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IN CASO DI DEFAULT

Ho letto molte volte sul blog dei post di convinti sostenitori del riscatto islandese. Ovvero, guardare in faccia la realtà, accettare il fallimento come stato, nazionalizzare (magari) le banche e pian pianino ripartire. Questo è il risultato che ha ottenuto l'Islanda: http://www.ansa.it/web/notizie/canali/inviaggio/mondo/2011/08/30/visualizza_new.html_730543281.html A quando in Italia?

10 commenti

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  • Credo che questo stato di cose sia anche una questione culturale. Tutti vogliamo fare un lavoro cosiddetto di concetto, cioè stare dietro una scrivania, e guardiamo chi fa un lavoro manuale con la puzza sotto il naso, e purtroppo spesso il "mercato" premia i professionisti anche se ve ne sono in sovrannumero, pensiamo agli avvocati. I contadini o gli allevatori che producono il cibo, senza il cuale si muore di fame, vedono i loro prodotti pagati una miseria che non riesce a coprire le spese di produzione. E' considerato più importante un notaio che non fa un lavoro particolarmente difficile ma che per legge deve prendere non meno di un tot, e per una serie di atti è obbligatorio rivolgersi a lui e pagare. Tra un metal meccanico e un menager pubblico esiste un abisso in termini di retribuzione. Ultimamente è un fiorire di dirigenti nel settore pubblico, che cosa poi vadano a dirigere questo non si sa. O se pensiamo a personaggi come Ciampi, Amato, Casini, ma anche tantissimi altri del centro destra che prendono 2 o 3 stipendi o/e pensioni per decine di migliaiadi euro al mese, come si può dare la colpa a chi presta i soldi alla nazione??? Il problema è che spendiamo troppo e male. Nonostante una Costituzione fantastica siamo uno dei paesi più iniqui nel panorama occidentale, e lo stiamo diventando sempre di più.

  • @MS Lei dice che oltre il denaro c'è vita. Il problema è che proprio nella vita reale bisogna fare la spesa tutti i giorni perché si mangia ogni giorno, bisogna pagare le bollette, l'affitto, bisogna vestirsi, ecc. Sul denaro che debba essere frutto del lavoro e non della speculazione le do pienamente ragione. Il ridimensionamento della finanza che deve essere subordinata all'economia reale, questa deve essere una riforma che va assolutamente fatta, proibendo la diffusione di prodotti derivati che hanno trasformato le borse in veri e propri casinò. Ciò non toglie che noi italiani per decenni abbiamo tollerato che i nostri governi, di tutti i colori politici, si siano indebitati per le motivazioni più disparate, baby pensioni, posti statali clientelari, contratti di lavoro dei dipendenti pubblici che ne hanno decretato la blindatura a prescindere dalla loro efficienza, appalti super gonfiati e mai terminati, opere pubbliche unutili vedi Tav, la Mafia, ecc. Se il popolo italiano e conseguentemente i governanti si sono indebitati per tenere a galla questo sistema a discapito del vero lavoro che produce beni e servizi questo non è colpa di chi ci ha prestato i soldi.

    • Non e' il denaro che deve essere il frutto del lavoro , bensi' il benessere . Il denaro lasciamolo nella scatola del Monopoli .

  • Il link del web Ansa che ho evidenziato porta la notizia della vendita di una porzione di territorio appartenente al popolo sovrano (islandese) in cambio di molti soldi; guarda caso da parte di cinesi.
    Si sa che gli islandesi sono fieri e che se si trovano a dover accettare un simile compromesso è perchè ne hanno veramente bisogno.
    Gli islandesi hanno voluto (tramite un referendum) dire basta al sistema internazionale imperante e ora si trovano a fare i conti con i potenti. Perchè bisogna vivere.
    Quand'è che in Italia ci troveremo costretti a vendere il colosseo o gli uffizi o il litorale laziale o la costiera amalfitana o le dolomiti, ecc.?
    Perchè in caso di default si va in quella direzione.
    Grillini, la mia domanda è: meglio tener duro e accettare che i potenti vincano di nuovo o mandarli via a calci in culo restando alla mercè dei capitalisti esteri?
    Quando Schanzer difende l'operato di Gheddafy non sbaglia ad indicarlo come vero difensore del popolo libico, perchè per quella gente il futuro sarà più triste ora che è stata conquistata dai colonialisti. Vogliamo anche noi italiani finire così?
    La terza via è quella di imparare a gestirci le cose da soli, senza delegare, usando il denaro per scopi veramente utili e non per investimenti e speculazioni.

