Attualmente le molte vaschette utilizzate per la vendita della carne o di qualsiasi altro alimento che rilascia liquidi, sono composte dall'assemblamento di due strati di EPS. Lo strato esterno è impermeabile mentre quello interno è forato, tra i due viene incluso un foglio assorbente. Nel suo utilizzo i liquidi si depositano sullo strato assorbente interno con il risultato di rendere estremamente difficoltoso un eventuale lavaggio della vaschetta. Smaltire una vaschetta sporca, oltre al fatto che alcuni regolamenti comunali di raccolta dei rifiuti non lo permettano, causa l'ovvia produzione di cattivi odori dopo sole poche ore, provocata dalla decomposizione dei liquidi organici di cui è impregnata la vaschetta.
Da ciò ne deriva che la progettazione di questo packaging è sbagliata.
Per ovviare a questo problema una soluzione potrebbe essere quella di ritornare alla vaschetta monostrato, impermeabile esternamente come internamente alla quale viene applicato un foglio di materiale assorbente predisposto allo smaltimento nella frazione umida. Al termine dell'utilizzo il foglio assorbente va smaltito nell'umido e la parte in EPS della vaschetta, dopo essere stata facilmente lavata, può essere finalmente smaltita nella plastica.
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ciao giuseppe. è vero alcuni comuni non te la fanno riciclare ma il centro di riciclo di vedelago si. i comuni spesso sono ignoranti a riguardo.
Purtroppo la progettazione di qualsiasi cosa rispecchia oltre le leggi vigenti nello stato di produzione anche delle normative internazionali ISO europee EN e italiane UNI, bisogna vedere cosa richiedono queste normative a riguardo degli imballaggi di plastica per scopo alimentare.
se la norma lo consente si potrebbe incentivare la spinta come dici tu. Se no serve che qualche industriale proponga una modifica della normativa UNI
ciao
ivan