Oggi chi non ha mezzi per comprare o affittare una casa ai valori di mercato si rivolge alla Azienda Regionale Territoriale per l'Edilizia della sua provincia (cosiddetta A.R.T.E. che ha sostituito i vecchi IACP, Istituti Case Popolari) che edifica case nelle aree che i Piani Regolatori Comunali destinano appunto all'edilizia popolare.
La devastazione del territorio che tale tipo di edilizia ha prodotto nelle periferie delle nostre città è sotto gli occhi di tutti. A ciò si aggiunga il degrado ambientale e sociale che caratterizza tali zone: conosciamo il marchio che imprimiamo alle persone quando diciamo di qualcuno "abita alle Case Popolari".
Tali Aziende rappresentano inoltre costi economici enormi sia per la realizzazione degli interventi, sempre lunga e laboriosa, sia per il successivo mantenimento dei fabbricati e degli stessi apparati burocratici.
Mi piacerebbe quindi che il Movimento 5 stelle facesse propria questa proposta:
1) Abolizione dei Piani di Zona di Edilizia Popolare nelle città ;
2) Soppressione totale di tutte le A.R.T.E. (ce n'è una in ogni provincia);
3) Destinazione delle enormi risorse finanziarie risparmiate alla concessione di contributi pubblici su mutui concessi dalle banche alle persone che si comprano una casa dove meglio credono e concessione di contributi pubblici a quanti prendono in affitto un appartamento dove meglio credono
4) Sia nel caso di acquisto che di locazione (ovviamente solo per prima e unica casa) il contributo deve consentire di pagare una rata o un canone mensile compatibili con il reddito della persona.
ESEMPIO NEL CASO DI MUTUO:
Mutuo bancario di Euro 150.000,00. a un tasso fisso del 4% per 25 anni la rata mensile è circa di Euro 800,00. Per un soggetto con un reddito netto mensile di mille Euro la rata non dovrebbe superare i 300 Euro mensili. Lo Stato dovrebbe pertanto concedere un contributo di Euro 500,00 al mese, quindi 6.000,00 all'anno,quindi 150.000,00 in 25 anni, certo meno di quanto costerebbe costruire e mantenere quell'appartamento. Ma in realtà il beneficio sarebbe assai maggiore perchè:
1) Ogni anno il beneficiario dovrà produrre la denuncia dei redditi e, in caso di aumento del reddito, il contributo diminuirà ;
2) In caso di vendita dell'appartamento dovrà essere restituito allo Stato il contributo percepito fino ad allora e i soldi così recuperati andranno ad incrementare il Fondo per la concessione di nuovi contributi.
Si aggiunga che con questo sistema le persone meno abbienti cesserebbero di essere tutte concentrate nei ghetti delle "case popolari" e potrebbero essere integrate nel tessuto urbanistico ed edilizio cittadino con immaginabili benefici sociali.
COSTO DELLA RIFORMA: ZERO (ANZI FORSE CI SI GUADAGNA)
Urbanistica
Proponi le tue idee: diventeranno parte del programma delle liste civiche



a) le "case popolari" sono spesso degradate per colpa del mal governo comunale, anzi come prima punto del proprio programma tutti i m5s eletti dovrebbero riqualificare le "case popolari"
b) sono d'accordo, non ci devono essere case sfitte. tassazioni altissime per i proprietari che non affittano/vendono le proprie abitazioni
c) Ogni nuovo complesso edilizio deve prevedere almeno 1/3 delle abitazioni da affittare a prezzi "popolari" (è così in molte città tedesche). Basta con questi Caltagirone che costruiscono mostri con il consenso dei vari Rutelli e Veltroni e poi fanno i miliardi sulla nostra pelle.
d) rilancio dell'edilizia popolare, quella sana, non quella che costruisce ghetti
e) Disincentivare i contratti d'affitto 4+4 (+tasse!!!) ed incentivare maggiormente i contratti d'affitto 3+2 (o simili...)
la soluzione è semplice: TASSE a tutti i palazzinari (compreso il premier) e case popolari per tutti. La casa deve essere un diritto di tutti, non un lusso di pochi.
