Ho da poco scoperto l'Esperanto. Ne avevo sentito parlare ma ora lo sto studiando e ne sono innamorato. Propongo che il Movimento a 5 Stelle si unisca subito a quei cittadini europei di ogni paese che stanno chiedendo che l'Esperanto venga usato come lingua istituzionale all'interno delle amministrazioni europee.
Studi dimostrano che 1- è la lingua più facile, 2- è la lingua più democratica (attualmente traduciamo tutti i documenti in ogni lingua e questo in realtà porta al trilinguismo ingelese, francese, tedesco, o al solo inglese), 3- è la lingua più economica (attualmente più del 40% del bilancio europeo va in traduzioni.
Appalti pubblici
Proponi le tue idee: diventeranno parte del programma delle liste civiche



Non so se Marchiani esiste o se sia solo la macchietta del guastatore , ma consiglio di non abbooccare ai suoi inviti .
Le lingue sono cose complesse , e l'idea di studiarle con uno schema......va bene solo per i robot .
Marco dice:
«Non so se Marchiani esiste o se sia solo la macchietta del guastatore».
Caro Marco, non so se esisti, ma io posso tollerare e discutere su tutto, ma non mi piace la gente che tenta di gettar fango sugli altri per far passare le proprie idee. È un trucco da "politichetta" e dimostra poco rispetto nel prossimo. Ed il rispetto non è dare del tu o lei, il rispetto è altro, ricordalo nella vita e te lo dico come lo direi a mio figlio. Se vuoi imporre agli altri la tua visione del mondo, hai sbagliato sito. Qui si discute e si ascoltano tutti, non si fa a gara chi vince.
Ancora Marco continua:
«Le lingue sono cose complesse , e l'idea di studiarle con uno schema......va bene solo per i robot»
Quindi se prendi la tavola dei verbi italiani non puoi dedurre uno schema? Se prendi le declinazioni latine non trovi uno schema? In inglese non trovi schemi? Nel cinese, arabo, inuit, hindi, giapponese, aborigeno... nel tuo dialetto (...!) non trovi schemi seguiti? Si chiama grammatica.
L'esperanto funziona allo stesso modo, solo che NON HA LE ECCEZIONI ED IL SUO SCHEMA È SEMPLICE, entrambe cose che sono adatte agli uomini. Ma dato che evidentemente non la conosci, e ciò che non si conosce desta o curiosità o paura, cerchi di giustificarti dicendo che è giusto non conoscerlo. Perché, con quel poco di psicologia che modestamente ho studiato, mi sembra (dico MI SEMBRA) che la tua avversione all'esperanto sia inconscia e che solo sentirla nominare ti causa un irrefrenabile impulso ad esorcizzarla con parole quali "robot", "macchina", "freddo", "computer" ecc. che secondo te dovrebbero causare avversione anche negli altri (e probabilmente è vero). Affronta la cosa con serenità, la parlano le persone, funziona, fidati di uno che (al contrario di te) la parla, la scrive, la legge.
Senza rancore e con stima (sincera, che tu mi creda o no).
Dankon pro via atento
Guarda, forse qualcuno in alto ti ha ascoltato: NEL TRADUTTORE UFFICIALE dell'UE... c'è l'ESPERANTO!!
Un traduttore automatico, con i suoi limiti, ma CON L'ESPERANTO!!
Se ne trovavano un paio in internet, (non in quello di google purtroppo, ma quello fa comunque pena quando lo uso...), ma adesso uno in un sito che si chiama
http://itranslate4.eu/
E che è collegato all'UE :)
Non male, vero?
L'inglese ha meriti ma non mi dite che è facile; ha una fonetica folle che costringe alla dipendenza dai madrelingua per parlare e scrivere, mentre una lingua razionale come l'esperanto s'impara da autodidatti in un quinto del tempo senza spese. Se con ciò si preferisce l'inglese ..........
L'esperimento dell'esperanto va avanti da decine di anni, ma è fallito miseramente. Per chi ha una minima base linguistica è logico che cultura e lingua vadano di paripasso. L'esperanto essendo privo di questa cultura è una lingua nata morta e studiata da pochi. Una varietà di coinè accettabile deve partire da una base popolare e letteraria (si veda l'italiano del XIII sec nato dal Fiorentino e delle battaglie tra varietà di coinè che ne sono nate). Tradurre in esperanto significherebbe allontanare ancor di più i cittadini dalle istituzioni. Infatti l'inglese è appreso non solo grazie alla scuola, ma attraverso l'informatica, internet, i film, i sottolinguaggi economico-burocratici ed è proprio questa abbondanza di cultura assieme alla grammatica povera a renderlo un ottima lingua coinè.
