Per motivi personali, da 8 anni, trascorro lunghissimi periodi in Cina, ho assistito al boom cinese in prima persona, c'è stato "l'assalto ai forni" aziende, che "giustamente" hanno chiuso la produzione facendo produrre qui; se non qui altrove: Tunisia, Marocco, Polonia, Turchia ecc... ovunque la mano d'opera fosse a basso costo, creando disoccupazione diffusa, è un fenomeno globale che ha impoverito l'occidente a vantaggio dei molti "furbi & svelti" è un fenomeno molto più diffuso di quanto non si pensi, Marchionne & Co. sono solo la cima dell'iceberg... basterebbe fare un salto alle varie fiere di Canton o di Shanghai per rendersene conto...e gli italiani in particolare sono attivissimi...se i nostri politici si mettessero lo zaino in spalla e vedessero un pò di più le vicende "dal di fuori" se ne renderebbero conto.
Possibile che le eminenze grige della comunità europea quando, circa 15 anni fà, questo processo è iniziato, non se ne siano accorte? un minimo di regolamentazione in materia avrebbe salvato milioni di posti di lavoro in occidente, non si può permettere di lasciare fare a tutti solo quel che gli conviene. Si sà: no lavoro no money, nessuna possibilità per il futuro, invecchiamento della popolazione ecc... Ora che la coperta è corta si litiga su tutto e si raschia il barile quasi vuoto a discapito dei soliti che non possono "delocalizzare le tasse"! L' "evasione" del lavoro ha un chè di immorale, come l'evasione fiscale..(se queste fossero eque e per tutti) In un mondo globalizzato è necessario comunque PORRE DELLE REGOLE, soprattutto sul lavoro, altrimenti si creano danni irreversibili, qui in Cina è arrivato il benessere ma i costi del lavoro e della vita sono saliti e i "Vampiri internazionali" ora stanno fuggendo dalla Cina e volano verso il Bangladesh o l'india creando crisi anche qui...molte aziende hanno chiuso....è la controprova che se non si mettono dei paletti, la delocalizzazione sfrenata crea soltanto danni alle comunità a vantaggio dei soliti furbi. Assito impotente e con rabbia, su RAI international, ai vari talk show con i soliti noti, mai che l'argomento sia stato preso in seria considerazione, eppure ritengo che questo sia il motivo "principe" del declino dell'occidente. Questo "quadretto" visto e vissuto in prima persona potrà essere un serissimo motivo di riflessione per gli Uomini di buona volontà, forse siamo ancora in tempo. RIFLETTETECI MA...RAPIDAMENTE! grazie.
Lavoro
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Ciao
PREMESSA
Le ragioni dell'importanza della Libera Iniziativa_
Pagati per fare quello che ci piace.
I veri 'precari' in Italia sono le partite IVA,_Vogliamo essere, gli artefici della nostra vita.
No soprattutto a coloro che vorrebbero programmare il nostro avvenire, prevedere il nostro futuro.
Il coraggio di chi rinuncia alle certezze per i propri ideali.
Tasse: lavorare tutti per pagare meno
I giornalisti e direttori che hanno costruito..........._Quel giorno controlleranno le tue emozioni........._Dissolvere tradizioni e mestieri in burocrazia.
Difesi sempre più poveri, i difensori sempre più ricchi_Legge di chi si fa forte delle proprie debolezze,_Trasformismo sbandierato come un valore.
Impossibile essere difesi da chi non ci prevedeva nemmeno come soggetti economici.
In Politica quando si riconoscono i propri torti......si deve far festa.
Senza indipendenza economica le parole democrazia e libertà sono solo parole.
Artigianato: un patrimonio di tutti.
Per ogni posto di lavoro autonomo in meno c'é un disoccupato in più.
Affermarsi per quello che siamo non per quello che sembriamo.
https://www.facebook.com/pages/ARTIGIANATO-E-PICCOLA-E-MEDIA-IMPRESA-A-DIFESA-DEL-CETO-MEDIO-PMI/366055412746
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/forum/2012/04/artigianato-e-piccola-e-media-impresa-a-difesa-del-ceto-medio-pmi.html
Intanto lei stesso sragiona ...e di brutto , quando ribalta l'evasione fiscale....dipingendola con gli occhi dei nostri sfruttatori .
