Vorrei aprire una discussione sulla situazione delle carceri in Italia.
Negli ultimi dieci anni quasi 1700 detenuti sono morti nelle carceri italiane di cui più di 600 per suicidio. Qualcosa non funziona come dovrebbe nelle carceri italiane, qual è la vostra opinione? Cosa si può fare?
Territorio
Proponi le tue idee: diventeranno parte del programma delle liste civiche



ancora oggi un altro suicidio e siamo a 57 dall'inizio dell'anno...
ma come fai a pretendere che impari ad agire rettamente, se coloro i quali lo condannano e lo tengono rinchiuso (governo, giudici, poliziotti e guardie carcerarie) sono cento volte più disonesti di lui?
L'esistenza del carcere per i cattivi, induce a ritenere che quelli che stanno fuori sarebbero tutti buoni, e addirittura capaci di rieducare alla bontà i reclusi. ma ti pare che anche lontanamente sia così?
come fa uno a imparare che rubare é sbagliato se tutti ircchi del mondo sono diventati tali rubando le risorse, la terra che erano di tutti e sfruttando (cioè fregandosi parte del valore prodotto) quelli che lavoravano sotto di loro, prima schiavi, poi salariati?
La propprietà é un furto essa per prima, come fa uno a pensare che solo lui che é arrivato per ultimo é un ladro, e gli altri no?
guardandosi attorno al massimo concluderà che RUBARE POCO è sbagliato. Idem per l'ammazzare. Rosa e Olindo che hanno sterminato una famioglia stanno all'ergastolo e Bush o netanhyau o Putin stanno comodi nelle loro residenze, riveriti e osannati
Altro che rieducare, questa é una società da cui ci dovremmo DISEDUCARE
Bisogna entrare nel concetto che la galera NON SERVE PER PUNIRE ma per rieducare. Punire non serve a far capire al condannato che rubare è sbagliato, ma sono a fargli intendere che se ruba va in galera niente di più. Il condannato in galera deve lavorare (non lavoro forzato) da subito. Deve entrare nei servizi sociali. Deve capire come ci si comporta correttamente e una volta che ci esce deve acquisire un'esperienza che gli permetta di ritrovare un posto dignitoso nella società .
hai ragione sì e no....in parte é vero che il linciaggio (anche nelle sue forme soft tipo la gogna e esimili) é molto efficace. Anzi va detto che il sistema delle leggi, dei giudici e alla fine anche delle carceri nasce anche (e per certi aspetti soprattutto) per ALLEVIARE le pene dei rei, per UMANIZZARLE, e anche per PAREGGIARLE, perché gli umori della folla sono variabili e si rischiavano troppe disparità . P?er dire, la franzoni o quello che ha ucciso il bambino Tommy, o questi titpi di Avetrana, sono protetti stando in carcere rispetto a ciò che potrebbe accadere loro stando fuori.
Ma rimane la questione: i molti hanno titolo di punire i pochi? la maggioranza che diritto ha di imporre leggi alle minoranze, ai singoli?
Bisognerebbe proprio smettere di mandare la gente in carcere, ci sono metodi di punizione molto più efficaci... io propongo un ritorno della gogna ossia della pubblica umiliazione. Ma pensate un attimo a quante gente ancora sognerebbe di diventare come Provenzano o Riina (e ce n'è tanti tra i cosidetti malviventi che prendono come idoli i grandi criminali, così come tra i delinquentelli di paese si usa ispirarsi ai piccoli mafiosetti del villaggio), se una volta arrestati venissero presi e messi nudi in piazza e bersagliati di pomodori e sputi da una folla inferocita!!!! Chi ancora oserebbe parlare con timore di Bernardo Provenzano dopo averlo visto passare per le vie del centro nudo come un mollusco e preso a calci nel culo e schernito da tutta la città ???? Sembra una cagata ma è così!!! In un attimo i ragazzini sognerebbero di diventare brave persone, il mito del gangastar duro e figo si sbriciolerebbe come la merda secca di cavallo che bisognerebbe tirare in faccia a chi commette un reato, una bella lapidazione di boasce, poi voglio vedere chi avrebbe ancora la faccia di dire sono un figo, devi aver paura di me che sono un deliquente, quando ti hanno riempito di merda in piazza duomo davanti a tutto il popolo italiano in diretta streaming!
Ho ragione si o no???
