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Il vero taglio degli stipendi pubblici

Riporto qui la mia proposta, anche pubblicata sul giornale Il Nord http://www.ilnord.com/2011/08/19/il-vero-taglio-degli-stipendi-pubblici/ Si dice che una riduzione del taglio degli stipendi pubblici comporta una riduzione dei consumi. Sono balle. Gli stipendi pubblici sono soldi che vanno tolti ai cittadini produttivi e riversati nella spesa improduttiva (tecnicamente tutta la spesa per gli stipendi pubblici e pensioni e spesa improduttiva). Quindi questi soldi vanno lasciati alla parte produttiva del paese, e sarà questa a spenderli. Non concordo invece con le modalità di taglio. Ci sono dipendenti pubblici che guadagnano 300.000 all'anno. Ridurre lo stipendio del 10% significa dargliene 270.000. Rendiamoci conto che ci sono i commessi della camera e del senato che prendono stipendi netti di 10.000 euro al mese (svolgendo nei fatti la funzione di un portiere d'albergo) Quello che occorre fare è stabilire un tetto massimo alle qualifiche, questo è un modello: 1500 impiegato pubblico full-time (40 ore a settimana, se lavora meno, ovviamente anche questo minimo si riduce) 2000 euro per i quadri (capo ufficio ecc.) 2500 per i dirigenti 3500 euro per gli alti dirigenti Gli eletti locali sono considerati dirigenti, quindi tetto massimo a 2500 euro. Gli eletti nazionali (parlamentari, governo) sono considerati alti dirigenti, quindi tetto massimo a 3500 euro Questo sarà il tetto MASSIMO. Qualche lavoratore pubblico potrà replicare che: "è poco per le mie capacità!" Bene, il settore privato è li che ti aspetta pronto a stipendiarti per le tue reali capacità in base alle leggi di mercato. Marco Resi

23 commenti

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  • I dipendenti pubblici sono anche bidelli e spazzini a 1200 euro al mese , forse e piu giusto parlare di dirigenti pubblici cosi magari l'approccio alla discusione puo essere piu chiara

  • sono pienamente d'accordo con la sua proposta mi permetterei di aggiungere la totale abolizione di tutti i privilegi come la pensione , se tutti i lavoratori italiani devono fare 40 anni di lavoro devono farli anche loro e a seguire tutti i loro rimborsi, ma quale lavoratore italiano riceve dal datore di lavoro oltre alla retribuzione mensile anche il rimborso per l'affitto di casa o del costo che sostiene per raggiungere il posto di lavoro dalla propria abitazione o le spese mediche tutti i cittadini possono scaricare il 19 % delle propie spese mediche mentre a loro e le loro famiglie vengono rimborsate totalmente per questo si spendono 10 milioni di euro a l'anno , quando sarebbe più corretto rimborsarle totalmente ad un padre di famiglia con moglie a carico perchè disoccupata e lui precario da 900.00 euro al mese o forse quella persona o meglio quella famiglia nn essendo benestante non hanno diritto ad esempio a una protesi dentaria o ad un apparecchio ortodontico per il figlio. E poi ridurre al minimo le auto blu solo per le prime 4 cariche dello stato e possibilmente modelli appartenenti a case automobilistiche italiane visto che ci sono e chiedono sembre aiuto allo stato.

  • user-pic

    Super d'accordo con la proposta di Marco Resi. Va messo un tetto un tetto agli stipendi pubblici.. max 3500 sono d'accordissimo.

    Chi è bravo è giusto che abbia aumenti di stipendio e possibilità di crescita ma sugli stipendi alti bisgona mettere un limite. Lo stato è in deficit e se fosse una azienda privata dovrebbe licenziare. non si chiede chiesto ma almeno di eliminare lo schifo di vedere parassiti guadagnare 150.000/200.000 e oltre

  • L'idea che per far lavorare qualcuno che NON VUOLE lavorare basta pagarlo ancora di più è assolutamente risibile. Una persona che non lavora per 1500 euro non si mette a lavorare se gliene prometti 1600.
    Ci sono due tipi di persone: quelle che fanno bene il loro lavoro per 1500 euro, e quindi meritano di prenderne ancora di più se lo fanno ancora meglio.
    E quelle che fanno il meno possibile per 1500 euro e queste non le stimoli promettendogli qualcosa in più se cominciano a fare qualcosa. Questa seconda categoria va punita con riduzione di stipendio e licenziamento se non raggiunge gli obbiettivi minimi di produttività.