  • Il nostro purtroppo non e' un caso equiparabile a quello islandese dove i responsabili erano ben individuati e il debito quasi totalmente estero oltretutto in mano a banche estere.in Italia sarebbe improponibile pensare che gli italiani titolari di titoli del debito pubblico possano rinunciare al rimborso degli stessi spesso i soli risparmi di una vita.Accadrebbe una rivoluzione.Si potrebbe suddividere la parte di debito "onesto" da quello che potremmo definire speculativo e quindi riordinare lo stesso e rimborsare solo in parte i piccoli risparmiatori ma in ogni caso si dovrà procedere ad un risanamento riappianando il debito ma est classe politica deve solo andare fuori dai coglioni perché non riuscirà nell'intento essendo Asti provvedimenti solo depressivi.occorre solamente lasciare soldi alle famiglie e alla gente comune poiché solo qsto potrà portare ad un aumento dei consumi.I soldi vanno trovati laddove sono nascosti togliendoli agli evasori, a chi ne ne ha troppi e spesso ne spende pochi, a chi non fa girare l'economia, o dove vengono sperperati con la scusa della necessita dei costi della politica.Cosa cazzo centrano i costi della politica con gli sperperi e con il ritardo amministrativo tecnologico che spesso comporta più spese delle tasse alle quali siamo chiamati a rispondere .QStack classe politica continuerà a percorrere la via del compromesso, del pasticcio, dell'inciucio, delle lobby e degli interessi personali determinndo un rapido defoult che comporterà sacrifici insostenibili per la stragrande maggioranza della popolazione.Aria nuova e palle nelle decisioni sulle questioni strutturali e sulle scelte su dove recuperare fondi .Non e tutto perduto ma la gente deve avereil diritto di sapere che può cambiare le cose con un voto e con il proprio impegno o continuare a mandare nella merda il paese e con esso i soliti noti.

  • I fatto è che ora l'Italia è piena di debiti e non possiamo prescindere dalla realtà, che fare? L'unica via è tagliare il più possibile le spese per raggranellare risorse per rilanciare la crescita e creare nuovi posti di lavoro. Per tagli spese intendo equiparare i dipendenti pubblici a quelli privati, drastici tagli alla politica, e passare da subito al sistema contributivo. Contemporaneamente abbassare le tasse a partire dai ceti più poveri siano essi dipendenti o autonomi. Altra strada non c'è.

    • Lei e' usuraio ?
      Guardi che ce' vita dopo il denaro !
      Che l'Italia sia piena di debiti , riguarda solo i giocatori che li hanno fatti , non la vita reale .

  • user-pic

    Le esigenze non si coprono con i soldi ma con il lavoro .
    Giocare con i soldi...sopratutto se altrui ( BCE ) e' masochismo .

  • Mah!... Non sono un banchiere quindi non so le cose nel tecnico ma un po' di economia l'ho studiata. Default significherebbe per l'Italia non potere emettere più titoli del tesoro perché nessuno sarebbe così scemo da comprarseli. Il problema è che con le sole entrate fiscali non riusciamo a coprire tutte le spese, ci sarebbero milioni di licenziati anche dallo Stato, verosimilmente scuola e sanità diverrebbero solo a pagamento, si verificherebbe un crollo drammatico dei consumi, insomma la fame. Questo film si è già visto nel 1929 in America, e non è stato per niente divertente, ci furono centinaia di migliaia se non qualche milione di morti per la fame. I cittadini comuni non hanno colpa dell'enorme debito che ci portiamo appresso, di questo sono responsabili i politici, le imprese legate ai partiti che ci hanno dissanguato con appalti spesso inutili e ultra gonfiati, assunzioni clientelari, le varie mafie che impediscono lo sviluppo del sud, ecc. Purtroppo non sarà necessario un referendum per far dichiarare all'Italia default, oramai è matematico, non c'è creazione di nuovi posti di lavoro ma anzi ne stiamo perdendo, l'Europa ci impone un rientro immediato dal debito che non possiamo fare. L'unica cosa positiva di tutto questo casino è l'uscita dall'euro e il ritorno alla lira. Una moneta unica non voluta dalla gente, l'Europa unita non è voluta dalla gente ma solo da un ristretto club di banchieri, tecnocrati, super multinazionali.

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