L'esperanto è vivo, ha una cultura. Non è un esperimento fallito, ma mai iniziato. Dove l'esperanto è stato e viene usato, è usa vittoria schiacciante e del resto, logica (logico il fatto che una lingua facile venga appresa, no?).
Se vogliamo iniziarlo, ne godremo i benefici, se vogliamo invece ignorare ciò che non conosciamo per pigrizia o presunzione, allora andiamo avanti così e diventeremo tutti madrelingua inglesi perdendo un pezzo di noi.
Imparare l'esperanto non significa non studiare l'inglese (nota la differenza: imparare-studiare). L'inglese è un fallimento perché io che lo parlo non capisco i film in lingua originale e con me moltissimi. I corsi tenuti da madrelingua costano molto, ma possiamo far andare avanti questo fallimento anche iniziando una sperimentazione dell'esperanto.
Quando vedi in un raduno esperantista un mongolo che parla in esperanto con uno statunitense, allora capirai che significa. Ma non possiamo certo andare tutti ad un raduno esperantista per convincerci, abbiate un poco di fiducia, studiatelo un poco anche senza impararlo, e capirete.
PS. ogni anno escono centinaia di libri in esperanto, traduzioni (di recente anche la Gerusalemme liberata) e opere originali talvolta tradotte in altre lingue.. ;)
L'esperanto ha 120 anni di storia e viene studiato come veniva studiato nel 1700 il latino. In latino non solo si traduceva, si scriveva anche di primopugno ma dubito che qualcuno lo proporrebbe come coinè, no? Sull'italiano, vi dirò, mi reputo addirittura purista e quindi non ho la minima intenzione di proporre l'inglese come lingua ufficiale. Premettto che studio traduzione e quindi parlo con cognizione di causa. Una lingua è fatta di storie, di cultura, di trasformazioni interne di cui l'esperanto è asssolutamente privo. Tra l'altro si stà affermando come lingua di comunicazione non l'inglese standard e nemmeno la variante americana, ma una ligua parlata dagli apprendenti non madrelingua chiamata Globish. Le differenze non sono così sostanziali rispeetto allo standard, ma dsono molte. Tradurre in esperanto vorrebbe dire aver sempre bisogno di un traduttore dall'esperanto nella propria madrelingua. Ormai ssi è affermato l'inglese, come il francese prima e ancor prima il latino. Che senso ha fermare un processo che è già a metà? L'inglese tra l'altro è una lingua che molto si presta a diventare una coinè è isolante(poca grammatica), analitica(di facile decifrazione a livello sintattico) e ha subito influenze così pesanti dal latino che molte radici sono praticamente identiche.
1. la somiglianza dell'inglese al latino è quasi solo nella scrittura. Inoltre ha sempre parole a coppie, germanica e latina, che rendono il lessico difficile per i non germanici/latini: freedom e liberty ecc.
2. non è semplice grammaticalmente, nasconde troppe insidie: i have, he has; i must, he musts? I don't have -- i don't must? shall, will... l'unica cosa semplice è che non cambia per persona... ma devi lo stesso pensare dato che cambia alla 3a persona.
3. troppi mono e bisillabi, anche se sono scritti con molte lettere: thought, dreamed. Spesso distinti da una minuscola differenza (tree three, free) rendono la comprensione difficile se c'è il minimo rumore (ma anche in silenzio)
3. illogica semanticamente: "watch out" non significa "guardar fuori", "cry". "cry out", "cry out for".
Ma uno che si ostina ad essere contro l'esperanto, lo fa per parte presa, non cambierà mai, a parte certi casi, come me, e qualcun altro:
Da quando per ragioni scientifiche ho cominciato ad occuparmi dell'esperanto, ho cambiato atteggiamento. L'ho studiato e ho constatato che è costruito con intelligenza e che ha una storia molto bella. Linguisticamente segue veramente criteri di economia e di efficacia. (Umberto Eco)
Tutte le discussioni teoriche sono vane, l'esperanto funziona. (Antoine Meillet, linguista e grecista francese)
Ti cito: «Che senso ha fermare un processo che è già a metà?»