I commenti che avete scritto sono tutti molto interessanti e vi ringrazio per questo. é molto difficile trovare una soluzione per questo problema ma discuterne è comunque importante. Una società perfetta purtoppo non esiste, viviamo in questo mondo e dobbiamo cercare di renderlo migliore possibile.
Il discorso sulla società malata, sulla violenza dello stato sono molto affascinanti ed è da lì che nasce la maggior parte delle ingiustizie che poi porta le persone più deboli a non rispettare le leggi e ad essere punite severamente.
A questo punto il discorso si sposta sulla natura dell'uomo "Homo Homini lupus" o l'uomo corrotto dalla società ?
Bè il discorso qui si fa troippo complicato.
Io vorrei sempilcemete sapere come si può migliorare la vita nelle carceri italiane.
per Alex: torniamo al punto di partenza, se qualcuno in maniera organizzata aiutasse i detenuti a rimettere insieme la loro vita, non solo senza suicidarsi, ma slavaguardando e valorizzando le loro relazioni, le loro capacità , finirebbe per privilegiare costoro rispetto ai non carcerati, la maggior parte dei quali é disperata, scombinata e a rischio di suicidio.
In carcere si deve stare male, si deve essere disperati, in maniera da illudere chi sta fuori che lui non é poi disperato, che lui non se la passa male, che lui é libero. E' l'intera società che é da curare, perché il carcere é solo il luogo dove i legami sociali si fanno così stretti da convertirsi in manette. Il dentro e il fuori si somigliano molto e fanno aprecchio schifo entrambi, questo é
é l'idea stessa di carcere che é pazzesca: non ci pare tale, semplicemente perché esistono galere qui in Europa da prima che nascessimo e questo ci ha trasmesso l'idea che il carcere sia qualcosa che c'è sda sempre, che ci sarà sempre, che si può dargli una sistematina, ma la sostanza, quella, é fuori discussione.
Non é così: il carcere é un'istituzione recente, che serve a molti fini, nessuno dei quali coincide con gli obittievi dichiarati (combattere la criminalità , risarcire le vittime, etc): il suo fine sostanziale é quello di rendere materiale, palpabile la potnza dello Stato in quanto padrone potenziale dei corpi di tutti i sudditi (chiamati pudicamente cittadini) e padrone reale dello spazio (dentro cui può costringere, o viceversa il cui uso può interdire) e del tempo (a differenza di altri prepotenti, si pensi alla mafia, ad esempio, lo Stato promette che non solo ti carcera ora ma che ti terrà carcerato per dieci, venti, trant'anni, per tutta la tua vita, perché lui ci sarà sempre, durerà più di te: cosicché l'uso del carcere al posto della pena di morte ne sottolinea la potenza e non già la debolezza)
Ora, la domanda é: é giusto che alcuni, fingendo di agire nel nome di tutti, rinchiudano qualcuno che non si é sottomesso a regole che non siamo mai stati chiamati a sottoscrivere? infatti nasciamo dentro lo Stato che si identifica con un terriorio dove la legge ci ha preceduto, ma comunque non é mai stata sottoscritta neppure dai nostri avi, in nessun momento e in nessun paese.
Se la risposta é sì, si può cercare di rendere le carceri meno inumane, un tantino più confortevoli, ma avendo la consapevolezza che non si può procedere oltre a un certo limite, giacché il carcere deve essere per definizione peggiore del non-carcere(quello che ci fanno chiamare libertà , fidando nel fatto che la libertà che cosa davvero sia nessuno lo ricordi più), e oggi il non-carcere é molto molto spiacevole e ogni giorno diventa peggiore
Sew la risposta é no, ed é quella che do io, allora incominciamo a interrograci sui processi per distruggere questo punto particolarmente evidente della cancrena sociale.
Ho lavorato alcuni anni sul reintegro dei carcerati al termine della pena. Nelle carceri italiane funziona poco o nulla, ma quello che personalmente mi ha fatto più pensare è il rifiuto dell'accetazione del condannato da parte della società . A questo negli ultimi anni si è aggiunto una certo sentimento giustificazionista del malessere che un detenuto ha da patire all'interno del carcere (del tipo: ha commesso un crimine, perchè dovrebbe essere trattato bene? Oppure: il carcere non è mica il grand hotel e via scorrendo).
Diversa è la situazione per chi viene condannato agli arresti domiciliari o alla misura cautelativa in attesa di giudizio: in questi casi la sofferenza per l'individuo è minore.