    Se per esempio vogliamo adottare il sistema dei feedback la soluzione è molto semplice: premi di produzione ha chi raggiunge un certo numero di feedback positivi e riduzione di stipendio e licenziamento a chi supero un certo numero di feedback negativi.

  • a proposito degli statali, una proposta che si puo farè è sostituire 1/8 dello stipendio con una sorte di raccolta punti (per operai, dirigenti)


    Se per esempio uno stipendiato prende 1600 euro avrebbe lo stipendio ribassato a 1400 + 200 punti.

    Avrebbe uno svantaggio a livello contributivo per avere solo 1400 euro ed uno svantaggio per poter comperare prodotti che necesitano di molti pinti.
    Altro svantaggio è che dovrebbe scegliere per comperare prodotti e servizi solo dai negozianti che hanno determinati requisiti.

    NON hanno mai evaso le tasse da almeno 10 anni
    Offrono prodotti di qualità per la salute
    offrono un servizio al top
    sono giovani ditte avviate da poco con prospettiva di crescita
    non sono in odore di mafia
    praticano uno sconto min del 20%

    Percio se voglio comperarmi un cellulare che costa 100 euro io ipieghero 80 punti.

    Il vantaggio per il negoziantè è avere una certa esclusività una garanzia di avere commesse abbondanti.

    L'aziendaa cosi risparmia sul denaro da versare all'operaio che sara stimolato all' acquisto perche molto conveniente,

    Ma questo potrebbe valere anche per tutti gli stipendiati anche del settore privato

  • per fare questo occorre partire da uno stipendio che deve essere premiante, se preso per intero, altrimenti si gioca al ribasso.

    Ma quale stato o maneger pubblico rischia e spera di avere tutti i suoi sottoposti virtuosi ....dopo occorrerebbe pagarli tutti molto bene.

    E poi diciamola tutta sempre i direttori raggiungono gli obiettivi mentre i lavoratori del comparto solo per un 25%.

    é come se murino vincendo la coppa dei campioni fosse premiato mentre per i suoi giocatori l'obiettivo è raggiunto solo dal 25%.

    lla fine quello che conta per i cittadini è sapere se uno servizio funziona molto bene o.....o molto male e in base a quello occorrerebbe premiare l'equipe.

    Certo all'interno dellequipe ci sono poi coloro che lavorano di piu e magari meglio e convivono per es con part time che per contratto sono esentati o è loro facoltativo svolgere certe mansioni tutto deve poi secondo me essere redistribuito all'interno del gruppo (magari nel complesso un gruppo efficiente) lasciando per ogni unità operativa un'autonomia redistributiva del reddito accessorio

  • Ti spiego la differenza sostanziale tra i due approcci.
    Mentre se si decide di premiare chi riceve feedback positivi una persona che non ha voglia di lavorare può semplicemente dire: non mi interessa prendere 1600 euro al mese faticando, posso continuare a non fare nulla e prenderne 1500.
    Mentre se si decide di punire fino al licenziamento chi riceve feedback negati, lo stesso impiegato non potrà più crogiolarsi sul fatto che "anche se non fa nulla" ha i suoi 1500 sicuri.

    Nel caso dell'impiegato delle poste, non viene certo licenziato per 1 o 2 feedback negativi. Ma si può benissimo stabilire una soglia, ad esempio 100 feedback negativi ogni 3 mesi (che corrispondono a più di 1 al giorno) e allora si che lo si può licenziare in modo del tutto giustificato.

  • Brazzoli scrive:
    "Sarebbe anche ora che venisse premiata la meritocrazia in maniera oggettiva ad esempio:
    dare la possibilità a chi fruisce di un servizio (front-office) di poter segnalare, tramite modulo cartaceo o attraverso un portale in rete, la cortesia e l'efficienza degli operatori.
    Una volta ogni 2-3 mesi pagare o meno una quota di incentivi stabilita in base ai feed-back raccolti."

    E se invece di dare incentivi economici a chi fa semplicemente il lavoro per cui è pagato, si dessero riduzioni di stipendi fino ad arrivare al licenziamento per chi riceve continui feed-back negativi? Questa è una logica più simile quella di mercato. Dove non ti danno un premio se vai tutti i giorni in ufficio ti licenziano se non ci vai.