Se si è arrivati a metà strada, percorsi 500 Km, ma si cambia strada per percorrere un solo Km con meno fatica per la stessa meta, si sono risparmiati 499 Km, e non persi i 500 Km percorsi.
Splendido intervento. Grazie delle tue parole che mi hanno dato altro materiale di riflessione e di divulgazione.
L'esperanto ha 120 anni di storia e viene studiato come veniva studiato nel 1700 il latino. In latino non solo si traduceva, si scriveva anche di primopugno ma dubito che qualcuno lo proporrebbe come coinè, no? Sull'italiano, vi dirò, mi reputo addirittura purista e quindi non ho la minima intenzione di proporre l'inglese come lingua ufficiale. Premettto che studio traduzione e quindi parlo con cognizione di causa. Una lingua è fatta di storie, di cultura, di trasformazioni interne di cui l'esperanto è asssolutamente privo. Tra l'altro si stà affermando come lingua di comunicazione non l'inglese standard e nemmeno la variante americana, ma una ligua parlata dagli apprendenti non madrelingua chiamata Globish. Le differenze non sono così sostanziali rispeetto allo standard, ma dsono molte. Tradurre in esperanto vorrebbe dire aver sempre bisogno di un traduttore dall'esperanto nella propria madrelingua. Ormai ssi è affermato l'inglese, come il francese prima e ancor prima il latino. Che senso ha fermare un processo che è già a metà? L'inglese tra l'altro è una lingua che molto si presta a diventare una coinè è isolante(poca grammatica), analitica(di facile decifrazione a livello sintattico) e ha subito influenze così pesanti dal latino che molte radici sono praticamente identiche.
L'esperimento dell'esperanto va avanti da decine di anni, ma è fallito miseramente. Per chi ha una minima base linguistica è logico che cultura e lingua vadano di paripasso. L'esperanto essendo privo di questa cultura è una lingua nata morta e studiata da pochi. Una varietà di coinè accettabile deve partire da una base popolare e letteraria (si veda l'italiano del XIII sec nato dal Fiorentino e delle battaglie tra varietà di coinè che ne sono nate). Tradurre in esperanto significherebbe allontanare ancor di più i cittadini dalle istituzioni. Infatti l'inglese è appreso non solo grazie alla scuola, ma attraverso l'informatica, internet, i film, i sottolinguaggi economico-burocratici ed è proprio questa abbondanza di cultura assieme alla grammatica povera a renderlo un ottima lingua coinè.
A proposito, per "lingua morta" si intende una lingua senza parlanti. Di esperanto ci sono decine di parlanti madrelingua solo in Italia (ne conosco qualcuno ma non mi metto a far nomi qui). I madrelingua che hanno imparato l'esperanto da bambini in famiglia sono la dimostrazione della "naturalità" della lingua, apprendibile appieno dal cervello senza lezioni di grammatica, ma "parlando con mamma e papà".
Il resto, tipo definirla lingua "nata morta", sono frasi fatte scientificamente inaccettabili, quasi un'offesa alla linguistica.
Chiedetelo ad Umberto Eco che ha scritto "Alla ricerca della lingua perfetta" elogiando l'esperanto ma slo dopo anni di studi e con l'umiltà di chi si informa prima di parlare.
Che volete come prova della sua espressività? Il sistema verbale?? Eccovelo in sole due pagine web:
http://it.wikibooks.org/wiki/Esperanto/Coniugazione_verbale_semplice
http://it.wikibooks.org/wiki/Esperanto/Coniugazione_composta
Cosa gli manca? Cosa volete dall'esperanto, il sangue? ;-)
Con lo stesso numero di parole esempi e spiegazioni non si potrebbero nemmeno elencare i verbi irregolari dell'inglese, senza parlare della pronuncia (senza pronuncia: "read" si legge in due modi diversi, a seconda se è presente, passato o p. passato; ma si scrive lo stesso...).
Nessuno vuole attaccare l'inglese, il confronto lo fanno quelli che attaccano l'esperanto senza conoscerlo. Ci sono molti epserantisti inglesi e statunitensi, e non sono masochisti per quel che ne so io. a me l'inglese piace, ma non è buona a meno di rendere chi lo parla un mezzo colonizzato che ha dedicato migliaia di ore all'inglese, con studio, film e musica, perdendosi centinaia di ore di sport, fisica, matematica che invece avvantaggiano chi nasce parlando inglese.