1ð - Bisogna imporre l'occupazione degli appartamenti sfitti abbassando le rate per gli affittuari, magari rendendo impossibile per i proprietari tenere i loro appartamenti sfitti, in quanto cio' comporterebbe il pagamento di una tassa pari al 50% del costo medio degli affitti nella zona.
2ð - La gestione delle case popolari non deve essere affidata ad aziende esterne, ma gestito direttamente dal comune che possiede anche le liste delle persone in attesa di un appartamento popolare. Solo quando tutti gli appartamenti saranno occupati, si troveranno le zone piu' opportune per costruirne di altri.
3ð - Premesso che la casa dovrebbe essere un diritto, si potrebbe trovare una soluzione per permettere l'acquisto nel tempo di una casa a chiunque abbia un lavoro e ne faccia richiesta, l'ideale sarebbe un pagamento dilazionato e in proporzione al reddito percepito, vorra' dire che chi guadagna di piu' impieghera' meno tempo per finire di acquistarla e con una legge che impedisca la rivendita delle suddette case popolari ad un prezzo maggiore di quello di acquisto: Le case servono per viverci, non per lucrare sul bisogno di chi una casa ancora non la ha.
Di solito sono contrario alle costrizioni.. preferisco di granlunga gli incentivi a fare un qualcosa di giusto, piuttosto che un'altra.. In certi casi limite c'e' poco da fare.. non possiamo permetterci di cementificare altre aree verdi con la speranza che la concorrenza e il calo della domanda di appartamenti in affitto, porti i proprietari di due tre o quattro appartamenti, ad abbassare il costo degli affitti per rimanere competitivi... sara' impopolare, ma a fronte dell' insoddisfazione di pochi multiproprietari, avremmo un popolo di giovano senza casa che potranno ricominciare a sognare una famiglia.
Come Movimento abbiamo il dovere di fare qualcosa contro la bolla immobiliare, contro le jene edili e le banche che continuano ad arricchirsi vendendo case a prezzi gonfiatissimi fuori da ogni logica e le banche che ne approfittano per strozzare le famiglie...
Come Movimento abbiamo il dovere di fare qualcosa contro la bolla immobiliare, contro le jene edili e le banche che continuano ad arricchirsi vendendo case a prezzi gonfiatissimi fuori da ogni logica e le banche che ne approfittano per strozzare le famiglie...
Inoltre, aggiungerei anche un'altra idea per far abbassare i costi degli immobili.. Dare la possibilita' a chi lavora la terra o possiede un terreno agricolo di costruirsi(sempre con il consenso della sovrintendenza ai beni paesaggistici), delle casette in legno di ultima generazione, ecosostenibili che non prevedano la costituzione di fondamenta in cemento.. questo per lasciare la possibilita' allo stato di poter dare in futuro una destinazione diversa al terreno al momento agricolo, senza spese, e senza rovinare l'ambiente con mostri di cemento.
Le case prefabbricate hanno costi bassissimi di costruzione e mantenimento, sono antisismiche, coibentate, e possono ospitare diversi appartamenti in un unica struttura. per esempio: una bella casa in legno costa dalle 25.000 euro alle 60.000, un buco di appartamento non meno di 120.000 euro.. una bella differenza.. al momento le case in legno, sono le uniche che possono dare del filo da torcere alle lobby del cemento.. io le prenderei in seria considerazione..
http://www.casapassiva.com/case/case_prefabbricate/151_Costo_di_una_casa_in_legno.php
A Roma sono state contate milioni di case sfitte e in vendita a prezzi assurdi, anche in periferia! L'ideale sarebbe prima di tutto riempire quelle.. per farlo bisogna per forza imporre una tassa su ogni seconda, terza, ecc.. casa sfitta che uno possiede, Il costo della tassa deve essere necessariamente alto abbastanza per incentivare/costringere i proprietari ad affittare le case a prezzi in linea con il costo della vita. Basta speculazioni.. questo costringerebbe anche i Palazzinari che hanno comprato terra pubblica per due lire, ad abbassare i costi delle case in vendita.. in quanto la tassa verrebbe applicata anche agli appartamenti da 350'000,00 450'000,00 che stanno li in attesa che manager, o imprenditori che si sono arricchiti su operai sottostipendiati, le paghino per loro.