Ci pensi un attimo....lei ha sbagliato del 100 % .
Il problema del lavoro che migra.....e' pure esso estremamente semplice da capire : non si lavora per fare vita ma per ricevere banconote ( prossimamente solo numeretti sul computer ) .
Entrambi questi errori sono follia .
Perche' il lavoro crei ricchezza , bisogna che sia dedicato a fare quelle cose che servono e non a magheggi finanziari o consumistici .
Bisogna , poi , che la ricchezza prodotta resti....e non venga consegnata a ricattatori o seduttori di vario tipo .
Pagare le tasse ha una serie di effetti autodistruttivi :
-abitua ad accettare la mancanza di Diritti
-crea una classe delinquente ultragrassa che insiste per avere sempre di piu' , una richiesta che non puo' essere soddisfatta ...
-spinge a produrre denaro , e quindi languono le cose che servono
-non lascia niente , ne la responsabilita' , ne la capacita' , ne il tempo , ne le risorse , alla gente per fare quelle cose che richiedono l'impegno sociale....con il risultato di dipendere anche per quelle dai disonesti ed egoisti esattori .
Facciamo 2 esempi , case e pensioni .
Se la casa fosse un Diritto e una responsabilita' sociale , si costriruebbero in amicizia , in modo durevole e ambientalmente abile . Ma pagando le tasse , non basta una vita a permettersi una casa bella .
Se invece che le "pensioni" ( limitatissime e slittanti sempre piu' in la ) si usassero i Diritti , il bisognoso verrebbe supportato al momento del bisogno .La rigidita' dei requisiti per la pensione , e' grottesca di per se , come lo e' il continuo slittamento del traguardo....senza che la gente si svegli .
Ciao amico Alberto, il tempo stringe e le problematiche che hai sollevato sono reali e importanti. Negli ultimi tempi, proprio per il motivo che siamo quasi ad un punto di non ritorno, ho cercatodi elaborare un programma di risanamento per l'Italia. Sarei contento se anche tu lo leggessi per giudicarlo. Ci credo molto. E' frutto di anni di indagini e calcoli.
Caro Claudio, facendo seguito alla mia...
riferendomi alla delocalizzazione, questa, ha inoltre "drogato" i mercati, nel senso che se anni fa era solo un fatto speculativo che ha creato disoccupazione e quindi povertà in occidente, ora è motivo di sopravvivenza per moltissime aziende occidentali, in particolare nel settore manifatturiero, se non delocalizzassero chiuderebbero definitivamente, questo è il paradosso.
Comunque la Cina non ne ha colpa il lavoro glielo abbiamo portato noi...diciamo che si è comportata in modo furbo e sornione tutto orientale, era ben consapevole che questo processo avrebbe indebolito l'occidente, non potendo lasciar morire la Gallina dalle uova d'oro ora si è offerta (non senza preoccupazione...) per dare un aiuto all'Europa (carità pelosa)...Una volta l'egemonia si conquistava con i cannoni ora si raggiunge lo stesso scopo in modo più soft...
Per onestà è doveroso dirlo, questo processo porta un poco di benessere e lavoro a popolazioni che veramente vivono in miseria. Da questo punto di vista la delocalizzazione diventa quasi un intervento umanitario forzato nei confronti del terzo mondo che stanno facendo passi avanti, se noi accettassimo di fare qualche passo indietro, in un futuro non lontano ognuno produrrà a casa propria e allora a fare la differenza non sarà più il costo del lavoro ma quel bagaglio tecnico-culturale che ci ha sempre distinto, il "made in Italy" da queste parti apprezzatissimo, non è un caso...
I politici sanno benissimo qual è la situazione ma fanno gli interessi degli imprenditori e non dei lavoratori.
Negli anni '70, quando ci fu il boom giapponese(simile a
quello cinese attuale), gli imprenditori non spostarono la
produzione in Giappone(forse perchè allora non era possibile
o non ci avevano pensato,non saprei dire) ma venne istituita
una tassa sui prodotti importati dal Giappone per proteggere
la nostra industria (ma sarebbe meglio dire gli industriali).
Ai nostri giorni questo non è più stato fatto perchè per gli
industriali è molto più conveniente produrre all'estero (a prezzi cinesi) e venire poi a vendere in Italia (a prezzi italiani)