Il 12 e 13 giugno si vota sui quattro quesiti referendari. Si vota "sì" oppure "no" oppure non si vota con l'intenzione di far fallire i referendum.
A tempo debito bisognerà riformare la legislazione introducendo il referendum propositivo accanto a quello abrogativo e togliendo il "quorum". Se una legge che in quel momento non piace o se un gruppo di cittadini vuole proporre una legge, il "quorum" non ha senso .
Acqua pubblica
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Concordo con michele,bisogna poter votare anche fuori sede. io risiedo in Piemonte e non ho potuto votare perchè al momento sono a Roma per lavoro. Riusciamo a far votare gli italiani all'estero o i malati in ospedale (che di certo non vanno alla loro sezione elettorale) e non riusciamo a far votare i lavoratori o gli studenti fuori sede?? Mi sembra il minimo dare a tutti la possibilità di esercitare il diritto al voto!
Sono della stessa opinione. Mia figlia di Baiano della provincia di Avellino si trovava a Grosseto per un campus universitario e non ha potuto votare per i referendum! Bisogna modificare la legge.
Concordo con michele,bisogna poter votare anche fuori sede. io risiedo in Piemonte e non ho potuto votare perchè al momento sono a Roma per lavoro. Riusciamo a far votare gli italiani all'estero o i malati in ospedale (che di certo non vanno alla loro sezione elettorale) e non riusciamo a far votare i lavoratori o gli studenti fuori sede?? Mi sembra il minimo dare a tutti la possibilità di esercitare il diritto al voto!
Concordo con Michele. Io risiedo in Piemonte ma al momento per lavoro sono a Roma (mia città di origine) e non ho potuto votare. Per un referendum nazionale mi sembra ingiusto non dare questa possibilita ai fuori sede....insomma votano all'estero non vedo la difficoltà di votare fuori comune!
E bisogna anche fare una stramaledetta legge che permetta ai fuorisede di votare nel comune in cui vivono ma non risiedono, almeno nel caso di elezioni di carattere nazionale (referendum, politiche ed europee). è inammissibile che gli italiani all'estero possono votare e i fuorisede in Italia no!
Bisogna partire - anche in questo caso - dal basso, dai Comuni.
Come ho scritto a suo tempo - per l'incontro con i candidati sindaci tenutosi alla ex Pescheria - questo va proposto, SUBITO, in qualsiasi Comune si sia riusciti ad entrare, indipendentemente dal peso ottenuto dalla lista. Se non si fa - anche se evidentemente una proposta del genere non verrebbe mai accettata - c'è già qualcosa di che preoccuparsi sui candidati che siamo riusciti a far arrivare lì.