Una lingua si definisce vivente (in opposizione a morrta) quando esistano due o piu parlanti madrelingui. Anche di latino ci sono molti parlanti, ma che lo conoscono come L2. Per questo il latino è detto lingua morta. Anche se imparassi l'esperanto a tre anni, non sarebbe comunque la mia lingua madre che è quella con cui si ha imparato a parlare, quella con cui si è comunicato in casa. Ho dei dubbi che esistano questi casi, anche se in effetti è verosimile la loro esistenza.
In quanto alle letture di read ti invito a cercare cosa sia il Globish (tra l'altro in cinese non esistono i tempi e quindi qualunque loro presenza è considerabile una complicazione per un madrelingua cinese) e per quanto siano numerosi gli esperantisti/"madrelingua esperanto" non raggiungeranno mai il numero di parlanti di inglese e spagnolo.
Ma l'esperanto non vuole essere lingua madre, ma SECONDA LINGUA per parlare con gli stranieri! Comunicare senza perdere la propria identità! È proprio questo il bello. Lo impari in 1 mese e puoi parlare, fine.
Poi il fatto che imparerai più facilmente le altre lingue è un altro punto forte e dimostrato più volte (una classe di bambini britannici impara 5 anni di francese, un'altra impara 2 anni di esperanto e 3 di francese: a fine quinquennio, una classe parla male il francese, l'altra parla bene esperanto e francese).
Per i casi di madrelingua (che se non ci fossero non sarebbe il problema per gli scopi comunicativi), ecco uno studio:
http://www.linguistics.fi/julkaisut/SKY2006_1/1FK60.1.5.LINDSTEDT.pdf
Siete tutti d'accordo ma non votate la proposta :-)
Ti faccio presente che la battaglia esperantista è di casa tra i radicali: basta vedere il sito in italiano-esperanto-inglese del Partito radicale e ricordare il lavoro dell'Associazione Radicale Esperanto (www.democrazialinguistica.it). Ho dei dubbi sulla permeabilità del movimento 5stelle perché Grillo si è espresso a favore addirittura dell'anticipo alle materne dello studio della lingua inglese!!! INsomma è favorevole alla colonizzazione linguistica: i radicali NO.
Saluti e auguri, Giorgio Pagano
Secondo me Grillo intendeva essere propositivo e auspica l'insegnamento dell'inglese fin da piccoli perché sicuramente è un bene (obiettivamente l'esperanto ha perso, al momento).
Io credo che se diffondiamo la notizia dell'esperanto, grazie a internet le cose potrebbero cambiare molto velocemente. In tutto il mondo.
L'esperanto lo impara un adulto autodidatta in 6 mesi. Non è possibile spingere l'inglese quando gli inglesi non hanno ancora accettato la guida a destra, il sistema metrico decimale e l'euro. Andiamo....
Secondo me Grillo intendeva essere propositivo e auspica l'insegnamento dell'inglese fin da piccoli perché sicuramente è un bene (obiettivamente l'esperanto ha perso, al momento).
Io credo che se diffondiamo la notizia dell'esperanto, grazie a internet le cose potrebbero cambiare molto velocemente. In tutto il mondo.
L'esperanto lo impara un adulto autodidatta in 6 mesi. Non è possibile spingere l'inglese quando gli inglesi non hanno ancora accettato la guida a destra, il sistema metrico decimale e l'euro. Andiamo....
Secondo me Grillo intendeva essere propositivo e auspica l'insegnamento dell'inglese fin da piccoli perché sicuramente è un bene (obiettivamente l'esperanto ha perso, al momento).
Io credo che se diffondiamo la notizia dell'esperanto, grazie a internet le cose potrebbero cambiare molto velocemente. In tutto il mondo.
L'esperanto lo impara un adulto autodidatta in 6 mesi. Non è possibile spingere l'inglese quando gli inglesi non hanno ancora accettato la guida a destra, il sistema metrico decimale e l'euro. Andiamo....
Secondo me Grillo intendeva essere propositivo e auspica l'insegnamento dell'inglese fin da piccoli perché sicuramente è un bene (obiettivamente l'esperanto ha perso, al momento).
Io credo che se diffondiamo la notizia dell'esperanto, grazie a internet le cose potrebbero cambiare molto velocemente. In tutto il mondo.
L'esperanto lo impara un adulto autodidatta in 6 mesi. Non è possibile spingere l'inglese quando gli inglesi non hanno ancora accettato la guida a destra, il sistema metrico decimale e l'euro. Andiamo....
