Cosa ci chiede l'economia contemporanea? Pensiamoci: ci chiede di subordinare la nostra preparazione a ciò che chiede il mercato. Chi ama la letteratura, la filosofia, la muscia, l'arte, dvorebbe rassegnarsi a realizzare studi diversi, perché questi non sono richiesti dal mercato. La nostra preparazione culturale dovrebbe essere subordinata alla produzione, questo significa che anche la nostra vita dovrebbe essere subordinata alla produzione. Se questo si generalizzasse gli esseri umani finirebbero per diventare delle mere appendici delle macchine...per poter produrre il più possibile. Ma dall'altro lato essi dovrebbero anche consumare il più possibile per evitare le crisi economiche, gli eccessi di produzione. Produrre velocemente e consumare velocemente. Mi viene in mente l'immagine del fiammifero che dopo aver prodotto molto calore finsce per diventare rapidamente un pezzettino di carbone rinsecchito. La vita non è soltanto produzione e consumo. La vita è fatta di relazioni sociali, di amicizia, di risate, di scoperte, di voglia di conoscere e vedere cose nuove. Non si può pensare di rinunciare a tutti i propri sogni semplicemente perché le leggi di questo mercato vorrebbero imporcelo. C'è un modo diverso di concepire la società. In fin dei conti produciamo per sopravvivere, non viviamo per produrre...
Risparmio energetico
Proponi le tue idee: diventeranno parte del programma delle liste civiche



Ci sono luoghi comuni che sono stati diffusi ad arte in questi anni. Si può essere contadini e artigiani pur avendo studiato e compreso il funzionamento del mondo e della società. Non è casuale che il movimento rivoluzionario postato da Beppe Grillo poco tempo facesse riferimento al costruirsi un orto per realizzare un po' di autoconsumo. Crede che chi ha teorizzato questo movimento non possedesse nozioni di economia e sociologia? Che non fosse in una certa parte un filosofo? Il sistema ci vuole ignoranti semplicemente per non farci vedere le nostre catene. Forse dovremmo occuparci della sopravvivenza della specie oggi cambiando un sistema che vuole produzione e consumo (che significa inevitabilmente consumo anche delle risorse). La Terra con questo sistema ha poca vita. Ci sono innumerevoli intellettuali che cercano di spiegare che forse sarebbe meglio lavorare meno, lavorare tutti, consumare meno, consumare tutti, e dedicare il resto della vita a realizzare le diverse aspirazioni che ognuno di noi ha a seconda delle sue inclinazioni specifiche.
Messa così, mi sento di condividere totalmente quelo che hai scritto.
Dedicarsi alla letteratura, alla filosofia, alla muscia e all'arte è molto nobile però necessita che qualcun altro provveda alle necessità primarie e cioè al cibo.
In un futuro non molto lontano io penso che dovremo occuparci per la sopravvivenza della specie.
Ho molto più rispetto del contadino, degli artigiani insomma di chi suda e si sporca le mani per far sopravvivere questa società.
Ce'un gruppo oramasi semiglobale , oramai non tanto piccolo , di "massoni" che vuole quel che ha ben descritto lei . Sfidano miliardi di persone che hanno interesse a vivere in tutt' altra maniera .
Ma vincono , perche' la potenza cerebrale , di auto rispetto , di iniziativa , di solidarieta' di questi miliardi di homo......e' quasi invisibile .
Data la sproporzione nei numeri dei 2 schieramentki.....basterebbe un piccolissomo risveglio di intelligenza nella gente per annullare il potere dei massoni .
Queste le regole della sfida .