Ho appena finito di leggere il seguente articolo: "Fiorello e le donne".
Premetto che la tv la guardo molto poco e passo più tempo su internet, ma questo articolo mi ha proprio colpito, da un lato per la novità dell'argomento, purtroppo bisogna usare questo termine, perché quello che lì vi è scritto, dovrebbe essere la normalità, una sana e noiosa normalità, dall'altro effettivamente vi sono, all'interno del mondo della televisione, alcune isole che non cercano l'audience a tutti i costi e con tutti i mezzi ma attraverso la professionalità non invasiva e non bulimica dei personaggi che fanno televisione. E ciò dimostra una cosa, anche se la realtà va sicuramente, purtroppo, verso un'altra direzione, ovvero che la professionalità paga. Il "sudare" per imparare a fare le cose ti mette sempre un gradino più in alto rispetto agli altri.
Il vedere Elisa e le pallavoliste della nazionale, trattate come persone, e non come oggetti sessuali o come rappresentazione del dolore è la novità, che tutti noi speriamo diventi noiosa routine. Premiare la professionalità, significa anche questo, significa che puoi fare le cose e non usare la scorciatoia del culo o delle tette per fare audience e per nascondere l'incapacità di fare un mestiere, bello, ma che non può essere improvvisato e che, come tutti i mestieri, ha bisogno di studio e di applicazione per poter essere i migliori, nulla viene regalato.
Il corpo delle donne e la TV
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