MoVimento 5 Stelle
Connettività
Proponi le tue idee: diventeranno parte del programma delle liste civiche
Scrivi una proposta
user-pic

LA MOBILITAZIONE PERMANENTE

Non è affatto un'idea nuova. E' stata teorizzata, anche se con modalità differenti, circa 90 anni fa. Ma all'epoca non esistevano gli strumenti tecnici per attuarla, e fallì miseramente in breve tempo. Il movimento studentesco, nel maggio francese (1968), cercò in qualche modo di riproporla in modo parziale, ma per lo stesso motivo non si riuscì nemmeno a partire. Oggi le condizioni sono cambiate. Per la prima volta nella storia, con la comparsa della rete, la mobilitazione permanente diventa possibile. In realtà il concetto è molto semplice e immediato, addirittura quasi spontaneo, tanto che una sorta di inizio di mobilitazione permanente è già iniziato, sia pure in forma larvale, proprio nel MoVimento 5 Stelle. Si tratta di promuovere a normalità una costante "agitazione" politica che può provenire solo dal basso e che tocchi contemporaneamente tutti gli aspetti della vita politica e sociale. Un "overflow" di iniziative costantemente conosciute, testate e velocemente rielaborate da una grande massa di persone. Un meccanismo del genere ha già in se caratteristiche di autocontrollo e di autoselezione in grado di correggere un gran numero di errori, di fughe in avanti, di strade senza uscita (tutti sappiamo che nella rete - soprattutto nella "nostra" rete - i "cazzoni", gli imbroglioni e gli ipocriti durano poco). La velocità di elaborazione e di diffusione di nuove idee da applicare sul territorio può diventare impressionante. Ma esiste un altro aspetto fondamentale della mobilitazione permanente: nessuna struttura di controllo del potere politico e/o sociale di tipo tradizionale può reggere un confronto del genere. Ne avremo conferma in breve tempo: sono convinto che in tutti i Comuni nei quali entreranno i nuovi consiglieri del M5S (tutti rigorosamente in assoluta minoranza) il grado di opposizione alle giunte in carica raggiungerà in brevissimo tempo livelli mai visti in precedenza. Del resto una conferma in tal senso la troviamo già nei consigli regionali (io ho sotto gli occhi quello del piemonte, dove Bono e Biolè da soli riescono spesso a mettere in crisi l'intera assemblea). E nei consigli regionali troviamo spesso politici esperti e pesantemente assistiti dagli apparati. Ma figuriamoci gli assessori eletti nelle liste civiche di un piccolo comune a sistema maggioritario, abituati ad essere maggioranza assoluta e onnipotente a dispetto di qualunque opposizione, che si trovano davanti un nostro consigliere, assistito dai suoi compagni e con l'appoggio e la conoscenza dell'intero MoVimento, che porta fuori tutte le magagne della Giunta e le combatte collettivamente sul territorio; che promuove costantemente nuove iniziative di opposizione fra i cittadini, che ne inventa "una per colore" un giorno si e l'altro anche....... Ci sarà da ridere! Ed è proprio questo che dovremo fare. Usando tutti gli strumenti a nostra disposizione. Ad esempio in molti Statuti Comunali (soprattutto nei piccoli comuni) sono previsti i referendum sia abrogativi, sia propositivi. Spesso il numero di firme necessario per indirli è piuttosto alto - da me il 15% -ma possono tuttavia rappresentare un ottimo strumento di mobilitazione e di partecipazione popolare. Immaginate una cosa del genere (noi ci stiamo informando in merito): referendum per la moratoria delle nuove costruzioni in zone agricole sul territorio comunale! Siamo un MoVimento ? Continuiamo a muoverci, ad agitarci, ad aggiungere sempre nuova carne al fuoco, ad intervenire su tutto. E, per favore, cerchiamo di dotarci di un data-base di movimento dove riversare e attingere informazioni in modo pratico e veloce! Riccardo Tonso - Trofarello

Commenta

Categorie



Le Liste Civiche a Cinque Stelle

La Carta di Firenze

   © 2010 Beppegrillo.it - I contenuti di questo sito sono rilasciati sotto licenza Creative Commons  Creative Commons