MoVimento 5 Stelle
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Proponi le tue idee: diventeranno parte del programma delle liste civiche
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Potenziamento Internet wifi libero nelle aree pubbliche.

Avere accesso alla rete è necessario se vogliamo dare attraverso di essa nuovi servizi ai cittadini, ma non com'è stato fatto fin'ora come servizio "accessorio" ma come pilastro attraverso cui ad esempio facilitare il reinserimento o la ricerca lavorativa, ricevere richieste e proposte direttamente dai cittadini e far votare le soluzioni trovate ai problemi, potersi avvicinare all'obbiettivo di democrazia partecipativa. Ad esempio a Torino il wifi, in alcuni punti della città e università è in funzione, ma va esteso a tutta la città per i residenti e turisti, un servizio minimo certo magari a 256Kb, ma essenziale per chi non ha l'accesso a internet. Questa proposta fa parte della bozza di programma della lista "IN MOVIMENTO PER TORINO A CINQUE STELLE", www.movimentotorino.it Link al post su forum Piemonte per argomento simile: http://forum.piemonte5stelle.it/viewtopic.php?f=56&t=631

11 commenti

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  • INSOMMA,
    VA BENE IL SERVIZIO MA LA SALUTE E' DIRITTO PRIMARIO.
    ilWI FI LIBERO E GRATUITO VA BENE
    MA, QUANTI GRILLI SI PREOCCUPANO CHE
    RISPETTI SOPRATTUTTO LA SALUTE? CHI NE PARLA?
    QUANTO COSTERA' IN SALUTE?
    E' ORA DI PREOCCUPARSI.
    SI DEVE PORRE ATTENZIONE A QUANTO STABILITO DAL PARLAMENTO EUROPEO E, NON INQUINARE PIu' di 0,6 volt metro!
    SAPETE A TORINO QUANTO INQUINAMENTO c'è?
    Perchè altri tolgono queste tecnologie?
    Sapete che è possibile fare qualche cosa di
    libero gratuito e salubre ?
    Sapete che esistono cittadini indipendenti che appartengono al forum italiano per questo problema?
    E allora, cosa si aspetta ad unire le forze?
    Per avere WI FI e simili nuovi, ossia innocui per la salute.
    E' possibile, anche in Piemonte!
    Che ce vo'? Come ve lo devo di'.
    Fatemi proposte.
    Saluti
    Mari

  • SI RISPONDE CON UN ARTICOLO
    sul Wi-Fi

    SCUOLE: SOGNO O INCUBO?
    Quest'articolo di Grazia Bergamasco è apparso in un giornale di Vicenza.
    Grazia Bergamasco è la rappresentante dei comitati cittadini nell'Osservatorio Elettrosmog del Comune di Lonigo(Vi).

    WI-FI NELLE SCUOLE: SOGNO O INCUBO?

