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Si all'acqua pubblica, ma......

Si all'acqua pubblica, ma dopo sarà necessario un vero programma di riqualificazione della distribuzione idrica, che sinceramente, in molte zone lascia molto a desiderare. Molti sono infatti gli sprechi che si ferificano durante il tragitto. Saranno inoltre necessarie le installazione dei fontanelli nelle scuole pubbliche, nelle principali piazze e nei comuni.

16 commenti

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    Scusi VIANELLO ma perche' la gestione dell'acqua e' stata data a terzi?per mangiarci sopra ovviamente.Se tornasse in mano ai comuni,ogni comune si rifarebbe la propria rete idrica e se la gestirebbe,avendo un rientro dalle bollettein fondo com'era 20-30 anni fa.Non capisco perche'anche quello che e' semplice tendiamo a complicarlo.

  • Ciao a tutti
    forse c'è un problema di fondo sul significato dello slogan "acqua pubblica" e quindi sulla ripubblicizzazione.

    La ripubblicizzazione significa che le aziende del SII (servizio idrico integrato) che sono gestite da soggetti giuridici di diritto privato, cioè SpA a capitale privato, misto o interamente pubblico, vengano trasformate in soggetti giuridici di diritto pubblico con pareggio di bilancio, cioè aziende speciali (Art.114 TUEL) o aziende consortili. Una Spa indipendentmnete dalla proprietà del capitale risponderà sempre a politiche proprie del diritto privato, e avranno consigli di amministrazione che seguiranno come primo scopo, quello di dividere gli utili (profitti)a fine anno e banalmente si può affermare che "lo devono fare per legge" (art 2247 codice civile). Ora diventa anche logico che dopo l'abrogazione del 2 quesito referendario dove viene abrogato il vincolo della remunerazione del capitale del 7 % le spa cercheranno di fare pressione sugli ATO (o i nuovi soggetti che al 31/12/2011 sostituiranno gli ATO) e sulla nuova Agenzia Nazionale che sostituisce il CONVIRI per garantirgli una remunerazione del capitale tramite la tariffa. Calcolare la tariffa è un impresa non semplice quindi potremmo assistere a giochetti da parte degli Ato su spinta dei gestori per assicurarsi una cospicua remunerazione di capitale a fine anno. Quindi fino a quando la Spa non lascierà il posto a un soggetto giuridico di diritto pubblico, non potremmo mai parlare di "Acqua pubblica".

    Fatta la ripubblicizazione però siamo solo a metà dell'opera perchè ora bisognerà far diventare l'ente "partecipato", nella gestione e nel controllo, dalle comunità di cittdini e di lavoratori (art 43 Costituzione).
    Internet ci può dare lo strumento, che prima non c'era, per controllare ogni attività che svolge il SII e per favorirne la gestione. Oltre a ciò ci sono degli esempi virtuosi di bilancio partecipato e gestione partecipata mediante assemblee di quartiere che potremmo considerare come punti di partenza.

    L'argomento merita approfodimenti, presto sul portale riporterò esempi di gestione partecipata del SII, in modo da poter discutere insieme sulla nuova gestione pubblica dell'acqua.

    Saluti
    Giovanni Vianello
    Taranto

  • carissimi ho un dubbio enorme: abbiamo fatto un referendum in cui abbiamo sostenuto: vogliamo l'acqua pubblica, vogliamo i servizi di primaria necessità in mano al pubblico!!!!
    oggi dopo una schiacciante vittoria del si ci troviamo con i sindaci di Bologna, Imola, ecc. ecc. che sostengono che Hera non si tocca (Hera è azienda quotata in borsa ed è partecipata anche dai comuni)che il servizio di gestione dell'acqua sarà sempre in mano di hera. Oltre a questa semplice beffa ecco anche il danno, con il referendum abbiamo abrogato la norma che prevede la tariffa di remunerazione dei servizi al 7%. Noi abbiamo detto in giro "satanassi di privati volete speculare sul bene pubblico?". Bene dopo l'abrogazione non solo non è stata tolta l'aliquota di remunerazione ma l'hanno AUMENTATA del 3,5% per poi tornare indietro dopo 3 giorni.
    Carissimi ho questa piccola impressione: secondo me anche voi ci avete preso per il culo e le vostre battaglie di immagine le fate solo per attirare consensi, se non è così perchè non parlate e non sostenete più la vicenda dell'acqua pubblica che, a detta di Beppe, era l'unico motivo per andare a votare?
    Un abbraccio a tutti

  • Chiariamo questo punto alla luce dei risultati dell'ultimo Referendum. Gli Italiani si sono espressi in maniera CHIARA ed inequivocabile:"L'Acqua deve essere pubblica" ovvero "L'Acqua deve essere gestita dai comuni"!


    Le privatizzazioni non dovrebbero mai riguardare i beni di primari!

    Acqua, Luce, Gas e Comunicazioni devono ritornare ad essere gestite da Enti pubblici.

    L'efficenza nella gestione dei suddetti enti dovrà essere garantita dai criteri di selezione del Management. Meritocrazia e Preparazione !

    Una valutazione periodica sull'efficenza gestionale sarà inoltre necessaria a mantenere la "poltrona" acquisita!