    • Cito:"E se invece di dare incentivi economici a chi fa semplicemente il lavoro per cui è pagato, si dessero riduzioni di stipendi fino ad arrivare al licenziamento per chi riceve continui feed-back negativi? Questa è una logica più simile quella di mercato. Dove non ti danno un premio se vai tutti i giorni in ufficio ti licenziano se non ci vai. "

      Provo a spiegarmi con un esempio:

      Ufficio postale, lei è in coda per ritirare una raccomandata...è il suo turno e l'impiegato in maniera scortese le dice "che nel plico non c'è la sua raccomandata e deve ripassare domani".

      Si può licenziare l'impiegato perché è stato scortese o inefficiente perché ha omesso di verificare il cumulo di posta appena portata dal postino che si trova dietro alla sua postazione (mansione non prevista per chi lavora allo sportello)?
      Se invece avesse risposto i maniera cortese aggiungendo "se ha pazienza ora chiedo al mio collega di verificare se la sua raccomandata è dentro il plico di posta appena restituita dal postino"...non sarebbe stato meglio per lei e per il sistema?
      Il fatto di avere un lavoro e quindi uno stipendio non presuppone necessariamente che la persona dia il massimo di se, quello dipende molto dal senso di civiltà e del "dovere" che viene acquisito con l'educazione e non dipende di certo dal datore di lavoro.

    • E che cavolo, sei il castigamatti del lavoro pubblico?

      Non è una questione di togliere o di aggiungere ma più semplicemente di trasferire risorse da chi fa peggio per aggiungerne a chi fa meglio.
      L'obbiettivo non deve essere necessariamente "punire" ma piuttosto "far crescere" tutto il comparto, renderlo più produttivo aumentandone produttività e efficienza.
      Ti faccio un esempio pratico del mio lavoro: perché io devo percepire lo stesso stipendio se nei fatti dimostro di svolgere lo stesso lavoro con meno operatori ovviamente non a discapito della qualità?
      Ovviamente chi si dimostra inadeguato o improducente deve essere licenziato.

  • Trovo abbastanza inutile focalizzarsi sul termine tecnico: "spesa improduttiva", per svicolare dal discorso principale. Che riguarda il tetto massimo agli stipendi pubblici. (soprattutto per i dirigenti e gli alti dirigenti che prendono cifre spropositate)

    Siccome vorrei uscire da questo impasse diciamo che non la chiamiamo "spesa improduttiva" e la chiamiamo "spesa pubblica in stipendi". Così nessuno si risente.

    Ora possiamo parlare riguardo allo stabilire tetti massimi per gli stipendi pubblici, soprattutto per dirigenti e alti dirigenti.

    A voi e spero che il problema terminologico sia risolto qui.

    • Stabilito che deve esistere un tetto massimo (4000-5000 €) per le figure più in alto, magistrati e politici compresi, mi sembra giusto che chi ha la stessa mansione con le medesime responsabilità e competenze percepisca lo stesso stipendio a prescindere che esso sia il portiere di un ospedale piuttosto che quello del senato.
      Sarebbe anche ora che venisse premiata la meritocrazia in maniera oggettiva ad esempio:
      dare la possibilità a chi fruisce di un servizio (front-office) di poter segnalare, tramite modulo cartaceo o attraverso un portale in rete, la cortesia e l'efficienza degli operatori.
      Una volta ogni 2-3 mesi pagare o meno una quota di incentivi stabilita in base ai feed-back raccolti.

  • Il concetto di spesa pubblica (e quindi di servizi offerti dal pubblico) improduttiva e di servizi offerti dal privato produttivi è assurda. Accettando questo ragionamento si arriva al paradosso che se una persona esercita la professione di docente per il pubblico è improduttiva ma se lavora per una scuola privata è produttiva; chi fa il medico per il servizio sanitario nazionale è improduttivo mentre chi gestisce la propria clinica privata è produttivo, chi fa il tecnico per il comune è improduttivo mentre chi lavora per un'industria è produttivo, chi fa il poliziotto è improduttivo mentre chi fa la guardia giurata è produttivo. Lo Stato offre dei servizi ai cittadini, teoricamente senza scopo di lucro, quando gli stessi servizi vengono offerti dai privati ai cittadini costano di più. Ci hanno raccontato per tanti anni la cazzata che la libera concorrenza produce efficienza. La libera concorrenza non esiste e purtroppo quando esiste (come nel mercato borsistico) è tutto tranne che più efficiente. L'economia politica va riscritta completamente. Smettiamola con il luogo comune diffuso ad arte che il pubblico è inefficiente e il privato efficiente....non è così...credo che ormai anche i neoliberisti sfegatati si stiano rendendo conto che il mercato non si autoregola affatto...