    Dal 9 maggio 2011, diecimila scuole italiane potranno prenotarsi per avere la dotazione wi-fi. Questo l’annuncio fatto dal ministro Brunetta. L’intera operazione sarà completata entro metà 2012 e toccherà “cinquemila scuole nei prossimi sei mesi e le restanti cinquemila nei sei mesi successivi”.L’investimento pubblico è di cinque milioni di euro per la prima fase con il contributo anche di regioni, fondazioni ed enti.
    Il Piano wi-fi è solo parte di un progetto più ampio, chiamato “ Progetti di innovazione tecnologica per le istituzioni scolastiche”, che comprende il progetto”Servizi Scuola Famiglia via web”con il portale denominato “Scuola Mia”.Questo fornisce una serie di servizi on-line, come comunicazioni, pagelle , assenze e ritardi, colloqui, pagamenti. Tutte le scuole iscritte a Scuola Mia avranno la possibilità di richiedere l’accesso a Internet senza fili, cioè l’installazione del wi-fi. “Il mio sogno è quello di dare il kit per tutti i bambini delle scuole elementari” ha sottolineato Brunetta.
    Questa affermazione ha provocato reazioni immediate. Il coordinatore dei Comitati romani contro l’elettrosmog Giuseppe Teodoro e i Verdi hanno definito il “sogno”di Brunetta un’operazione estremamente rischiosa per la salute dei bambini.
    Il prof Angelo Gino Levis, membro della commissione oncologica nazionale, giudica la decisione del ministro “una follia”. Spiega che le radiazioni emesse dai portatili collegati al wi-fi sono ad altissima frequenza, come quelli provenienti dai cellulari; anzi, mentre i cellulari arrivano a poco più di un gigahertz, le reti wireless ne raggiungono quattro. “I valori di campo generati in un’aula scolastica da tre o quattro computer collegati alla stessa rete wi-fi sono inaccettabili dal punto di vista sanitario” dice Levis, “ e quindi un portatile connesso ad una rete wi-fi può diventare un oggetto molto pericoloso, se utilizzato dai bambini”.
    L’ing. Marcello Stampacchia, tecnico dei cittadini all’interno dell’Osservatorio ha spiegato che, in una classe, quando si collega un computer a una rete wireless, viene attivata una piccola stazione radio base che è inserita nel computer e un’altra inserita in un apparecchio (scatoletta con una o due antennine). Così se collegheremo 20 computer avremo attivato 20 stazioni radio base più una ( scatoletta). Queste stazioni per comunicare emettono delle onde elettromagnetiche (microonde) che trasformano l’aula in “un forno a microonde”.
    Che le microonde siano dannose lo dice la Germania dove il wi-fi è stato vietato in tutte le scuole pubbliche già dal 2008; la Francia che ha spento tutte le reti wi-fi nelle scuole e negli uffici pubblici, biblioteche e musei compresi; l’Inghilterra dove sono emersi studi preoccupanti sulle onde emesse dai wi-fi; Bruxelles e il Comitato Ambiente del Consiglio d’Europa. L’Italia invece va controcorrente, quasi che gli italiani fossero immuni dagli effetti delle onde elettromagnetiche. Alla proposta di Brunetta hanno già aderito 800 scuole.
    Tra queste rientra anche la scuola elementare di Lonigo?
    Interpellata, la dirigente scolastica, dott.ssa Gigliola Marcolungo ha sottolineato che il piano Wi-fi pur avendo una sua collocazione all’interno del progetto più ampio non è, almeno per ora, adatto a una scuola primaria. Il collegamento a Internet è marginale per bambini così piccoli, che usufruiscono già del laboratorio di informatica della scuola, ma solo saltuariamente si collegano a Internet. Inoltre per poter richiedere il kit wi-fi, la scuola deve essere già iscritta al portale Scuola Mia e Lonigo non ha aderito a questo progetto, in quanto tutti i servizi offerti dal portale dovrebbero essere svolti dagli insegnanti, con orario aggiuntivo e aggravio di lavoro. “Trovo il progetto più indicato per i ragazzi delle scuole di grado superiore,in quanto hanno più autonomia, e quindi necessitano di un maggiore controllo” afferma la dott.ssa Macolungo.
    Anche l’Amministrazione Comunale non sembra particolarmente favorevole alla proposta Brunetta: “In generale un’iniziativa che diffonde l’informatica nelle scuole è sempre un evento positivo, mentre un uso indiscriminato delle nuove tecnologie deve essere vagliato in modo attento.
    Nel caso specifico del wi-fi si parla di danni accertati, ma anche del contrario, occorre quindi far ricorso al Principio di Precauzione; poiché si sta parlando della salute dei nostri figli, non ci sono dubbi: si opta per ciò che non nuoce”.
    Serve davvero il wi-fi nelle scuole ? Perché non usare le postazioni fisse che non nuocciono e offrono tecnicamente lo stesso servizio?
    Il prof Levis afferma che non manderebbe mai suo figlio in una scuola dove c’è una rete wireless perché non sa cosa poterebbe accadergli quando sarà più grande.
    E noi?

  • La politica italiana ( anche il buon Prodi), ha sempre trovato comodo porre il problema sicurezza di pochi d'avanti alla Conoscenza di tutti.
    Mi spiego meglio, oggi per accedere alla rete www un pc deve essere identificato ed associato ad una persona giuridica e quindi riconoscibile e rintracciabile. Internet gratis si può, ma ci dovrebbero essere dei server che permettano ad ogni cittadino di accedere alla rete con i propri dati.
    Una soluzione possibile (utilizzando la filosofia energetica del movimento) e' http://www.fon.com/it ognuno vale 1 e se ognuno di noi condividesse la propria rete avremmo già un Italia cablata.
    Almeno non inviamo i nostri dati personali al diecimila società.

    NB. Ci tengo a precisare che un pc collegato in wifi non e' meno protetto di un pc collegato alla rete ADSL.

  • user-pic

    Boh, mi hanno messo sopra casa a mt.50 circa un'antenna tim, prima , nella cantina un pò seminterrata e con muri di cm.80 il telefonino non prendeva ora si, ma farà bene alla salute?

