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La posizione del M5stelle sulle Pensioni

In attesa di implementare il programma, riporto qui di seguito vari spezzoni presi dal blog di Grillo in merito alle pensioni così da costituire una base da cui partire.

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Beppe GRILLO ospitando il post di Maurizio LANDINI (FIOM) ha ribadito che l'articolo 18 (che impedisce il licenziamento illegittimo senza comunicazione dei motivi, ingiustificato o discriminatorio) è da mantenere in vigore.

L'imprenditore non si trasferisce all'estero per ciò che eroga al suo dipendente, ma per la tassazione sul lavoro . L'IRAP va cancellata. Nell'industria manifatturiera italiana la retribuzione lorda è di 17 euro/ora, inferiore di 3,5 alla media UE dell'area euro, pari 20,5 euro (vedi QUI).

Sulle pensioni bisogna essere chiari. Deve esserci un minimo per gli indigenti (1.000 euro?) e un tetto massimo per tutti gli altri e nessun innalzamento dell'età pensionabile. La riforma delle pensioni si deve fare per tutti o per nessuno. Per chi è già in pensione e per chi ha il diritto di andarci. Non possono esistere in questo momento diritti acquisiti (vedi QUI).

In pensione si può andare a 60 anni, l'innalzamento dell'età pensionabile è dovuto all'enorme spreco di soldi pubblici per le pensioni ATTUALI, non per quelle future. Mettiamo un tetto massimo pensionistico a ogni italiano, ad esempio 2.500 euro, vietiamo il cumulo di pensioni, aboliamo con effetto retroattivo le pensioni "super baby" dei parlamentari e, soprattutto, diamo a ogni pensionato una pensione commisurata a quello che ha realmente versato perché la differenza di qualche miliardo di euro è a carico dei giovani che la pensione non la vedranno mai, il TFR neppure e forse, neanche il lavoro. I sacrifici non hanno età, l'anagrafe non è un privilegio (vedi QUI).



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