Il MoVimento 5 Stelle non è solo Grillo, ma sono tutti i componenti del MoVimento stesso. La maggioranza vince e ognuno vale uno.
Purtroppo ritengo che il più grave problema sia la scarsa informazione della gente.
Ma oggi basta cercare su google, vedere il documentario che ho dato prima, eccetera, e farsi un'idea, positiva, negativa o neutra che sia. Quindi, senza nulla togliere a nessuno, man mano che l'ignoranza indietreggia ci sono più probabilità. Ancora siamo lontani ma se non altro, rispetto al passato, oggi c'è il mezzo informativo: internet.
Non ho ben capito il link che è stato dato...
Comunque i link più adatti per avere un primo contatto e capire di che si tratta, quando si parla di Esperanto, sono i seguenti:
Corsi gratuiti multilingue di esperanto: www.lernu.net e www.kurso.com.br
Informazioni generali sull’esperanto: www.esperanto.net
Poi, comunque, se digitate "esperanto" in Google rimanete stupiti della massa impressionante di siti che ne trattano.
Due sono i punti fortissimi dell'esperanto:
1) democrazia linguistica (nessun popolo avvantaggiato sugli altri nella comunicazione internazionale, e vera e fattiva partecipazione dei cittadini nella discussione pubblica politica all'interno di istituzioni sovranazionali, indipendentemente dalla nazionalità e dal livello di istruzione).
2) straordinario risparmio economico al livello di qualunque relazione internazionale: politico/istituzionale ed economica.
L'esperanto sta alla comunicazione internazionale come i numeri indo-arabi stanno alla matematica.
(l'inglese, il francese, il russo, il cinese mandarino, lo spagnolo, il portoghese, insomma... qualunque lingua nazionale impostasi con imperi economico-politici quale lingua d'uso internazionale è, in questo paragone, come i numeri romani: estremamente più complicata, meno efficiente, e meno economica da usare, che non i numeri arabi... Allora perché si insiste in un sistema tanto irrazionale? Perché c'è chi ne trae giganteschi vantaggi; vedete: http://www.uea.org/informado/ED37-itala.html ).
Il collegamento è un documentario di Sam Green sul MoVimento ;-) esperantista
PS. per scaricarlo gratuitamente, scegliete lo scaricamento a bassa velocità (si trova in basso alla pagina http://www.filesonic.com/file/1166355834 ).
Se poi volete dare una mano al regista, potete donare, ma questi sono fatti vostri.
Concordo, l'esperanto non è la lingua di nessuno, non è macchiata del sangue dei colonizzati, purtroppo l'ignoranza per questa meravigliosa lingua facile da apprendere è troppo comoda ai padroni: noi impariamo la loro lingua, talmente difficile che dopo anni non riusciamo a vedere un film in originale e capirci tutto (e sentendoci in colpa compriamo più film e musica nella loro lingua, certificati di insegnanti di madrelingua ecc.).
Loro impongono tutto: la loro moneta, la loro lingua, e noi, se vogliamo dire qualcosa come italiani dovremo avere la nostra lingua. Ma saremo appiattiti e sottomessi con la loro lingua in un paio di generazioni, come molti paesi piccoli.
L'esperanto non solo per risparmiare, ma anche per proteggere quanto di positivo c'è nell'essere diversi, ma essenzialmente uomini. Proteggiamo l'italiano con una lingua che richiede così poco da non richiedere lo spazio dell'italiano nella nostra mente (così come delle varie lingue nazionali). Saremo diversi ma uniti, e loro questo non lo vogliono.
A chi vuole parlare prima di essersi interessato alla questione, chiedo di informarsi. Un esempio lo trovate in questo recente documentario:
http://www.filesonic.com/file/1166355834
L'esperanto è nato nel pieno dell'epoca coloniale e solo sulle lingue che Ludwik Lejzer Zamenhof conosceva, in prevalenza europee e solo nel tempo sono andati inserendosi termini di lingue altre. qualcuno mi spiega come la parola PANE ad esempio, possa essere comune ad una cultura in cui si mangia riso? Il senso traslato di pane infatti è nutrimento(pane quotidiano, pane e acqua, guadagnarsi la pagnotta). Tradotto in qualunquee lingua europea queste espressioni hanno un senso preciso, ma se tradotto in cinese non hanno senso. Lo stesso il contrario, in cinese mangiare si dice 吃饭( chifan) letteralmente "ingerire riso bollito".
