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Voto (o opinione dei cittadini) di metà mandato

Prendendo spunto da quanto avverrà a breve in America, ossia il voto di metà mandato che (da come ho capito, eventualmente correggetemi) permetterà ai cittadini di esprimere il prorpio gradimento o dissenso nei confronti del presidente Obama che loro stessi hanno eletto, proporrei di fare nel nostro Paese la stessa cosa. Attualmente Berlusconi, che molto spesso ricorda di essere stato eletto dal popolo di cui sostiene così di rappresentarne il volere, ma più in generale qualsiasi governo si trovi ad amministrare la nostra cosa pubblica, dovrebbe essere ad un certo punto del suo mandato appunto giudicato dagli elettori che esprimeranno così il loro sentirsi soddisfatti o meno da chi hanno in precedenza eletto. Le promesse fatte in campagna elettorale sono state mantenute o disattese? I problemi "inaspettati" come eventuali crisi globali o di settore sono state fronteggiate nel modo giusto? Le eventuali riforme fatte hanno migliorato la vita dei cittadini? I settori che hanno bosigno sono stati giustamente valorizzati dal governo? I settori più arretrati sono stati parificati ai modelli dei paesi più avanzati in tal senso ed hanno soddisfatto i cittadini? Ci si senti sicuri nelle città, tutelati sul posto di lavoro e a scuola, nella sanità e quanto altro vogliate aggiungere alla mia lista? Tutto questo dovrebbe essere valutato dai cittadini perchè i politici si rendano conto delle vere esigenze della popolazione e capire che talvolta è necessario cambiare rotta perchè non si sta realmente rispondendo a ciò che i cittadini hanno loro chiamato a fare. Come? Potrei proporre una semplice votazione di"gradimento" nei vari argomenti di interesse pubblico, ma anche una sorta di "interrogazione popolare" non trovo sia male. Della serie che tra gli aventi diritto al voto se ne straggono alcuni per fascia di età ed estrazione sociale e si permette loro di avere un confronto diretto con i politici per esprimere il proprio giudizio, fare loro domande che esigano risposte non evasive, fare rimostranze... Insomma un modo per capire anche che la volontà popolare espressa dal voto non regala poteri assoluti e che piuttosto le si deve rendere conto.

4 commenti

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    Molto più semplicemente....i politici non vogliono essere giudicati, ma osannati. Quindi, non ha senso fare delle pagelle (B. aveva addirittura sottoscritto il "contratto con gli italiani"). Bisogna cambiare il sistema e la logica del voto.

  • Il Sitema politico in accezione sociologica e' il sistema decisionale, in quella filosofica nel sistema delle decisioni per garantire la felicita' dei cittadini se stiamo parlando di una democrazia, dei sudditi in una monarchia.
    Il RE esercita il potere in quanto legittimato direttamente da DIo.
    Egli non deve organizzare elezioni, poiché già scelto dal DIvino.
    Al contrario deve fare marketing assicurandosi una diffusa e capillare presenza di un istituto religiose per garantire un credo tra i propri sudditi.
    Il monarca si accorge ben presto di avere a che fare con un DIo molto generoso:
    non chiede mai un rendiconto.
    Si sa che ciò porta ad assumere atteggiamente per lo più discutibili.
    Dio e' invisibile agli occhi del RE.
    Nei sistemi democratici il popolo sostituisce DIo.
    Il diritto al voto garantisce ai cittadini di poter eleggere i propri candidati.
    Ma c'è una grande balla a livello mondiale che ci viene propinata come un diritto inalienabile.
    Il voto segreto.
    Ricordiamoci che l'uomo politico più forte, il presidente degli Stati Uniti, che con alcune decisioni può influire sulla vita di ciascuno di noi, non rappresenta neppure il suo popolo!
    La maggioranza non va a votare.
    La politica non riesce a rappresentare molti bisogni, molte aspettative, molte anime.
    La crisi del sistema rappresentativo e' mondiale.
    Il diritto al voto segreto ci viene spacciato come una garanzia per poter esprimere liberamente la propria idea.
    Se avessimo bruciato Lock e hobbes questo pensiero sarebbe potuto passare.
    L'uomo lascia lo stato belluino per entrarie in società che dovrebbe garantirgli quell'ambiente ideale per esprimere al meglio le proprie virtù.
    E allora a che cosa servirebbe questa societa se proprio nel momento più alto, cioè una elezione politica, non e' in grado di difendere la nostra personale volonta' e pertanto la nostra dignita?
    A poco credo.
    Il voto segreto trasforma il popolo in DIo, risultando invisibile agli occhi del potere.
    10.000 persone diventano così tanti nessuno che spariscono non appena escono dalla cabina elettorale, persone contate come buoi in unRa mandria.
    Proviamo ora ad immaginare un sistema in cui ciascuno sottoscrivesse il proprio voto, (come del resto in questo momento, per poter esprimere una mia idea, devo registrarmi,)
    il candidato eletto conoscerebbe il volto di ciascun suo elettore.
    Un anno dopo la sua elezione il politico dovrebbe presentarsi al cospetto dei suoi elettori per ricevere il rinnovo del mandato , se una soddisfatta assemblea, o rimandato a casa se insoddisfatta.
    Seduta stante a maggioranza l 'assemblea ne sceglierebbe un'altro.
    Il sistema politico sarebbe così chiamato a rispondere ON THE GO al popolo qui veramente sovrano.
    La dove la criminalità e' organizzata, essa se ne fa un baffo del voto segreto come tutela della nostra indipendenza: gli strumenti coercitivi li conosciamo già tutti.
    Solo il voto palese può battere il crimine perché solo la verità( come scelta civica) rende liberi, ma questo non l'ho detto io


    • Con la mia proposta (mi sono espressa male?) non intendevo dire che a metà mandato se il giudizio fosse negativo si manderebbe i politici a casa: questa sarebbe forse una meravigliosa utopia. Piuttosto dovrebbe essere una presa di coscienza da parte loro sul loro stesso operato ed eventualmente cambaire modo d'agire. Del resto credo sia utopia anche la mia proposta: politici che rifiutano interviste a chi non la pensa come loro non penso sarebbero disponibili a farsi fare una tirata d'orecchie dai cittadini insoddisfatti, inidpendentemente dal fatto che questi li abbiano votati personalmente o se li ritrovino come governanti perchè la maggiornanza li ha eletti. Anche ciò che tu dici mi trova d'accordo comunque, se il voto fosse palese ci sarebbe trasparenza e certezza del risultato. Personalmente non mi vergogno di dire che ho votato IDV alle passate politiche o l'ex sindaco Mura della mia città (PD) anche se non è stato rieletto... Molti invece non esternano il voto, alcuni a ragione (forse), altri per partito preso, altri non saprei. Quindi anche il voto palese sarebbe utopia, ma la soddisfazione di fare un cazziatone a chi è stipendiato da noi per fare ciò che per noi è il meglio (non per sè...) indipendentemente dall'averlo votato o meno forse non dispiacerebbe ai più.

      • Caterina se siamo in questo blog e' per far si che le utopie siano frutti che possano crescere nel nostro giardino.
        La nonna di Barack Obama era una schiava.
        Se le avessero predetto il futuro del nipote non ci avrebbe scommesso un cent.
        Dobbiamo capire quale e' la strada giusta da percorrere e se non c'e non significa abbandonare ciò che riteniamo giusto, ma costruirla.
        Convinciamoci che un futuro nuovo e' possibile e che se non lo facciamo noi non lo farà nessuno.

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