  • Sfortunatamente questo è il sistema italiano, quando qualcosa a livello pubblico non funziona lo si appalta come se appaltando si risolvesse il problema, ed è propio il sistema di appalto che generalmente và cambiato, tropo poco chiari e occulti, la prima cosa da fare e chiedere che gli appalti, prima di essere assegnati,siano pubblicati, con il dettaglio degli investimenti e le strategie di recuro costi e sprechi, non è detto che il meno cxaro sia il miglio risultato.

  • Sfortunatamente questo è il sistema italiano, quando qualcosa a livello pubblico non funziona lo si appalta come se appaltando si risolvesse il problema, ed è propio il sistema di appalto che generalmente và cambiato, tropo poco chiari e occulti, la prima cosa da fare e chiedere che gli appalti, prima di essere assegnati,siano pubblicati, con il dettaglio degli investimenti e le strategie di recuro costi e sprechi, non è detto che il meno cxaro sia il miglio risultato.

  • Scusate la "ripetizione" del post, ma non sono io ad averlo inviato piu' volte. Evidentemente è il sistema che ha le seu falle!

  • L'acqua è un bene primario. L'acqua è inoltre un bene primario che "direttamente" ha influenza sulla salute dei cittadini. Già oggi, dal punto di vista giuridico, il Sindaco è "responsabile" della salute dei suoi cittadini, inteso come "Primo responsabile della tutela della Salute publica". Basta far valere la legge. Gli acquedotti pubblici VANNO gestiti in maniera ECCELLENTE ai fini della salute pubblica. Chi sbaglia paga. Sindaco compreso!

  • L'acqua è un bene primario. L'acqua è inoltre un bene primario che "direttamente" ha influenza sulla salute dei cittadini. Già oggi, dal punto di vista giuridico, il Sindaco è "responsabile" della salute dei suoi cittadini, inteso come "Primo responsabile della tutela della Salute publica". Basta far valere la legge. Gli acquedotti pubblici VANNO gestiti in maniera ECCELLENTE ai fini della salute pubblica. Chi sbaglia paga. Sindaco compreso!

  • L'acqua è un bene primario. L'acqua è inoltre un bene primario che "direttamente" ha influenza sulla salute dei cittadini. Già oggi, dal punto di vista giuridico, il Sindaco è "responsabile" della salute dei suoi cittadini, inteso come "Primo responsabile della tutela della Salute publica". Basta far valere la legge. Gli acquedotti pubblici VANNO gestiti in maniera ECCELLENTE ai fini della salute pubblica. Chi sbaglia paga. Sindaco compreso!

  • L'acqua è un bene primario. L'acqua è inoltre un bene primario che "direttamente" ha influenza sulla salute dei cittadini. Già oggi, dal punto di vista giuridico, il Sindaco è "responsabile" della salute dei suoi cittadini, inteso come "Primo responsabile della tutela della Salute publica". Basta far valere la legge. Gli acquedotti pubblici VANNO gestiti in maniera ECCELLENTE ai fini della salute pubblica. Chi sbaglia paga. Sindaco compreso!

  • Prima della privatizzazione:
    Io: pronto c'è una tubatura rotta.
    Risultato: una o due settimane e tutto è a posto.
    Dopo la privatizzazione:
    Io: pronto c'è una tubatura rotta.
    Risultato: finalmente sono riuscito a farla aggiustare dopo mesi quando sono andato dai carabinieri e avevo già mandato una lettera con ricevuta di ritorno alla spa che gestisce l'acqua e minacciato azioni legali.

  • L'osservazione e' piu' che giusta, ma non si tratta di un problema idrico e basta. Mi spiego, quello che manca in Italia e' la carenza di un controllo serio e super partes in quasi tutte le gestioni, siano esse pubbliche o private. A causa della corruzione, del meccanismo che porta incompetenti a rivestire i posti che spetterebbo a persone che hanno studiato, etc.. ci troviamo a litigare con noi stessi, perche' abbiamo identificato pubblico=fatto male.
    E' li' che bisogna agire. La gestione dell'acqua e della rete va affidata a esperti, non a raccomandati. E per fare cio' e' necessario a tutti i livelli un sistema forte di controllo, senza cavilli all'italiana.
    Se un team per la gestione dell'acqua, pubblico o privato che sia (preferirei il primo ovviamente), ha gestito bene la provincia di XXX, allora li si premia, li si fa gestire la provincia accanto, li si fa salire nei gradi della gestione a livello nazionale.
    Se i risultati sono quelli del tuo comune di cui parla Stefano, beh ragazzi, 3 mesi e a casa, nuove persone.
    Questo e' il mio pensiero, sara' severo ma e' razionale.
    Ciao!

  • Tanto caroStefano paghiamo noi

  • l acqua è fonte di vita ,deve rimanere pubblica ma proprio perchè è un bene primario va gestita bene con attenzione,garantita a tutti ma senza sprechi,maggiori controlli meno abbusivismo.

  • sotto a casa mia l'acqua è uscita da una conduttura per 13 mesi lo scorso anno ed ora 100 metri più avanti da questo inverno esce ancora da una tubatura rotta, ma non vecchissima avvisato più volte il comune che ha avvisato la ditta in appalto: NIENTE DA FARE!!

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