Altra critica sul tema, in cinese si chiama mianbao 面包 e nessuna radice europea può assomigliare.
La mia domanda in sostanza è: A che serve creare una nuova lingua comune a tutti, quando questi tutti sono solo quelli che partecipano al dibattito e quindi la lingua non resta così globale come si definiva?
Essere nati nel periodo coloniale non significa niente; così come essere nati nel periodo nazista (infatti Hitler non nacque nel periodo nazista...).
Non ho capito la tua domanda A.
Per l'interessante argomentazione sul cinese, sono certo che un cinese capirebbe benissimo che una lingua diversa dalla sua può esprimere il verbo mangiare in modo diverso. Sapevi che gli esperantisti cinesi fanno i TG e le trasmissioni radio in esperanto?
esperanto.cri.cn
Proprio perché la lingua è internazionale con "pane" si indica il pane, per dire nutrimento si dice "nutrimento" (ovviamente nei relativi in esperanto). Se poi ti riferisci a traduzioni molto particolari, tipo il Padre nostro, sono preghiere che in ogni caso hanno contenuti simbolici. Per i vari problemi di traduzione, non sarò esperto ma capisco anche che non se ne può discutere qua.
In altri contesti ti spiegherei come l'esperanto può mettere più a suo agio un cinese, o un giapponese (tanto diversi linguisticamente).
Ah... in dettaglio sul terremoto di Fukushima:
www.satesperanto.org/-Taglibro-de-nia-Kamarado-Yasuo-.html
L'ha scritto un esperantista giapponese.
... popoli che mangiano riso si trovano più a loro agio con l'inglese, che è addirittura più legato ad una singola cultura?
E non voglio nemmeno parlare di significati di parole strani, tipo "run out for" che significa tutt'altro che "correre fuori per".
Permetti che questo è un problema molto maggiore dell'eventuale astrazione semantica di "pane",che in Eo non sussiste?
Sulla storia delle parole europee, che significa internazionale? una lingua con una parola per ogni lingua? Ognuno incontrerebbe una parola familiare ogni 10 frasi, poco pratico e bisognerebbe adattare le varie fonologie.
Il globish, quell'invenzione del nulla brevettata da un francese, è una presa in giro e non è definita. A lungo andare l'inglese parlato male corromperà l'inglese "vero", già molto frammentato (non l'hanno ancora insegnato agli scozzesi... : Yu uanna piccia? = do you want a picture?).
L'esperanto, continuamente reimparato come seconda lingua da ogni generazione, si frammenterebbe pochissimo, e nnon ci vorrebbe niente con le comunicazioni globali a mantenerlo in uno stato decente.
Ma la gente preferisce dire le solite inutili scuse piuttosto che far partire la prima, storica sperimentazione in massa della lingua che risolve i problemi a poco prezzo.
Anche se il periodo non conta, il fatto che le lingue di partenza dell'esperanto siano le steesse dei colonizzatori non lo puoi mettere in dubbio.
Per un cinese(isolante,analitico), imparare una lingua flessiva è comunque uno sforzo immane. Il fatto che l'esperanto sia semplice deriva dal fatto che non è una lingua parlata da un numero sufficiente di persone continuativamente( si veda la differenza fra italiano Manzoniano, Standard e Neostandard nella definizione di Gaetano Berruto). Le lingue tendono a modificarsi con il tempo, anche se negli ultimi secoli le lingue viventi hanno teso a regolarizzarsi.
La questione di riso-pane era per ccitare l'attribuzione astratta di un simbolo all'interno della cultura. Si veda anche la volpe e le sue accezzioni semivampiriche nell'estremo oriente o il fatto che in cina il pipistrello porti fortuna. Nassuna lingua può definirsi "perfetta per la traduzione".
Per risponddere globalmente agli altri interventti (sono un po stanco ^^)non vedo perchè si dovrebbe investire tempo, energie e denaro nell'apprendimento di una lingua che, analizzando globalmente le tendenze mondiali, risulta essere controcorrente ee quindi inutile ai fini comunicativi. Le scelte linguistiche non si fanno a tavolino, le fa la gente utilizzando la lingua. Non sono per nientee a favoree della cultura americana, ma ciò non toglie chee la massa la consideri una cultura ddi pregio da cui attingerre vocaboli( si veda latino per inglese, cinese per giapponese)
PS. dovevo scrivere "run out of", ma nella foga ho scritto "run out for"