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La più grande innovazione a Desio secondo Garbo

Fanno indignare le affermazioni false e arroganti di Garbo (candidato sindaco PDL-UDC-Lista Foti) pubblicate sull'Esagono di lunedì 9 maggio, quando straparla di teleriscaldamento e di emergenze rifiuti!

Cerchiamo di fare chiarezza. Il teleriscaldamento recupera una parte del calore che in origine l'inceneritore disperdeva: ma da qui, a sostenere che sia la più grande innovazione a Desio, ce ne passa! E non saranno le caldaie smantellate grazie al teleriscaldamento ad accrescerne la gloria, in quanto l'inceneritore emette diossina, metalli pesanti, polveri fini e ultrafini oltre a produrre grandi quantità di ceneri altamente tossiche che vanno in discarica: invece le caldaie a metano non emettono nulla di tutto questo!

In realtà il teleriscaldamento da rifiuti è una falsa soluzione che sposta i problemi a valle anziché risolverli a monte:

- non migliora l'efficienza energetica e la qualità degli edifici: se un palazzo è poco isolato e pieno di spifferi, tale rimane e continuerà a disperdere molto calore, a spese degli occupanti;
- non migliora la gestione dei rifiuti; è un dato di fatto che gli inceneritori sono concorrenti della raccolta differenziata spinta (oltre il 70% per intenderci), tant'è vero che la raccolta differenziata a Desio (circa 50%) è la peggiore di tutta la provincia ed è pure in diminuzione!


Molto meglio affrontare alla radice i due problemi, in modo separato:

- da una parte ridurre al minimo il consumo di energia negli edifici (come avviene da anni in Europa e in Alto Adige) adottando il più possibile le tecniche della Casa Passiva, sia in fase di costruzione che di ristrutturazione, per ridurre fino al 90% i consumi e i costi delle bollette energetiche;
- dall'altra massimizzare il riuso e riciclo dei materiali come già avviene ad esempio a Novara, a Verbania e a San Francisco e utilizzare sistemi di trattamento/riciclo a freddo.


L'obiettivo è trasformare progressivamente Desio in una città sempre più virtuosa in cui ogni oggetto potrà essere riusato o riciclato, mentre gli edifici, a bassissimo consumo, saranno sempre più energeticamente autosufficienti.


Un risultato di questo tipo non potrà essere realizzato se investiremo ancora nel teleriscaldamento da rifiuti, tanto superato quanto caro al "fumogeno" Garbo e ai suoi amici "adoratori del fuoco". 

Paolo Di Carlo
Desio 5 Stelle

2 commenti

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  • Saluti.
    Se posso dare un consiglio da tecnico del settore...

    Se ho capito bene la rete di teleriscaldamento esiste già.
    L'unico vantaggio ambientale che una rete di teleriscaldamento può garantire è la possibilità di utilizzare delle fonti di calore pulite o meno inquinanti di quelle tradizionali, le quali richiedono di investimenti e spazi tali da non consentirne la realizzazione nei singoli condomini.

    Evidemente sono al 100% d'accordo con il discorso rifiuti: raccolta differenziata spinta e riciclaggio il più possibile.

    Altrattanto d'accordo sull'isolamento termico degli edifici.
    La riduzione del 90% (o anche del 100%: emissioni zero) è fattibile per gli edifici nuovi.
    Il vero problema sono gli edifici esistenti, dato che è difficile obbligare i proprietari a ristrutturare gli edifici esistenti (per chi è interessato ho avanzato delle proposte in merito in altri interventi). Nel caso di ritrutturazione dell'esistente è realistica una riduzione del 60-70% dei consumi per riscaldamento rispetto alla situazione esistente.

    Dismissione dell'inceneritore.
    Se però vi fosse in zona la disponibilità di biomasse da residui di lavorazione artigianale o agricola (non prodotte per bruciarle, solo scarti delle attività presenti), allora l'impianto potrebbe essere adattato per bruciare questi materiali e per produrre energia di riscaldamento per gli edifici.
    In alternativa si potrebbe anche studiare la fattibilità di una generazione di calore a geotermia profonda, come già avviene in altri paesi europei. Si scende fino a 1500-2000 metri di profondità e si tira su dell'acqua calda a 80-90 °C che può essere utilizzata per il riscaldamento degli edifici.

    Se la rete di teleriscaldamento non esiste già, probabilmente in una prima fase sarebbe più redditizio, dal punto di vista energetico (ma anche economico) utilizzare gli stessi fondi previsti realizzarla per finanziare la riqualificazione energetica degli edifici esistenti. Si potrebbero ad esempio rimbosare a fondo perduto il 100% degli studi di fattibilità (progettazione preliminare di architetti e ingegneri) e concedere dei finanziamenti a tasso agevolato (1-2%) per le opere da realizzare.
    Il rimborso totale della progettazione preliminare è strategico, in quanto a seguito di tali studi in genere si arriva a dimostrare la convenienza anche economica dell'intervento.
    Se la durata del mutuo viene proporzionata ai tempi di ritorno dell'investimento, il committente si ritrova un risparmio immediato sui costi annuali, anche al netto degli interessi.

  • Condivido pianamente quanto affermi.
    Ho scritto sull'argomento nella categoria INCENERITORI ed ENERGIE ALTERNATIVE.
    Sintonia ottima
    Un abbraccio

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