La mia proposta è quella di aumentare il numero di pene commutate in arresti domiciliari e di far seguire alla custodia cautelare un obbligo di servizio socialmente utile.
A dire il vero è già agli studi da parte della commissione giustizia in parlamento, solo che l'opinione pubblica è scettica a riguardo: c'è un certo sentore di inasprimento di pena per quei reati colposi o dolosi di aumentato impatto sociale: guida in stato di ebbrezza, reati contro la persona, reati contro il patrimonio, ecc. Quindi ridurre il carcere per chi commettew questi reati verrebbe visto male di chi ha eletto la maggioranza in carica. Ecco perchè il tutto si è arenato.
Voler migliorare le carceri in Italia è impossibile: bisognerebbe abbatterle tutte e ricostruirle da capo.
Una proposta scandalosa?: abolizione totale del carcere, naturalmente non è un tema che si possa trattare in poche righe quindi per chi fosse interessato lascio il link al nostro sito: www.filiarmonici.org
Sono anche disponibile a trattare la questione direttamente ma è un discorso molto complesso e radicale e quindi non ho voglia di farlo tanto per chiacchierare
Non so neanche se il M5* sia in grado di affrontare un tema simile in modo esauriente, ma ci possiamo anche provare, io lo spero
La nostra società è tutta incentrata sul carcere ovvero sulla violenza dello Stato, non ci sono soluzioni positive rimanendo nell'ambito della legge e di chi la decide, però è possibile dimostrare come il carcere sia un male peggiore di quello che si vorrebbe correggere con il suo utilizzo.
Il mio indirizzo è questo gilda.caronti@studiocaronti.com
Ciao Gianluca,
ho scelto di inserire il mio primo commento in questa piattaforma raccogliendo il tuo spunto...
A mio modestissimo parere, quella che andrebbe rivista è una riforma della giustizia in chiave più costruttiva.
Mi spiego: è dimostrato che, spesso, coloro che si trovano in carcere o vi escono una volta scontata la pena, si ritrovano con la consapevolezza di dover ricostruire una vita daccapo; alcuni, oltre al lavoro, perdono anche i legami con la famiglia e difficilmente sono in grado di reintegrarsi perfettamente con la vita libera. Nella maggior parte dei casi, la soluzione più semplice ed immediata è, oggettivamente, quella tornare a delinquere.
Secondo il mio punto di vista, la vita di carcere, oltre che una semplice punizione, dovrebbe ricoprire anche il difficile compito di ricostruire un futuro a questi individui. Per fare ciò, mi vengono in mente soluzioni connesse allo sviluppo di attività utili anche alla società .
In soldoni, un detenuto dovrebbe esercitare un lavoro retribuito e che gli consenta di accantonare trattenute fiscali per maturare una pensione come tutti gli altri lavoratori.
Le carceri italiane ospitano anche detenuti (che potremmo definire "non pericolosi") che hanno compiuto reati come furti, rapine, ecc., spinti più dalla disperazione che da un vero e proprio impulso criminale. Una parte della produttività a loro carico dovrebbe essere destinata al ripristino dei danni causati dall'atto criminale, la restante, andrebbe accantonata in una sorta di conto corrente personale che verrà restituito all'intestatario una volta saldato il debito con la giustizia.
Quali potrebbero essere alcuni benefici?
1.La valorizzazione in termini umani del detenuto che avrebbe la possibilità di riparare attivamente ai propri errori e vedrebbe maturare uno stipendio utile a desistere dal tornare a delinquere.
2.Incentivazione alla creazione di partnership con imprese volte a destinare internamente una linea di produzione altrimenti diretta verso fabbriche estere, con relativo benessere per il PIL nazionale.
3.Creazione di posti di lavoro costituiti da professionisti che affiancherebbero i detenuti insegnando loro come svolgere determinate mansioni.
Un possibile risultato, porterebbe ad un incremento della produttività delle aziende, con un conseguente aumento degli stipendi a tutti i dipendenti (chiaramente la retribuzione di un detenuto terrà conto del fatto che esso non deve mantenere contemporaneamente una famiglia, un auto, non deve pagare un mutuo per la casa, eccetera)
Per concludere, ritengo che destinare una valida opportunità di rinascita ad un detenuto, significherebbe anche salvarlo dal desiderio di togliersi la vita.
Resto in attesa di commenti e pareri... :)
Ciao ciao