    • @Maurizio: Se i 3 palazzi di 8 piani di fianco a quello della Regione a Torino, avesse accesso alla parte di rete wi-fi libera Regionale (che attualmente c'è) ci sarebbero almeno 10-12 router wi-fi privati in meno, che spesso si sovrappongono...questa è anche una risposta a chi parla giustamente di elettrosmog, più wi-fi libero per ridurre quello privato e agevolare l'accesso a chi non ce l'ha.
      @Roberto: Ottima la strada del guifi.net da percorrere senz'altro, ma perchè non sfruttare anche quella pubblica di rete dove già c'è?
      @Francesco: Anch'io sono un Foneros, ma dobbiamo anche razionalizzare l'utilizzo del wi-fi. La nostra risposta non può essere solo aggiungere ai tanti router privati(magari già wi-fi).
      @tutti: Il wi-fi libero con accesso dalle amministrazioni pubbliche locali è già fattibile senza grandi costi, una rete di comuni coprirebbe gran parte del territorio italiano, naturalmente questa è "una" delle strade che possiamo proporre.

  • Una rete wifi gratuita DEVE essere realizzata in tutta Italia, è scandaloso il fatto che non esista già..Grazie soprattutto ad interessi economici che coinvolgono la nostra classe politica!
    Io frequento il Politecnico di Torino, che dispone di una rete wifi gratuita che comprende tutto l'ateneo e noto spesso come sarebbe tutto molto più complicato se non ci fosse offerto questo servizio.

  • Carissimi,
    come ho avuto modo di riportare in altri precedenti post di questo forum sull' argomento connettività, qui siamo tutti consapevoli dell'importanza della banda larga come mezzo fondamentale per consentire ad ogni cittadino di esercitare il proprio diritto di accesso all'informazione ed alla conoscenza.
    Seguo da tempo i vari progetti di reti in banda larga promossi per le comunità cittadine o territoriali che si vanno sviluppando in Italia e nel mondo e vorrei farvi partecipi del fatto che esiste un'altro modo per realizzare queste reti senza andare a bussare alla porta della politica.
    Lo hanno realizzato in Catalogna, si chiama guifi.net, e si basa su di un modello di gestione in cui chi fa e chi usa la rete "partecipano" allo sviluppo ed al mantenimento della rete finanziandosi tramite le "collette".
    In pratica qualcuno (tecnico) propone tramite il sito la realizzazione di un punto di accesso (detto supernodo) per coprire con il segnale wireless una certa zona, pubblicando la lista della spesa (cioè fa il preventivo). Tutti quelli interessati mettono la cifra che vogliono e se si raggiunge la quota prevista il proponente costruisce il supernodo consentendo a tutti i contribuenti di collegarsi.
    Riporto dal sito www.guifi.net la descrizione di cos'è guifi,net:
    "guifi.net è una rete di telecomunicazioni, aperta, libera e neutrale, strutturata tramite accordi paritetici di interconnessione dove ogni partecipante collegandosi estende la rete e ottiene la connesione con tutti gli altri."
    Se vi sembra una cosa campata in aria ed aleatoria sappiate che in circa 6 anni di attività la rete, fondata da Ramon Roca ed alcuni amici, è arrivata a oltre 17.000 nodi.
    Se, come credo, il Movimento a cinque stelle è il posto giusto per i progetti più belli allora dovremmo copiare il modello di guifi.net.
    Attendo commenti.
    Ciao,
    Roberto

  • Salve a tutti sento spesso parlare di Wifi libero ma sinceramente non ho ancora ben capito quale possa essere il sistema, cioè in pratica io esco di casa con il mio pc mi siedo in una panchina ai giardini e li mi connetto alla rete e navigo? Ma come e possibile che una rete sia pubblica? Con quali credenziali si dovrebbe avere accesso?

  • Ottima idea!!
    Si cerchi inoltre di salvaguardare i dati degli utenti che utilizzano quella rete wi-fi. Non conosco gli orizzonti dei cracker informatici, ma sono sicuro che qualche mascalzone potrebbe in qualche modo "saltare" qualche difesa informatica.

  • Turismo certamente con servizi "base" come il wi-fi, ma anche cittadinanza e studenti a cui la rete deve dare risposte che non arrivano dalla nostra società, nuove possibilità lavorative e informazione libera!!!

  • Da proporre non solo a Torino ma in tutte le grandi città Italiane come Servizio non solo alla cittadinanza ma anche ai turisti. Rilanciamo il Belpaese con le idee.

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