come voler svalutare il prodotto nel quale crediamo; il dare l'impressione che anche immigrati possano riuscire o contribuire a produrre un Doc italiano, allora se tutti possono tutto, dove risiede la nostra bravura, dove risiede la superiorità del Made in Italy? Come faremo a vendere i nostri prodotti a 100 euro la bottiglia o magari 20000 euro la bottiglia, se non siamo pronti a giustificare la nostra capacità di fare e di riuscire come un pregio solo italiano, agli occhi del mondo?

  • Penso non esiste una soluzione a livello dello stato "Italia" ma come minimo si dovrebbe porre il problema a livello europeo se non mondiale.

    La questione è che gli stranieri vengono qui con la speranza di lavorare e dato che sono abituati a uno standard di vita bassissimo si accontentano della miseria che i datori di lavoro gli danno.

    Facendo ciò i datori di lavoro senza etica (ne esistono molti onesti) sono subito pronti a togliere di mezzo un italiano e prendere uno straniero.

    Ovviamente chi ci rimette è l'italiano che si ritrova con uno standard di vita abbassato.

    Il problema penso si possa risolvere soltanto con una serie di leggi che riguardano il problema indirettamente.

    Ad esempio se le ore di lavoro fossero ridotte da 8 a 4, 2 persone possono ricoprire lo stesso posto.

    1)il telelavoro mi toglierebbe le spese di trasporto e pausa pranzo

    2)pannelli solari e forme di riscaldamento diverse mi ridurrebbero le spese

    3)il riciclo di rifiuti mi eliminerebbe le tasse dei rifiuti

    ecc.. ecc.. in questo modo se ho uno stipendio di 1000 euro, me ne bastano 600 per campare e si libera un po di lavoro per un altro.

    Più posti di lavoro = lavoro anche per gli immigrati

    Meno spese = gli italiani possono vivevere meglio e non cambiare standard di vita

    Meno costi per le imprese = datori di lavoro che assumono più persone.

    A mio parere quindi il problema non è ridotto all'imigrazione ma c'è moltissimo su cui lavorare

  • In effetti nopn ho ben capito se i fantasmi siamo noi italiani che manchiamo di rispetto per le nostre tradizioni o se invece chi ha permesso, anche tra di noi, tutto questo: sono certa che molte persone che hanno accondisceso a tale ingresso lo abbiano fatto nella buona fede (di un buonismo o di un sentimento vero, ne sono certa) come sono sicura del fatto che la colpa non possa ricadere sui datori di lavoro, poichè se gli immigrati hanno attratto una parte di essi è solo da imputare, sono altrettanto convinta, ad un sistema di gestione ed organizzazione del lavoro italiano, per così dire "penoso", fermo ad assurdi meccanismi che impediscano la libertà di impresa e di guadagno, un esempio? Semplicemente il voler organizzare i lavori in modo che possano appesantire gli orari al fine di prolungare gli stessi tempi di lavoro. Questo aspetto è sempre presente nel mondo del lavoro e mi spiace che non venga recepito dai datori di lavoro in primis come un fattore di rischio per le stesse imprese che gestiscono e che non venga letto dagli stessi lavoratori come uno spreco di risorse pubbliche; da questo punto di vista, sarebbe giusto correggere l'impostazione "più ore faccio più lavoro" in "meno spreco faccio e più risparmio", più risparmio nel costo della spesa al supermercato, nei costi delle mie bollette eccetera eccetera eccetera.. Non ho in effetti molto ben capito il Suo intervento, ma mi piacerebbe che me lo spiegasse meglio.

    • Ovviamente e' un concorso di cause .
      L'Italiano odia l'Italia e non la difende perche' il politico lo deruba....pero' il politico lo vota lui e gli elemosina favori...
      L'errore sta nel fatto che l'Italia andrebbe difesa non per i suoi difetti , ma per il suo potenziale migliore .
      Su quello bisognava lavorare energicamente ( io ho cercato di farlo ) invece di sbracare .
      Il politco , che occupa una posizione che spetterebbe ad un amministratore ( sono creature di natura opposta ), si e' trovato in mezzo tra le strategie dei grandi massoni , esodi da troppi malgoverni ,ed un popolo moscissimo che pero' un intellettuale avrebbe difeso per le facce migliori del suo patrimonio storico-culturale .
      I giornali del potere , tutti , ma sopratutto quelli legati al catto-comunismo , hanno cominciato a rovesciare addosoo ad un pubblico senza spina dorsale , una minestra di buonismo incoerente...a cui hanno abboccato . Oggi , parlare di difenderci e' pericolosissimo . Il popolo vuole urgentemente suicidarsi , e aggredisce chi cerca di ragionare o mettere dei paletti .
      Chi parla di difesa del nostro patrimonio storico-culturale , viene aggredito come poco moderno , poco fico , poco civile .
      O come razzista .
      Ovviamente ( ma per chi ? ) difendere la propria cultura non implica non voler bene al marocchino o al rumeno . Sono due valori da perseguire separatamente .
      A questo si e' aggiunta la malgestione di tutto il fenomeno .
      Fantasmi sono sia i politici senza ideali e i cittadini senza senso di cittadinanza .
      I datori di lavoro sono colpevoli in modo ripugnante di miopia , ma sono stati indotti anche dal malgoverno . Che dovevano affrontare e non hanno affrontato .
      Quindi tante concause ma uno spettacolo veramente deprimente .
      Visto che noi non siamo morti , proporrei di sceglierci una cultura ( un altra ) in cui credere . Senza una cultura non si e' uomini .
      E io non ci sto .
      Non ho fatto la fatica di vivere
      per non credere in nulla , solo per piegarmi e mangiare .
      Io mi sento un essere sociale , culturale , dotato di generosita' ed intelligenza . Non accetto il fatalismo .

  • user-pic

    Ce' sicuramente un " grande progetto " dei grandi poteri , dietro di questo .
    E i politici ed i cittadini Italiani ne sono stati complici in modi diversi .
    I politici , semplicemente per assenza di spina dorsale e per aver cercato una loro convenienza a piegarsi nel verso del vento .
    I cittadini per totale mancanza di spina dorsale ....o vogliamo dire senso Democratico di responsabilita' verso la propria eredita' culturale , il proprio paese . Di nuovo , i cosidetti " datroei di lavoro " hanno visto solo una convenienza da 1 certo punto di vista e non una responsabilita' .
    Io che sono nato prima che avvenisse tutto questo , sono stato assolutamente preso in contropiede dalla mollicceria degli Italiani . Non avevo assolutamente capito prima , che fossero cosi' privi di scheletrto .
    La maggior tristezza di quest'ondata di cambiamento , e' proprio questa .
    Il dolore che mi provoca la cosidetta immigrazione deriva da questo . Non da antipatia per i singoli .Ma dal realizzare di essere nato in una nazione di fantasmi .

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