  • marco scusami ma che lavoro fai?

    Al di là della definizione che danno gli economisti (che dovremmo tutti ringraziare con un grande inchino per i risultati economici che hanno saputo prevedere e gestire.....);

    occorre capire cosa significa essere improduttivo perchè la parola è fuorviante, e ancpr piu è fuorviante la tua inferenza che fai a seguito di questa definizione.

    Cosicchè si ritiene che chi non fa il contadino ,l'allevatore, il pescatore, o l'operaio assieme al suo industriale o all'artigiano tutto il resto è apparentemente di serie B, non consuma vive di aria.

    Il docente produce sapere che ha una ricaduta nella società, i sanitari producono salute che ha una rilevante ricaduta (anche sulla produttività), cioè i servizi sono strutturali nelle società complesse.

    Tutti i cittadini sono dei consumatori e utilizzano i servizi che altri cittadini "vendono" (si vendono anche le proprietà intellettuali che non si mangiano ma che possono far cambiare il mondo.

    Per cui posso affermare che la tua proposta non possa essere perseguita su questo piano.

    La visione che dici tu che" i soldi con cui si pagano i servizi vanno tolti ai cittadini produttivi" è semplicemente fuorviante (certo c'è un trasferimento di denaro ma di fatto avviene anche in senso opposto cioè il denaro ritorna in termini di salute di servizi....... se capisci bene altrimenti fai del tecnicismo sterile e pericoloso da studente di economia.

  • Rispondendo alle sue domande:
    la spesa per stipendi pubblici è definita in economia spesa improduttiva. Questo è il termine corretto. Se a lei non piace se la prenda con altri. Anche a me non piace che soqquadro si scriva con 2 Q, ho scritto varie volte all'accademia della crusca per lamentarmi, faccia lo stesso lei con il termine spesa improduttiva (p.s. sto facendo dell'ironia, spero l'abbia capito).

    Ripeto: vorrei parlare con gente che non è qui a difendere il proprio orticello.

  • Mi creda, nessun "orticello" da difendere altrimenti non sarei qui. Invece di svicolare risponda alle mie domande...
    cito: "Gli stipendi pubblici sono soldi che vanno tolti ai cittadini produttivi e riversati ne"lla spesa improduttiva"
    La salute è una spesa "improduttiva?
    La lotta all'evasione fiscale è una spesa "improduttiva"?
    Esistono cittadini "produttivi" e altri improduttivi" in base a chi è il datore di lavoro?

    Qui siamo in pieno delirio liberista Berlusconiano infarcito di sano bolscevico stalinista.
    "Tagliamo a tutti perché per definizione son fannulloni"!
    Ripeto, ma per piacere...

    Spero che il movimento sia ben altra cosa perché altrimenti mi sono illuso assai.

  • Salve Brazzoli, lei scrive: "Per quanto esposto sopra trovo inadeguato lo stipendio di circa 1500 euro che percepisco al mese." Quello che è stato proposto è comunque uno stipendio di 1500 al mese. Quindi non ho capito di cosa sta discutendo.
    Vorrebbe in un periodo di tagli venissero ridotti gli stipendi agli altri, ma curiosamente, aumentato proprio il suo?

    Se le prende 1500 euro continuerà a prenderli. Mentre i commessi della camera che ne prendono 10.000 ne prenderanno 8500 in meno.

    Questa è la filosofia della proposta. Se poi lei non riesce a capirla perchè è concentrato sul suo orticello non so cosa farci.