Legge impopolare? Quanti saranno felici e potranno avere una famiglia dopo questa regolamentazione? io sarei disposto a farne un referendum anche subito, tanto sono convinto che la maggioranza dei cittadini ne sarebbe entusiasta!
Ringrazio Fabio NARDOCCI per il commento. Per BRUNO MASSENTI: scusa ma tasse sulle abitazioni non se ne pagano piÃÆÃ¹, l'ICI ̮̬ stata abolita e per agevolare uno che si vuol costruire una casa bisogna dargli i soldi, che ̮̬ quello che io propongo. Per chi non ha lavoro neanche le Aziende Territoriali per l'Edilizia le case te le danno gratis, un canone anche se ridotto lo devi sempre pagare. Nella mia proposta non ̮̬ un canone di affitto che si paga ma una rata di mutuo e la casa diventa tua, ovviamente con le limitazioni giÃÆÃ previste in caso di vendita. Quanto ai "ghetti" sono tali percḫ̬ nello stesso edificio o nello stesso quartiere si concentrano persone della stessa fascia di reddito percḫ̬ la normativa prevede requisiti per cui "quei fabbricati" siano destinati "solo" a loro. Comunque la mia proposta ̮̬ uno schema generale ovviamente migliorabile.
....mi deve scusare, ma non mi son spiegato bene.....secondo me una proposta in favore del popolo e del "vivere bene", non puÃÆÃ² passare per le banche.....sarebbe continuare a far fare cassa alle stesse, che di sicuro non faranno gli interessi dello stato o nostri...
....sul fatto della casa io penso che sia un diritto di ogni essere umano avere un tetto sopra la testa, a prescindere dal fatto che possa pagare o no....
ma hai qualche proposta migliore da fare? forse ̮̬ lo stato che deve prestare i soldi e farseli ridare? se cosÃÆÃ¬ fosse chi "lavora" negli uffici ARTE cambierebbe solo nome all'ufficio e non si troverebbero senza stipendio...
Secondo me per agevolare la soluzione del problema casa bisognerebbe far pagare le tasse a chi ha piÃÆÃ¹ di una casa e come se fossero tutte affittate per tutto l'anno, in questo modo tutte le case verrebbero riempite o vendute, o chi puÃÆÃ² permetterselo non affittare, ovviamente chi registra il contratto pagherÃÆÃ la percentuale sull'affitto registrato, chi non lo registra un fisso (naturalmente alto), puÃÆÃ² essere una strada per risolvere il problema?
....mÃÆÃÂ ...le case popolari costruite in italia hanno tanti difetti, di estetica, funzionalitÃÆÃÂ ecc...ma mi sembra che la proposta veda troppo coinvolte le banche, che sono a parere mio artefici del disastro economico in cui ci troviamo...si dovrebbe agevolare chi costruisce una(una) casa non facendo pagare le tasse che attualmente esistono, d'altronde avere un tetto in cui vivere o dormire dovrebbe essere un diritto di tutti...
...e poi la proposta non dice come dovrebbe fare chi lavoro non ne ha!......senza casa?
e poi...i "ghetti" di cui parla ilDepaulis sono tali proprio perche sono persone che hanno poco denaro e vengono trascurate dalla societÃÆÃÂ , dai politici ecc...non centra nulla il fatto che le case siano di edilizia popolare o private....
Ritengo la proposta semplice, chiara ed intelligente. Sono d'accordo all'abolizione delle aziende ATER, che sono fonte di sprechi e clientelismo. La costruzione di case popolari in Italia ha comportato ingiustizie, sprechi enormi e devastazione del territorio.
Ritengo la proposta semplice, chiara ed intelligente. Sono d'accordo all'abolizione delle aziende ATER, che sono fonte di sprechi e clientelismo. La costruzione di case popolari in Italia ha comportato ingiustizie, sprechi enormi e devastazione del territorio.