  • Un'ultima cosa e poi chiudo...ma cosa vuol dire "la giustizia non è di questo mondo"?
    Non possiamo aspirare ad essere meglio di chi ci ha governato fino ad ora?
    Dobbiamo per forza replicare alle ingiustizie con altre ingiustizie?
    E poi mi dorrebbe spiegare cosa significa spesa "improduttiva"?
    Da così si capisce che io sono un cittadino "improduttivo(?).
    Distingue i cittadini in categorie?
    Vorrà dire che mi metterò a farlo anch'io nel mio lavoro: "questo lo salviamo, e questo no"!
    Ma per piacere...

  • Quindi secondo lei la soluzione è il libero mercato che non esiste in Italia, almeno non nel mio campo.
    Secondo me la soluzione è lasciare ai politici "alla Brunetta" il populismo e finalmente andare a scovare chi mangia sulle spalle della comunità, se vuole le do una mano.
    E magari, nel frattempo, riconoscere il ruolo che hanno alcuni servizi pubblici essenziali per il funzionamento del sistema e non appiattirli categorizzandoli con altri con cui nulla hanno da spartire.
    Esempio, incominciamo a distinguere i VVFF "operativi" che effettivamente vanno sulla strada da quelli che invece fanno i porta carte, spostiamo i denari da un servizio che funziona ad uno che non va.
    Non è difficile, basta metterci il naso dentro, se volete vi do una mano.

    Ripeto, provvedimenti populisti possono solo accentuare antipatiche ingiustizie che già esistono, non è da "Movimento 5 Stelle".

  • concordo in toto con simone.
    conosco chirurghi che mediamente si fanno un gran mazzo per il lavoro saltando a volte la notte per operare specializzandi (5 anni di studio piu 6 ) che lavorano come i colleghi strutturati a 1800 euro al mese ( e una volta lo facevano a gratis) infermieri con carichi di lavoro sempre piu pesanti .
    c'è bisogno di infermieri ma nessuno vuole farsi il mazzo avere ridicole indennita di rischio o ridicole indemnnita per le reperibilità (si sta a casa a disposizione e si scatta di sabato o di domenica o durante le feste comandate ,di notte di giorno per una indennita che oserei dire vergognosa (credo 12 euro lorde all'ora), e allora che si fa si investe sugli operatori socio sanitari perchè bisogna ancora di piu risparmiare , con una formazione di 1 anno te li ritrovi in corsia in nome del risparmio tout cour.
    Ma non si è ancora capito che il risparmio non non deve essere sugli stipendi degli statali ma sul materiale che si spreca per esempio nella sanità .Ricordo per esempio di una spesa di un monitor del valore di 500 euro piu o meno ma che per la sanità (essendo elettromedicale cioè aveva una presa a terra ne è costato mi pare 18 milioni delle vecchie lire!!!!) materiale santario che scade, che non viene piu usato,..... insomma uno spreco di materiale.
    Bisogna investire di piu sulle categorie piu vessate per valorizzarle e per formarle e per gratificarle! Bisogna Tagliare, riorganizzare tante apicalità e/doppioni, nella vita non tutti possono diventare capi!

  • Purtroppo come lei, probabilmente, si meriterebbe di più, ci sono svariati impiegati pubblici che si meriterebbero molto meno di quei 1500 euro proposti come tetto massimo. La giustizia non è di questo mondo. Come ho consigliato alla fine può sfruttare le sue competenze sul libero mercato e guadagnare quanto merita

  • Non generalizziamo, non scendiamo ai livelli del signor Brunetta per piacere.
    Io sono un infermiere (classificabile come "impiegato") che lavora in una centrale operativa del 118.
    Il mio lavoro consiste nel ricevere le chiamate di soccorso, elaborarle ed erogare una adeguata risposta sanitaria all'evento utilizzando le risorse disponibili (ambulanze) senza scompensare il sistema il tutto nel giro di una manciata di secondi.
    Talvolta (3-4 turni da 12 ore/al mese) lavoro sull'eliambulanza e spesso mi trovo attaccato ad un cavo d'acciaio sospeso nel vuoto. Il tutto,ovviamente, è svolto in orario di servizio senza percepire alcuna indennità.
    Lavoro di domenica, di festa e di notte tutto l'anno e di fatto non ho diritto allo sciopero visto che l'organico del mio servizio è ridotto all'osso.
    Per quanto esposto sopra trovo inadeguato lo stipendio di circa 1500 euro che percepisco al mese.
    Bisognerebbe andare oltre alla generalizzazione e alla semplificazione per non cadere negli stessi errori della casta.

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